E’ ancora necessario calibrare i verbi e moderare gli entusiasmi, specie i molteplici falsi allarmi, ma la gamma Volt potrebbe finalmente ampliarsi con l’ingresso di una variante multispazio. Lo scrive Plugincars, riportando il contenuto di un’intervista con Dave Barthmuss. Quest’ultimo, responsabile General Motors della sezione ambiente ed ecologia, ha infatti rivelato che durante il salone di Detroit (9-22 gennaio 2012) verrà presentato un monovolume con trazione ibrida plug-in.
Candidata d’obbligo è la Volt MPV5, presentata durante il salone di Pechino 2010 ed equipaggiata con la piattaforma ibrida Voltec. Questo sistema ibrido di tipo EREV è composto da un motore alimentato da batterie agli litio (150 cavalli di potenza, 370 Nm di coppia) e da un quattro cilindri 1.4 endotermico con funzione di generatore. L’autonomia ammonta a 51 chilometri se la marcia avviene grazie alla batterie, mentre il propulsore a scoppio assicura ulteriori 482 chilometri. La velocità massima è limitata a 160 chilometri orari.
La seconda vettura della gamma Chevrolet a sfruttare la piattaforma ibrida Voltec potrebbe chiamarsi CrossVolt. Ne dà notizia Car and Driver, precisando che General Motors ha registrato il nome CrossVolt e potrebbe destinarlo ad un monovolume di stazza media ispirato alla concept car Volt MPV5. Il marchio del Cravattino potrebbe inoltre scegliere fra una rosa di termini compresi Amp e Strobe, anch’essi in attesa di essere registrati. La Chevrolet Volt MPV5 venne presentata durante il salone di Shanghai 2010 e sarà proposta in serie a partire dal 2012.
La somiglianza tra la Chevrolet Orlando e la Chevrolet Volt MPV5, prototipo presentato dalla casa americana in aprile al Salone di Pechino, non trae in inganno: la concept di monovolume con tecnologia EREV, la stessa della Volt, anticipa proprio una variante ecologica del nuovo MPV. Che si vedrà fra qualche anno, secondo quanto riportato dagli olandesi di AutoWeek.
Dal punto di vista tecnico, del resto, di ostacoli insormontabili all’elettrificazione dell’Orlando non ce ne sono: il modello condivide buona parte della sua piattaforma con la Cruze, che a sua volta è imparentata con l’Opel Astra, l’Ampera e la Volt stessa. Sistemare pacco batterie e powertrain elettrico sull’Orlando insomma, non sarà un problema.
Per quanto riguarda invece le nuove Volt e Ampera, il loro lancio europeo è previsto per metà 2011. Chevrolet e Opel arriveranno praticamente in contemporanea e saranno proposte a listini molto simili. Quale scegliere? Presto detto: secondo GM i cosiddetti “early adopters” non baderanno più di tanto al marchio, mentre per quanto riguarda i clienti che la sceglieranno più avanti, di paese in paese si deciderà quale tra le due promuovere con più decisione.
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Chevrolet ha rilasciato le prime immagini ufficiali della Volt MPV5, prototipo esposto durante il salone di Pechino quale versione multispazio della Volt berlina. La MPV5 è lunga 4.58 metri, larga 1.87 ed alta 1.61, offre un’abitabilità interna per cinque occupanti ed un bagagliaio con volumetria compresa fra 860 e 1.760 litri. “Questa concept car mostra la flessibilità della piattaforma Voltec, destinata a vetture differenti per carrozzeria e segmento d’appartenenza”, spiega Doug Parks , responsabile dei veicoli elettrici per il gruppo General Motors. Ed infatti, la multispazio dispone di un passo lungo ben 2.70 metri, 15 centimetri più della Volt, mentre larghezza ed altezza crescono rispettivamente di 7.3 e 18.2 centimetri.
La Chevrolet MPV5, come detto, dispone dell’architettura Voltec, sistema ibrido EREV composto da un motore (150 cavalli di potenza, 370 Nm di coppia) alimentato da batterie agli litio e da un quattro cilindri 1.4 endotermico con funzione di generatore. L’autonomia ammonta a 51 chilometri se la marcia avviene grazie alla batterie, mentre il propulsore a scoppio assicura ulteriori 482 chilometri. La velocità massima è limitata a 160 chilometri orari.
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