General Motors ha smentito le nuove voci di cessione del marchio Opel, riportate nelle scorse ore da Auto Bild e Spiegel Online. Secondo le anticipazioni, Opel sarebbe dovuta passare ad un non ben definitivo costruttore cinese oppure essere integrata da Volkswagen nel gruppo VAG, lasciando General Motors libera di sviluppare al meglio i brand Chevrolet e Cadillac. Sulla questione, pesano le dichiarazioni del CEO GM Dan Akerson, da mesi impaziente di veder tornare al profitto i marchi Opel e Vauxhall, considerati un “peso” per il rilancio del gruppo GM dopo la grande crisi.
Opel era stata oggetto di una lunga trattativa con il gruppo Magna International e con Fiat nel 2009, che però si era conclusa con un nulla di fatto. Secondo quanto riportato da Reuters, lo stesso CEO Opel Karl Friedrich Stracke ha scritto a tutti i dipendenti Opel definendo le notizie dei giornali come “pura speculazione”: sul piatto non c’è infatti soltanto un passaggio di consegne, ma anche una profonda ristrutturazione dei siti produttivi, con il rischio di importanti licenziamenti.
Sberbank ha chiesto a General Motors un risarcimento per la mancata vendita di Opel: precisamente la banca russa ha reso noto che nel tentativo di chiudere l’accordo, aveva fatto approntare dai suoi rappresentanti legali un contratto di circa 9000 pagine. Una spesa certo non indifferente, di cui oggi viene presentato il conto ai vertici di Detroit.
A giustificazione della sua richiesta, Sberbank ricorda come GM abbia fatto marcia indietro a 48 ore dalla sigla dell’accordo, per giunta senza un valido motivo. Stefan Gref, ad della banca, ha dichiarato che Sberbank spera in una soluzione frutto di un accordo delle parti, ma che in caso di fallimento di questi eventuali negoziati, l’istituto di credito è pronto a procedere per vie legali.
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GM salda il debito col governo tedesco.
Dopo aver rinunciato alla cessione di Opel il costruttore americano ha finito di restituire gli 1.5 miliardi di euro prestati da Berlino affinché venisse mantenuta l’operatività della casa di Russelsheim, che doveva finire sotto il controllo di Magna.
A dare la notizia del “recupero crediti” è stata la cancelliera tedesca Angela Merkel :
“Posso dirvi che gli ultimi finanziamenti ricevuti da General Motors per Opel sono stati rimborsati, il che significa che l’operazione Opel non è costata a oggi un centesimo al contribuente tedesco”.
Via | IlSole24Ore (Grazie al nostro lettore “giulio503″ per la segnalazione)
Foto | Jm3
GM, dopo la fine (?) della questione Opel, si prepara ad attuare la strategia di rilancio della casa tedesca: il primo passo, purtroppo, sarà il licenziamento di 10.000 posti di lavoro (una cifra simile era stata comunque preventivata da Magna).
“Intendiamo ridurre i costi Opel del 30%, il che si tradurrà in tagli di circa 10 mila lavoratori. Comprendiamo la reazione negativa del Governo tedesco” -ha affermato John Smith,vice presidente di GM- “ma cedere Opel a Magna sarebbe stato l’equivalente di un terno al lotto e il nostro consiglio d’amministrazione è arrivato alla conclusione che nell’interesse della società fosse opportuno mantenerne il controllo”.
Smith, ha inoltre annunciato che la General Motors è pronta a restituire il prestito-ponte ricevuto dal Governo tedesco e che il piano di rilancio Opel sarà presentato in tempi brevi.
Via | Quattroruote
Dopo il dietrofront di GM sulla cessione Opel al consorzio russo-canadese formato da Magna e la banca Sberbank, Putin, primo ministro russo, dopo il primo intervento, torna alla carica sulla questione lanciando alcune “diplomatiche minacce” al gruppo di Detroit e, indirettamente, all’amministrazione USA.
