
Dopo dieci anni di carriera ed oltre 1,3 milioni di esemplari (appena 5.452 nel corso del 2010), venerdì 9 luglio Chrysler terminerà la produzione della PT Cruiser. Modello costretto ai lavori forzati ormai da un anno, da quando il decorso post-crisi di Chrysler ne procrastinò la permanenza in listino per ulteriori dodici mesi nonostante la pensione fosse già stabilita. L’originale berlina americana andrà presto ad occupare un capitolo nei libri di storia automobilistica per il contributo espresso in termini di stile e personalità estetica grazie alle linee disegnate da Bryan Nesbitt - che in seguito avrebbe creato la Chrysler Chevrolet HHC -, ampliando la moda vintage innescata dalla New Beetle. La dipartita della PT Cruiser andrà a liberare lo stabilimento messicano di Toluca per la Fiat 500, vettura anch’essa figlia di una polita stilistica votata al retrò.
Via | Detroit Free Press
Si è appena conclusa la conferenza congiunta di Lancia e Chrysler al Salone di Ginevra 2010. E in quanto a novità concrete su quattro ruote, c’è davvero poco da dire. Oddio, le buone intenzioni non mancano, i tempi per farci vedere i primi frutti non sono ancora maturi, ma ciò non toglie che il povero Olivier Francois, numero uno di entrambi i marchi, meriterebbe ben altro materiale per infarcire il suo speech.
E invece no: la Ypsilon Elle, una Musa ispirata all’alta gioielleria, la Delta Hardblack, una PT Cruiser bicolore, la 300 C andata all’asta per il terremoto di Haiti ed una seconda versione della berlina americana con degli interni realizzati in materiali pregiati da grandi firme italiane sono le uniche novità. A parte il debutto del nuovo Multijet 95 CV in gamma Musa insomma, la sostanza latita.
E allora non resta che fidarsi delle parole (indubbiamente interessanti) pronunciate durante la conferenza stampa, delle promesse sui frutti che porterà quest’integrazione (e più in generale quella con Fiat nel suo intero) e delle effettive potenzialità dell’accordo, che se ben sfruttate possono tramutarsi davvero in cose buone. Appuntamento alla prossima, insomma…
Lancia e Chrysler al Salone di Ginevra 2010
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A conclusione della lunga conferenza stampa tenutasi nella giornata di ieri, ricapitoliamo i punti principali del piano industriale Fiat-Chrysler. Sergio Marchionne, CEO della Casa di Auburn Hills, ha illustrato il futuro produttivo dei brand Chrysler, Dodge, Ram e Jeep. E’ stata fatta luce sulle sinergie per quanto riguarda piattaforme e motori, nonché sui modelli che a breve lasceranno le catene di montaggio e quelli che, invece, entreranno presto in produzione.
Cominciamo dalle vetture che presto abbandoneranno i listini. I primi modelli a scomparire dalle scene saranno la Chrysler PT Cruiser e la Jeep Commander, entrambe verso la fine del 2010. Nel 2011, sarà la volta del pick-up Dodge Dakota e della supercar Viper. Quest’ultima, però, potrebbe ritornare in una nuova generazione già nell’anno successivo. Sempre nel 2012, ci sarà la dipartita della Caliber e delle Jeep Patriot e Compass.
Per quanto riguarda i modelli prossimi al debutto, già l’anno prossimo assisteremo al restyling della Avenger e all’ingresso di una crossover Dodge di grandi dimensioni. Verso la fine del 2010, ci sarà l’attesissimo debutto della Fiat 500, equipaggiata con il motore 1.4 MultiAir da 105 CV. Inoltre, il cinquino verrà venduto oltreoceano attraverso la rete Chrysler in spazi espositivi totalmente dedicati. Nel 2011, oltre alla Fiat 500C, arriverà anche un pick-up Ram di taglia media, primo veicolo del neonato brand. Il biennio 2012-2013, invece, sarà ricco di novità per il gruppo Chrysler. In questo periodo debutteranno i primi modelli frutto dell’accordo con Fiat. Nel 2012, sarà la volta delle berline compatte griffate con i brand Dodge e Chrysler, nonché della Abarth 500 e dei veicoli commerciali Ram di piccola e grande taglia. Molto probabilmente, questi ultimi saranno il Doblò e il Ducato in versione americana.
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Chiudiamo la nostra copertura del piano di rilancio Chrysler con la conferenza di Olivier Francois, amministratore delegato della “nave ammiraglia”. Il manager francese si affida ad una massima (“Il futuro appartiene a chi crede nella bellezza dei propri sogni”) di Eleanor Roosvelt, moglie di Franklin Delano, per indicare nella piacevolezza visiva il filo rosso ad unire i marchi Chrysler e Lancia, destinati ad una profonda partnership.
Dopo aver presentato il nuovo logo ed alcuni (infausti) parallelismi fra alcune interpreti dei marchi, Francois si sofferma condizioni sine qua non per aumentare le vendite del brand statunitense: maggior numero di modelli in gamma, aumentare qualità ed immagine dei prodotti, sviluppare un design emozionale.
Le novità relative alla gamma, invece, saranno introdotte sul mercato a partire dal primo quadrimestre del 2010, quando ciascun modello verrà proposto in una versione speciale, dedicata ad un preciso target: la 300C Sport Edition è pensata per i giovani, la Town & Country (Voyager sul mercato europeo) Fashion Edition per famiglie, la PT Cruiser Final Edition per “trend setter”, Sebring Ocean Edition per i viaggiatori.
