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Tutti gli articoli con tag crisi chrysler

USA, l'Auto Task Force di Obama decreta: "Basta aiuti per GM e Chrysler"

pubblicato da Fabio Sciarra

bandiera americana

Dopo aver versato qualcosa come 80 miliardi di dollari nelle casse vuote di General Motors, Chrysler e dei loro fornitori, l’Auto Task Force dell’amministrazione Obama ha dichiarato che non erogherà più denaro pubblico in favore delle due industrie automobilistiche di Detroit.

Nel corso dell’ultima settimana, l’Auto Task Force di Washington ha deposto di fronte al Senato, affermando che “dopo l’ultimo prestito GM non chiederà più soldi”. Non solo. Esiste anche una “ragionevole possibilità che i contribuenti americani possano rientrare in possesso del denaro erogato in favore dei due costruttori, seppure non ci si possa ancora dire convinti che ciò accadrà”.

Chrysler, come sapete ormai tutti, è uscita dalla fase di bancarotta controllata, ed ha siglato un’alleanza con Fiat mercoledì scorso, mentre GM è ancora “sotto Chapter 11″, e potrebbe emergere dalla bancarotta il prossimo 1° agosto.

Mercato dell'auto americano: -34,3% ad aprile

pubblicato da Fabio Sciarra

bandiera americana

Continua la forte contrazione del mercato automobilistico americano nel mese di aprile: le vendite hanno subito nello scorso mese una diminuzione pari al -34,3%, per un totale di 817.287 immatricolazioni. A fronte di febbraio e marzo però, sembra di vedere una lievissima ripresa: nei due mesi passati, erano stati registrati un -41% ed un -37% rispettivamente, sempre su base annua.

Il gruppo Chrysler in particolare, continua a risentire più degli altri gli effetti della crisi, con vendite crollate del -43,8% sull’anno scorso, per un totale di 43.138 unità immatricolate. La quota di mercato di Auburn Hills è conseguentemente scesa dall’11,8% al 9,4% attuale. Poco meglio è andata General Motors, che con il suo -34,2% ha di fatto ricalcato l’andamento delle vendite USA nel loro complesso, mentre Ford Motor Company ha perso circa il 30%, contenendo -pur in misura minima- le perdite.

Tra i costruttori stranieri, a subire la flessione peggiore è stato il colosso Toyota, al -42%, un risultato praticamente identico a quello di Chrysler. Le vendite della casa giapponese si sono attestate a 126.540 unità e la quota di mercato è scesa in 12 mesi dal 17,2% al 15,2%. Anche Nissan piange lacrime amare, davanti al suo -38% e alle 47.190 unità che ha venduto.

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Sondaggio "RL Polk & Co.": entro due anni gli americani torneranno a comprare auto "Made in USA"

pubblicato da Dario Montrone

2010 Ford Mustang restyling

Secondo un recente sondaggio condotto negli Stati Uniti, entro due anni, quasi il 75% delle vetture acquistate dalla pubblica amministrazione e oltre la metà di quelle comprate dai consumatori saranno auto “Made in USA”, nonostante le difficoltà che GM e Chrysler stanno attraversando in questo periodo e il cui futuro appare molto incerto, soprattutto per la prima di queste.

L’indagine, condotta da “RL Polk & Co.”, si basa oltretutto su un piccolo campione composto da 1.361 persone, ma i metodi statistici messi in atto dal centro studi americano si rivelano molto affidabili. Infatti, emerge che il 55% dei consumatori statunitensi acquisteranno una nuova auto entro due anni. E il 72% di questi orienterà la propria scelta verso una vettura americana.

Alla “RL Polk & Co.” ci tengono a sottolineare che l’orgoglio patriottico del popolo USA è riemerso un pò troppo tardi, vista la difficilissima situazione in cui si trovano le ormai ex “Big Three” di Detroit. Lonnie Miller, direttore analisi di “RL Polk & Co.”, si dichiara ottimista circa i risultati del sondaggio: “nonostante la triste condizione in cui verte l’industria automobilistica, è incoraggiante il fatto che i consumatori manifestino l’intenzione di acquistare un’auto nuova nel breve termine”.

Via | MotorAuthority

Crisi dell'auto americana: GM riceverà 5 miliardi di dollari dal governo, Chrysler 500 milioni

pubblicato da Fabio Sciarra

bandiera americana

Secondo un articolo fresco di pubblicazione del Detroit News, il governo americano potrebbe di nuovo intervenire in favore dei due grandi malati dell’automotive americano, General Motors e Chrysler: la prima dovrebbe ricevere nuovi aiuti per 5 miliardi di dollari, la seconda 500 milioni.

Le indiscrezioni sarebbero state fornite in parte da alcuni rappresentanti dell’amministrazione Obama e, per la restante parte da un rapporto governativo di 250 pagine, le cui informazioni sono sfuggite prima degli annunci ufficiali. Ma da dove lo prenderanno, ancora una volta, tutto questo denaro?

I fondi dovrebbero provenire dal TARP, il mega-programma di sostegno all’economia USA varato dal segretario del tesoro Henry Paulson, un piano di interventi senza precedenti che prevede l’erogazione complessiva della folle cifra di 700 miliardi di dollari in favore dei vari settori produttivi del paese.

