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Tutti gli articoli con tag crisi auto america

Ford: lo stipendio del numero uno Mulally sfiora i 18 milioni di dollari

pubblicato da Fabio Sciarra

Mulally, Ford: "Ora siamo competitivi" L’amministratore delegato di Ford Alan Mulally si è visto aumentare lo stipendio del 6% per i lusinghieri risultati ottenuti nel 2009 e riceverà così un compenso di 17,9 milioni di dollari (13,3 milioni di euro) in luogo dei 16,8 del 2008. Il colosso di Detroit è tornato all’utile dopo quattro anni (2,7 miliardi di dollari, per la precisione) e sotto la gestione Mulally è stato anche raggiunto un importante accordo con i sindacati.

A Mulally in particolare viene poi attribuito un grande merito nell’aver evitato una richiesta di aiuti pubblici a Washington o peggio una procedura di amministrazione controllata, a differenza delle rivali General Motors e Chrysler. Il presidente Bill Ford incasserà invece 16,8 milioni di dollari dopo essersi azzerato lo stipendio tra il 2005 e il 2008.

Una curiosità: tra i benefit che competono a Mulally, c’è l’utilizzo degli aerei aziendali. A fine 2008 i manager delle Big Three avevano fatto una magra figura in Congresso recandosi con i jet privati a chiedere i soldi dei contribuenti: i tre si erano allora impegnati a venderli, ma a causa della crisi, anche questo mercato è depresso e così, tre dei cinque aerei aziendali posseduti da Ford, sono stati trattenuti…

General Motors erogherà 2,5 miliardi di dollari in favore di Delphi

pubblicato da Fabio Sciarra

delphi logo General Motors, ricalcando di fatto la scelta operata da Ford con Visteon, erogherà 2,5 miliardi di dollari in favore del fornitore Delphi, nato come spin-off proprio da GM nel 1997 ed oggi in fase di bancarotta controllata, come l’ex-casa madre e lo stesso concorrente Visteon.

Secondo Automotive News, oltre a GM, anche il fondo di investimenti Platinum Equity interverrà per tirare Delphi fuori dalla bancarotta (che dura da quattro anni), investendo 750 milioni di dollari e guadagnando così il controllo dell’azienda, una volta terminate le procedure regolate dal Chapter 11.

Delphi emergerà dalla bancarotta con un capitale di 3,6 miliardi, ma ancora non è stato reso noto chi metterà i rimanenti 350 milioni. GM per ora ha confermato che dirigerà la produzione in cinque delle fabbriche Delphi.

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Ford eroga 125 milioni di dollari per Visteon

pubblicato da Fabio Sciarra

visteon logo

Ford ha comunicato che erogherà 125 milioni di dollari in favore di Visteon, fornitore separatosi come spin-off dall’Ovale Blu nel 2000 e fallito settimana scorsa. Visteon attualmente si trova in bancarotta controllata (proprio come GM e fino a qualche giorno fa Chrysler) e costituisce la punta di un iceberg di crisi che sta interessando tutti i fornitori americani e alcuni tra i più grandi nomi del settore anche nel mondo.

Il supporto finanziario alla ristruttuarzione di cui vi parlavamo settimana scorsa è dunque arrivato. Ford, del resto ha tutto l’interesse nel tenere in piedi Visteon: addirittura il 30% della produzione realizzata da quest’azienda è diretta agli impianti di assemblaggio della casa di Dearborn. Non è comunque escluso che anche altri costruttori seguano l’esempio di Ford erogando prestiti in favore del fornitore americano.

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Mercato dell'auto americano: -37% a maggio

pubblicato da Fabio Sciarra

bandiera americana

Il mercato dell’auto americano ha lasciato sul terreno un pesante -37% nel mese di maggio, che di fatto ricalca l’andamento del mese precedente, quando era stato perduto il 34,3% su base annua. Le note “meno negative” arrivano per i costruttori nazionali, in particolare General Motors e Ford, che perdono meno della media.

Il gruppo di Detroit appena entrato in bancarotta, ha infatti subito un -29,6%, e l’Ovale Blu ha “limitato” le perdite al -24,2%. Insomma, poteva andare peggio, visto e considerato invece come stanno colando a picco i giappo.

Se a queste considerazioni aggiungiamo timidi segnali di fiducia come il +11% di GM rispetto ad aprile 2009 (pari a 19.000 auto in più), l’approccio tutto sommato cautamente ottimista alla bancarotta controllata di questo costruttore ed alcune dichiarazioni di segno positivo rilasciate da Toyota, sembra che la fase del tracollo ingestibile si andrà lentamente esaurendo. Non per tutti, intendiamoci: Nissan è al -33%, Toyota stessa al -41, Honda al -42 e la vecchia Chrysler al -47%. Hai voglia a risalire…

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Crisi dell'auto americana: anche il grande fornitore Visteon entra in bancarotta controllata

pubblicato da Fabio Sciarra

visteon logo

Visteon, uno dei più grandi nomi tra i fornitori automobilistici americani, è entrato oggi in bancarotta controllata secondo la procedura regolamentata dall’ormai famoso Chapter 11 del codice fallimentare USA.

