
Durante il salone di Parigi Chrysler presenterà le Grand Voyager “Limited Black” e 300C “Walter P. Chrysler”, versioni speciali realizzate per suggellare la partnership con Lancia. L’imponente monovolume (lunga 5,14 metri) si caratterizza per la nuova colorazione Brilliant Black ed i sedili in pelle Black con inserti in microfibra. Nessuna novità sotto il cofano, dove trova spazio il quattro cilindri 2.8 CRD a gasolio (163 CV, 360 Nm) abbinato alla trasmissione automatica a sei rapporti. Il Chrysler Grand Voyager Limited Black dispone inoltre di fanali allo Xeno, tetto apribile, impianto audio a dieci altoparlanti con amplificatore da 506 Watt, due prese da 12v (una anteriore ed una posteriore) e cerchi in lega da 17” a 9 razze, mentre nell’abitacolo trova posto il sistema di navigazione satellitare con Bluetooth e telecamera posteriore di parcheggio.
La Chrysler 300C Walter P. Chrysler si riconosce per la tinta Brilliant Black , per i loghi dedicati, i cerchi in lega da 18 pollici a 9 razze ed il tetto apribile elettricamente. Nell’abitacolo sono presenti interni in pelle nera, finiture esclusive, sedili elettrici e riscaldabili, sistema di navigazione con schermo tattile, hard-disk da 20 Gb e Sound System Boston Acoustics a sette altoparlanti più subwoofer, amplificatore da 368 Watt e presa iPod. La berlina statunitense è proposta con motore V6 3.0 a gasolio (218 CV, 510 Nm) comandato dalla trasmissione automatica a cinque innesti. Entrambe le vetture saranno esposte nello stand Lancia.

In attesa del prossimo 21 aprile, quando i vertici dell’intero gruppo Fiat-Chrysler renderanno noti i dettagli del piano industriale 2010-2014, Automotive News anticipa i maggiori contenuti del piano stesso. A partire dai numeri caratterizzanti. Entro il 2014, Sergio Marchionne conta di rifocillare l’alleanza fino a spingerla verso il traguardo delle 5.5 milioni di immatricolazioni annue divise in maniera quasi equa - 2.8 milioni Fiat Group Automotive, 2.7 Chrysler Group LLC - tramite 16 nuovi modelli proposti con i marchi Abarth, Alfa Romeo, Fiat e Lancia. L’amministratore delegato guarderà con particolare attenzione a tre mercati cardine, dove verranno dirottati i principali investimenti: la Russia assorbirà 2.4 miliardi di euro per produrre 500mila vetture ogni 12 mesi, mentre in Cina, con Guangzhou Automobile, saranno prodotte 220mila esemplari ogni anno. Il Nord America sarà invece la culla della 500 - prodotta nello stabilimento di Toluca, in Messico -, presto seguita dalla versione Convertibile e con logo Abarth; tutte varcheranno anche in confini brasiliani.
Nel cuore della Torino operaria, a Mirafiori, avrà natali un inedito monovolume medio-piccolo, conosciuto come L0: ispirato nelle linee proprio alla 500, varcherà l’oceano per essere commercializzato in Nord America; in Europa qui da noi prenderà il posto di Idea e Multipla. Entro il 2014 sarà il momento dei saluti per Punto Evo e Bravo (2013), mentre la nuova Panda oltrepasserà le Dolomiti per cambiare domicilio: da Tychy, in Polonia - dove viene prodotta attualmente - , al sole di Pomigliano d’Arco. Lo stabilimento polacco verrà saturato dalla prossima Lancia Ypsilon, commercializzata - insieme alla Delta - con marchio Chrysler nei soli paesi anglosassoni. La Musa, invece, terminerà la propria carriera commerciale nel 2011. Il costruttore di Auburn Hills non subirà operazioni di re-badge per le prossime Sebring (berlina e cabriolet), 300C e Voyager.
Ed Alfa? Il costruttore del Portello potrebbe realizzare un’ammiraglia a partire dalla 300C, che verrà prodotta a Brampton, nell’Ontario, per poi essere esportata nei principali mercati. Il pianale utilizzato dalla 169, a trazione posteriore, fornirà la base meccanica per alcune coupé e cabrio con effigi Chrysler, Lancia e Maserati, tutte assemblate nello stabilimento ex Bertone di Grugliasco. La Giulietta verrà poi declinata in versione crossover, mentre la Giulia (erede della 159) sarà tripartita: berlina con dimensioni medie, station wagon e crossover grandi; tutte, però, su piattaforma “Compact Wide”. Novità anche per la Fiat Linea, sostituita (nel 2011) da un nuovo modello realizzato in Cina, e per le Uno e Palio. Infine, un ultimo inciso riguardante i motori. FTP adotterà la tecnologia MultiAir anche per i propulsori alimentati a gasolio, soluzione fondamentale per rispettare le future normative Euro 6 senza l’utilizzo di additivi chimici.