”Il ritiro dell’ultimo minuto prima del completamento dell’operazione - ha detto Putin - non nuoce ai nostri interessi ma, a ben vedere, si riflette sui nostri partner americani. Questa e’ una lezione - ha aggiunto il primo ministro russo - di cui faremo tesoro nel trattare con i soci nell’avvenire”. Come a dire “chi la fa, l’aspetti”.
Intanto continuano le polemiche del Governo tedesco ancora più danneggiato, a livello d’immagine, dalla decisione di Opel: l’ ex vice cancelliere, Frank-Walter Steinmeier, ha giudicato la decisione della General Motors “sfacciata”; è invece “”irragionevole” per il governatore della Renania Palatinato, Kurt Beck (che ha anche criticato l’Ue colpevole, a suo giudizio, di aver “spaventato” GM). Più lapidario il governatore del Nord Reno-Westfalia, Jürgen Rüttgers, secondo cui “il comportamento di GM mostra il brutto volto del turbo-capitalismo”.
Via | ASCA (Grazie al nostro lettore “lino.74″ per la segnalazione)
Il consiglio d’amministrazione del gruppo General Motors ha deciso di annullare la cessione di Opel alla cordata Magna/Sberbank. Lo rende noto lo stesso costruttore statunitense attraverso un comunicato. Il gruppo di Detroit ha giustificato la decisione con il miglioramento della situazione economica, anticipando di voler intraprendere “un piano di ristrutturazione coscienzioso”.
«Entro poche settimane presenteremo il nostro piano al Governo della Germania ed agli altri paesi interessati – ha precisato Fritz Henderson, amministratore delegato General Motors – Speriamo venga accolto favorevolmente». Secondo le prime stime, i costi per la ristrutturazione sarebbero quantificati in tre miliardi di Euro.
Via | Repubblica (Ringraziamo i nostri lettori “carmaniac” e “DR17” per la segnalazione)
La questione Opel potrebbe essere risolta il 3 Novembre durante la riunione del Consiglio d’amministrazione di GM fissata per questa data. Ad oggi, dopo il dietro-front di Genel Motors di qualche ora fa nei confronti del gruppo Magna-Sberbank, non c’è nulla di certo o pronosticabile sul futuro della casa tedesca.
Anzi, come già detto, la casa americana potrebbe decidere di tenersi Opel sottoponendola a un drastico programma di ristrutturazione. Ovviamente, dato che la questione non si sblocca, la rabbia dei sindacati è alle stelle: “Non accetteremo ulteriori ritardi di GM e non pemetteremo che venga danneggiata Opel” ha affermato il capo del consiglio di fabbrica, Klaus Franz.
E’ noioso continuare a parlare di questa “storia infinita”. Ma provate ad immaginare cosa, da qualche mese a questa parte, provano le famiglie di chi lavora in Opel. A qual è il carico psicologico al quale sono sottoposte ad ogni nuova conferma o smentita dai piani alti della trattativa…
Via | Quattroruote

L’estenuante “soap opera” creatasi attorno all’accordo Opel-Magna potrebbe concludersi nella giornata di domani. In un’intervista rilasciata ad Automotive News, il presidente di GM Fritz Henderson ha dichiarato che giovedì 15 ottobre verrà formalizzata la cessione di Opel al gruppo industriale austro-canadese. Anche altre fonti vicine a General Motors indicano domani come giornata di chiusura delle trattative.
Salvo sorprese, il passaggio di consegne di Opel nelle mani dei nuovi proprietari dovrebbe avvenire secondo gli accordi di massima raggiunti nelle scorse settimane. Magna e Sberbank entreranno in possesso del 55% di Opel e Vauxhall, mentre GM resterà nel capitale delle due Case automobilistiche con una quota azionaria del 35%. Il restante 10% sarà nelle mani di impiegati, operai e concessionari. Sul piano occupazionale, Magna sembrerebbe orientata verso il licenziamento di circa 10.500 dipendenti tedeschi di Opel. Rimandiamo a domani per maggiori dettagli sull’accordo tra la Casa tedesca e Magna.
