
Il periodo negativo di GM sembra non avere fine. Il cratere nel bilancio si allarga: negli ultimi 4 mesi del 2008 il gruppo statunitense ha perso 9,6 miliardi di dollari, una cifra addirittura maggiore di quanto previsto. Il 2008 è stato invece complessivamente chiuso con perdite per 30,9 miliardi di dollari.
Nonostante gli aiuti economici anti-crisi offerti dal Governo americano per 13,4 miliardi di dollari, GM sembra non riuscire a riprendersi: solo qualche giorno fa i vertici della casa hanno manifestato con insistenza la necessità di nuovi aiuti per 16,6 miliardi di dollari, dopo aver presentato un piano di ristrutturazione contenente misure critiche.

Sono previste ancora tempeste ed uragani per il mercato dell’auto: la commissione europea ha stimato che nel 2009 il calo delle vendite delle auto sarà compreso tra il 12 e il 18% (1,5-2,5 milioni di unità). La stima è contenuta in un documento dal titolo “Rispondere alla crisi dell’industria automobilistica europea”.
Il testo sarà diffuso oggi e non si limita a fare previsioni di mercato, ma tenta anche di proporre alcune ricette per uscire dalla congiuntura: ripristinare la disponibilità di credito, aiutare i consumatori a cambiare auto e minimizzare i costi sociali della crisi del settore. La grave crisi va comunque affrontata sia con misure di sostegno a livello europeo sia da parte dei singoli Stati membri.
Via | Quattroruote
Arrivano parole di speranza per il tartassato settore auto: “Gli incentivi sosterranno le vendite 2009 del mercato italiano dell’auto fino a spingerlo nuovamente oltre i due milioni di esemplari.” È quanto sostiene il presidente dell’Anfia (Associazione nazionale filiera industria automobilistica), Eugenio Razelli.
Secondo il presidente i primi dati di vendita del mese febbraio mostrano già qualche segnale di ripresa (grazie soprattutto agli eco-incentivi). Ma, rimanendo con i piedi per terra, sembra comunque inevitabile che il secondo mese dell’anno si chiuda comunque con un calo percentuale a doppia cifra; meno pesante però rispetto al -32% registrato a gennaio.
Meno 35-40%: questo è il valore che il mercato italiano dell’auto perderà a gennaio 2009 rispetto allo scorso anno. Secondo Lorenzo Sistino (in foto), amministratore delegato di Fiat Auto ed autore del pronostico, “Recuperare in questi ultimi due giorni del mese è difficile”.
Secondo Sistino “le attese per gli incentivi non credo stimolino il mercato, lo faranno quando gli incentivi ci saranno”. Per quanto riguarda Fiat, l’ad Fiat ha spiegato che il brand italiano “seguirà più o meno il mercato, faremo la nostra parte ma il mercato quando è basso ci preoccupa” anche se “gennaio non è il primo mese difficile”.
Tuttavia qualche nota positiva arriva dalle auto a metano afferma l’ad Fiat, “siamo leader della vendite in Europa e in Italia. Con la Grande Punto a metano lanciata a novembre stiamo facendo bei numeri, l’auto è molto economica ed ecologica e soprattutto consente di circolare anche quando ci sono i divieti”.
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Sono circa 300.000 i lavoratori (60.000 i dipendenti Fiat) che rischiano la cassa integrazione se non verranno presi provvedimenti di sostegno al settore auto che, secondo le stime di Confindustria, nel primo trimestre 2009 potrebbe registrare un crollo degli ordinativi del -60% . E’ quanto emerge dal tavolo convocato a Palazzo Chigi dal Premier Silvio Berlusconi per cercare di arginare la crisi del settore auto che rischia di minare gravemente l’economia italiana con un impatto negativo sul pil 2009 di mezzo punto.
Governo e parti sociali concordano sulla necessità di un intervento tempestivo: il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola (nella foto), ha assicurato che il pacchetto di misure sarà pronto entro 10 giorni. Gli interventi economici, che sono ancora allo studio, saranno tuttavia ”compatibili” con la situazione dei conti pubblici.
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In un meeting tenuto in Arabia Saudita, Carl Ghosn, presidente Nissan e futuro presidente Renault, ha parlato della crisi mondiale dell’auto, dichiarando che nel 2009 ci sarà un calo globale del 14% nelle vendite rispetto al già critico 2008, con una stima di circa 55 milioni di veicoli.
Per avvicinare i valori record del 2007, quando le auto prodotte furono 69 milioni, servirà secondi lui aspettare addirittura 7 anni, con i primi deboli segnali di ripresa solo nel 2011. Si tratta dunque di stime pessimistiche, ma purtroppo in linea con quanto già affermato da JD Power e dal commissario europeo all’industria Gunter Verheugen.
Via | Autolinknews.com
Quello degli aiuti al settore auto è un tema che sta facendo discutere tutto il globo. E se i governi di alcune nazioni hanno già preso decisioni importanti, nel bel paese, stiamo ancora discutendo il da farsi.
Ma già mercoledì potrebbero arrivare interessanti novità dal tavolo sul settore auto convocato dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Ma la questione rimane delicata anche per la coalizione al Governo: la Lega Nord infatti dissente su qualsiasi aiuto possa arrivare alla Fiat dopo l’incontro del 28 Gennaio. Il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli ha respinto con forza l’ipotesi di un aiuto di Stato indirizzato specificatamente alla Fiat.
“Abbiamo pagato abbastanza volte per la Fiat per reintervenire. Se così fosse ci sarebbe la rivolta del popolo. Non si possono condividere i debiti e tenersi gli utili”- ha affermato Calderoli- “Le aziende devono essere considerate nel loro insieme. Il governo ha aiutato le famiglie e le imprese e la Fiat rientra tra queste.
