
Lampeggiare i fari equivale ad esercitare la propria libertà d’espressione. E’ quanto stabilito da un tribunale americano dando ragione ad un cittadino che aveva fatto ricorso contro una multa. La sanzione era stata comminata per aver lampeggiato con gli abbaglianti per avvisare un’auto in arrivo della presenza di un autovelox. Il giudice la ha però ritenuta contraria al 1° emendamento della Costituzione americana, che proibisce ogni legge volta a limitare la libertà d’espressione.
L’uso dei fari per segnalare la presenza di pattuglie è piuttosto comune sulle strade di tutto il mondo. E’ un tacito accordo tra gli automobilisti per avvisare di moderare la velocità, o di allacciare le cinture, in modo da presentarsi al punto del controllo in modo impeccabile. Ovviamente si tratta di una pratica quantomeno al limite della legalità ed è per questo ritenuta sanzionabile in molti Paesi.
Da noi il Codice della Strada non è totalmente esplicito in materia:
È consentito l’uso intermittente dei proiettori di profondità per dare avvertimenti utili al fine di evitare incidenti e per segnalare al veicolo che precede l’intenzione di sorpassare. Tale uso è consentito durante la circolazione notturna e diurna e, in deroga al comma 1, anche all’interno dei centri abitati. (art. 153, comma 4)
Continua a leggere: Dagli USA: lampeggiare i fari è libertà di espressione

Cambiamo le regole per conseguire la patente di guida, in seguito alle modifiche del codice della Strada, entrate in vigore già in parte nell’Agosto scorso. Le modifiche rendono più complesso il quiz teorico e più stretti i tempi per superare la prova, ma sopratutto non sarà più possibile provare ripetutamente il test ad ogni sessione. Una volta conseguito il foglio rosa, si avranno infatti 6 mesi per passare l’esame, dopo i quali sarà necessario iniziare nuovamente l’intera procedura. Enterà in vigore il 9 Febbraio prossimo la nuova normativa sulla potenza massima delle vetture che i neopatentati potranno guidare per il primo anno: la potenza specifica, riferita alla tara, non potrà essere superiore a 55 Kw/tonnellata, con limite di potenza totale di 70 kW.
Il quiz teorico passerà da 10 a 40 domande e sopratutto avrà risposta singola, contro le 3 opzioni attuali. Sarà semplicemente proposta la formula vero/falso ed il massimo numero di errori consentiti sarà di 4 risposte, il 10% del totale. Gli argomenti relativi ai quiz saranno inoltre decisamente più ampi, infatti dai 10 capitoli attuali si passerà a ben 25, con argomenti inediti come l’ecologia. Sarà drasticamente ridotto anche il numero di lingue straniere in cui i test saranno tradotti per i cittadini di provenienza straniera. Anche gli esami per il recupero dei punti persi sulla patente saranno più complessi. Non basterà più frequentare un corso “di recupero”, ma verrà istituito anche un esame a quiz.

Il Senato ha approvato ieri con 145 voti a favore e 122 astenuti il nuovo Codice della Strada, in vigore da venerdì 30 luglio. Le modifiche introdotte permettono approcciarsi alla guida non appena compiuti i 17 anni, rateizzare il pagamento di una multa e guidare con la patente sospesa per alcune ore “bonus”. D’altro canto si inaspriscono le norme contro l’abuso di alcolici (specie per i neo-patentati) e contro i “multati seriali”: alla terza infrazione grave commessa in un biennio scatterà la revisione della patente. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha plaudito per l’approvazione auspicando che il nuovo Codice della Strada aiuti a ridurre «ulteriormente il numero degli incidenti e la mortalità sulle strade». A seguire le principali novità introdotte.

Indietro tutta. O quasi. Sull’emendamento che voleva tutelare gli autisti di auto blu, c’è stata una retromarcia. Parziale, ovviamente. In pratica, viene istituita una doppia patente per chi svolge questo mestiere: una sarà per uso privato ed una per l’utilizzo professionale. Non cambia molto nella sostanza delle cose: se ci ha fatto arrabbiare che gli autisti di certe vetture di rappresentanza venissero sostanzialmente esentati dal rispetto del Codice della Strada, ora sappiamo che lo saranno solamente mentre svolgono il loro lavoro. Magra, anzi magrissima, consolazione.
Il sistema (anche se dobbiamo attendere che il testo arrivi nella sua riscrittura definitiva) dovrebbe funzionare esattamente come per altre categorie professionali (ad esempio nell’ambito dell’autotrasporto): con una patente “valida” durante l’esercizio della professione e sottoposta alla decurtazione dei punti in caso di infrazione che lo preveda ed una, invece, che viene decurtata quando si commetta un’infrazione circolando per motivi personali. Attualmente la misura interessa circa 300 autisti: quelli alla guida di veicoli di alte cariche di organi costituzionali (Quirinale, Camera, Senato e Corte costituzionale) e istituzionali (presidenti di regioni, province e sindaci dei comuni capoluogo di provincia).
La svolta c’è stata - pare - per le tante proteste, sia dell’opposizione sia delle associazioni dei consumatori, oltre che quelle di tutti noi automobilisti che attraverso i megafoni che abbiamo potuto utilizzare (compresi tutti i vostri commenti indignati) abbiamo potuto dire la nostra e, una volta tanto, intervenire nelle scelte che ci piovono dall’alto.

