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Tutti gli articoli con tag crisi

Pontiac chiude ufficialmente i battenti: la notte di Halloween si porta via un altro celebre marchio americano

pubblicato da Omar Abu Eideh

Collezione Pontiac Jim Wangers

Il 31 ottobre la Pontiac ha chiuso definitivamente i battenti: dopo 84 anni di attività ed oltre 40 milioni di auto prodotte, la nota casa americana è stata inghiottita dagli strascichi della crisi economica che ha colpito in modo durissimo il settore auto. Quella del costruttore della GTO e della Firebird era una “morte programmata”: è stata la Genel Motors a trovarsi nella necessità di staccare la spina. Esattamente come fatto con Hummer, marchio già sepolto e dimenticato; c’è bisogno di auto più umane, dai consumi e dalle emissioni più accettabili. Adatte ai portafogli di un’utenza non più economicamente spensierata. E pensare che alcuni decenni fa il marchio se la giocava con mostri come Ford e Chevrolet.

Nel corso degli anni, con tutte le attenuanti della crisi mondiale, GM ci ha messo del suo per far fallire il brand con modelli non assolutamente all’altezza del blasone e delle aspettative. La produzione delle Pontiac si era arrestata circa un anno fa, mentre l’invenduto è stato trattato ufficialmente fino al 31 ottobre. Precisamente la data in cui era programmata la cancellazione di tutte le concessionarie americane. Arrivederci Pontiac; speriamo che questa sia solo una pausa in attesa di un nuovo e meritato rilancio.

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Conferenza Piano Industriale Fiat, gli altri temi: mercati emergenti, fabbriche italiane...

pubblicato da Fabio Sciarra

Conferenza Piano Industriale Fiat - le novità Fiat, Alfa Romeo, Abarth, Jeep, Lancia e Chrysler

I pilastri su cui si basa il piano quinquennale Fiat sono sei: la previsione di un ritorno -proprio nel 2014- del mercato europeo ai volumi del 2007, ossia circa 16 milioni di auto (+11% sul 2009); l’ottimizzazione dello sfruttamento degli impianti produttivi -compresi quelli di Chrysler- e la produzione di oltre 400.000 auto di segmento D o superiore in Europa; l’integrazione definitiva della gamma dei marchi italiani e americani; l’obiettivo di posizionare Alfa come brand premium con una gamma completa, promuoverlo in Europa e lanciarlo in Nord America; la forte crescita dei mercati latino-americani; l’allocazione prevalente dei modelli di segmento superiore al C in Nord America.

Da qui, da questi presupposti, partono tutte le direttrici di sviluppo future. In termini commerciali, Fiat vede dunque un’uscita lenta dalla crisi del mercato dell’auto, sia in Europa (come abbiamo scritto ci vorranno sette anni per tornare ai volumi del 2007) che per l’Italia, dove si prevede un tonfo per quest’anno (1.800.000 unità) ed una graduale risalita, che riporterà il mercato a 2.400.000 auto solo nel 2014.

In ambito continentale, vedremo da parte di Fiat un cambiamento in termini di incidenza percentuale dei singoli segmenti all’interno della produzione del gruppo: i segmenti A e B, pur rimanendo i principali, non saranno più così preminenti. Il C crescerà significativamente d’importanza, così come i SUV ed i monovolume compatti. Più contenuto sarà l’incremento nel segmento D e superiori, mentre tra i monovolume grandi e i derivati da commerciali (Qubo e Doblò) il costruttore ritiene che peseranno meno in termini quantitativi sulla propria offerta.

Conferenza Piano Industriale Fiat - le novità Fiat, Alfa Romeo, Abarth, Jeep, Lancia e ChryslerConferenza Piano Industriale Fiat - le novità Fiat, Alfa Romeo, Abarth, Jeep, Lancia e ChryslerConferenza Piano Industriale Fiat - le novità Fiat, Alfa Romeo, Abarth, Jeep, Lancia e ChryslerConferenza Piano Industriale Fiat - le novità Fiat, Alfa Romeo, Abarth, Jeep, Lancia e Chrysler

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Mercato USA: gli americani già stufi delle "piccole"

pubblicato da Omar Abu Eideh

Hummer H2 e H3 Model Year 2009

La crisi mondiale ha spinto il mercato dell’auto statunitense verso quella che sembrava una rivoluzione del parco vetture circolante: non più SUV vicini ai 6 metri e Pick-up da 8000 cc, ma “piccole e modeste” compatte da soli 1800/2000 centimetri cubici. Sicuramente auto più adatte a fronteggiare l’impennata del petrolio dell’estate del 2008 quando un gallone di verde è arrivato a costare 4 dollari, 1.378 euro/litro.

