Mercedes ha sviluppato un nuovo sistema di sicurezza per i passeggeri che occupano i sedili posteriori. Dopo aver studiato gli effetti degli incidenti tramite un nuovo programma che ricrea virtualmente tutti i tessuti molli e le ossa del corpo umano, i tecnici del marchio tedesco hanno potuto constatare dove le attuali cinture di sicurezza potessero essere migliorate.
La zona del bacino è risultata essere molto sollecitata in caso di incidente e, per ridurre le conseguenze sui passeggeri è stato sviluppato un sistema di ancoraggio attivo. L’aggancio della cintura sarà regolabile elettricamente allungandosi fino 70 mm quando gli occupanti devono allacciare le cinture per facilitare l’operazione. Una volta allacciata la cintura l’attacco si sistemerà nella posizione di sicurezza e, grazie al sistema Pre-Safe, appena prima che succeda un incidente, si ritrarrà automaticamente di 40 mm per tendere ulteriormente la cintura.
Gli agganci delle cinture saranno anche illuminati rendendosi così più visibili agli occupanti ed invitandoli ad allacciare le cinture di sicurezza. Oltre al nuovo sistema di aggancio delle cinture, Mercedes proporrà il sistema Pre-Safe anche sui sedili posteriori, aumentando ulteriormente la protezione degli occupanti dell’auto. Inoltre, in caso di incidente gli attacchi delle cinture di sicurezza, una volta che l’auto si è fermata e stabilizzata, si allungheranno per agevolare lo sgancio e l’uscita dall’automobile.
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Come anticipato, Ford si prepara a mettere in produzione il primo sistema di cinture di sicurezza con airbag integrato per i passeggeri posteriori, di cui vi proponiamo un video e qualche inedito dettaglio. Ne avevamo iniziato a parlare qualche anno fa, quando il progetto della casa americana era appena iniziato. Dopo anni di sviluppo il colosso americano si prepara a far debuttare il sistema sulla Ford Explorer nel 2010; in seguito il dispositivo sarà aggiunto al resto della gamma.
Tale sistema dovrebbe ridurre la pressione toracica e addominale delle cinture in caso di urto violento; al contempo sarebbero maggiormente preservati il collo e la testa. L’airbag delle cinture impiega appena 40 millisecondi per aprirsi dopo l’impatto contribuendo a mantenere il corpo nella posizione più sicura per assorbire un impatto.
Come si nota nel video, il serbatoio di gas a pressione che fa espandere il cuscino d’aria, incorporato nella cintura stessa, si trova alla base del sedile, in corrispondenza del pretensionatore. Quest’ultimo potrebbe essere pian piano totalmente sostituito dal dispositivo messo a punto dai tecnici Ford.
Negli Emirati Arabi l’uso delle cinture di sicurezza non è molto diffuso ed il governo ha varato una iniziativa che suona più come un enorme spot pubblicitario o come un divertente pesce d’Aprile fuori stagione. Il “Salama Road Safety Public Awareness Initiative” prevede infatti di decorare le cinture con loghi di squadre sportive, marchi di lusso della moda e bandiere per incentivare l’uso almeno per i guidatori più giovani e quelli più attenti al look, permettendo loro così di sfoggiare il brand preferito.
La notizia può far sorridere ma in paese dove la percentuale di guidatori con la cintura allacciata è appena del 11% è comunque necessario iniziare a fare qualcosa di concreto, sopratutto considerando l’effetto devastante di un incidente su una vettura dotata di airbag quando non si allaccia correttamente la cintura.
Via | Autoblog.com
Solo qualche giorno fa, la cintura di sicurezza ha compiuto 50 anni. Per l’occasione, AutomotiveTv.net ha realizzato un breve documentario che ripercorre il mezzo secolo di vita delle cinture, introdotte da Volvo con il modello PV544. Il filmato è concentrato fortemente sulla Casa svedese che, da sempre, ha fatto della sicurezza il suo cavallo di battaglia. Il video ripercorre le evoluzioni che la cintura di sicurezza a tre punti ha subìto dal 1959 a oggi.
