Ecco le prime foto spia della Chrysler 200 Convertible, variante cabriolet della nuova 200. Come quest’ultima, la 200 Convertible sarà la versione restyling della Sebring e debutterà nel corso del 2011 al Salone di New York. La maggiore novità sarà rappresentata dal ritorno della capote in tela, mentre la capote in metallo sarà ancora disponibile ma solo come optional.
La Chrysler 200 Convertible condividerà molte componenti con la nuova 200 berlina, a partire dai fari posteriori a LED. Inoltre, la gamma delle motorizzazioni sarà composta dalle stesse unità a benzina, vale a dire il confermato 2.4 a quattro cilindri che verrà affiancato dal nuovo 3.6 V6 Pentastar da 280 CV di potenza. La vettura non sarà commercializzata in Europa, nemmeno come variante cabriolet della nuova berlina con il brand Lancia.
Foto spia Chrysler 200 Convertible
Via | Car/Driver
Chrysler ha pubblicato i primi tre teaser della sua nuova berlina media, la 200. Il modello, che sarà presentato a breve scadenza e che negli USA dovrebbe arrivare sul mercato già nell’ultimo trimestre 2010, va a sostituire la sfortunata Sebring, che anche in patria non ha mai incontrato successo nel corso della sua carriera commerciale.
Al momento i dettagli ufficiali sulla nuova 200 sono ancora scarsi, ma secondo notizie attendibili il modello sarà proposto negli USA con due differenti motori benzina, il 2.4 quattro cilindri in linea ed il nuovo 3.6 V6 Pentastar, in un powerstep da circa 290 CV e 350 Nm.
La prima unità dovrebbe essere abbinata ad un automatico quattro marce o al più moderno sei marce, laddove il sei cilindri sarà affiancato solo da questa seconda trasmissione.

La nuova vettura di Lancia che segnerà il ritorno nel segmento D si chiamerà Flavia. Si tratterà delle gemella europea della nuova Chrysler Sebring, di cui vi mostriamo una nuova foto spia. L’auto dovrebbe rappresentare la versione di serie della concept 200C, caratterizzata dai fari a LED anteriori e posteriori. La nuova Chrysler Sebring è attesa al prossimo Salone di Los Angeles, in programma a novembre.
La Lancia Flavia, invece, dovrebbe debuttare ufficialmente al Salone di Francoforte che si terrà a settembre 2011. L’arco di tempo tra la presentazione della Sebring e quella della Flavia servirà a Fiat per decidere se produrre la nuova berlina negli USA o in Italia a Mirafiori. La Lancia Flavia sarà l’erede delle berline Prisma, Dedra e Lybra, avrà la trazione anteriore e potrà contare su una gamma composta dalle motorizzazioni 2.0 MultiJet da 170 CV, più i benzina 3.6 V6 Pentastar e le unità 2.0 e 2.4 a quattro cilindri con tecnologia MultiAir.
Via | AutoInternationaal
Secondo una anticipazione del Corriere della Sera, la produzione della nuova Chrysler Sebring resterà negli Stati Uniti. L’annuncio dato nel mese di Aprile da Sergio Marchionne dava per certo lo spostamento delle linee di produzione in Italia, ma le recenti polemiche con i sindacati potrebbero aver fatto cambiare idea all’Amministratore Delegato, che dopo aver confermato la nuova Panda a Pomigliano ha già “dirottato” la nuova monovolume Fiat negli Stabilimenti Serbi. La nuova Sebring, basata sullo stesso pianale della prossima Alfa Romeo Giulia ed attesa nel 2013, sarà proposta in Europa con il marchio Lancia. Secondo le più recenti anticipazioni sarà denominata, almeno in USA, 200C e sarà proposta anche in versione ibrida EREV.
Guangzhou Auto, costruttore cinese con cui Fiat ha siglato un’intesa alla fine dell’anno scorso seguendo l’esempio di Toyota e Honda, potrebbe presto ampliare la propria collaborazione con la casa torinese fino ad includere Chrysler. I cinesi potrebbero dunque iniziare a produrre negli anni prossimi anche i modelli americani destinati al mercato locale.
La produzione Chrysler potrebbe avere luogo nella fabbrica di Changsha, la stessa dove nasceranno i modelli Fiat. L’annuncio ufficiale, con tutti i dettagli dell’operazione dovrebbe comunque arrivare a breve. In precedenza, prima dell’accordo con Fiat, Chrysler aveva un accordo con Beijing Auto per la distribuzione dei modelli Sebring e 300 C, nonché di prodotti marchiati Dodge e Jeep in Cina. Dalla “scadenza” di quest’alleanza, Chrysler era alla ricerca di un nuovo partner nel paese.