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Chrysler: al via un agguerrito piano di risparmio per la sede centrale

pubblicato da Fabio Sciarra

Veicoli Elettrici Chrysler (Chrysler EV, Dodge EV, Jeep EV)

Basta sprechi: in momenti di crisi ogni dollaro risparmiato può tornare utile. Questo deve aver pensato Chrysler varando il nuovo piano di risparmio, che come leggerete, investe tutte le fonti di spesa possibili e immaginabili, anche quelle apparentemente più insignificanti.

Il piano si rivolge soprattutto al contenimento dei costi del quartier generale di Auburn Hills, dove per esempio spariranno tutti gli orologi da muro, che costavano la bellezza di 20.000 dollari l’anno tra batterie e manutenzione. Giù di 4 °F anche le temperature dei riscaldamenti, per un risparmio di ulteriori 70.000 dollari.

Persino l’illuminazione nella sede andrà incontro a una sostanziosa sforbiciata, passando da 80.000 lampadine ad un totale di 40.000, per un risparmio di ben 400.000 dollari. Le decorazioni del prossimo Natale infine, costeranno 1000 dollari, meno del 10% rispetto agli 11.000 spesi per il Natale scorso. Basterà?

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Le Big Three hanno licenziato 200.000 dipendenti in sei anni, il 50% della forza lavoro

pubblicato da Fabio Sciarra

big three

Di questi tempi non si parla d’altro nel settore auto: licenziamenti, tagli alla produzione, perdite, rossi e chi più ne ha più ne metta. A qualcuno negli Stati Uniti, il paese più colpito dalla crisi, è venuta l’idea di quantificare tutte queste catastrofi, ed il risultato è semplicemente scioccante. In sei anni, le Big Three hanno lasciato a casa 200.000 persone.

Alla fine del 2002, General Motors dava lavoro a ben 177.000 persone nella sola America Settentrionale. A fine 2008 eravamo già a 93.000. In sei anni, il 49% dei dipendenti è stato licenziato. Non solo: entro il 2012 si punta a raggiungere quota 65.000 dipendenti: già a maggio via 3400 colletti bianchi, parte dei 10.000 licenziamenti previsti entro fine anno.

Dal 2003 Ford ha tagliato il 44% dei posti di lavoro, scendendo a quota 65.000 dipendenti. Nello stesso periodo, Chrysler, la più piccola delle Tre Sorelle, ha licenziato 32.000 persone, scendendo agli attuali 56.000 dipendenti. Le statistiche, ovviamente, saranno in continuo aggiornamento nei mesi e negli anni a venire.

Via | Autoblog.com

Chrysler conferma lo stop alla produzione per cinque fabbriche

pubblicato da Fabio Sciarra

Chrysler Town

Come anticipavamo correttamente martedì scorso, Chrysler ha comunicato un prolungamento allo stop della produzione per cinque delle sue fabbriche. Si tratta in ogni caso di un periodo piuttosto breve, pari a una settimana, come riportato da Automotive News.

Il provvedimento riguarda quattro stabilimenti americani e uno messicano, quello di Toluca dove nasceva la PT Cruiser, da ieri ufficialmente sul viale del tramonto. Motivazione ufficiale addotta dalla casa, il prolungarsi della crisi economica mondiale, della contrazione del credito e di quella -conseguente- della domanda, specie in riferimento agli USA.

In dicembre Chrysler aveva già comunicato il prolungamento delle ferie natalizie fino al prossimo 19 gennaio. Nulla cambia invece riguardo le date di riapertura (2 febbraio) già stabilite per le fabbriche di Viper e Grand Voyager.

Chrysler TownChrysler TownChrysler Town

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Chrysler: la PT Cruiser va in pensione nel corso dell'estate

pubblicato da Fabio Sciarra

Chrysler PT Dream Cruiser Series 5

Il vicepresidente di Chrysler Tom LaSorda ha dichiarato nel corso di un’intervista rilasciata a Bloomberg che la fine della carriera per la PT Cruiser (una decisione praticamente certa già da tempo) è dietro l’angolo: il modello retrò di Auburn Hills andrà in pensione la prossima estate.

La PT Cruiser sarà il settimo modello del gruppo a sparire dall’inizio della gestione Cerberus, iniziata nell’agosto 2007: l’auto semplicemente non desta più da anni quell’interesse suscitato ai primordi della sua carriera, partita nel 2000. Dal momento della sua scomparsa, la gamma Chrysler si articolerà su tre soli modelli: la Sebring, la 300C e l’intramontabile Grand Voyager.

Nel corso del 2008, nei soli Stati Uniti, il modello ha subito un tonfo nelle vendite pari al 49%, raggiungendo il totale di 50.910 immatricolazioni in 12 mesi. Un risultato ben peggiore rispetto al -30% della casa nel mondo e soprattutto rispetto al -18% dello stesso marchio in patria.

