Oggi è venerdì e nello spirito del “casual friday” inauguriamo una piccola rubrica per sorridere un po’ nell’attesa del weekend: Auto Epic Fail / Auto Epic Win. Tutte le settimane pubblicheremo video o foto divertenti e curiose, nel puro spirito di questo tipo di post, alternando i fallimenti più clamorosi ai successi più incredibili. Niente di cruento o di volgare, sia chiaro. Come sempre, se volete partecipare inviateci i vostri link a suggerimenti@autoblog.it con titolo della mail “Epic Fail” o “Epic Win”. Non solo materiale tratto dalla rete, ma anche successi o insuccessi personali, di amici o parenti.
Partiamo allora con un grande classico di internet: il celebre test fallito dalla Volvo per dimostrare l’efficacia del suo sistema anticollisione installato sulla S60. Questo evento ha fatto la storia delle “figure di melma” automobilistiche quasi quanto il famoso test dell’alce della Mercedes Classe A, con la differenza che si è svolto di fronte a decine di telecamere e taccuini convocati per l’occasione rendendolo in poco tempo un vero e proprio fenomeno virale. Il video che pubblichiamo è stato caricato su Youtube dall’utente chamber361, ma ce ne sono moltissimi altri simili.
L’effetto divertente di questo filmato è accentuato dal silenzio attonito che si sente in seguito all’impatto dell’auto con l’ostacolo: nessuno ha il coraggio di commentare. Il Citysafety prodotto dalla casa costruttrice svedese quel giorno fece cilecca creando grande imbarazzo all’azienda, regalando però a noi internauti un video che resterà per anni ed anni ancora tra i più visti e commentati del web…
I ragazzi del programma televisivo Stuntbusters hanno replicato un esperimento già condotto nel 2009 dall’IIHS, ovvero l’istituito statunitense per la sicurezza stradale (differisce dall’NHTSA per la maggior severità dei crash test). In questa occasione si sono scontrate le Cadillac Sedan de Ville e Deville, risalenti al 1962 e al 2002, lanciate a 50 mph nel più anacronistico dei frontali.
Via | Autoblog.com
In questo terrificante video, Fifth Gear ci mostra l’ultimo dei suoi crash-test, quello di una Ford Focus di vecchia generazione lanciata a 192 km/h contro una parete indeformabile. Oltre ad essere il crash-test effettuato alla maggiore velocità mai registrata, esso ha un significato anche più importante se si considerano due aspetti: nel vecchio continente il segmento C, quello a cui appartiene questa Focus, è fra i più importanti per numeri di vendita; inoltre, anche se il test è davvero effettuato in condizioni limite, la velocità toccata è praticamente in linea con la punta massima media raggiungibile dalle auto di tale categoria.
Vi ricordiamo che la prova è equivalente all’impatto di due vetture di identiche dimensioni e lanciate alla stessa velocità, in questo caso tripla rispetto a quella raggiunta nei test Euro NCAP. Il risultato dell’impatto è devastante: la macchina si accartoccia su se stessa quasi completamente, rimanendo identificabile solo in coda. L’estrema decelerazione registrata nella collisione raggiunge il valore di picco di 400 g, pari 400 volte l’accelerazione gravitazionale che ci consente di rimanere attaccati al suolo.
Se già basta una prima occhiata a capire che non ci può essere stato scampo per i “passeggeri”, l’analisi ravvicinata dei lamierati e dei manichini non lascia spazio nemmeno alla più flebile delle possibilità. La potenza dell’urto è talmente elevata che, allo slow-motion, si osserva il posteriore dell’auto sollevarsi di circa 90°, mentre questa rimbalza a terra verticalmente, configurandosi come un vero e proprio cubo di lamiere. Francamente risulta difficile credere che con un’auto più recente l’esito della prova possa essere diverso…
(Grazie al nostro lettore “Mikileaks” per la segnalazione)

La tornata estiva di crash-test organizzati dall’ente EuroNCAP regala giudizi prossimi all’encomio e una sola “delusa”, comunque premiata con quattro stelle. La Kia Picanto scivola infatti sul controllo di stabilità (non offerto di serie per tutte le versioni) e viene così privata di una stella, quando le restanti nove vetture conquistano tutte il giudizio massimo. Le Audi A6, BMW X3, Chevrolet Aveo e Orlando, Citroen DS5, Hyundai i40, Opel Ampera, Volkswagen Golf Cabriolet e Jetta sono dunque premiate con le cinque stelle, a testimoniare il crescente e ormai generalizzato livello di sicurezza attiva e passiva offerto dalle nuove automobili.
In particolare desta stupore la Chevrolet Aveo, che si smarca dalla precedente e fragilina serie precedente (due stelle) e conquista la valutazione più ambita. I tecnici dell’ente europeio spendono poi giudizi positivi per i dispositivi BMW Advanced eCall, Mazda Rear e Citroen Localized Emergency Call, determinanti nell’aumentare gli standard di sicurezza.