Via | egmCarTech

Magna ed il suo partner russo Sberbank programmano di chiudere l’accordo per l’acquisizione del 55% di Opel all’inizio della prossima settimana. E’ quanto affermano diverse fonti vicine alla trattativa.Prima del 12, 13 Ottobre, il consorzio dovrà raggiungere un compromesso con i sindacati della casa tedesca relativo alla riduzione dei costi: l’obiettivo del gruppo austro-russo-canadese è di procedere per tagli che consentiranno di risparmiare 265 milioni di euro l’anno. I sindacati stanno negoziando con Magna e General Motors su un piano di ristrutturazione che prevede migliaia di tagli al personale in Europa.
Via | Reuters (Grazie al nostro lettore “giulio503″ per la segnalazione)

Peter Mandelson, ministro dell’Industria inglese, ha inviato una lettera alla Commissione UE per chiedere che siano avviate indagini sulla cessione di Opel e Vauxhall. Nella missiva, a nome di tutto il Governo britannico, Mandelson ha sottolineato che “non crediamo sia dimostrato che l’attuale proposta Magna sia il piano più efficace”. Il ministro inglese punta il dito sul sostegno che il Governo tedesco ha dato al gruppo austro-canadese, chiedendo alla Commissione Europea di capire se sia stato o no ispirato in primo luogo da interessi nazionali.
Dello stesso parere è il Governo belga, nonché Diego Lopez Garrido, ministro spagnolo per l’Europa che ieri si domandava ad alta voce se gli aiuti pubblici fossero “politicamente condizionati”. Da Bruxelles, la Commissione fa sapere che il Caso Opel è sotto osservazione anche se le dichiarazioni sono più che altro neutrali: “stiamo lavorando sul Caso, consapevoli che gli aiuti non potranno assolutamente essere legati a vincoli commerciali o geografici”. Sin dai primi giorni delle trattative, si è capito che sulla Casa automobilistica tedesca aleggiano soprattutto interessi politici. Domenica sono chiamati alle urne i cittadini tedeschi per eleggere il nuovo Governo. La cancelliera Merkel punta alla riconferma e i 25.000 dipendenti Opel saranno l’ago della bilancia in queste elezioni politiche.
In attesa di una decisione della Commissione Europea, la Nuova Opel dovrebbe nascere il 30 novembre, data di riferimento per il primo miliardo e mezzo di euro versato dalle casse federali. Dal primo dicembre occorrono, invece, altri 3 miliardi che dovrebbero arrivare da Magna e Sberbank. Ma in questa decisione avranno un ruolo chiave anche i sindacati, azionisti al 10% della nuova società.

Nuovo capitolo per la saga Magna-Opel; dopo la tormentata acquisizione del costruttore tedesco, il gruppo austro-canadese pianifica la sua prima mossa: tagliare 10.500 posti di lavoro. E’ quanto ha annunciato co-amministratore delegato di Magna, Siegfried Wolff. L’unico impianto a venire chiuso sarà quello di Antwerp, in Belgio. L’operazione di “snellimento” sarà completata entro il mese di Novembre.
Via | Corriere (Grazie al nostro lettore “Mr_Wolf” per la segnalazione)
General Motors ha da poco comunicato ufficialmente che venderà il 55% di Opel e Vauxhall al consorzio formato da Magna International e Sberbank. A GM rimarrà il 35%, ai dipendenti andrà il 10% della proprietà, mentre lo stato tedesco garantirà nuovi aiuti di stato alla casa automobilistica.
Molti aspetti chiave dell’accordo verranno fissati definitivamente nel corso delle prossime settimane, ma la notizia odierna è che quest’intesa finalmente c’è. Finisce dunque la “telenovela” internazionale che tanto ha fatto discutere negli ultimi mesi.
Per le decisioni di dettaglio sull’intervento pubblico di Berlino, sul costo del piano di ristrutturazione, e per capire quanto questo peserà sulle spalle dei dipendenti, manca ancora del tempo. Tutti gli aspetti comunque, come auspica GM nel comunicato ufficiale, dovrebbero essere definiti entro fine anno. Ma qualcosa lo possiamo già dire. Ecco quello che (non) cambierà in futuro.