Niente da fare, la ragione (o la decenza) non ha vinto sui privilegi. Passato in Senato l’emendamento che tutela gli autisti di ministri, presidenti di Regione e le altre cariche interessate. Significa che nel momento in cui sarà approvato il nuovo Codice della Strada troveremo all’interno anche questa norma. Il senatore Cosimo Gallo che ha proposto l’emendamento immaginiamo sarà soddisfatto di aver introdotto un concetto di impunità sulle nostre strade.
Nei vostri commenti al post precedente, in molti avete proposto una soluzione, rispetto al problema posto dal sen. Gallo: il politico costringe l’autista a correre? Che i punti vengano tolti a lui. Per quanto mi riguarda non ho molte parole da aggiungere. Spero solamente che ora anche gli agenti di commercio, i camionisti, i taxisti e tutte le categorie che lavorano dietro ad un volante chiedano - anzi, pretendano - la stessa esenzione dalla patente a punti. E poi, via al far west!

Siete pronti per arrabbiarvi? Un emendamento in discussione al Senato vorrebbe rendere esenti dalla perdita dei punti patente gli autisti di auto blu. Quella che sembra una proposta completamente assurda, viene sostenuta a gran voce dal suo proponente, il senatore Cosimo Gallo (PDL): “Ma che casta e casta! Spesso è il politico a chiedere all’autista di accelerare, magari perché l’aereo è arrivato in ritardo e c’è un appuntamento importante. Non è giusto che la fretta del datore di lavoro ricada sull’autista”.
Giustamente gli autisti dei mezzi di soccorso mentre svolgono il loro mestiere devono essere sollevati dal rispetto del Codice della Strada, ma che il politico in auto blu possa passare con il rosso perchè in ritardo, non trova giustificazioni. Sia dal punto di vista della sicurezza stradale (motivo per cui è stata ideata la patente a punti), sia perchè già di per sé stesse le auto blu suscitano polemica. Da più parti si chiede a gran voce di eliminarle o ridurrne il numero? E cosa arriva come risposta? L’ipotesi di rendere gli autisti in blu esenti dalla patente a punti? Mah.
Leggiamo su Polisblog i conti che il Corriere della Sera di oggi mette su carta a proposito di quante auto verrebbero interessate dal provvedimento:
Nella prima versione si parlava genericamente degli «autisti addetti ad organi istituzionali». Praticamente tutti, compresi quelli delle comunità montane (sì, ci sono) o del piccolo comune di provincia. Davvero troppo, pure in Senato l’hanno capito. Limatura, allora: solo gli autisti dei ministri. Ma dopo le proteste del sindacato di categoria, si è arrivati alla mediazione. Dentro ci sono gli autisti delle «alte cariche costituzionali» e poi dei presidenti di Regione, Provincia e dei Comuni capoluogo di provincia. In tutto 1.500.
Continua a leggere: Codice della strada: niente decurtazione dei punti per le auto blu
La nuova normativa sui limiti delle vetture per neopatentati slitta a Gennaio 2011. L’ennesimo rinvio della norma, proposta nel 2007 dall’allora ministro dei trasporti Alessandro Bianchi, è causato dallo stop in senato del decreto mille proroghe.
La norma prevede il divieto, per un anno, di guidare auto con potenza specifica, riferita alla tara, superiore a 50 kW/t per i neopatentati: nel disegno di legge di riforma del Codice della strada questo valore è stato portato a 55 kW/t.
Via | Quattroruote