Toyota ha progettato nuovi manichini per i crash test. Definiti come veri e propri “modelli umani”, rappresentano la quarta generazione dei modelli Thums (Total Human Model for Safety) sviluppati a partire dal 1997 e sono stati realizzati prendendo a modello un individuo donna di taglia small (153 cm) ed un maschio di taglia large (189 cm), che si aggiungono alla versione maschio da 179 cm già presentata. I modelli sono stati sviluppati sia in versione pedone, sia come passeggeri del veicolo, potendo così valutare al meglio le lesioni causate dai vari tipi di incidente.
I modelli sono stati realizzati grazie alla tomografia computerizzata, per ottenere misurazioni dettagliate della struttura interna del corpo umano e replicarne così le reazioni ai traumi. Questa quarta generazione di manichini consentirà di aumentare di 14 volte la quantità di informazioni disponibili rispetto alla precedente generazione e, di conseguenza, studiare soluzioni tecnologiche innovative per aumentare la sicurezza dei veicoli. In futuri la gamma dei manichini sarà ulteriormente allargata, con l’introduzione di modelli di bambini ed anziani.
Come ha fatto l’EuroNCAP sulla nostra sponda dell’Atlantico, anche l’agenzia americana NHTSA si appresta ad aggiornare nel senso di una maggiore severità i parametri per ottenere le cinque stelle nei crash test per le auto nuove. A provare per primi le nuove regole saranno ben 55 modelli di recente debutto sul mercato.
Come in Europa inoltre, il nuovo giudizio sarà unico, e risulterà dalla media ottenuta nei singoli campi (protezione passeggeri, bambini, pedoni, dotazioni sicurezza attiva etc.). Lo scopo dell’NHTSA è quello di rendere più immediatamente intellegibile per i consumatori il grado di sicurezza delle auto.
L’NHTSA non ha fornito dettagli ulteriori sul suo nuovo protocollo per i crash test, puntualizzando però che i futuri risultati non potranno essere comparati con quelli ottenuti con i vecchi criteri.
La Lexus HS 250h ha avuto problemi nei crash test americani condotti dalla NHTSA. Nella prova di tamponamento sono state segnalate pericolose perdite di carburante dal serbatoio in seguito all’impatto, un evento che potrebbe portare a serie conseguenze per la casa giapponese.
Lexus ha dichiarato che nei test condotti durante lo sviluppo non si era riscontrato un evento simile, pur replicando i test americani diversi da quelli Europei. A rischio non solo i 17.000 esemplari delle berlina ibrida già in vendita e che saranno richiamati, ma anche la commercializzazione stessa del modello, che potrebbe essere sospesa fino alla risoluzione del problema.
Con un punteggio globale di 87/100, l’Alfa Romeo Giulietta ha conquistato le cinque stelle nei test per la valutazione d’impatto EuroNCAP. Non solo: con questo rating, la due volumi milanese potrà ottenere le cinque stelle anche dopo l’inasprimento dei test fissato per il 2012. Alfa Romeo definisce così la sua segmento C quale “compatta più sicura di sempre” grazie a rilevazioni che rasentano l’eccellenza - 97% adulti, 85% bambini, 63% pedone, 86% sicurezza attiva.
Gran parte del merito va dunque attribuita alla nuova architettura “Compact”, introdotta proprio dalla Giulietta e sviluppata con l’ausilio di soli quattro prototipi. I tecnici Alfa Romeo hanno proseguito lo sviluppo a Cassino effettuando oltre duecento prove per valutare la bontà di componenti e sottosistemi, cento simulazioni di impatto sulla slitta Hyge e più di ottanta crash test.
Nuova tornata per i test EuroNCAP a cui sono state sottoposte le seguenti vetture: Citroen Nemo, Kia Venga, Nissan Cube, Seat Exeo e Toyota Verso. Quest’ultima è stata l’unica auto ad aver conquistato 5 stelle, mentre la Venga, la Cube e la Exeo ne hanno conquistate quattro. Fanalino di coda la Nemo che ha ottenuto solamente tre stelle. A partire da quest’anno sono state innalzate le soglie per poter conquistare le tanto ambite 5 stelle. Infatti, è necessario ottenere un punteggio dell’80% nella protezione degli adulti, del 75% in quella dei bambini e del 40% nel caso dei pedoni. I precedenti limiti erano rispettivamente 75%, 70% e 25%.
La Verso è risultata la migliore nella protezione degli adulti per l’89%, in quella dei pedoni per il 69% e nei dispositivi di sicurezza per l’86%, mentre nella protezione dei bambini ha ottenuto un risultato del 75%, inferiore solo alla Seat Exeo che ha ottenuto invece l’81%. La vettura spagnola è stata penalizzata per l’anzianità del progetto in quanto deriva dalla precedente generazione dell’Audi A4, nonché per gli effetti negativi che il cruscotto provoca alle ginocchia del guidatore nonostante la presenza dell’airbag. Per quanto riguarda gli altri risultati, la Exeo ha ottenuto il 77% nella protezione degli adulti, il 50% nella protezione dei pedoni e il 57% nei dispositivi di sicurezza.