Il problema per Visteon, che di fatto accomuna quest’azienda alle altre del suo settore, è venuto dal tracollo della domanda di auto nuove, che ha a sua volta inciso pesantemente sui ritmi produttivi delle case automobilistiche. Queste a loro volta, sono state obbligate a “segare” di netto i propri ordini verso i produttori di pezzi e componenti. L’azienda ha perciò richiesto la protezione temporanea dai creditori, per il periodo necessario a definire la sua riorganizzazione interna.

Visteon, nata come spin-off di Ford Motor Company nel 2000, aveva recentemente portato la settimana a quattro giornate lavorative, e sarà supportata finanziariamente proprio dall’Ovale Blu durante la ristrutturazione. Una mossa che si spiega anche con i legami industriali tra le due società: oltre il 30% della produzione di parti Visteon è destinata al colosso di Dearborn.

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General Motors seguirà il modello di bancarotta adottato per Chrysler

pubblicato da Fabio Sciarra

gm reinassance center

Oramai negli Stati Uniti non si parla più in termini ipotetici della bancarotta di General Motors: l’attenzione di tutti, soprattutto dopo la mega-cessione di azioni dei grandi manager, sembra concentrarsi su “come” questo passaggio dato ormai per scontato avverrà. Secondo GM stessa si seguirà un modello di bancarotta pilotata analogo in tutto a quello attuato con Chrysler.

Il costruttore ha comunicato inoltre che gli sviluppi della bancarotta controllata Chrysler vengono seguiti passo per passo, soprattutto per quanto riguarda il drastico taglio del debito, misura alla quale GM provvederà anche autonomamente, sia con lo storico taglio di concessionari USA di cui vi davamo conto in mattinata, che attraverso un accordo con il sindacato UAW, atteso entro settimana prossima.

Questa intesa prevederebbe un taglio del costo del lavoro pari a un miliardo di dollari l’anno, ed una parallela riduzione delle provvigioni in favore del fondo per i lavoratori in pensione pari a 10 miliardi di dollari. In pratica, sarebbe il dimezzamento esatto di questo specifico capitolo di spesa, secondo il Wall Street Journal. L’UAW, analogamente a quanto accaduto nel caso di Chrysler, entrerebbe infine in possesso del 39% della nuova GM. Presto, gli ulteriori sviluppi.

Stati Uniti: i fornitori delle case automobilistiche hanno bisogno di 33,5 miliardi di dollari per evitare il fallimento

pubblicato da Fabio Sciarra

bandiera americana

“C’è bisogno di una cifra compresa tra i 17 e i 33,5 miliardi di dollari perché i fornitori di componenti delle case automobilistiche rimangano operativi”. Questa la lapidaria conclusione di uno studio condotto dall’agenzia A.T. Kearney, secondo cui la cifra dovrà essere erogata dalla Casa Bianca in un periodo che potrebbe durare dai due ai quattro anni. Pena “un’ondata di fallimenti”, secondo le parole usate nell’indagine.

I fornitori, colpiti praticamente in blocco dalla crisi del settore iniziata lo scorso anno, hanno bisogno di questo fiume di denaro per tenersi pronti alla ripresa ed evitare così di ripartire in ritardo rispetto al mercato. Da inizio anno, sei automotive supplier americani (l’ultimo dei quali lunedì scorso) sono andati incontro all’ormai famoso Chapter 11, quella norma che regola nel diritto fallimentare americano la procedura di bancarotta controllata. Nel 2008 altri otto avevano fatto richiesta per la medesima procedura.

A.T. Kearney ha inoltre concluso grazie al suo studio, che nel 2012 le vendite di auto nuove negli Stati Uniti raggiungeranno i 16 milioni di unità. Un nuovo boom dunque è alle porte: basti pensare che il consuntivo 2009, secondo lo stesso istituto, subirà un calo del 24% e sarà poco superiore ai 9 milioni di unità.

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General Motors: perdite nette per 6 miliardi di dollari nel primo trimestre 2009

pubblicato da Fabio Sciarra

gm reinassance center

General Motors continua ad accumulare pesanti perdite anche nel 2009: l’anno nuovo si è aperto con un primo trimestre durissimo. Le perdite nette sono risultate pari a 6 miliardi di dollari, “in seguito al protrarsi della crisi economica globale e ai bassi volumi di vendita che interessano tutta l’industria”. Il consuntivo però, poteva essere ben peggiore secondo Detroit: “solo grazie ad una forte riduzione dei costi e all’avvio della ristrutturazione il rosso è stato contenuto”.

Venendo alle vendite, il calo su base annua è molto forte: -21% a livello globale. “I risultati evidenziano con forza l’assoluta necessità di procedere con il risanamento” ha dichiarato Fritz Henderson. “Puntiamo a ristrutturare i fondamentali del nostro business, garantendo più attenzione ai clienti, concentrandoci su soli quattro “core brands”, investendo nell’innovazione e soprattutto a tagliare in misura drastica i costi”.