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Si va delineando il piano di aiuti che il governo francese adotterà per sostenere il settore auto (che conta complessivamente due milioni e mezzo di addetti), gravemente colpito dalla crisi economica. Si parla con maggiore insistenza di un possibile ingresso pubblico nel capitale dei gruppi automobilistici francesi (il 15% di Renault è già sotto il controllo statale); manovra da effettuarsi parallelamente allo stanziamento degli aiuti economici.
A riferire di queste possibili soluzioni è stato lo stesso sottosegretario all’Industria, Luc Chatel: “In certi casi l’ingresso nel capitale può essere una merce di scambio per il nostro sostegno finanziario”. Le case automobilistiche dovrebbero comunque assumere impegni precisi sui limiti alla distribuzione di dividendi e sul mantenimento dei siti operativi in Francia, ha aggiunto il sottosegretario, facendo riferimento a quanto precedentemente detto dal presidente Nicolas Sarkozy.
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Il gruppo Fiat non usa mezzi termini nell’esprimere la richiesta di “urgenti azioni di sostegno a livello europeo” per il settore auto, messo in grave difficoltà dalla crisi internazionale. “La decisione di Moody’s di porre sotto osservazione il rating della Fiat – spiega l’a.d. del Lingotto, Sergio Marchionne - è strettamente collegata alla generale situazione di difficoltà che sta attraversando il comparto auto a livello mondiale. Siamo consapevoli che il business dell’auto è messo a dura prova dalla crisi che ha colpito prima il mondo della finanza e adesso anche l’economia reale”.
“In considerazione dell’alto tasso di occupazione, diretta e indiretta, si rendono quanto mai necessarie e urgenti azioni di sostegno a livello europeo”, prosegue Marchionne. “Solo una strategia di intervento comune, o per lo meno condiviso, può, tra l’altro, evitare quella disparità da Paese a Paese che sta creando condizioni di diseguaglianza tra i diversi costruttori, falsando l’equilibrio dei mercati e violando i più elementari principi della concorrenza previsti dal mercato unico europeo”.
Via | Quattroruote (Grazie a “murtle” per la segnalazione)
Nonostante alcuni costruttori stiano rischiando il fallimento ed altri siano stati salvati all’ultimo in seguito alla recessione economica globale, non si può dire che il 2008 di BMW-Group sia stato fortunatissimo: -4,3% delle vendite rispetto al 2007 con 1,436 milioni di unità. A dare il “colpo di grazia” è stato il risultato del mese di dicembre, con il gruppo tedesco che ha perso il 26,4%; In particolare -26.2% per BMW (97.256 unità), -27.8% per Mini (15.010; ma in attesa della nuova Cabrio), -16.9% per Rolls-Royce (157) . BMW-Group aveva comunque già pronosticato ed annunciato nei mesi scorsi che non avrebbe raggiunto l’obiettivo iniziale di superare la soglia di 1,5 milioni di vendite nel 2008 a causa della crisi del mercato dell’auto.
Nello specifico il 2008 ha visto le vendite di auto marchiate BMW scendere del 5,8% (poco più di 1,2 milioni di vetture); A salvare la situazione sono stati invece i marchi subordinati: Mini e Rolls-Royce hanno registrato un aumento record, rispettivamente, del 4,3% a 232.425 unità, e del 20% a 1.212 unità. Per quanto riguarda il mercato italiano le vendite del gruppo sono scese del 14,75% a 86.738 unità (68.282 Bmw e 18.456 Mini)
Via | IlSole24Ore (Grazie a “bebo” per la segnalazione)
Il 2008 automobilistico. Alcuni sostengono che i bisesti siano funesti; non vogliamo dare ragione alle superstizioni, ma la realtà che si è venuta a creare in questi 12 mesi ha sicuramente lasciato pochi sogni e molti segni. Sceglierò dei colori per raccontare questo lungo e problematico anno oramai in conclusione. Il bianco ed il verde. Green, come coscienza ecologica, dettata dall’esigenza dei costruttori di migliorare l’efficienza di motori ed automobili.
La missione è stata quella di rompere con l’Euro 4 lasciandolo alle spalle per iniziare il nuovo capitolo Euro 5. Ready. Già perché non si è capito se è vero o ancora sulla carta. Pianto del coccodrillo o spinta alle vendite. Verde per la disponibilità finanziaria; le case automobilistiche come del resto tutta l’economia hanno dovuto fare i conti con la crisi del nuovo secolo.

Secondo il settimanale tedesco Der Spiegel Daimler, così come già fatto da Bmw, ha rifiutato l’offerta di Ford per acquistare Volvo. Dieter Zetsche ha infatti attentamente valutato la situazione, ma gli ingenti investimenti necessari per poter allineare la produzione Volvo con quella Mercedes, consentendo forniture uniche e sensibili risparmi in produzione sarebbero stati troppo onerosi in questo momento di crisi.
A Volvo resta quindi la strada di un partner asiatico, visto che le circa 400.000 unità annue prodotte non bastano a sopravivvere da indipendente. Nel frattempo il governo svedese ha promesso aiuti per 2,6 milioni di Euro, che però andranno distribuiti anche per Saab, di proprietà General Motors. La tradizione svedese automobilistica è davvero in un momento difficile, tutti e due i marchi sono “in saldo” e rischiano di sparire dai libri di storia se non verranno prese importanti decisioni in tempi brevi.
Via |Finanza.repubblica (grazie a Stern per la segnalazione)