
E proprio in chiusura di 2009 arrivò la tanto attesa buona notizia per il mercato dell’auto americano: a dicembre, J.D. Power prevede (basandosi sui primi 17 giorni del mese) un incremento delle vendite su base annua pari ad un sostanzioso +15%. Si tratterebbe del miglior risultato mensile dell’intero anno.
“Le condizioni del mercato USA continuano a migliorare” osserva J.D. Power, sottolineando come questo risultato positivo sarebbe solamente il terzo segno più del 2009. Per giunta, i precedenti incrementi (agosto e novembre) erano decisamente più esigui. Va ricordato però ad onor del vero, che i due incrementi successivi negli ultimi mesi dell’anno sono stati ottenuti rispetto al primissimo periodo della crisi economica.
Per dicembre 2009 si prevede un totale di circa 1.030.000 nuove immatricolazioni, contro le sole 895.152 dello stesso periodo del 2008. Le vendite alle flotte invece, scenderanno del 2,5%. Con questa chiusura d’anno, il risultato complessivo del 2009 si attesterà sugli 11.200.000 unità vendute. Nei primi 11 mesi, il mercato americano ha registrato un calo anno-su-anno del -24%, avendo raggiunto solo le 9.400.000 immatricolazioni. Solo Hyundai, Kia e Subaru sono cresciute nel corso del 2009.
Come anticipavamo un mesetto fa, Honda ha deciso di non buttare via del tutto il progetto della nuova NSX, congelato nella fase più acuta della crisi economica globale. La supercar nipponica, con il suo grande bagaglio di tecnologia, farà da base ad un modello riservato alle competizioni, che sta attualmente prendendo forma nel lontano Sol Levante.
La nascitura sportiva, il cui nome in codice è HSV 010, sarà spinta da un V8 e verrà presentata a gennaio. Altra informazione certa è che da lei non deriverà un modello di serie. Negli ultimi tempi poi, è venuta a galla un’interessante indiscrezione. I collaudi della NSX, bloccati -come ricordavamo- circa un anno fa, non avrebbero riguardato solo la versione stradale: anche il modello destinato al Super GT giapponese era già in fase di sviluppo.
Tra le enormi differenze che avrebbero separato la stradale dalla pistaiola, figurano il telaio interamente in fibra di carbonio riservato a quest’ultima ed il motore, un 3.4 V8 che avrebbe preso il posto del 5.0 V10 da oltre 500 CV della NSX omologata. Ancora: al posto dell’avanzata trazione integrale SH-AWD, per ottemperare ai regolamenti del campionato, Honda ha puntato sulla trazione posteriore.
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L’avventura a quattro ruote con la X-Bow è costata cara a KTM, storico costruttore di motociclette di nazionalità austriaca. La spassosa lightweight ed i suoi costi di sviluppo hanno contribuito in maniera determinante alle perdite dell’ultimo anno finanziario, che hanno raggiunto gli 81,4 milioni di euro.
Mai prima d’ora KTM aveva accumulato simili perdite nella sua storia: “colpa” della X-Bow, il cui successo è stato inferiore alle aspettative. Vero, ma non è solo questo il problema. La casa austriaca, come la gran parte dei costruttori di auto e moto ha dovuto fronteggiare una crisi durissima, riuscendo a vendere circa 64.000 unità quest’anno, contro le circa 92.000 dell’anno scorso.
Fatto sta che l’ambiziosa track-day car è costata cara agli austriaci, che ci hanno rimesso 33,1 milioni di euro. KTM ha inoltre dovuto affrontare spese per la riorganizzazione interna, un processo che è costato il posto di lavoro a circa 450 dipendenti. La casa, pur non avendo confermato la creazione (ad oggi improbabile) di un’erede per la X-Bow, si è detta fiduciosa per il 2010, anche in virtù di importanti novità nella gamma motocross e di una nuova 125.
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Il primo ministro russo Vladimir Putin ha annunciato un nuovo programma di incentivi alla rottamazione per aiutare il settore auto nazionale, in gravissima crisi ormai da lunghi mesi. Il piano, che nasce soprattutto per risollevare le sorti di AvtoVaz, tenterà di dare risposte ad uno dei settori dell’economia russa più colpiti dalla recessione.
Gli incentivi sono rivolti a tutti coloro che, possedendo un veicolo che abbia almeno dieci anni di età, compreranno un’auto russa nuova. Contestualmente all’annuncio, Putin ha aggiunto che AvtoVaz, compagnia partecipata per il 25% dallo stato, beneficerà presto di importante know-how e tecnologia di provenienza straniera, volta ad assicurare un futuro alla controllata Lada.
