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Tutti gli articoli con tag carburanti

Autoblog alla II Fiera Mondiale dei Veicoli a Metano e Idrogeno - parte I

pubblicato da p.a.fina

Autoblog alla II Fiera Mondiale dei Veicoli a Metano e Idrogeno

La sveglia è suonata: nessuno, però, ha avvertito il suo trillo. Gli angoscianti incubi – inquinamento, cambiamenti climatici, dipendenza dal petrolio – non hanno intaccato il letargo del sonnacchioso mercato dell’automobile. Finché c’è benzina c’è speranza; finché c’è speranza vi saranno berline da 580 cavalli o SUV da 500. Il punto di non ritorno, però, si è toccato con l’aumento dei prezzi: non vi è surriscaldamento globale che possa giustificare l’Euro e mezzo al litro. In quel momento, finalmente, consumatori e costruttori hanno aperto gli occhi. Il brusco risveglio può essere sintetizzato con una domanda: aspettando le fuel cell, i carburanti alternativi possono porsi come alternativa concreta già nel breve periodo? Per soddisfare tale interesse siamo andati a curiosare fra gli stand della II Fiera Mondiale dei Veicoli a Metano e Idrogeno (25/27 settembre), rassegna dedicata alla mobilità sostenibile.

La scelta di Torino quale location – centro Fiere del Lingotto, via Nizza 294 – è stata pressoché obbligata: nel 2006, all’interno dei patri confini, sono stati venduti ben 40,582 veicoli a metano, cui si aggiungono oltre 38mila conversioni. Ma non solo: Fiat ha conquistato il monopolio con l’86% di tali immatricolazioni. Queste cifre non derivano da un boom circoscritto, da un approccio fugace e superficiale, ma da un processo di graduale affermazione, tale da confermare con un aumento auspicato del 30% per il 2008 il più 135% dell’anno precedente.

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Nuovo salto in alto per il prezzo del petrolio

pubblicato da Fabio Sciarra

pompa benzina Proprio in un momento in cui sembrava che la bolla dei prezzi del greggio si stesse temporaneamente sgonfiando, è arrivato il rialzo giornaliero record per il barile di petrolio, che in un giorno è schizzato in alto di ben 16 dollari, tornando all’istante alla quota d’allarme di 120 dollari.

Certo non siamo ancora ai 147 dollari di luglio, ma questo balzo rende bene l’idea di quanto sia instabile e facilmente influenzabile il mercato dell’oro nero negli ultimi tempi: basta un uragano come Ike (niente a confronto del catastrofico Katrina del 2005) sul Golfo del Messico per far impazzire le piazze. O almeno, questa è la versione ufficiale dei fatti.

Ora non ci resta che stare a vedere, arrabbiati e un po’ rassegnati, cosa succederà al prezzo dei carburanti nelle stazioni di servizio. E’ cosa nota che da luglio i listini siano andati giù, ma è altrettanto vero che rispetto alla rapida discesa del costo del greggio, quella del carburante è stata decisamente troppo pigra.

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Caro benzina: in Italia Robin Hood perde i propri valori

pubblicato da p.a.fina

Caro benzina

Toglie ai ricchi per restituire agli stessi. Logico no?. Eppure stiamo parlando di Robin Hood, il paladino dei più deboli, l’eroe della foresta di Sherwood. Varcata la Manica, attraversate le Alpi, il nostro eroe si trasforma in maschera di sé stesso, corruttibile e immorale. Ferderconsumatori, pertanto, propone di bandirlo insieme ai suoi ideali di redistribuzione. Non vi è stata nemmeno l’ombra di un calo dei prezzi: anzi, la benzina è addirittura rincarata.

Sì, la benzina: stavamo parlando proprio di lei. E delle sue anomalie, inconcepibili per noi automobilisti, tanto care a chi opera nella filiera. Con il petrolio ormai vicino a quota 100 dollari, – spiega l’associazione – sarebbe auspicata una riduzione dei carburanti al di sotto dell’1,40 Euro al litro. E invece, come nella classica commedia napoletana, la beffa non ha tardato a manifestarsi.

I recenti aumenti di sette-otto centesimi al litro – prosegue Federconsumatori – “bastano per fare il pieno non di carburante, ma di guadagno da parte di chi opera nella filiera”. Le compagnie petrolifere, grazie all’introduzione della Robin Hood Tax, incassano “soli” 315 milioni di Euro al mese.

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L'87% degli europei è a favore del taglio delle emissioni di CO2

pubblicato da Fabio Sciarra

Sondaggio TNS Opinion

Un sondaggio condotto nei cinque paesi più ricchi del Vecchio Continente, -Germania, Francia, Gran Bretagna, Italia, Spagna- ha messo in luce un chiaro orientamento riguardo il problema delle emissioni di anidride carbonica dalle automobili: l’87% degli intervistati infatti, si è detto favorevole ad un abbassamento dei limiti pari ad un -25% sugli attuali. Che tradotto in valore assoluto significherebbe il raggiungimento dei 120 g/km nel mirino della UE e negli incubi dei costruttori d’auto.