La mossa in questione, non deve in ogni caso sorprendere: nel piano industriale presentato nelle settimane scorse, Fiat aveva parlato chiaramente dell’obiettivo di produrre 300.000 auto l’anno entro il 2014 in Cina. E anche i modelli americani rientravano in questo conteggio. Un’ultima curiosità: il primo costruttore occidentale ad entrare in Cina fu l’americana AMC, che sbarcò nella nazione nel 1984, tre anni prima di essere acquistata proprio da Chrysler. Corsi e ricorsi storici…
Via | ChinaCarTimes

Il radicale aggiornamento estetico a cui verrà sottoposta la Chrysler Sebring nel tardo 2010 comporterà un cambiamento nella denominazione: la nuova berlina si chiamerà infatti Nassau. Come la capitale delle Bahamas, o il prototipo esposto nel 2006 in previsione di una futura berlina alto di gamma. Nessuna concordanza, però, visto che la Nassau del 2010 verrà proposta quale profondo restyling della Sebring attuale, destinato ad aumentarne la qualità generale tramite un lavoro di cesoia destinato agli interni.
L’indiscrezione è stata riportata da alcune fonti interne, senza tuttavia trovare conferma nei rappresentanti del marchio americano. La Sebring-Nassau di prossima generazione debutterà invece nel corso del biennio 2012-2013, su pianale D-Evo e cromosomi italiani considerata l’ormai congiunta paternità fra Fiat e Chrysler.
Via | Detroit Free Press (Ringraziamo il nostro lettore “a1″ per la segnalazione)

In attesa del prossimo 21 aprile, quando i vertici dell’intero gruppo Fiat-Chrysler renderanno noti i dettagli del piano industriale 2010-2014, Automotive News anticipa i maggiori contenuti del piano stesso. A partire dai numeri caratterizzanti. Entro il 2014, Sergio Marchionne conta di rifocillare l’alleanza fino a spingerla verso il traguardo delle 5.5 milioni di immatricolazioni annue divise in maniera quasi equa - 2.8 milioni Fiat Group Automotive, 2.7 Chrysler Group LLC - tramite 16 nuovi modelli proposti con i marchi Abarth, Alfa Romeo, Fiat e Lancia. L’amministratore delegato guarderà con particolare attenzione a tre mercati cardine, dove verranno dirottati i principali investimenti: la Russia assorbirà 2.4 miliardi di euro per produrre 500mila vetture ogni 12 mesi, mentre in Cina, con Guangzhou Automobile, saranno prodotte 220mila esemplari ogni anno. Il Nord America sarà invece la culla della 500 - prodotta nello stabilimento di Toluca, in Messico -, presto seguita dalla versione Convertibile e con logo Abarth; tutte varcheranno anche in confini brasiliani.
Nel cuore della Torino operaria, a Mirafiori, avrà natali un inedito monovolume medio-piccolo, conosciuto come L0: ispirato nelle linee proprio alla 500, varcherà l’oceano per essere commercializzato in Nord America; in Europa qui da noi prenderà il posto di Idea e Multipla. Entro il 2014 sarà il momento dei saluti per Punto Evo e Bravo (2013), mentre la nuova Panda oltrepasserà le Dolomiti per cambiare domicilio: da Tychy, in Polonia - dove viene prodotta attualmente - , al sole di Pomigliano d’Arco. Lo stabilimento polacco verrà saturato dalla prossima Lancia Ypsilon, commercializzata - insieme alla Delta - con marchio Chrysler nei soli paesi anglosassoni. La Musa, invece, terminerà la propria carriera commerciale nel 2011. Il costruttore di Auburn Hills non subirà operazioni di re-badge per le prossime Sebring (berlina e cabriolet), 300C e Voyager.
Ed Alfa? Il costruttore del Portello potrebbe realizzare un’ammiraglia a partire dalla 300C, che verrà prodotta a Brampton, nell’Ontario, per poi essere esportata nei principali mercati. Il pianale utilizzato dalla 169, a trazione posteriore, fornirà la base meccanica per alcune coupé e cabrio con effigi Chrysler, Lancia e Maserati, tutte assemblate nello stabilimento ex Bertone di Grugliasco. La Giulietta verrà poi declinata in versione crossover, mentre la Giulia (erede della 159) sarà tripartita: berlina con dimensioni medie, station wagon e crossover grandi; tutte, però, su piattaforma “Compact Wide”. Novità anche per la Fiat Linea, sostituita (nel 2011) da un nuovo modello realizzato in Cina, e per le Uno e Palio. Infine, un ultimo inciso riguardante i motori. FTP adotterà la tecnologia MultiAir anche per i propulsori alimentati a gasolio, soluzione fondamentale per rispettare le future normative Euro 6 senza l’utilizzo di additivi chimici.
La nuova Alfa Romeo Giulietta avrà una variante ibrida e così sarà per tutti i modelli dotati del nuovo pianale C-EVO, che prevede questa opzione nel progetto. Ne beneficeranno dunque le nuove generazioni di Chrysler Sebring e Dodge Avenger, previste nel 2014 ed anche i futuri modelli Fiat e Lancia. Se questa notizia può sembrare una naturale e necessaria evoluzione dei progetti attuali, quello che stupisce è l’indiscrezione secondo cui sarà Chrysler a fornire la tecnologia necessaria, nonostante la recente interruzione del progetto ENVI dedicato proprio ai veicoli ad emissioni zero: del resto al salone di Detroit è stata esposta a sopresa la Fiat 500 BEV, versione elettrica che sotto al cofano proponeva proprio un sistema propulsivo frutto del progetto Americano.