Putin, riferendosi così senza troppi giri di parole a Renault (proprietaria del 25% di AvtoVaz), ha dunque ricordato alla casa francese i suoi recenti propositi per rianimare le vendite di Lada e migliorare la qualità dei suoi prodotti.
Via | AutoWeek.nl
E’ ufficiale: Toyota si ritira dalla Formula 1, parola di Akio Toyoda. La colpa sarebbe tutta della crisi economica che si è abbattuta sul mondo delle automobili. In estrema sintesi non ci sono più i soldi per poter correre con un team competitivo.
Trulli e Glock rimangono senza scuderia in un campionato che perde i pezzi ogni anno che passa. Honda e Bmw non ci sono più mentre Bridgestone lascia il settore gomme: chi sarà il prossimo? Basteranno il ritorno di Lotus e l’arrivo di Campos Meta, Manor e USF1 per far tornare la Formula 1 ai fasti del passato?
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General Motors ha annunciato oggi che ci sono “buone possibilità” di ottenere un segno più nelle vendite di ottobre rispetto ai numeri fatti registrare nello stesso mese del 2008. Si tratterebbe della prima inversione di tendenza su base annua negli ultimi 21 mesi, come ha fatto notare un analista delle vendite ad Automotive News.
Si prevede inoltre che il mercato americano assorbirà entro fine anno un totale di 10,5 milioni di auto nuove. Rispetto alle previsioni di metà 2009, che davano come concreto il rischio di rimanere sotto la “soglia psicologica” dei 10 milioni, sembra dunque che le cose vadano un po’ meglio. A ben vedere però, si tratta di due dati che vanno presi con le pinze. Se da un lato è vero che negli ultimi 21 mesi mai GM aveva fatto registrare una differenza positiva su base annua, d’altro canto va sottolineato come ottobre 2008 fu uno dei primi -e più gravi- mesi della crisi economica globale.
Allo stesso modo, le proiezioni complessive per il mercato USA 2009 sono meno fosche soprattutto grazie al programma di incentivi governativi Cash for Clunkers. “La situazione è ancora precaria” nota infatti l’analista GM, “ma dobbiamo pur dire che ci troviamo di fronte a condizioni migliori di quelle di un anno fa”.
Gli italiani riducono l’uso dell’auto, ma i costi di gestione delle vetture e i problemi della viabilità rimangono elevati. In estrema sintesi, sono queste le conclusioni fondamentali del “Rapporto Automobile 2009“, realizzato dal CENSIS in collaborazione con l’ACI.
Nell’ultimo anno la crisi economica ha costretto gli automobilisti a percorrere una media di 600 km in meno rispetto ai 12 mesi precedenti. Gli aumenti di alcuni costi di gestione, soprattutto quelli legati al parcheggio (+50%) e alle multe (+57%), hanno favorito nuove forme di mobilità, a partire dal trasporto pubblico, che però continua a deludere le aspettative dei cittadini.
Il 28,8% degli automobilisti ha inoltre dichiarato di voler sostituire la propria vettura con una più moderna, possibilmente approfittando degli incentivi. L’indagine ha poi evidenziato che le cattive abitudini più diffuse tra gli automobilisti italiani sono le violazioni del divieto di sosta, l’eccesso di velocità e il mancato uso delle cinture di sicurezza.
Il cda Ferrari si è riunito ieri per analizzare i dati del primo semestre 2009: nel periodo in questione sono state consegnate 3226 vetture, l’8% in meno rispetto ai primi sei mesi del 2008. Il risultato, per quanto negativo, va contestualizzato: a confronto con il 2008, l’anno del record storico di vendite per Ferrari, e considerata la crisi dei mercati mondiali, la regressione non è così grave.
Così come le vendite, anche i ricavi sono scesi dell’8%, a 891 milioni di euro. L’utile della gestione ordinaria è passato invece da 164 a 124 milioni di euro, a causa della contrazione delle vendite, del mutato mix di prodotto e delle condizioni del mercato delle valute. Bene invece i risparmi ottenuti nella produzione e quelli provenienti dal taglio dei costi della Formula 1.
Altra nota positiva proviene dalle attività legate al brand: il fatturato di licensing e retail è cresciuto del 22,7% rispetto al primo semestre 2008. Crescono anche le vendite online di prodotti ufficiali e vanno a gonfie vele i servizi finanziari, che hanno generato un utile di 2,5 milioni contro la perdita di 0,4 milioni dello stesso periodo del 2008.
