Citroen ha diffuso le prime immagini ufficiali della concept Lacoste che sarà esposta all’imminente Salone di Parigi. Si tratta di un’auto per il tempo libero, sviluppata seguendo il concetto minimalistico ed essenziale che da sempre caratterizza le polo del Coccodrillo. La Citroen Lacoste non dovrebbe restare un esercizio stilistico del Double Chevron, perché una versione di serie della vettura è prevista per il 2012. Dando un’occhiata alle caratteristiche della concept Lacoste, è difficile non considerarla l’erede sprituale della Citroen Méhari.
Come la mitica spiaggina, la Citroen Lacoste concept è sprovvista di portiere ed ha il parabrezza ribaltabile. Inoltre, la concept car in questione è lunga 345 cm ed è equipaggiata con ruote di grande diametro, nonché con un motore a 3 cilindri. In pratica, dovrebbe trattarsi della nuova famiglia di propulsori 1.0 VTi e 1.0 THP che saranno introdotti nei prossimi anni. Lacoste ha influito molto sullo stile della vettura, come evidenzia la carrozzeria nel colore bianco Nacré e il volante a due razze. Infine, il rollbar a forma di T ha un duplice ruolo in fatto di sicurezza, perché incorpora gli airbag per la testa.
La Citroen Méhari è considerata da tutti come l’auto dell’estate per antonomasia. Infatti, è stata la spiaggina che ha portato questa tipologia di vetture alla popolarità, nonostante il nome derivante da una razza di dromedari faccia pensare più al deserto che alle spiagge. La Méhari ha debuttato sul mercato nel 1968 e fu concepita sulla piattaforma della Citroen 2CV, con cui condivideva anche il motore bicilindrico 602 di cilindrata da 33 CV che spingeva la vettura fino ad una velocità massima di 100 km/h.
Il peso di poco superiore ai 500 kg permetteva di contenere i consumi sui 16 km al litro. La carrozzeria della Méhari era lunga circa 350 cm e realizzata in plastica ABS, un materiale elastico e resistente (soprattutto alla corrosione), nonché termoformato e rivestito in pasta che conferiva il colore alla vettura, disponibile solo nelle tonalità beige, verde e arancio. Inoltre, i fori presenti sul pavimento la rendevano resistente anche all’acqua. Un’altra caratteristica della Citroen Méhari era il parabrezza ribaltabile.
Le prime modifiche sostanziali sopraggiunsero nel ‘71, quando la configurazione dell’abitacolo passò da 2 a 4 posti e furono introdotte le portiere in luogo delle catenine. Invece, nel 1979 debuttò la versione 4×4, riconoscibile esteticamente per il rollbar anteriore, la maggiore altezza da terra e la ruota di scorta collocata sul cofano motore, mentre a livello meccanico differiva per i quattro freni a disco e il differenziale posteriore a bloccaggio meccanico.

Inizia ufficialmente l’estate 2009, ma le auto per la bella stagione non esistono più. Non stiamo parlando di cabrio o spider, ma delle vetture per l’estate dette anche “spiaggine”, molto in voga negli anni ‘70 e ‘80. In quel periodo ne furono prodotte di vario tipo, ma se si pensa all’auto da spiaggia viene subito in mente la mitica Citroen Méhari. Realizzata su pianale e meccanica della 2CV e prodotta tra il ‘68 e il 1987, in questi anni era impossibile non trovarne almeno un esemplare nelle varie località di mare.
Nonostante sulle rive spopolasse la piccola Citroen, a quei tempi anche altri costruttori si cimentarono nella produzione di spiaggine. Gli inglesi di Austin Rover proponevano la elegante Mini Moke, mentre Renault cercava di attaccare il mercato con la spartana Rodeo, tardivamente sostituita dalla R4 Frog. Anche in Italia c’era chi realizzava auto per l’estate, su base Fiat. A Torino, Moretti allestiva le 126 Minimaxi e le 127 Midimaxi, poi sostituite rispettivamente da Panda Rock e Uno Folk. Queste ultime due vetture non raccolsero il successo sperato e Moretti fallì nel 1989. Un anno simbolico che chiudeva non solo il decennio ma anche l’interesse verso questa tipologia di auto.
In seguito, solo Smart ha tentato di riportare in auge questo segmento con la crossblade. Ma il prezzo alto e la produzione limitata fecero sì che l’esperimento rimanesse isolato. Anche Citroen è stata più volte chiamata in causa ed ha risposto nel 2003 con la C3 Pluriel e nel 2006 con la concept C-Buggy. Ma sembra che anche la Casa francese difficilmente riesca a ripetersi. Infondo, rispetto ad oltre quaranta anni fa ci sono da seguire regole sulla sicurezza delle vetture e norme antinquinamento sempre più stringenti. E la realizzazione di una Méhari per le estati degli anni 2000 appare come un progetto difficile da avviare.
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