Ecco le prime foto spia della Chrysler 200 Convertible, variante cabriolet della nuova 200. Come quest’ultima, la 200 Convertible sarà la versione restyling della Sebring e debutterà nel corso del 2011 al Salone di New York. La maggiore novità sarà rappresentata dal ritorno della capote in tela, mentre la capote in metallo sarà ancora disponibile ma solo come optional.
La Chrysler 200 Convertible condividerà molte componenti con la nuova 200 berlina, a partire dai fari posteriori a LED. Inoltre, la gamma delle motorizzazioni sarà composta dalle stesse unità a benzina, vale a dire il confermato 2.4 a quattro cilindri che verrà affiancato dal nuovo 3.6 V6 Pentastar da 280 CV di potenza. La vettura non sarà commercializzata in Europa, nemmeno come variante cabriolet della nuova berlina con il brand Lancia.
Foto spia Chrysler 200 Convertible
Via | Car/Driver
La variante Convertible della Chrysler 200 non sarà presentata all’imminente Salone di Los Angeles, ma al Salone di New York in programma ad aprile 2011. Lo ha rivelato Olivier François, CEO di Chrysler. La 200 Convertible sostituirà l’attuale Sebring Cabrio e non sarà commercializzata in Europa. L’auto sarà equipaggiata con i motori 2.4 a 4 cilindri e 3.6 V6 Pentastar da 280 CV. Inoltre, François ha confermato che al Salone di New York debutterà anche la Chrysler 200 berlina in versione bicolore. Questa sarà una delle prime operazioni congiunte tra Chrysler e Lancia che già utilizza la vernice bicolore sui modelli Ypsilon, Musa e Delta.
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Continua il nostro viaggio alla ricerca della auto per la “Bella Stagione” con le cabriolet a 4 posti di medie dimensioni, presenti sul mercato italiano e sulla nostra Guida. Partiamo da due vetture che si pongono a cavallo tra i segmenti C e D: la Volkswagen Eos e la Volvo C70, entrambe introdotte nel 2006. La tedesca è lunga 441 cm, ha il tetto in vetro e costa 26.525 euro. La gamma è composta dalle motorizzazioni 1.4 TSI da 122 CV in versione BlueMotion Technology e 160 CV, 2.0 TSI da 211 CV, 3.6 V6 da 260 CV e 2.0 TDI da 140 CV, tutte abbinate ad un unico allestimento e alcune di esse disponibili anche con cambio DSG a doppia frizione.
La svedese, invece, è lunga 458 cm, ha il tetto in metallo ed è in vendita a partire da 36.200 euro. La gamma è declinata negli allestimenti Kinetic, Momentum e Summum, mentre le motorizzazioni disponibili sono quattro: 2.4 a benzina da 140 CV, 2.5 T5 da 230 CV, 2.0 D da 136 CV e 2.4 D5 da 179 CV. Alcune sono abbinate ai cambi sequenziali Geartronic e PowerShift, quest’ultimo a doppia frizione. La Volvo C70 è stata disegnata da Pininfarina e, quest’anno, è stata sottoposta al restyling di metà carriera.
Sempre dalla Svezia arriva la Saab 9-3 Cabriolet, introdotta nel 2003 e ristilizzata quattro anni dopo. La 9-3 è lunga 464 cm, ha il classico tetto in tela e costa 36.050 euro. La gamma è declinata in tre allestimenti: Linear, Vector e Aero. Invece, la gamma delle motorizzazioni è composta da sei unità: la 2.0 t da 150 CV, la 2.0 t da 175 CV anche BioPower, la 2.0 t da 200 CV solo a bioetanolo, la 2.0 TS da 210 CV, la 1.9 TiD da 150 CV e la 1.9 TTiD con turbo a doppio stadio da 180 CV. Tutte le motorizzazioni sono abbinabili al cambio sequenziale Sentronic.
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Scott Burgess, giornalista del “Detroit News”, ha selezionato le dieci auto più significative del decennio appena conclusosi, classificandone 6 come Top e le altre 4 come veri e propri Flop, dando anche una spiegazione sul perché delle sue scelte. Secondo Burgess, le auto al top dal 2000 a oggi sono state le berline americane come la Cadillac CTS che “ha dato identità al marchio” e la Chrysler 300C, vettura che “fa ancora la sua figura, su strada”.
Non mancano le icone dell’industria automobilistica a stelle e striscie come Ford Mustang e Corvette Z06, la prima “semplicemente grandiosa”, mentre la seconda “annienta le supercar che costano tre volte tanto”. Inoltre, il collega statunitense considera la Honda Civic come un’auto “innovativa e abbordabile”. Ma l’auto del decennio è la Toyota Prius, “perché ha permesso alla Casa giapponese di costruirsi la fama di brand tecnologicamente all’avanguardia e dunque di diventare il primo produttore mondiale”.
Invece, le auto flop dello scorso decennio sono la Jaguar X-Type, definita una “auto orrenda dentro e fuori”, nonché la variante scoperta della Chrysler Sebring, vale a dire “una delle cabrio più vendute d’America, lentamente scaduta nell’attuale, sgradevole, forma”. Non è esente da critiche nemmeno la Smart fortwo, in quanto “le macchinine degli autoscontri sono più divertenti e più spaziose”. Ma lo scettro di ‘auto più brutta’ viene conferito da Scott Burgess alla Pontiac Aztek, “forse la peggiore auto disegnata nell’ultimo decennio, vittima del desiderio di piacere a tutti”. Su questa, siamo tutti d’accordo con lui.
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Chrysler LLC ha fornito oggi tutti i dettagli sui suoi piani di chiusura delle fabbriche che non avrebbero avuto più alcun ruolo produttivo in seno all’alleanza con Fiat. Auburn Hills non ha reso disponibili prima d’ora questi dettagli per un semplice motivo: prima le trattative per raggiungere l’accordo con l’UAW, poi l’ingresso nella fase di bancarotta controllata hanno assorbito tutta l’attenzione del management.
Alla chiusura andrà incontro la fabbrica che realizza la Chrysler Sebring, la Sebring Cabrio e la Dodge Avenger. Questo impianto, situato a Sterling Heights in Michigan, smetterà di funzionare entro dicembre 2010. Secondo impianto a chiudere i battenti sarà quello di Detroit che assembla la Dodge Viper, destinato a fermarsi prima di fine 2009. L’unica alternativa di sopravvivenza per questa fabbrica è che si faccia avanti qualcuno a rilevarla, ma “al momento non sono arrivate offerte concrete”, dichiara Chrysler.
Una terza fabbrica situata in Wisconsin chiuderà: si tratta di uno stabilimento dove vengono realizzati motori V6 di una generazione precedente all’ultimo Pentastar. Qui, le linee si fermeranno entro dicembre 2010. Quarto insediamento produttivo destinato alla chiusura (in totale sono sei) è quello di Twinsburg in Ohio, le cui attività verranno trasferite a Detroit entro marzo 2010. Un reset totale, o poco ci manca.