Le vendite di auto compatte sono quindi salite alle stelle, lasciando le auto da oltre 2 tonnellate e 8 cilindri a prendere la polvere negli autosaloni. Tuttavia, passati gli entusiasmi iniziali per le auto salva portafoglio, con la crisi economica che si avvia alla conclusione, gli utenti d’oltre oceano cominciano a fare i conti con le proprie scelte ed insoddisfazioni.

Nello specifico, grazie ad una ricerca di mercato è emerso che, il 30% degli acquirenti di auto compatte, per le loro prossime auto vorrebbero più potenza; il 25% vuole più spazio; il 25% più tecnologia (il che è interessante se si pensa che molto dei veicoli di produzione americana hanno ancora motori ad aste e bilancieri e sospensioni a balestre; fra queste anche note hyper-car). Il 18% degli intervistati vorrebbe un’auto più sicura ed il 22% la vorrebbe più comoda. Ma è l’ultimo dato che chiarifica la situazione: solo la metà degli intervistati prenderà in considerazione una compatta come prossimo acquisto, mentre il 35% si orienterà sulle berline medie ed il 18% su crossover o SUV.

Hummer H2 e H3 Model Year 2009Hummer H2 e H3 Model Year 2009Cadillac Escalade HybridCadillac Escalade Hybrid

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Porsche ancora in crisi; ma punta a raddoppiare la produzione

pubblicato da Omar Abu Eideh

Porsche 911 Turbo Model Year 2010- nuove immagini

A Zuffenhausen regna l’ottimismo nonostante Porsche continui a passare un periodo di crisi: la casa della cavallina ha chiuso i primi nove mesi dell’esercizio 2008-2009 con un calo del fatturato del 15% a 4,64 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le vendite sono crollate del 30% e gli analisti della casa tedesca ipotizzano una flessione che potrebbe sfiorare il 30% per l’intero esercizio.

Nonostante questo, in Porsche sono convinti che la produzione di vetture sportive e fuoristrada aumenterà del 50% nei prossimi mesi per toccare le 150mila unità/annue. Una stima che probabilmente deriva dal fatto che questo periodo di vacche magre sta pian piano finendo e che la crisi terminerà ancora prima per chi può permettersi un certo tipo di auto.

Porsche Cayenne DieselPorsche Cayenne DieselPorsche Cayenne DieselPorsche Cayenne Diesel

Via | Repubblica (Grazie al nostro lettore “stern” per la segnalazione)

General Motors: Wagoner si dimette

pubblicato da Omar Abu Eideh


L’ad e presidente di General Motors Rick Wagoner si è dimesso. Il suo addio arriva proprio a poche ore dall’ufficializzazione delle decisioni del governo americano circa l’erogazione di nuovi aiuti statali al colosso automobilistico statunitense. Secondo alcune voci sarebbe stata la stessa Casa Bianca a spingere per l’allontanamento di Wagoner dalla sua carica: una mossa che farebbe parte della strategia messa in piedi dalla task-force voluta dal presidente Obama per rilanciare il settore automobilistico USA.

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Marchionne: crisi? La tempesta è passata

pubblicato da Omar Abu Eideh

Le nubi della crisi si stanno diradando secondo l’ad Fiat Sergio Marchionne: “È partito il processo di risanamento. Il peggio della crisi è passato a livello economico e globale, poi ci sono le conseguenze. Passata la tempesta, bisogna ripulire. Prima cercavamo di individuare la ferita. Ora l’abbiamo trovata”. In ogni caso c’è ancora da attendere qualche mese: “Nella seconda metà del 2009 si comincerà a vedere qualcosa negli Usa. Poi in Asia e infine in Europa ma non prima di fine 2009» ha affermato Marchionne.

Il grande capo torna anche a parlare della “questione Cina” specificando che la casa italiana sta valutando bene l’andamento di quel mercato e la sua stabilizzazione. Per quanto riguarda il nuovo partner cinese Marchionne ha ribadito che non c’è ancora nulla di definito.

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BMW: 2009 di transizione; Daimler? solo gossip

pubblicato da Omar Abu Eideh

La pesante crisi economica iniziata nel 2008 ha ridimensionato le aspettative di alcuni costruttori e segnato il destino di altri. Fra quelli che appartengono al primo gruppo c’è BMW, duramente colpita nell’ultimo periodo e costretta a rivedere le stime di vendita nonché i modelli in arrivo nei prossimo mesi.

La casa bavarese, per bocca del CEO Norbert Reithofer ha previsto che il 2009 “sarà un anno di transizione in cui sarà difficile fare previsioni. Abbiamo una solida posizione finanziaria (liquidità di 1,8 miliardi di euro a fine 2008), ma prevedo per il 2009 un mercato mondiale in flessione tra il 10 e il 20%. Grazie alle novità di prodotto in portafoglio, le nostre vendite torneranno a salire dal 2010″.

