Un colpo ben assestato per Ferrari, una vera e propria batosta per Lamborghini: ecco cos’è stato il 2009 in termini di vendite per i due grandi costruttori di supercar emiliani. Se il Cavallino ha lasciato sul terreno il 5% in un anno, il Toro ha visto scendere le proprie vendite del -37,7% dal 2008 al 2009. L’anno scorso la casa ha venduto 1515 auto, contro le 2430 dei 12 mesi precedenti.
Dopo aver raggiunto nel 2008 il record storico di vendite, Lambo ha dunque incassato un duro colpo, anche in termini di fatturato, sceso da 479 a 281 milioni di euro. Colpa della crisi che ha toccato i principali mercati, a partire da USA ed Europa Occidentale, causando un forte calo della domanda, che negli ultimi mesi dell’anno è ulteriormente diminuita.
Anche la debolezza del dollaro, vista l’importanza del mercato USA per Lamborghini, ha pesato in modo significativo sulla performance complessiva della casa. Il costruttore ha stabilito dunque -soppesandone attentamente le implicazioni- di ridurre la produzione per adeguarla alla domanda, “che nel settore delle sportive di lusso deve sempre essere superiore all’offerta”, come puntualizza la casa.
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Nel corso del suo meeting tenutosi ieri, il consiglio di sorveglianza di Daimler AG ha presentato ufficialmente i risultati finanziari del 2009. Il gruppo tedesco ha annunciato pesanti perdite per il 2009, pari a 1,5 miliardi di euro. La crisi dunque, non ha risparmiato neanche la Stella di Mercedes (che nel 2008 aveva messo a segno un risultato positivo pari a ben 2,7 miliardi), e ha anzi prodotto perdite superiori alle previsioni iniziali.
Va detto però che dopo i primi sei mesi dell’anno l’andamento è significativamente migliorato (negli ultimi tre mesi sono stati registrati ricavi pari a 600 milioni) e che per il 2010 i tedeschi contano di tornare sulla cresta dell’onda con un EBIT (i ricavi pre-tasse) di nuovo ai livelli del 2008, pari -si stima- a 2,3 miliardi di euro.
Per Mercedes quello del 2009 è stato il primo risultato negativo dopo nove anni. Tuttavia per il 2010, Dieter Zetsche, confermato nell’occasione al vertice della casa fino a fine 2013, prevede che le vendite torneranno a salire rispetto ai livelli attuali.
Pochi, pochissimi costruttori a livello mondiale hanno resistito alla crisi del 2009. E tra questi ci sono senza dubbio i coreani di Hyundai-Kia, che non solo hanno tenuto botta, ma hanno anche approfittato delle situazioni ben più gravi vissute da qualche concorrente. Ora, la marcia del gruppo asiatico, è in una fase ancora ascendente. E così, per il 2010, si possono fare previsioni molto, molto ambiziose.
Come quelle riferite al mercato americano, di cui ha parlato oggi Reuters. Il solo marchio Hyundai, escludendo dunque i volumi della altrettanto tonica Kia, punta a raggiungere una quota pari al 4,5% del mercato USA, dove peraltro le cose hanno già iniziato a mettersi bene per la casa negli ultimi tempi.
I progressi di cui parlano le proiezioni ufficiali saranno ottenuti tramite una grossa campagna di comunicazione, ma soprattutto tramite una serie di lanci di prodotti nuovi, moderni e ormai assolutamente adeguati alle esigenze dei mercati occidentali. Due le chiavi di volta dei piani di espansione: la nuova berlina Sonata (che ha meno di niente a che spartire con la vecchia) e la ugualmente inedita ix35, che come vi abbiamo raccontato durante la nostra prova su strada di settimana scorsa è un SUV di taglia media più che interessante.
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Il Ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola è intervenuto sugli incentivi al settore auto, dichiarando che si tratta di provvedimenti che “drogano e -alla lunga- destabilizzano il mercato”. Scajola ha però sottolineato che nel 2010 gli incentivi saranno ripetuti, seppure in forma ridotta rispetto all’anno passato.
Proprio per quelli che potrebbero essere definiti i loro effetti collaterali indesiderati, “gli incentivi 2010 saranno concessi in minore entità e per un periodo di tempo più breve”. L’obiettivo del governo è quello di “esaurire il percorso” di questa iniziativa pubblica entro un arco di tempo ragionevole.
Il Ministro ha poi confermato il criterio ispiratore degli incentivi, ossia quello della riduzione delle emissioni, anticipando limiti ancor più severi rispetto al 2009. Molto probabilmente inoltre, nel 2010 anche le auto aziendali (che nell’anno scorso hanno molto sofferto la crisi) beneficeranno dei provvedimenti.
