SWAN, ex Spyker, annuncia che Saab sta progredendo nelle trattative con i suoi fornitori per la definizione dei piani di rifornimento della fabbrica di Trollhättan: tuttavia, poiché i programmi dettagliati e definitivi di fornitura dei componenti non sono stati ancora completati, la produzione non riprenderà il 9 Agosto, come era stato precedentemente indicato. Le catene di montaggio torneranno infatti a funzionare solo quando i suddetti accordi saranno stati completamente ultimati. Non prima di venti giorni comunque.
Gunnar Brunius, Vice Presidente Produzione e Acquisti, ha dichiarato: “Ciò che occorre è un preciso e dettagliato impegno circa i tempi di consegna dei materiali alle linee di montaggio. Stiamo lavorando intensamente con i nostri fornitori per ottimizzare tali piani e concordare tempi di consegna dettagliati per poter avviare la produzione delle ormai quasi 11.000 vetture che abbiamo nel nostro portafoglio ordini.
La pausa estiva di molti sub-fornitori fa sì che alcuni fornitori chiave non siano in grado di essere tempestivi quanto vorremmo. Saab è pertanto costretta a posticipare di circa 20 giorni la data prevista di ripartenza della produzione, nella convinzione che questo ulteriore breve ritardo permetta a tutti i fornitori di riprendere la loro attività regolarmente”. SWAN e Saab continuano inoltre le trattative con partner finanziari per assicurare che la ripresa della produzione sia stabile.
Swedish Automobile (ex Spyker) e Saab annunciano la firma degli accordi definitivi con Pang Da e Youngman: queste ultime faranno il loro ingresso nel capitale SWAN-Saab in una manovra che porterà nelle casse del costruttore scandinavo 245 milioni di Euro. Inoltre la casa del grifone ufficializza un’ulteriore patto condizionato con Youngman per la formazione di una joint venture, con sede in Svezia, per lo sviluppo di tre nuovi modelli Saab denominati 9-1, 9-6X e 9-7.
L’alleanza tra Saab e Youngman sarà paritaria (50%) e rappresenta la base per l’espansione del portafoglio di prodotti: la casa svedese avrà il compito di controllarne e gestirne la progettazione, il processo di sviluppo, test per l’avvio della produzione e fornire ogni altro supporto tecnico e di controllo qualità mentre Youngman fornirà i necessari investimenti finanziari. Le parti interessate continuano anche a lavorare per giungere ad accordi per un’alleanza strategica costituita per la distribuzione e la produzione Saab in Cina e per la realizzazione di un nuovo “sub-brand”.
Swedish Automobile (ex Spyker) annuncia la stipula di un accordo con Gemini Investment Fund Limited per un prestito di 25 milioni di Euro, che garantirà a Saab ulteriori finanziamenti a breve termine. Il prestito, con tasso del 10% annuo, ha scadenza a 6 mesi. Swedish Automobile potrà riscattare in qualsiasi momento il prestito senza penali ed intende avvalersi di questa possibilità non appena ricevuti i fondi assicurati dall’accordo con Pang Da e Youngman.
A ricevimento dei 25 milioni di Euro garantiti da Gemini e alla definizione degli accordi sui termini di pagamento con i propri fornitori, Saab conta di poter accedere all’ulteriore tranche del prestito garantito dalla Banca Europea degli Investimenti pari a 29,1 milioni di Euro. Ai 13 milioni di Euro della commessa ricevuta nei giorni scorsi da una società cinese e ai 28 milioni derivanti dalla cessione della proprietà (soggetti al verificarsi di determinate condizioni), si aggiungono dunque i 25 milioni di Euro del prestito Gemini per un totale di 66 milioni di Euro di fondi disponibili questa settimana.
Con queste premesse, e auspicando che le tempistiche di erogazione di tali fondi siano rispettate e gli accordi con i fornitori sui termini di pagamento e di consegna vadano a buon fine, Saab Automobile conta di avere a disposizione la liquidità necessaria per riprendere la produzione entro due settimane.
Saab è riuscita a trovare i fondi necessari a pagare gli stipendi dei propri dipendenti: ”Una compagnia cinese ha piazzato un ordine per 582 vetture per un totale di 13 milioni di euro - ha affermato un portavoce del costruttore svedese - ed il pagamento degli stipendi e’ previsto per questa settimana”. Questi soldi serviranno anche a liquidare alcuni fornitori nei confronti dei quali la casa del grifone è morosa.
Tuttavia la produzione, arrestata l’8 giungo per l’interruzione delle consegne degli stessi fornitori (fra questi International automotive components ha denunciato la Saab alle autorità svedesi per un credito da ben 4.8 milioni di euro), rimarrà ferma. Saranno quindi necessarie nuove risorse finanziarie per riprendere a far lavorare le catene di montaggio.
