
“C’è bisogno di una cifra compresa tra i 17 e i 33,5 miliardi di dollari perché i fornitori di componenti delle case automobilistiche rimangano operativi”. Questa la lapidaria conclusione di uno studio condotto dall’agenzia A.T. Kearney, secondo cui la cifra dovrà essere erogata dalla Casa Bianca in un periodo che potrebbe durare dai due ai quattro anni. Pena “un’ondata di fallimenti”, secondo le parole usate nell’indagine.
I fornitori, colpiti praticamente in blocco dalla crisi del settore iniziata lo scorso anno, hanno bisogno di questo fiume di denaro per tenersi pronti alla ripresa ed evitare così di ripartire in ritardo rispetto al mercato. Da inizio anno, sei automotive supplier americani (l’ultimo dei quali lunedì scorso) sono andati incontro all’ormai famoso Chapter 11, quella norma che regola nel diritto fallimentare americano la procedura di bancarotta controllata. Nel 2008 altri otto avevano fatto richiesta per la medesima procedura.
A.T. Kearney ha inoltre concluso grazie al suo studio, che nel 2012 le vendite di auto nuove negli Stati Uniti raggiungeranno i 16 milioni di unità. Un nuovo boom dunque è alle porte: basti pensare che il consuntivo 2009, secondo lo stesso istituto, subirà un calo del 24% e sarà poco superiore ai 9 milioni di unità.

Con le vendite di auto nuove che non accennano a riprendersi, in America c’è chi comincia a preoccuparsi seriamente per il futuro dei fornitori delle case automobilistiche, visti da molti come le prossime vittime della crisi del settore: in questo senso si sono espressi recentemente Jim Lentz, responsabile vendite Toyota USA e Rick Wagoner, amministratore delegato General Motors.
“La salute degli automotive suppliers nazionali è precaria” ha dichiarato ieri a Washington il CEO di GM, “dal momento che le case automobilistiche continuano a tagliare la produzione”. Secondo Lentz, sarebbero quasi 30 i fornitori sull’orlo del fallimento.
Gli automotive suppliers hanno già chiesto al governo di Barack Obama aiuti per 25,5 miliardi di dollari, e al momento la neonata Presidential Task Force on Autos sta valutando la richiesta. Secondo GM, che auspica un intervento rapido evidenziando la gravità della situazione, la richiesta di fondi pubblici non avrebbe dovuto essere inferiore ai 30 miliardi.
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