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Crisi: punto della situazione su Opel e GM

pubblicato da Omar Abu Eideh

Il ministro dell’economia tedesco Karl-Theodor zu Guttenberg ha incontrato negli Usa i vertici di General Motors per provare a salvare dal fallimento Opel. Il governo tedesco è favorevole all’aiuto della casa di Rüsselsheim (subordinata al “gigante di argilla” GM) che necessita di 3.3 miliardi di euro per scongiurare la bancarotta. “Stiamo facendo di tutto per salvare posti di lavoro, ma dobbiamo trovare un modello che ci consenta di superare le urgenze dei prossimi mesi”.

Rick Wagoner, CEO GM, ha dichiarato che “GM è pronta a scendere dall’attuale quota del 100%”. Ciò non toglie che Opel necessiterebbe di una ristrutturazione delle sue attività europee con tagli e risparmi per 1.2 milardi di dollari. Tuttavia a Berlino richiede precise garanzie affinché i fondi governativi vadano esclusivamente alla Opel e non nelle casse di Detroit.

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7 miliardi di Euro dalla BEI ai costruttori Europei per la ricerca sulle auto ecologiche

pubblicato da Lorenzo Corsani

Banca Europea di investimenti La Banca Europea di Investimenti (BEI) stanzierà 7 miliardi di Euro per aiutare il settore Automobilistico Europeo. L’annuncio, giunto dal presidente Philippe Maystadt, servirà allo sviluppo di nuove vetture Ecologiche, ma non sarà rivolto ad una casa costruttrice in particolare. Ognuno riceverà circa 400 milioni di Euro, che saranno disponibili indicativamente a Giugno.

Si tratta di un segnale forte contro la crisi economica del settore, anche se già si pensa che questa iniziativa, vincolata alla ricerca in campo ecologico, non sia altro che il preludio alla futura stretta della comunità Europea sui limiti di CO2 da imporre alle case costruttrici.

Via | Autolinknews.com

Il futuro di Ford? Elettrico e, apparentemente, senza debiti

pubblicato da Omar Abu Eideh

Il futuro della Ford dei prossimi anni sarà indirizzato verso lo sviluppo delle auto elettriche. Ad affermarlo è stato Alan Mulally, Ceo della casa statunitense: “Entro 10-12 anni, la maggior parte della nostra linea produttiva sarà dominata da vetture elettriche”. Auto che, secondo Mulally avranno un mercato superiore alle ibride.

Il colosso americano aveva già in passato manifestato la sua volontà di spingersi in tale direzione industrializzando un van alimentato da batterie nel 2010, una piccola auto elettrica nel 2011 e un’ibrida da contrapporre alla concorrenza della Chevrolet Volt di General Motors nel 2012.

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General Motors ammette la possibilità del fallimento

pubblicato da Lorenzo Corsani

gm logo General Motors ha dichiarato alla Sec (organismo di controllo della borsa americana) di «avere dei dubbi sulla propria continuità aziendale», un annuncio che pone dubbi concreti sulla esistenza stessa del colosso statunitense. Si torna quindi a parlare del famigerato Articolo 11, le norme previste in caso di fallimento per la protezione dei creditori.

Tutto dipende dal successo del piano di rilancio: un solo passo falso potrebbe trascinare nel baratro General Motors e questo non può che speventare tutti i brand ed esso collegati, come la tedesca Opel che vuole fare di tutto per separarsi dai cugini Americani nella maniera più rapida possibile. Non a caso ll commissario europeo Guenter Verheugen ha proposto un vertice tra Germania, Belgio, Spagna, Polonia e Gran Bretagna, i paesi che ospitano stabilimenti Opel per salvaguardare gli interessi dei 400.000 operai potenzialmente coinvolti.

Via | Ilsole24ore.com

Crisi del settore auto: il punto della situazione con i risultati di Febbraio 2009

pubblicato da Omar Abu Eideh

Nonostante l’ottimismo e l’impegno che i costruttori stanno investendo per superare la grave congiuntura economica che ha caratterizzato gli ultimi mesi, sembra che la fine della tempesta sia ancora lontana. Il mese di Febbraio appena conclusosi non lascia adito a false speranze.

A febbraio in Giappone sono state consegnate 194.236 auto: un decremento del 32,2%. Nel primo bimestre 2009 le perdite ammontano quindi al 30,4% a 392.493 unità. Per il nuovo anno fiscale (inizierà il prossimo 1° aprile), Toyota ridurrà del 12% la sua produzione fermandosi a 6,2 milioni di esemplari. Inoltre, per la prima volta nella storia della casa giapponese, saranno chiesti aiuti economici al governo.

Nonostante gli ecoincentivi (che però sono partiti dalla metà dello scorso mese), febbraio è stato un altro mese negativo per il mercato nazionale: le immatricolazioni si sono fermate a 165.289 auto; pari ad un calo del 24,45%.

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