Entro il termine dell’anno corrente, Chrysler presenterà sei modelli interessati dal cosiddetto “redesign” (Model Year o aggiornamento estetico che dir si voglia) più ulteriori sette vetture oggetto di un restyling più profondo ed incisivo. L’indiscrezione, in realtà, non rivela nulla che già non si sapesse, ma ha il merito di trasmettere un ordine ben preciso nel processo di rinnovamento del marchio americano al primo vero chech-point dopo l’accordo firmato con il gruppo Fiat.
Nel primo trimestre del 2010, Chrysler vivrà una situazione di quiete prima delle tempesta introducendo le sole Grand Cherokee e Cherokee. Anche i sei mesi centrali saranno avari di sorprese, ad eccezione delle rinnovate Patriot e Wrangler, con tutte le novità concentrate nel periodo fra ottobre e dicembre quando debutteranno ben 9 prodotti. Ce ne sarà per tutti i segmenti: dalle SUV (Dodge Durango, Jeep Compass), alle monovolume (Dodge Grand Caravan e Journey) più una nutrita pattuglia di berline.
Oltre alle Charger ed Avenger ristilizzate, desteranno maggiore curiosità le Chrysler 300C e Sebring che verranno declinate anche con logo Lancia in vista della futura commercializzazione europea. Infine, entro il termine del 2010 la Fiat 500 verrà lanciata in nord America attraverso una omologa sotto l’egida Chrysler.
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Chrysler presenterà, durante il prossimo salone di Detroit, il Voyager nell’allestimento “Walter P. Chrysler Signature Series”, dedicato al geniale fondatore del brand. Con questa nuova serie tematica il costruttore del Michigan fornisce ulteriore impulso alla campagna di revisione prevista nel Product Plan ed estesa a tutti prodotti in gamma. Questo esclusivo Voyager verrà commercializzato nel primo quarto del 2010 e riservato al solo mercato nord-americano.
La “Chrysler Signature Series” è spinta dal propulsore V6 4.0 accreditato di 255 cavalli, con i migliori consumi della categoria: 7.2 chilometri al litro nella marcia cittadina e 10.6 lungo le autostrade. Ma non sono questi i quid che spingeranno al suo acquisto, offuscati – almeno in parte – dalla ricca dotazione di serie, che comprende i cerchi da 17 pollici con effetto diamantato, cromature dentro e fuori l’abitacolo ed impianto infotainmet con hard-disk da 30 gigabyte e doppio schermo con lettore DVD per i passeggeri posteriori.
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Dopo che Marchionne ha delineato la strategia americana di Fiat Group, adesso è il momento di pensare a quella da adottare per gli stabilimenti italiani: il Lingotto potrebbe presentare nel giro di 15 giorni un piano di ristrutturazione industriale volto ad aumentare i numeri di produzione italiani. I recenti inviti dei sindacati a fare chiarezza sul futuro degli stabilimenti del gruppo torinese saranno quindi presto soddisfatti; ma rimane un po’ di preoccupazione per le fabbriche del sud.
L’obbiettivo è quello di riequilibrare una situazione, a detta dei vertici Fiat, “non più accettabile” che può essere compresa solo analizzando il rapporto fra dipendenti/auto prodotte in Italia e nei siti stranieri del colosso italiano: alla fine di quest’anno in Polonia, 5800 addetti produrranno 600.000 vetture e in Brasile 8700 ne produrranno 700.000. In Italia nei cinque stabilimenti italiani dell’auto (Mirafiori, Cassino, Pomigliano, Melfi, Termini Imerese) 21.900 dipendenti produrranno 645.000 vetture (15/20.000 in più del 2008). Numeri che si commentano da soli e a cui Fiat è intenzionata a dare una svolta alzando la produzione ad almeno 850/900.000 unità annue. Un incremento del 40% circa.
Il sito produttivo di Termini Imerese dovrebbe cessare la produzione nel 2011, come già annunciato da Marchionne: la nuova Lancia Ypsilon verrà infatti assemblata in Polonia. Il futuro rimane quindi un grosso punto interrogativo per i 1500 dipendenti dello stabilimento siciliano. Fiat da parte sua auspica un intervento del governo per risolvere al meglio la questione. Ciò sembra cozzare con le parole del ministro Scajola che, qualche giorno fa, assicurava: “La Fiat non chiuderà stabilimenti in Italia”. Specie dopo quello che è successo ad Arese.