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Il Salone di New Delhi del 2010 sta attirando su di sé parecchia attenzione da tutto il mondo: il mercato promette bene, le novità esposte sono interessanti, i costruttori guardano con interesse a nuovi investimenti laggiù. E Renault, proprio in questo senso, ha fatto annunci molto importanti, esponendo i piani di crescita in India per i prossimi anni.
La casa francese offrirà entro 4 anni sul grande mercato asiatico una gamma di modelli completa nell’ambito di un programma di investimenti che, congelato durante la crisi, è stato rispolverato e inizia a concretizzarsi. Nei piani della corazzata franco-nipponica Renault-Nissan, un ruolo fondamentale lo rivestirà la fabbrica indiana di Chennai, destinata a divenire fulcro produttivo dei piani di crescita.
I primi nuovi arrivi previsti per l’India sono la berlina Fluence ed il SUV Koleos, che debutteranno fra poco più di 12 mesi. In un secondo momento sarà avviato l’ampliamento dell’offerta, sia verso l’alto che verso il basso di gamma. E per finire, a supportare queste ambizioni, ci sarà uno sforzo vasto ed organico per potenziare e migliorare la rete di vendita ed assistenza, le cui grandi novità saranno annunciate durante la prima settimana di febbraio.
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E proprio in chiusura di 2009 arrivò la tanto attesa buona notizia per il mercato dell’auto americano: a dicembre, J.D. Power prevede (basandosi sui primi 17 giorni del mese) un incremento delle vendite su base annua pari ad un sostanzioso +15%. Si tratterebbe del miglior risultato mensile dell’intero anno.
“Le condizioni del mercato USA continuano a migliorare” osserva J.D. Power, sottolineando come questo risultato positivo sarebbe solamente il terzo segno più del 2009. Per giunta, i precedenti incrementi (agosto e novembre) erano decisamente più esigui. Va ricordato però ad onor del vero, che i due incrementi successivi negli ultimi mesi dell’anno sono stati ottenuti rispetto al primissimo periodo della crisi economica.
Per dicembre 2009 si prevede un totale di circa 1.030.000 nuove immatricolazioni, contro le sole 895.152 dello stesso periodo del 2008. Le vendite alle flotte invece, scenderanno del 2,5%. Con questa chiusura d’anno, il risultato complessivo del 2009 si attesterà sugli 11.200.000 unità vendute. Nei primi 11 mesi, il mercato americano ha registrato un calo anno-su-anno del -24%, avendo raggiunto solo le 9.400.000 immatricolazioni. Solo Hyundai, Kia e Subaru sono cresciute nel corso del 2009.
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Come anticipavamo un mesetto fa, Honda ha deciso di non buttare via del tutto il progetto della nuova NSX, congelato nella fase più acuta della crisi economica globale. La supercar nipponica, con il suo grande bagaglio di tecnologia, farà da base ad un modello riservato alle competizioni, che sta attualmente prendendo forma nel lontano Sol Levante.
La nascitura sportiva, il cui nome in codice è HSV 010, sarà spinta da un V8 e verrà presentata a gennaio. Altra informazione certa è che da lei non deriverà un modello di serie. Negli ultimi tempi poi, è venuta a galla un’interessante indiscrezione. I collaudi della NSX, bloccati -come ricordavamo- circa un anno fa, non avrebbero riguardato solo la versione stradale: anche il modello destinato al Super GT giapponese era già in fase di sviluppo.
Tra le enormi differenze che avrebbero separato la stradale dalla pistaiola, figurano il telaio interamente in fibra di carbonio riservato a quest’ultima ed il motore, un 3.4 V8 che avrebbe preso il posto del 5.0 V10 da oltre 500 CV della NSX omologata. Ancora: al posto dell’avanzata trazione integrale SH-AWD, per ottemperare ai regolamenti del campionato, Honda ha puntato sulla trazione posteriore.
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L’avventura a quattro ruote con la X-Bow è costata cara a KTM, storico costruttore di motociclette di nazionalità austriaca. La spassosa lightweight ed i suoi costi di sviluppo hanno contribuito in maniera determinante alle perdite dell’ultimo anno finanziario, che hanno raggiunto gli 81,4 milioni di euro.
Mai prima d’ora KTM aveva accumulato simili perdite nella sua storia: “colpa” della X-Bow, il cui successo è stato inferiore alle aspettative. Vero, ma non è solo questo il problema. La casa austriaca, come la gran parte dei costruttori di auto e moto ha dovuto fronteggiare una crisi durissima, riuscendo a vendere circa 64.000 unità quest’anno, contro le circa 92.000 dell’anno scorso.
Fatto sta che l’ambiziosa track-day car è costata cara agli austriaci, che ci hanno rimesso 33,1 milioni di euro. KTM ha inoltre dovuto affrontare spese per la riorganizzazione interna, un processo che è costato il posto di lavoro a circa 450 dipendenti. La casa, pur non avendo confermato la creazione (ad oggi improbabile) di un’erede per la X-Bow, si è detta fiduciosa per il 2010, anche in virtù di importanti novità nella gamma motocross e di una nuova 125.