Chrysler PT Dream Cruiser Series 5Chrysler PT Dream Cruiser Series 5Chrysler PT Dream Cruiser Series 5

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Chrysler: "Non venderemo mai il marchio Jeep"

pubblicato da Fabio Sciarra

Jeep Wrangler Unlimited EV

Con un deciso comunicato stampa che lascia spazio a ben pochi dubbi, il vicepresidente del Gruppo Chrysler, Tom LaSorda, ha seccamente negato alcune indiscrezioni circolanti in America: Oltreoceano è recentemente tornata in auge l’ipotesi della vendita del marchio Jeep, ma secondo il manager di Auburn Hills si tratta solo di chiacchiere prive di fondamento.

Il discorso vale anche per gli stabilimenti: tutta l’attuale capacità industriale di Chrysler rimane confermata, nonostante il rallentamento dei ritmi produttivi. In un post scritto da lui su un blog americano, LaSorda ha ribadito il concetto ai lettori, sottolineando che le recenti voci intorno a Jeep sono tutte false.

Riguardo il glorioso produttore di fuoristrada era stato detto nei mesi scorsi che al suo acquisto erano interessati sia gli indiani di Mahindra, sia -soprattutto- i francesi di Renault, che sembravano decisamente in pole position. LaSorda ha sottolineato comunque che senza l’approvazione dello “Zar“, nessuna cessione, pur volendo, sarebbe possibile.

Veicoli Elettrici Chrysler (Chrysler EV, Dodge EV, Jeep EV)Veicoli Elettrici Chrysler (Chrysler EV, Dodge EV, Jeep EV)Veicoli Elettrici Chrysler (Chrysler EV, Dodge EV, Jeep EV)

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Mulally, Ford: "Lo Zar dell'auto non dovrà metter bocca sulla strategia di prodotto"

pubblicato da Fabio Sciarra

bandiera americana

A quasi un mese di distanza dall’erogazione del prestito d’emergenza nei confronti di GM e Chrysler, Alan Mulally, il presidente di Ford Motor Company, intervistato a riguardo da Automotive News, dice la sua sulla figura del temuto “Zar dell’auto”, una sorta di occhiuto supervisore che sarà nominato dalla Casa Bianca per controllare che i soldi accordati alle due malandate società vengano spesi bene.

Testualmente, Mulally ha dichiarato: “Mio Dio, spero proprio che questo Zar non si metta a comandare in fatto di strategia di prodotto. Si tratta di un campo che deve rimanere di esclusiva competenza delle case.” Effettivamente, quali saranno le competenze di questa figura è ancora un mistero per tutti.

Soprattutto, il dubbio riguarda l’effettivo potere del soggetto in questione: quanto sarà in grado di incidere sul futuro di GM e Chrysler? Per molti sarà l’uomo che dirigerà l’avanzata verso le auto ecologiche in America, ma di più per ora non si può dire. Tutto sarà più chiaro quando Barack Obama varcherà l’ingresso della Casa Bianca, fra sei giorni.

Chrysler: si pensa ad allungare lo stop alla produzione

pubblicato da Fabio Sciarra

Chrysler 200C EV Concept

Chrysler ha dichiarato nella giornata di ieri che sta valutando la possibilità di allungare lo stop alla produzione imposto circa un mese fa su alcuni dei suoi modelli: lo scopo è quello di smaltire l’invenduto che ristagna presso le concessionarie, soprattutto quelle americane.

A riguardo Bob Nardelli, intervistato a Detroit è stato chiaro: “Non sappiamo ancora quali modelli fermeremo, ma un nuovo provvedimento del genere è quasi sicuro”. La casa valuterà caso per caso la situazione dei modelli e deciderà nel prossimo futuro. Come sempre, riporteremo tempestivamente gli aggiornamenti.

Chrysler 200C EV ConceptChrysler 200C EV ConceptChrysler 200C EV Concept

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Crisi dell'auto americana: GM e Chrysler preparano una mega-sforbiciata alla rete di concessionari in USA

pubblicato da Fabio Sciarra

bandiera americana

L’erogazione del prestito governativo che ha recentemente assicurato la sopravvivenza di GM e Chrysler almeno fino alla prossima primavera, non significa certo che i tempi bui siano finiti per i due colossi americani in difficoltà. Anzi. Il taglio dei costi incombe sui due gruppi, e presto in America si assisterà ad una colossale riduzione delle loro reti di vendita. Ma non si tratterà di una passeggiata.

Le leggi che regolano i rapporti commerciali di franchising infatti, oltre che numerose e spesso complesse, negli Stati Uniti variano da stato a stato e ingarbugliano ancora di più una situazione già di per sé complicata. GM intende tagliare del 27% il numero di concessionari (si parla di ben 1750 showroom, tanto per rendere l’idea) e la manovra verrebbe a costare miliardi di dollari, tra spese legali e liquidazioni.

Tuttavia, si tratta di un passaggio obbligato per due aziende costrette a sforbiciare in maniera definitiva le voci di spesa. Certamente sarà una manovra molto dolorosa in termini finanziari. Basti pensare che quando General Motors chiuse il brand Oldsmobile nel 2004, le sole spese legali affrontate dopo la liquidazione del network di vendita si aggirarono intorno al miliardo di dollari…

Via | LeftLane