Via | Asca (Grazie al nostro lettore “ilguastatore” per la segnalazione)
Negli ultimi otto anni, General Motors ha dilapidato oltre 6 miliardi di Dollari nel gestire il marchio Saab. Un bagno di sangue, quantificabile in 5.100 Dollari per ogni vettura venduta. Lo riporta il quotidiano finanziario svedese “di”, imputando la gran parte delle colpe al costruttore statunitense: la 9-2X, ad esempio, venne proposta con un sovrapprezzo di 5.000 “bigliettoni” rispetto alla Impreza Wrx da cui deriva in toto. L’articolo, pur non analizzando i dettagli del fallimento commerciale, parte da un laconico presupposto: GM non ha mai guadagnato un solo cent dal marchio svedese. Difficile stabilire chi ha davvero peccato, ma l’analisi dei numeri è un requiem a salutare l’alleanza.
Solo quest’anno, General Motors ha dovuto rivitalizzare i conti esausti del partner con 890 milioni; di questi, 750 solo per ripianare i debiti. Non resta, quindi, che augurare un “grosso in bocca al lupo” alla neo-proprietaria Koenigsegg, sperando sappia davvero in quale avventura si è cacciata.
Via | The Truth About Cars

Tra i venti potenziali compratori, i più interessati all’acquisto di Saab sembrano i cinesi di Geely. Un gruppo di dirigenti di questa società ha visitato per un giorno gli uffici della Casa svedese della sede di Trollhättan. Ciò rappresenterebbe un ulteriore passo in avanti delle trattative con GM e confermerebbe il forte interesse da parte di Geely. Il quotidiano svedese “Dagens Industri” ha confermato la visita e ha commentato che la Casa cinese è difatti l’unico forte candidato a rilevare Saab.
Inoltre, è stato appreso che solo dieci dei 27 iniziali potenziali compratori di Saab sono ancora in trattativa. Geely potrebbe anche creare una cordata con gli altri nove interessati per rilevare la Casa svedese, la quale necessita un investimento di alcuni miliardi di euro per saldare i debiti e per iniziare lo sviluppo di nuovi modelli.
Ricordiamo che dal primo gennaio 2010, Saab non farà più parte di General Motors e che è profondamente influenzata dalle difficili condizioni in cui si trova il mercato automobilistico. Se non verrà ceduta entro la fine di quest’anno, Saab seguirà lo stesso destino di Pontiac, vale a dire l’oblio. Lo stesso trattamento verrà riservato ad Hummer.
Via | Automocionblog
Il nuovo CEO General Motors Fritz Henderson è tornato a parlare della strategia per il futuro di General Motors, consapevole che il governo americano attende rapidamente qualcosa di concreto e l’opzione di un fallimento controllato è sempre dietro l’angolo.
Il Gruppo GM si dividerà in due parti, mantendendo uniti i marchi di maggiore successo. Troveremo quindi Chevrolet, Corvette e Cadillac, mentre Pontiac, GMC e Buick saranno riunite in una nuova entità, dove sarà rivisto il mix di modelli e brand per ottimizzare la resa sul mercato. Gli sforzi maggiori saranno comunque indirizzati ad ibrido ed elettrico, come dimostra l’accordo con LG per le batterie della Volt e la presentazione del progetto P.U.M.A. in collaborazione con Segway al salone di New York.
Saab, Hummer e Saturn rappresenteranno l’altra parte di General Motors, da riunire sotto una nuova identità con la speranza di trovare presto compratori per “disfarsi” dei debiti oppure, come ultima soluzione, per essere tutti eliminati e chiusi definitivamente. La rete vendita sarà riorganizzata e sopratutto ridotta numericamente, proprio come avverrà per General Motors stessa, che va incontro ad un downsizing totale. Non mancano comunque ulteriori contrattempi: è di ieri la notizia di un maxi richiamo da 1,5 milioni di esemplari per il costruttore di Detroit, a causa di un rischio incendio su veicoli costruiti da 1997 al 2003.
Via | Worldcarfans (grazie a Ryuk Shinigami per la segnalazione)
Tornano d’attualità le notizie sulla cessione di Saab: secondo gli aggiornamenti odierni, la controllata svedese di General Motors sarà ceduta entro il mese di giugno. A stabilirlo è stato il curatore fallimentare del tribunale svedese di Vanersborg, che ha al vaglio il piano di ristrutturazione della casa. Interessati all’acquisto del costruttore scandinavo sarebbero una ventina di soggetti industriali, sia svedesi che internazionali.