Durante l’ultimo quadrimestre del 2010, Sebring e Town & Country verranno sottoposte ad un restyling profondo. Ultimi interventi prima dei fuochi d’artificio: nel 2012 sarà presentata una Compact Sedan (segmento C) basata su un’omologa torinese, a cui seguiranno, nel 2013, tre vetture, di cui due segmento D su pianali Fiat ed una segmento B frutto di un rimarchiamento. Il 2014, infine, sarà l’anno del nuovo Voyager.
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Continuano a trapelare indiscrezioni riguardanti il piano di rilancio di Chrysler che Fiat presenterà a novembre. Dopo motori e produzione per l’Europa, si fa luce sullo sfruttamento delle piattaforme. Il pianale C-Evo che debutterà con l’Alfa Romeo Milano verrà utilizzato anche per nuovi modelli griffati con i brand Chrysler e Jeep.
Il primo modello che verrà realizzato sull’inedita piattaforma sarà una SUV Jeep di dimensioni compatte. Invece, per quanto riguarda Chrysler, il pianale C-Evo verrà sfruttato per la nuova generazione della PT Cruiser, mentre la versione a passo lungo della stessa piattaforma sarà realizzata per la nuova generazione della Sebring. Non è escluso che quest’ultima possa avere anche una gemella italiana, magari griffata con il marchio Lancia. Le tre nuove vetture americane realizzate sulla piattaforma C-Evo saranno equipaggiate con propulsori dotati della tecnologia MultiAir. Quindi, il debutto è previsto intorno al 2011-2012.
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Lunga vita alla Chrysler PT Cruiser. Secondo alcune indiscrezioni, Fiat avrebbe deciso di posticipare di un anno lo stop produttivo della originale vettura statunitense. La PT Cruiser viene assemblata nell’impianto di Toluca dove, a partire da metà 2011, verranno prodotte le Fiat 500 e Panda destinate al mercato USA. Secondo i piani di Sergio Marchionne, il mantenimento in produzione della PT Cruiser fino a dicembre 2010 permetterebbe di evitare una lunga inattività dello stabilimento messicano.
Inoltre, sempre secondo Marchionne, basterebbero solo 6 mesi per poter effettuare la conversione delle linee produttive dedite all’assemblaggio delle citycar italiane. Nata come remake di diversi tipi di vetture in voga in America durante gli anni ‘50, la Chrysler PT Cruiser si è sempre distinta nel panorama automobilistico odierno come vera “Istant Classic Car”.
Via | Es.Autoblog
Il vicepresidente di Chrysler Tom LaSorda ha dichiarato nel corso di un’intervista rilasciata a Bloomberg che la fine della carriera per la PT Cruiser (una decisione praticamente certa già da tempo) è dietro l’angolo: il modello retrò di Auburn Hills andrà in pensione la prossima estate.
La PT Cruiser sarà il settimo modello del gruppo a sparire dall’inizio della gestione Cerberus, iniziata nell’agosto 2007: l’auto semplicemente non desta più da anni quell’interesse suscitato ai primordi della sua carriera, partita nel 2000. Dal momento della sua scomparsa, la gamma Chrysler si articolerà su tre soli modelli: la Sebring, la 300C e l’intramontabile Grand Voyager.
Nel corso del 2008, nei soli Stati Uniti, il modello ha subito un tonfo nelle vendite pari al 49%, raggiungendo il totale di 50.910 immatricolazioni in 12 mesi. Un risultato ben peggiore rispetto al -30% della casa nel mondo e soprattutto rispetto al -18% dello stesso marchio in patria.
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Si concluderà con la Dream Cruiser Series 5 la carriera della Chrysler PT Cruiser. Questa versione speciale, la quattordicesima, venduta in 1750 esemplari solo negli Stati Uniti, sarà l’ultima prima della fine della produzione di questa particolare multispazio, che ha fatto del design retrò la sua arma.
Purtroppo le vicissitudini del gruppo Chrysler, con la necessità di razionalizzare la gamma, ha portato alla fine di questa particolare vettura, che con il my2009 concluderà la propria carriera. La Dream Cruiser Series 5 sarà presentata in questi giorni al Woodward Dream Cruise, una manifestazione statunitense dedicate a muscle car, elaborazioni ed hot rod in stile USA.
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Povera PT Cruiser, sembra che il suo destino sarà peggiore di quanto prospettato finora. Anche noi, come molti altri siti del settore avevamo riportato la notizia del pensionamento della sola versione cabrio, una delle tante vittime della storica sforbiciata di modelli che stanno preparando a Detroit.
Ma ora l’autorevolissimo Wall Street Journal include anche la versione berlina nel piano di tagli di Chrysler. Nessuna notizia sulle motivazioni che avrebbero spinto il management americano a prendere questa decisione, nè su quando terminerà esattamente la produzione dell’auto, ma purtroppo pare chiaro che gli americani hanno bisogno di rimedi drastici ed urgenti per risanare una situazione drammatica.
Ironia della sorte quindi, l’ultima special edition per la PT Cruiser sarà la Sunset Boulevard…
Via | Autoblog.com