A conclusione della lunga conferenza stampa tenutasi nella giornata di ieri, ricapitoliamo i punti principali del piano industriale Fiat-Chrysler. Sergio Marchionne, CEO della Casa di Auburn Hills, ha illustrato il futuro produttivo dei brand Chrysler, Dodge, Ram e Jeep. E’ stata fatta luce sulle sinergie per quanto riguarda piattaforme e motori, nonché sui modelli che a breve lasceranno le catene di montaggio e quelli che, invece, entreranno presto in produzione.
Cominciamo dalle vetture che presto abbandoneranno i listini. I primi modelli a scomparire dalle scene saranno la Chrysler PT Cruiser e la Jeep Commander, entrambe verso la fine del 2010. Nel 2011, sarà la volta del pick-up Dodge Dakota e della supercar Viper. Quest’ultima, però, potrebbe ritornare in una nuova generazione già nell’anno successivo. Sempre nel 2012, ci sarà la dipartita della Caliber e delle Jeep Patriot e Compass.
Per quanto riguarda i modelli prossimi al debutto, già l’anno prossimo assisteremo al restyling della Avenger e all’ingresso di una crossover Dodge di grandi dimensioni. Verso la fine del 2010, ci sarà l’attesissimo debutto della Fiat 500, equipaggiata con il motore 1.4 MultiAir da 105 CV. Inoltre, il cinquino verrà venduto oltreoceano attraverso la rete Chrysler in spazi espositivi totalmente dedicati. Nel 2011, oltre alla Fiat 500C, arriverà anche un pick-up Ram di taglia media, primo veicolo del neonato brand. Il biennio 2012-2013, invece, sarà ricco di novità per il gruppo Chrysler. In questo periodo debutteranno i primi modelli frutto dell’accordo con Fiat. Nel 2012, sarà la volta delle berline compatte griffate con i brand Dodge e Chrysler, nonché della Abarth 500 e dei veicoli commerciali Ram di piccola e grande taglia. Molto probabilmente, questi ultimi saranno il Doblò e il Ducato in versione americana.
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Quasi due anni fa i tedeschi di Volkswagen siglarono un accordo con Chrysler (che ancora faceva parte dell’alleanza transoceanica con l’attuale Daimler AG) per la realizzazione in joint-venture di una generazione di grandi monovolume che sarebbe stata commercializzata con i tre marchi Chrysler, Dodge e, appunto Volkswagen.
Se il Chrysler Voyager ed il Dodge Grand Caravan sono già disponibili, il minivan di Volkswagen verrà presentato al Chicago Auto Show che si terrà tra 6 e 17 febbraio. L’MPV tedesco verrà assemblato negli impianti di Windsor, Ontario, sulle stesse linee che producono Chrysler e Dodge, e sarà in vendita entro la fine del 2008.
Come leggete nel titolo, il van si chiamerà Routan, termine che sottolinea l’animo da stradista del mezzo e che nasce dall’unione di “route” con il suffisso “an”, lo stesso dei monovolume Touran e Sharan. Il Routan naturalmente avrà dimensioni e pesi analoghi a quelli del Voyager (intorno ai cinque metri di lunghezza) e come questo potrà ospitare comodamente fino a sette passeggeri, una caratteristica che soprattutto sul mercato nordamericano sarà sicuramente gradita.
Nel sito km77.com appaiono altre immagini ed informazioni sulla prossima edizione della Chrysler Voyager (o meglio della versione americana “Town & Country”), di cui abbiamo già presentato alcune foto in anteprima. Dal design parecchio differente rispetto alla versione attualmente in listino, che riprende elementi classici molto “americani” (come la calandra anteriore) con una combinazione di linee curve e di tratti a spigolo vivo, ha sette posti distribuiti in quattro poltroncine separate nelle prime due file e in un divano a tre posti nella terza.
Ovviamente i sedili sono configurabili, anche elettricamente, in diverse posizioni; numerosi anche i vani portaoggetti. Da notare, da buon “incrociatore” per lunghi viaggi, il sistema di intrattenimento digitale, che comprende schermi retrattili anche nel padiglione per la visione di DVD ed il collegamento di vari sistemi di riproduzione multimediale o di videogames; il navigatore satellitare utilizza il monitor sulla console centrale.
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Jokiejoe ci segnala queste immagini, apparentemente ufficiali, della nuova Chrysler Voyager, nelle versioni Chrysler e Dodge. In futuro dovrebbe arrivarne anche una versione VW. Un po’ più angolare e meno sfuggente rispetto alla versione precedente, con un cofano motore decisamente più pronunciato. Niente di rivoluzionario, ma d’altronde si tratta di un minivan…
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