La Camera dei Deputati ha approvato le modifiche (qui le nuove norme) al Codice della Strada, con nessun voto contrario e due astenuti. Ora sarà compito del Senato fornire il proprio “via libera” in tempi record, per rendere così effettivi i provvedimenti entro l’esodo di agosto.
Mario Valducci, presidente della Commissione Trasporti per la Camera, mostra tutta la propria soddisfazione («L’approvazione è necessaria per rendere più sicure le strade italiane»), chiedendo al Senato di approvare il testo senza modifiche. Il Partito Democratico loda il raggiungimento di un «buon equilibrio fra repressione e prevenzione».
Via | Repubblica
L’Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale (ASAPS) commenta con toni aspri (“un vero schiaffo alla patente a punti, al Tutor, alla sicurezza stradale”) la modifica al Codice della Strada con cui innalzare sulle autostrade il limite di velocità massima a 150 km/h. Nei soli tratti con presenza di Tutor, ovvero in quel terzo di chilometri complessivi (2.000 su 6.000, in entrambi i sensi di marcia) dove si è raggiunto il traguardo (previsto per il 2010) di dimezzare le vittime da incidente stradale.
“Questa modifica – prosegue nel suo sfogo il presidente Giordano Biserni – si accompagna anche con la riduzione dei punti prelevati a chi supera i limiti”. Chi mantiene i 200 km/h di media, insomma, verrà multato di 155 Euro, con soli 3 punti sottratti dalla patente.
Via | Asaps

Il Codice della Strada si rinnova. In quaranta articoli, che verranno approvati dalla Camera fra mercoledì e giovedì, dopo aver già ricevuto il via libera da Palazzo Madama. Le novità sono molte: dall’introduzione di un narco-test ai 150 km/h di velocità massima permessi in autostrada, dalla targa personale al limite zero nel tasso alcolemico per neopatentati ad autisti professionali. Introdotta anche una norma in difesa degli animali.
Dopo il salto, tutte le nuove misure.
Continua a leggere: Codice della Strada: entro la settimana verranno approvate le modifiche

La scorsa settimana è stato approvato definitivamente il DDL Sicurezza, provvedimento rivolto a migliorare la pubblica sicurezza e che prevede, tra l’altro, modifiche ad alcune parti del Codice della strada. Sono state ulteriormente inasprite le sanzioni per la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, per chi circola con documenti assicurativi falsi e, soprattutto, per chi commette alcune violazioni pericolose durante le ore notturne. Inoltre, è stato reso più complicato l’iter per ottenere la patente dopo la revoca.
Per la guida in stato di ebbrezza, è stata raddoppiata la durata della sospensione della patente nel caso in cui il veicolo con cui è stato commesso il reato di guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l sia di proprietà di altre persone. La sospensione dai due ai quattro anni della patente riguarda anche chi guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Poi, per chi viene beccato con tasso alcolemico superiore ai 0,5 g/l, l’ammenda aumenta di un terzo se il reato è commesso tra le ore 22 e le 7. Quindi, le sanzioni saranno tra i 667 e gli 8.000 euro. Il 20% del ricavato andrà al “Fondo contro l’incidentalità notturna”.
Invece, chi viene beccato alla guida di un veicolo provvisto di assicurazione falsa o contraffatta, il DDL introduce la confisca del veicolo intestato al conducente. Per chi ha falsificato i documenti, è prevista la sospensione della patente per un anno. Per quanto riguarda il conseguimento della patente, il DDL estende gli stessi requisiti previsti per ottenere la patente al certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori e al certificato di abilitazione professionale. Quindi, niente patente e patentino per chi è “affetto da malattia fisica o psichica” nonché per i “delinquenti abituali, professionali o per tendenza e coloro che sono o sono stati sottoposti a misure di sicurezza personali” o a misure antimafia, oppure persone condannate per produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti.
Continua a leggere: DDL Sicurezza: modifiche anche al Codice della strada
Aumentano i controlli (e le multe) sulle strade urbane italiane le contravvenzioni sono cresciute del 7,9%, dagli 11.719.639 verbali del 2007 ai 12.642.100 del 2008. I dati sono stati pubblicati oggi dall’ACI.
Le più ricorrenti violazioni al Codice della Strada sono sempre le stesse: divieto di sosta (2.192.985 multe), eccesso di velocità (227.018), irregolarità nei documenti di circolazione (167.299), passaggio con semaforo rosso (118.595) e uso del telefonino al volante (114.904).
Nella graduatoria delle infrazioni figurano anche comportamenti molto gravi: all’ottavo posto il mancato uso delle cinture e dei seggiolini per bambini (49.840 multe), al 16° posto il mancato uso del casco (10.281), al 22° la guida in stato di ebbrezza (5.631) e al 37° la guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti. L’infrazione in assoluto più commessa però (ben una multa su due), è la violazione delle zone a traffico limitato e il mancato rispetto delle giornate a targhe alterne: addirittura 6.654.163 verbali nel 2008.