Risultati molto simili per Kia Venga e Nissan Cube: rispettivamente, 79% e 83% nella protezione degli adulti, 66% e 64% in quella dei bambini, 64% e 56% nel caso dei pedoni, 71% e 84% nei dispositivi di sicurezza. In quest’ultimo caso, la Venga è stata penalizzata dal parziale taglio della cintura di sicurezza, divenuta già oggetto di un’azione di richiamo da parte della Casa coreana. Male la Citroen Nemo, nonostante il buon risultato nella protezione di bambini (74%) e quello discreto nel caso dei pedoni (55%). La multispazio francese è stata penalizzata nella protezione degli adulti (59%) e nel Safety Assist (29%) per la derivazione da un veicolo commerciale, la mancanza di ESP e airbag per la testa, nonché dallo scarso risultato del colpo di frusta. Dopo il salto, tutti gli altri video dei test EuroNCAP.
Continua a leggere: Nuova tornata Test EuroNCAP: 5 stelle solo per la Toyota Verso
Volvo presenterà nel 2012 la sua prima ibrida plug-in. Il modello destinato al debutto non è stato ancora svelato ed il sistema consentirà una autonomia di circa 50km in modalità emissioni zero, come anticipato dalla concept V70 PHEV diesel plug-in hybrid. In vista del lancio di questa nuova gamma, Volvo sta conducendo importanti ricerche sulla sicurezza, con dei severi crash test. Il posizionamento delle batterie e la loro protezione sono al centro dell’attenzione, dal momento che la massa aggiuntiva di circa 150 kg non è affatto trascurabile in caso di incidente. Volvo vuole che il livello di sicurezza delle nuove versioni ibride sia allo stesso livello dei modelli tradizionali. Per questo le batterie vengono monitorate per verificare che ogni cella mantenga il corretto voltaggio e le temperature siano nella norma; in caso di alterazioni le batterie vengono spente automaticamente.
Inoltre il pacco batterie è incapsulato in una struttura di sicurezza nel bagagliaio, vicino allo spazio della ruota di scorta, in modo da non compromettere la funzione delle zone a deformazione programmata e la sicurezza dell’intera struttura. In caso di incidente, un sistema isola automaticamente la batteria dall’impianto per prevenire qualunque malfunzionamento, inoltre tutti i sistemi di controllo di stabilità, frenata automatica ed impianto frenante sono stati verificati in base alla presenza del peso aggiuntivo delle batterie, del motore elettrico e di tutti gli accessori.

Alcune auto tra le recenti novità del settore hanno sostenuto l’importante test EuroNCAP. Le candidate sono state le seguenti: la SUV Audi Q5, la nuova Honda Jazz, la compatta Hyundai i20, la MPV Kia Soul, la crossover Peugeot 3008 e la piccola Suzuki Alto. Nonostante l’inasprimento delle regole di assegnazione dei punteggi, tutte le vetture coinvolte nel test si sono aggiudicate le tanto ambite 5 Stelle, ad eccezione della Suzuki Alto che ha conquistato solamente 3 Stelle.
Come si può ben notare dalla tabella in alto, la citycar giapponese di origini indiane è sicura al 55% nella protezione degli adulti, al 46% per i bambini e per il 29% nella cosiddetta categoria “Safety assist”. Suzuki ha fatto sapere che è intervenuta sulla gamma della Alto rendendo disponibile l’ESP come optional per tutte le versioni. Infatti, prima che venisse effettuato il test EuroNCAP il dispositivo non faceva nemmeno parte della lista degli optional. Per vedere come si sono comportate tutte le vetture nei crash test, vi consigliamo di visionare i video presenti dopo il salto.
Continua a leggere: Nuova tornata di Test EuroNCAP: tutte bene tranne la Suzuki Alto
Negli ultimi tempi, la maggior parte delle auto sottoposte ai crash test EuroNCAP otteneva facilmente le 5 stelle, ovvero il massimo punteggio. L’ente europeo è corso ai ripari, irrigidendo le regole di assegnazione del punteggio per tutte le vetture che si sottoporrano ai crash test, a partire da quest’anno. Nella prima tornata del 2009 è stato analizzato il comportamento di sei vetture entrate da poco in commercio: Citroen C3 Picasso, Mazda 6, Mitsubishi Lancer, Subaru Impreza, Toyota Avensis e Toyota iQ.
Con le nuove regole, solo quattro vetture hanno ottenuto le 5 stelle, vale a dire Mazda 6, Mitsubishi Lancer e le Toyota iQ e Avensis. Queste ultime due auto sono quelle che si sono comportate meglio nei quattro diversi test che concorrono nell’assegnazione del punteggio: protezione passeggeri adulti, protezione bambini, protezione pedoni e sicurezza attiva. Rispetto alla Avensis, la Toyota iQ è stata penalizzata dal punteggio ottenuto nella valutazione della protezione dei bambini; infatti, gli attacchi Isofix della piccola nipponica hanno mostrato segni di cedimento nell’impatto. Comunque, la casa giapponese ha già comunicato che interverrà al più presto per risolvere questo inconveniente.