Il sondaggio, condotto dalla società TNS Opinion, si è basato su un campione di 5000 persone. Secondo il 46% degli intervistati, l’imposizione di limiti più stringenti è il modo migliore per ridurre le emissioni. Meno efficaci sarebbero gli incentivi statali (27%), e l’informazione sulle auto più parsimoniose e pulite (13%). Un 7% degli intervistati ha infine puntato su una quarta possibilità, ossia eventuali restrizioni all’uso dell’auto privata.

Gli automobilisti europei sono anche disposti a rincari dei listini pur di inquinare meno: il 10% accetterebbe rincari compresi tra l’1 ed il 5% per un modello che fosse un quarto meno inquinante di uno attuale di pari segmento, il 26% accetterebbe rincari tra il 6 ed il 10%, e addirittura il 21% degli intervistati ha dichiarato che pagherebbe anche l’11-20% in più. Solo 8 persone su 100 non gradirebbero ulteriori rincari dei listini.

Sondaggio TNS OpinionSondaggio TNS Opinion

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Il gorverno russo rassicura: le tensioni nel Caucaso non influiranno sulle esportazioni di petrolio in Europa

pubblicato da Fabio Sciarra

pompa petrolio

Arrivano dalla Russia dichiarazioni confortanti riguardo il flusso di combustibili fossili verso l’Europa Occidentale: nonostante le tensioni da poco esplose nel Caucaso la fornitura di petrolio e gas naturale non conoscerà riduzioni.

A dichiararlo è stato il Ministro russo per l’energia Sergej Schmatko, che oggi ha rilasciato in Tagikistan un’intervista all’agenzia di stampa Interfax: “Sin dai tempi dell’URSS, Mosca è sempre stata leale ed affidabile in materia di fornitura di combustibili, e non vogliamo certo rovinarci la reputazione a causa delle difficoltà politiche”.

Le parole di Schmatko ribadiscono quanto aveva già sottolineato lo stesso Vladimir Putin in un’intervista rilasciata alla CNN ieri: “Se da un lato è vero che l’Europa dipende da noi, anche le nostre compagnie petrolifere dipendono dalla domanda dei clienti europei: è questo bisogno reciproco che garantisce la stabilità”. E gli automobilisti europei stanno già temendo i prossimi rincari dei carburanti…

Via | auto, motor und sport

Bentley: nessun diesel in programma. A meno ché...

pubblicato da p.a.fina

Bentley Continental Gt

Piccola lezione di grammatica italiana: come una congiunzione subordinante può compromettere il significato di una frase. Esempio pratico. Un membro dello staff dirigenziale Bentley, nascosto dall’anonimato, ricorda come il costruttore di Crewe non abbia intenzione di accogliere motori diesel nella propria gamma. E qui, purtroppo, entra in gioco l’infida particella.

Finché un brand concorrente, ad esempio Porsche, non compia il grande passo. Ecco l’intera frase. Eppure, sempre secondo l’intervistato, i responsabili della B alata avrebbero addirittura promosso un sondaggio da avanzare ai clienti: siete favorevoli allo sviluppo di un propulsore a gasolio? Un plebiscito ha impedito ulteriori sviluppi.

La stessa misteriosa fonte ha però accennato alla nuova famiglia di motori destinati alle prossime Arnage e Continental: nessuna indicazione su cubatura e frazionamento, solo un’indicazione a favore dei carburanti bio-fuel derivati da materiali di scarto.
Via | Autocar (Grazie a corvettec6r per la segnalazione)

Cala sensibilmente il prezzo del petrolio: ma le benzine rimangono pressoché stabili

pubblicato da Omar Abu Eideh

Il petrolio arresta finalmente la sua corsa; Ed anche la benzina comincia a scendere pian pianino. Rispetto ai ridicoli massimi, raggiunti poche settimane fa, l’oro nero ha perso quasi 30 dollari, cioè il 20% circa. Mentre il prezzo dei carburanti si è mediamente abbassato di meno del 5%: i prezzi dei carburanti restano infatti molto vicini ai record dei giorni scorsi. Il picco era stato a 1,56 euro mentre adesso si veleggia intorno agli 1,48 e 1,50. Nei primi giorni di maggio, quando il petrolio era intorno agli attuali livelli di prezzo, il carburante costava 1,45 euro: 3 euro in meno ad ogni pieno rispetto ad oggi.

Nel primo lunedì di agosto il greggio è sceso di ben 5 dollari, passando ai 120 per arrestare la sua battuta ai 118 dollari. Il tanto agognato calo dei prezzi sarebbe legato ai timori di raffreddamento dei consumi Usa di benzina, ma anche ai timori del ciclone Edouard che nelle prossime ore toccherà le coste del Texas. Non sono previsti particolari problemi, ma comunque le piattaforme del golfo del Messico sono state evacuate.