(Grazie ad Ardospeed per la segnalazione)

La cintura di sicurezza ha compiuto 50 anni. Fece la sua comparsa in ambito automobilistico nel lontano 13 agosto del 1959. La prima vettura dotata di serie con cinture “a tre punti” fu la Volvo PV544. Da quello stesso momento, la sicurezza delle automobili divenne un punto cardine della produzione della Casa svedese.
Da allora, le cinture di sicurezza si sono evolute, adottando anche i pretensionatori, molto efficaci in caso di incidente. Successivamente, oltre ad essere considerate indispensabili per una maggior sicurezza in auto, le cinture di sicurezza sono molto importanti nel rendere efficace l’azione degli airbag. Dopo la loro introduzione, le cinture di sicurezza sono comparse su tutte le auto, mentre a livello burocratico son diventati obbligatori sia l’uso che la presenza in auto nella fase di omologazione.
Via | Autosblog.fr (Grazie a dssssssss per la segnalazione)

“Vorrei far riflettere su quanto accaduto nel tragico incidente di pochi giorni fa a Civitavecchia, dove sono morti 4 giovanissimi ragazzi dopo un volo con l’auto da un cavalcavia. Ecco…se oggi su televisione e giornali non si parla di incidenti causati da guida in stato d’ebbrezza o sotto stupefacenti non si fa notizia…Con questo non voglio denigrare questo comportamento in sé e per sé, ma sottolineare come NESSUNO fra i media abbia dato il giusto risalto al fatto che l’unico che si è salvato la vita indossava la cintura di sicurezza”.
Le parole scritte dal nostro amico “Ascolta” mettono in evidenza come attualmente l’informazione italiana si basi su criteri giornalistici fatti per fare scalpore e audience piuttosto che per educare le persone e sensibilizzarle ai piccoli gesti che fanno la differenza. Non è detto che la cintura di sicurezza avrebbe sicuramente salvato la vita degli altri 3 ragazzi, ma avrebbe senz’altro aumentato di molto le loro possibilità di sopravvivere.
Continua a leggere: Incidente di Civitavecchia: il punto di vista di un nostro lettore
Un ennesimo dato agghiacciante per la sicurezza stradale arriva dal Centro Studi e Documentazione Direct Line: il 15% degli intervistati ha confessato di non utilizzare mai il seggiolino per salvaguardare i propri figli durante gli spostamenti in auto. Il 9% ammette di utilizzare il seggiolino con gli adeguati dispositivi di ritenuta solo in autostrada e il 4% lo usa invece solo per lunghi viaggi.
Ad aggravare la situazione si aggiunge anche lo scorretto uso degli stessi seggiolini, spesso non posizionati correttamente o non rispettosi delle misure standard prescritte dalla legge in funzione dell’altezza e dell’età del bambino. Il mancato o scorretto uso dei seggiolini (sono in molti a non allacciarne le cinture) è una delle principali cause di incidenti mortali in cui sono coinvolti i piccoli passeggeri.
Secondo uno studio condotto dalla compagnia assicurativa Direct Line, sono pochi gli italiani che usano le cinture di sicurezza posteriori. Se la maggioranza dei guidatori le utilizza al volante, non avviene lo stesso sui sedili dietro.
Le statistiche della Polizia confermano questo dato, tant’è che dall’inizio dell’anno ad oggi sono state elevate in Italia quasi 44.000 multe per mancato uso di cinture di sicurezza. Da segnalare che questa sanzione attualmente risulta la più ricorrente insieme all’eccesso di velocità.
Ma perché non si allacciano le cinture posteriori? L’11% degli intervistati asserisce di non conoscere il decreto legislativo che ha sancito l’obbligatorietà del loro uso; oltre il 14% invece ha ammesso di allacciare le cinture raramente.
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