Toyota taglierà la produzione del 10% nel prossimo anno fiscale: la notizia, battuta dal quotidiano finanziario nipponico Nikkei e rilanciata da Automotive News, significa che il più grande costruttore del mondo costruirà circa 9 milioni di auto nei prossimi 12 mesi, laddove oggi ne realizza circa 10.
Prima conseguenza di questa enorme mossa strategica, sarà la chiusura di un gran numero di impianti ed il licenziamento di un altrettanto rilevante numero di dipendenti. Secondo il Nikkei, una fabbrica giapponese chiuderà per ben 18 mesi a partire dalla primavera 2010 ed anche un impianto in Gran Bretagna è a rischio stop.
Non bastano dunque i successi dei singoli modelli (vedi la recente Lexus HS 250h) né i provvedimenti di incentivo all’acquisto varati in molti paesi per risollevare le sorti di molti giganti dell’auto. La crisi aleggia ancora sull’economia mondiale, ed il settore automotive rimane tra i più duramente colpiti. Tanto che oltre alla fabbrica giapponese e a quella inglese, anche l’impianto NUMMI situato in California sembra a rischio.
Continua a leggere: Toyota costruirà un milione di auto in meno l'anno prossimo

Prosegue la crisi del mercato Russo, dove a Giugno è stato segnato un preoccupante -56% rispetto al 2008. La perdita dall’inizio del 2009 è del 49% totale, con un totale di 763.926 veicoli immatricolati. A differenza di molti altri mercati emergenti come Brasile, Cina ed India, che si stanno risollevando, la Russia continua a sprofondare e tutti i costruttori impegnati segnano perdite a doppia cifra.
Considerato l’intero semestre 2009, Lada è il costruttore leader del mercato, ma perde il 44% rispetto al 2008, seguito da Chevrolet a -52% e Ford a -50%. Seguono Nissan, -49%, e Toyota, -57%. Solo dodicesima Volkswagen, che però contrariamente a tutti gli altri, fa segnare un incoraggiante -4%. Un esempio su tutti della crisi è dato da Mitsubishi: è già stato deciso un netto ridimensionamento della produzione negli stabilimenti russi di Kaluga per il 2010 e 2011. A fronte di una previsione di produrre 160.000 veicoli annui, il mercato Russo nei primi 6 mesi del 2009 ne ha assorbiti soltanto 19.343.
Via | Autolinknews.com
La prossima Ford Focus sarà assemblata nel solo stabilimento tedesco di Saarlouis, mentre le C-Max destinate ai mercati europei ed extraeuropei nasceranno a Valencia. Rientra dunque per la Focus lo scenario che voleva la dislocazione della produzione in altri impianti oltre all’attuale “casa” del modello.
Precisamente, Ford Europe aveva lasciato intendere qualche tempo fa la possibilità che una nuova variante della Focus sarebbe potuta nascere in un secondo stabilimento europeo, ma le smentite di oggi bloccano momentaneamente quest’ipotesi. Solo momentaneamente però, come sottolineato da John Fleming, il numero uno di Ford Europe.
Gli stabilimenti europei Ford, nel frattempo, stanno combattendo con un nemico ancora temibile, il tracollo delle vendite causato dalla crisi economica che ha messo in ginocchio in particolare il settore auto: “Poiché sembra improbabile che sul breve termine la richiesta di auto nuove in Europa possa ricominciare a salire, Ford ha riallineato i piani di approvvigionamento alle esigenze commerciali previste per il futuro”.
Continua a leggere: Ford Focus e C-Max: le prossime nasceranno a Saarlouis e a Valencia

Il gruppo PSA (Peugeot-Citroën) prevede di chiudere il 2009 con perdite operative comprese tra uno e due miliardi di euro. La crisi globale del settore auto, come ha detto a chiare lettere Carlos Ghosn di Renault-Nissan solo ieri, è ancora lontana dalla conclusione. E questo dato, messo di fronte ai “soli” 343 milioni bruciati nel 2008 non fa che confermare l’analisi.
Il gruppo francese, oltre a lamentare i volumi di vendita ridotti, sottolinea anche come i clienti comprino oggi auto più economiche, che garantiscono margini inferiori rispetto alle invariate spese per la pubblicità necessaria a mantenere la quota di mercato. Peugeot lancerà una emissione di bond per circa 500 milioni di euro a scadenza 2016, allo scopo di finanziare i suoi progetti e consolidare la sua struttura finanziaria. L’emissione potrà essere portata in caso di necessità a 575 milioni.
Via | IlSole24Ore