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Il primo ministro russo Vladimir Putin ha annunciato un nuovo programma di incentivi alla rottamazione per aiutare il settore auto nazionale, in gravissima crisi ormai da lunghi mesi. Il piano, che nasce soprattutto per risollevare le sorti di AvtoVaz, tenterà di dare risposte ad uno dei settori dell’economia russa più colpiti dalla recessione.
Gli incentivi sono rivolti a tutti coloro che, possedendo un veicolo che abbia almeno dieci anni di età, compreranno un’auto russa nuova. Contestualmente all’annuncio, Putin ha aggiunto che AvtoVaz, compagnia partecipata per il 25% dallo stato, beneficerà presto di importante know-how e tecnologia di provenienza straniera, volta ad assicurare un futuro alla controllata Lada.
Putin, riferendosi così senza troppi giri di parole a Renault (proprietaria del 25% di AvtoVaz), ha dunque ricordato alla casa francese i suoi recenti propositi per rianimare le vendite di Lada e migliorare la qualità dei suoi prodotti.
Via | AutoWeek.nl
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General Motors ha annunciato oggi che ci sono “buone possibilità” di ottenere un segno più nelle vendite di ottobre rispetto ai numeri fatti registrare nello stesso mese del 2008. Si tratterebbe della prima inversione di tendenza su base annua negli ultimi 21 mesi, come ha fatto notare un analista delle vendite ad Automotive News.
Si prevede inoltre che il mercato americano assorbirà entro fine anno un totale di 10,5 milioni di auto nuove. Rispetto alle previsioni di metà 2009, che davano come concreto il rischio di rimanere sotto la “soglia psicologica” dei 10 milioni, sembra dunque che le cose vadano un po’ meglio. A ben vedere però, si tratta di due dati che vanno presi con le pinze. Se da un lato è vero che negli ultimi 21 mesi mai GM aveva fatto registrare una differenza positiva su base annua, d’altro canto va sottolineato come ottobre 2008 fu uno dei primi -e più gravi- mesi della crisi economica globale.
Allo stesso modo, le proiezioni complessive per il mercato USA 2009 sono meno fosche soprattutto grazie al programma di incentivi governativi Cash for Clunkers. “La situazione è ancora precaria” nota infatti l’analista GM, “ma dobbiamo pur dire che ci troviamo di fronte a condizioni migliori di quelle di un anno fa”.
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Toyota ha ritoccato al rialzo le previsioni di vendita per l’attuale anno fiscale, per un valore pari al +3%. Ora il colosso giapponese ritiene di poter vendere in tutto il mondo 6.700.000 auto entro marzo 2010. A detta degli analisti, si tratterebbe del primo segnale vero, importante di un avvio di ripresa nel settore auto.
A dire la verità, di segnali ce ne sarebbero due: Toyota ha anche rialzato dell’8% i volumi di produzione previsti per lo stesso periodo. Il primo costruttore del mondo costruirà 6.450.000 auto entro marzo 2010, grazie soprattutto ai provvedimenti di incentivi statali varati in numerosi paesi, primo fra tutti il Giappone, cui toyota avrebbe chiesto di prorogare i sussidi fino a marzo 2012.
Dopo il +9% delle vendite globali in agosto, le nubi addensatesi sulla casa nell’ultimo anno continuano a diradarsi. Che sia davvero la via d’uscita dalla peggiore crisi della storia di Toyota?
Continua a leggere: Toyota, al rialzo le previsioni di vendita: +3% per il 2009-2010
Il cda Ferrari si è riunito ieri per analizzare i dati del primo semestre 2009: nel periodo in questione sono state consegnate 3226 vetture, l’8% in meno rispetto ai primi sei mesi del 2008. Il risultato, per quanto negativo, va contestualizzato: a confronto con il 2008, l’anno del record storico di vendite per Ferrari, e considerata la crisi dei mercati mondiali, la regressione non è così grave.
Così come le vendite, anche i ricavi sono scesi dell’8%, a 891 milioni di euro. L’utile della gestione ordinaria è passato invece da 164 a 124 milioni di euro, a causa della contrazione delle vendite, del mutato mix di prodotto e delle condizioni del mercato delle valute. Bene invece i risparmi ottenuti nella produzione e quelli provenienti dal taglio dei costi della Formula 1.
Altra nota positiva proviene dalle attività legate al brand: il fatturato di licensing e retail è cresciuto del 22,7% rispetto al primo semestre 2008. Crescono anche le vendite online di prodotti ufficiali e vanno a gonfie vele i servizi finanziari, che hanno generato un utile di 2,5 milioni contro la perdita di 0,4 milioni dello stesso periodo del 2008.