Saab punta ad una riduzione dei debiti pari al 75% per tornare a generare profitti nel 2011. Sul piano delle vendite la casa mira invece a raggiungere i 150.000 esemplari entro due anni. Obiettivo ambizioso, considerando che nel 2008 le immatricolazioni sono state 93.000: per raggiungerlo il management conta di mettere in produzione nel giro di 18 mesi quattro nuovi modelli.
Il tutto grazie anche all’aiuto della prossima proprietà, riguardo la quale continuano a circolare le ipotesi sulla sua nazionalità cinese: tra i nomi più accreditati, dopo Geely, spunta oggi il nome di Dongfeng. Seguiremo da vicino gli sviluppi della vicenda.
Le indiscrezioni più recenti riguardo la crisi delle case automobilistiche svedesi davano Geely molto vicina a Volvo, ma secondo le ultime notizie comparse in rete, ora sembra che i cinesi abbiano messo al centro del mirino Saab. La casa di Trollhättan non ha tardato a confermare i contatti.
Il motivo dietro lo spostamento dell’attenzione dalla controllata Ford a quella General Motors è di ordine economico: per Volvo, il gruppo di Dearborn richiede sei miliardi di dollari, mentre per entrare in possesso di Saab, i cinesi dovranno sborsare una cifra molto inferiore. Un argomento evidentemente molto rilevante nella “politica estera” delle case del Celeste Impero.
Secondo un quotidiano svedese, anche altri pretendenti starebbero serrando la corte: tra di essi, lo sceicco Maktoum Hasher Maktoum Al Maktoum, membro della famiglia reale di Dubai nonchè fondatore della categoria A1GP. Accanto a lui e a Geely, altri cinque soggetti internazionali starebbero tenendo d’occhio Saab. Il futuro della casa scandinava si deciderà nel corso delle prossime settimane.
Continua a leggere: Geely in pole position per l'acquisizione di Saab?
Fare previsioni per qualcosa che dovrebbe accadere fra più di vent’anni potrebbe apparire poco sensato, eppure la Svezia si sente sicura di poter dire che entro il 2030 la sua dipendenza dal petrolio sarà archiviata, per quanto riguarda i trasporti privati. Come? Puntando su una soluzione intermedia come i tanto discussi biocarburanti: la nazione scandinava ha investito fortemente sul bioetanolo, tanto che oggi l’85% delle Volvo e delle Saab vendute in patria montano motori di tipo “flexfuel”.
Per la verità il governo di Stoccolma in quest’occasione ha corretto un proclama ancor più ambizioso, lanciato qualche tempo fa: in principio la scommessa era per il 2020, ma evidentemente il percorso è più arduo del previsto. L’annuncio però, arriva in un momento tutt’altro che facile per le due case nazionali.
Sia Saab che Volvo vedono un futuro nebuloso davanti a loro e nel caso (certo non il più probabile) di chiusura per ambedue, risulta difficile immaginare che i costruttori stranieri avranno l’intenzione di adeguarsi ad un simile programma, tanto più che ad oggi nessun governo europeo ha allo studio iniziative analoghe.
Continua a leggere: Svezia: liberi dal petrolio entro il 2030

Prosegue il periodo difficile per Saab, dopo l’annuncio dell’amministrazione controllata ed il blocco della produzione. Sono stati infatti licenziati 750 dipendenti, la maggior parte dei quali nello stabilimento svedese di Trollhattan: General Motors nel frattempo continua a cercare acquirenti ed il portavoce Eric Geers ha ammesso di avere un contatto piuttosto concreto con un gruppo di investimento svedese, ma nel frattempo è stata avviata anche una collaborazione con Deutsche Bank per trovare altri investitori.
Fuori dal coro le dichiarazioni di Bob Lutz, che addirittura auspica una fusione tra Saab e Volvo, così da slegarsi dagli ex padroni General Motors e Ford e portare avanti il pensiero “nordico” in fatto di automobili e tradizione. Pur sorvolando sulla complessa fattibilità finanziaria dell’operazione, viene da pensare che si tratterebbe di una operazione ben diversa da quella che realmente sembra prospettarsi: Volvo potrebbe diventare cinese al 100%, Saab potrebbe persino chiudere i battenti.
Via | Leftlanenews
Un grosso debito relativo ai dazi doganali ha fatto bloccare le linee di produzione svedesi della Saab: la situazione per il marchio svedese è sempre più complessa, a pochi giorni dall’annuncio dell’amministrazione controllata. Lo stabilimento di Trollhattan si approvvigiona infatti anche da alcuni fornitori fuori dalla Comunità Europea e, in mancanza di pezzi, risulta impossibile assemblare le autovetture.
A questo punto tutte le speranze sono rivolte al piano di ristrutturazione che dovrà essere presentato al tribunale ed ai creditori dall’amministratore nominato pochi giorni fa.
Via | Es.Autoblog