Passando a fare qualche paragone, il primo trimestre 2008 vide perdite già gravi, ma comunque pari a 3,3 miliardi. Oggi siamo quasi al doppio di quella cifra. Ha ragione Henderson. Bisogna fare in fretta.

Mercato dell'auto americano: -34,3% ad aprile

pubblicato da Fabio Sciarra

bandiera americana

Continua la forte contrazione del mercato automobilistico americano nel mese di aprile: le vendite hanno subito nello scorso mese una diminuzione pari al -34,3%, per un totale di 817.287 immatricolazioni. A fronte di febbraio e marzo però, sembra di vedere una lievissima ripresa: nei due mesi passati, erano stati registrati un -41% ed un -37% rispettivamente, sempre su base annua.

Il gruppo Chrysler in particolare, continua a risentire più degli altri gli effetti della crisi, con vendite crollate del -43,8% sull’anno scorso, per un totale di 43.138 unità immatricolate. La quota di mercato di Auburn Hills è conseguentemente scesa dall’11,8% al 9,4% attuale. Poco meglio è andata General Motors, che con il suo -34,2% ha di fatto ricalcato l’andamento delle vendite USA nel loro complesso, mentre Ford Motor Company ha perso circa il 30%, contenendo -pur in misura minima- le perdite.

Tra i costruttori stranieri, a subire la flessione peggiore è stato il colosso Toyota, al -42%, un risultato praticamente identico a quello di Chrysler. Le vendite della casa giapponese si sono attestate a 126.540 unità e la quota di mercato è scesa in 12 mesi dal 17,2% al 15,2%. Anche Nissan piange lacrime amare, davanti al suo -38% e alle 47.190 unità che ha venduto.

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General Motors accelera la cessione di Saturn

pubblicato da Fabio Sciarra


Dopo aver annunciato lo scioglimento dei rapporti con il marchio Saturn nello stesso comunicato in cui veniva ufficializzata la chiusura di Pontiac, General Motors rende noto oggi che la cessione della casa è entrata nella sua fase operativa. La scadenza fissata per fine 2009 dunque, sarà con ogni probabilità largamente rispettata.

Ad oggi, fanno sapere da Detroit, un discreto numero di potenziali acquirenti ha mostrato un interesse concreto nei confronti della casa, fondata nel 1985, e della relativa rete di vendita, i cui responsabili saranno continuamente informati da Detroit sulle evoluzioni della vicenda.

Mattone dopo mattone, marchio dopo marchio, continua inesorabile il processo di smantellamento della “Grande GM” che ha segnato la storia dell’auto americana. Il prossimo futuro ci consegnerà, nelle intenzioni del management, una compagnia più snella, agile e proficua sotto ogni punto di vista.

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General Motors chiude ufficialmente il marchio Pontiac

pubblicato da Fabio Sciarra

Pontiac Solstice Coupè

Dopo 83 anni di vita, il marchio Pontiac chiude i battenti: le gravissime difficoltà della casa madre General Motors hanno portato a prendere definitivamente la dolorosa decisione nei confronti della controllata. Le indiscrezioni dei giorni scorsi, soprattutto dall’altra parte dell’Atlantico, erano troppo insistenti e documentate per svanire nel nulla.

La mossa rientra nello storico piano di risanamento del colosso malato, e sarà attuata a fine 2010. Da quel momento in poi, come si legge nel comunicato diramato da Detroit, GM si concentrerà su quattro “core brands”: Chevrolet, Cadillac, Buick e GMC”.

Contestualmente il gruppo ha annunciato che scioglierà i rapporti con Saab, Saturn e Hummer al più tardi entro fine anno. La svolta è storica: la “grande” GM cessa di esistere. Ora, l’obiettivo del management è quello di creare “una struttura nuova, più agile, leggera e proficua”. Al più presto.

GM: stop estivo "lungo" per molte fabbriche americane

pubblicato da Fabio Sciarra

fabbriche gm nordamerica

Le vendite americane sono calate del 49%, l’invenduto riempie i parchi delle concessionarie e la produzione nordamericana di General Motors si fermerà per ben nove settimane nel corso di quest’estate. La stampa americana unanimemente dà notizia della decisione, ma il gruppo di Detroit, di fronte alle incombenti scadenze per la presentazione del piano di risanamento, non parla per il momento di conferme ufficiali.

Nel caso in cui venisse confermata la chiusura di nove settimane, saremmo in presenza dello stop più lungo dal 1945. Comunque, come ha fatto sapere un portavoce di Detroit ad edmunds, “saranno i nostri dipendenti ad essere informati per primi” laddove effettivamente GM prendesse questa decisione.

Il fatto certo per il momento è che ben 15 sedi produttive nordamericane saranno interessate da uno stop minimo di una settimana, tra maggio e luglio. E sembra probabile che molte di queste vivranno periodi di pausa forzata ben più lunghi.

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