Chrysler svilupperà quindi i sistemi di gestione e le batterie, che il gruppo Fiat adatterà poi alle esigenze dei propri modelli, ma tra i progetti figura anche un veicolo totalmente elettrico che nascerà in futuro: non è chiaro se si tratti della più volte ipotizzata city car Topolino, oppure di un modello di fascia media.
Via | InsideLine
Il processo di integrazione tra Fiat e Chrysler, tra le tante indiscrezioni e le poche certezze, va avanti. La sinergia tra le due case darà i suoi primi frutti entro la fine dell’anno, ma è nel biennio 2011-2012 che vedremo gli sviluppi più interessanti. Eccoli riassunti qui di seguito.
Partiamo da quelli che sembrano essere i punti fermi, in primo luogo il destino di Dodge: il marchio pare definitivamente condannato ad abbandonare i mercati europei. Questa mossa sarà accompagnata da una serie trasfusioni in favore della gamma Fiat, ed il primo modello che rinascerà sotto il marchio torinese sembra -come anticipato più di un mese fa- proprio la Nitro.
Il grosso sport utility a stelle e strisce potrebbe arrivare sui nostri mercati già nel giro di sei mesi e con ogni probabilità (visti anche i tempi strettissimi) sarà frutto di una semplice operazione di badge-engineering. Seconda tappa sarà l’arrivo della nuova Fiat Ulysse, attesa per la primavera del 2011. Il modello sarà sì basato sulla Dodge Journey, ma se ne distinguerà per il design e monterà motori italiani.
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Entro il termine dell’anno corrente, Chrysler presenterà sei modelli interessati dal cosiddetto “redesign” (Model Year o aggiornamento estetico che dir si voglia) più ulteriori sette vetture oggetto di un restyling più profondo ed incisivo. L’indiscrezione, in realtà, non rivela nulla che già non si sapesse, ma ha il merito di trasmettere un ordine ben preciso nel processo di rinnovamento del marchio americano al primo vero chech-point dopo l’accordo firmato con il gruppo Fiat.
Nel primo trimestre del 2010, Chrysler vivrà una situazione di quiete prima delle tempesta introducendo le sole Grand Cherokee e Cherokee. Anche i sei mesi centrali saranno avari di sorprese, ad eccezione delle rinnovate Patriot e Wrangler, con tutte le novità concentrate nel periodo fra ottobre e dicembre quando debutteranno ben 9 prodotti. Ce ne sarà per tutti i segmenti: dalle SUV (Dodge Durango, Jeep Compass), alle monovolume (Dodge Grand Caravan e Journey) più una nutrita pattuglia di berline.
Oltre alle Charger ed Avenger ristilizzate, desteranno maggiore curiosità le Chrysler 300C e Sebring che verranno declinate anche con logo Lancia in vista della futura commercializzazione europea. Infine, entro il termine del 2010 la Fiat 500 verrà lanciata in nord America attraverso una omologa sotto l’egida Chrysler.
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La fabbrica Chrysler di Sterling Heights, Michigan, rimarrà aperta fino al 2012. L’impianto, che dopo la bancarotta del costruttore sembrava dovesse chiudere, è tornato nelle mani della New Chrysler.
Dal momento della bancarotta, Sterling Heights è stata nelle mani di Old Carco LLC, vale a dire la vecchia Chrysler, la bad company nata dalla scissione degli assets passati nelle mani di Fiat e rimasta in possesso di quelli in un primo momento indesiderati.
Tra di essi figuravano anche otto stabilimenti, uno dei quali, appunto è proprio l’impianto di assemblaggio di Sterling Heights, tornato sotto il controllo della nuova Chrysler con l’approvazione di una corte fallimentare del Michigan e dietro un pagamento di 20 milioni di dollari. Grazie a questa acquisizione, le attuali Chrysler Sebring e Dodge Avenger continueranno ad essere prodotte lì fino al 2012. E in futuro?

Un altro giorno, un’altra dichiarazione di Sergio Marchionne sui piani futuri di Fiat-Chrysler: ieri il manager ha parlato della Chrysler Sebring, affermando che al momento della sua sostituzione (con una piattaforma condivisa con le future medie Alfa Romeo, Lancia e Dodge), il suddetto nome di battesimo cadrà in disuso.
Il motivo non è difficile da immaginare: la Sebring attuale ha ricevuto a livello internazionale pesanti critiche dalla stampa specializzata e le vendite sono andate malissimo un po’ in tutto il mondo. Meglio evidenziare il più possibile la rottura con il recente funesto passato, dunque.
La futura media Chrysler, sarà chiamata a suonare la riscossa su tutti i campi dove il modello odierno fa acqua. E dunque, l’asse italo-americano lavorerà soprattutto in termini di qualità degli interni e della carrozzeria, di bontà del telaio e -appunto- di immagine, secondo quanto scritto dal Detroit Free Press. Una cosa è certa: di lavoro da fare ce n’è…