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Cadillac CTS: arriverà un 2.0 turbo?

pubblicato da Fabio Sciarra

cadillac cts

I gusti del pubblico cambiano, e anche i clienti USA non sono più quelli di una volta: come ha dichiarato Thomas Stephens, vicepresidente di GM Powertrain, non è del tutto esclusa la possibilità di adottare -anche sul mercato USA- un 2.0 quattro cilindri sull’attuale Cadillac CTS.

Attualmente la grossa berlina americana viene offerta in Europa con due diverse motorizzazioni, un 2.8 V6 ed un moderno 3.6 V6, senza contare la “spropositata” CTS-V ed il suo pauroso 6.2 V8 sovralimentato. Una gamma alquanto inadeguata in tempi di ristrettezze economiche e di prezzi alti per i carburanti.

Allo scopo di mantenere appeal e capacità di richiamo su una clientela sempre più sensibile ai dati sui consumi delle auto, General Motors potrebbe optare per l’introduzione di un 2.0 turbo come motore entry-level per la CTS, che riuscirebbe così a proseguire la sua vita commerciale senza risultare “anacronistica”.

Via | TheMotorReport

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Secondo trimestre 2008: GM ha perso 15,5 miliardi di dollari!

pubblicato da Fabio Sciarra

hummer h2

La mazzata era nell’aria ma la sua portata, forse, ha superato le aspettative peggiori: General Motors, come anticipavamo ieri, ha pubblicato nella giornata i risultati finanziari relativi al secondo trimestre dell’anno, annunciano perdite per 15,5 miliardi di dollari.

La perdita è di proporzioni enormi: alcuni esperti americani la annoverano tra le peggiori in assoluto nella centenaria storia di GM. Basti pensare che la stessa Ford Motor Company (anch’essa in stato di grave crisi) lo scorso mese aveva reso noto un “rosso” pari alla metà di questo vero e proprio buco nero dei diretti rivali.

Tre, fondamentalmente i motivi alla base del pesantissimo tonfo: il tracollo del mercato dei light trucks, l’impennnata del prezzo dei carburanti e la generale, forte tendenza al ribasso del gigantesco mercato USA.

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Storico sorpasso di VW su Ford nella classifica dei costruttori più grandi

pubblicato da Fabio Sciarra

Volkswagen Scirocco Ginevra 2008

I tedeschi di Volkswagen sono appena saliti al terzo posto tra i costruttori automobilistici più grandi del mondo superando Ford Motor Company, gruppo che ai tempi d’oro per gli americani e prima dell’avanzata di Toyota, era il secondo al mondo e che oggi si ritrova fuori dal podio.

Il dato è emerso con evidenza in occasione della consueta pubblicazione dei risultati commerciali e finanziari relativi al primo semestre dell’anno: VAG è cresciuta del 7,2% rispetto ai primi sei mesi del 2007, raggiungendo le 3.270.000 unità vendute, mentre FoMoCo ha lasciato sul terreno un pesante 11%, che ha portato Detroit a 3.090.000 immatricolazioni complessive.

A distanza di cinque anni dal sorpasso subito dal gigante giapponese, Ford viene così superata ancora una volta, e per giunta in maniera apparentemente irrecuperabile, almeno per fine anno.

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USA: percorrenze medie ai minimi storici dal 1980

pubblicato da Fabio Sciarra

traffico highway usa

Un nuovo studio pubblicato dalla Federal Highway Administration americana, dimostra come nel mese di maggio, per la settima volta consecutiva, gli automobilisti statunitensi abbiano percorso meno chilometri (-3,7% precisamente) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Secondo Bloomberg questa tendenza sta portando gli USA dritti dritti verso un minimo storico: mai dal 1980 al 2008 erano stati percorsi così pochi chilometri complessivi dall’intero parco auto circolante sulle strade del paese.

Anche ventotto anni fa, alla fine dell’amministrazione Carter, l’America si trovò alle prese con una seria crisi energetica, ma alla luce delle ricerche più recenti, la congiuntura economica attuale ha davvero poco da invidiare alle difficoltà di quegli anni. La striscia di sette mesi consecutivi al ribasso per quanto riguarda i chilometri percorsi, per esempio, trova riscontro solo nel lontano 1979 (i lettori più assidui ricorderanno un nostro articolo di pochi giorni fa in cui parlavamo della mortalità stradale in USA, anch’essa ai minimi dal ‘78).

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GM spinge per la diffusione del bioetanolo in Europa

pubblicato da Fabio Sciarra

chevrolet hhr e85

La corsa pazza dei prezzi dei carburanti impone alle case automobilistiche la necessità di scegliere strade alternative per la mobilità dei prossimi anni, e una di quelle più discusse è quella dei biocarburanti.

General Motors ha dichiarato di avere nel mirino un obiettivo ambizioso, quello di offrire entro il 2012 una gamma composta almeno per il 50% di veicoli ad alimentazione flessibile. A patto che l’Europa faccia la sua parte.

GM ha infatti chiesto come condizione l’apertura di almeno 300 stazioni di servizio che dispongano di biocarburanti di seconda generazione (quelli che non intralciano le colture alimentari) in 15 paesi della UE.

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