Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag carburanti alternativi

Fiat punta sul GPL, non sulle auto elettriche. Ecco perché

pubblicato da Simone Minzi

Fiat Panda Easy Power GPL

Che la Fiat abbia deciso di mettere temporaneamente in secondo piano gli investimenti sui motori elettrici per le proprie auto, a differenza di quanto fanno molte delle case costruttrici concorrenti, è cosa nota. Non più tardi di qualche mese fa Sergio Marchionne aveva spiegato che questo tipo di tecnologia, sebbene sia la più promettente per il futuro, ad oggi è ancora troppo costosa e troppo poco pratica per dedicare la maggior parte degli sforzi di ricerca e sviluppo ai propulsori a batterie.

I tempi correnti richiedono però necessariamente che ogni grande costruttore automobilistico scelga almeno un carburante alternativo su cui puntare. Elettrico, diesel, etanolo, ibrido o gas non è più possibile ignorare le problematiche legate alla benzina, non solo dal punto di vista dei costi. Ecco così che l’azienda torinese ha fatto la sua scelta, investendo con forza sui gas come metano e GPL. E’ soprattutto a questo che sta lavorando il Centro Ricerche Fiat di Orbassano con i suoi 1.000 dipendenti tra cui 600 ingegneri.

La tecnologia per il GPL è economica e già disponibile. Questo tipo di carburante, oltre ad avere disponibilità residue per oltre 100 anni, è anche il 23% più pulito in termini di emissioni di CO2 ed offre sostanzialmente le stesse prestazioni ad un prezzo molto minore. Per questo la Fiat sta studiando come ottimizzare i serbatoi per massimizzare l’autonomia delle sue auto. Un altro tema importante è stabilire se la scelta della doppia alimentazione sia effettivamente la più valida.

Continua a leggere: Fiat punta sul GPL, non sulle auto elettriche. Ecco perché

USA, Obama: "Solo carburanti alternativi per la flotta governativa dal 2015"

pubblicato da Fabio Sciarra

barack_obama Barack Obama, come riportato dal New York Times, ha annunciato una nuova misura che rientra nel piano di ammodernamento della politica energetica USA: il Presidente degli Stati Uniti, oltre alle misure che porteranno alla produzione di energia elettrica “pulita”, alla riduzione della dipendenza dal petrolio straniero, all’aumento della produzione nazionale di etanolo e alla promozione del metano per autotrazione, prenderà un’iniziativa per cui dal 2015 il Governo acquisterà solo auto alimentate da carburanti alternativi.

La misura, da sola, non potrà certo avere un impatto significativo sulla riduzione dell’impatto ambientale, ma rappresenta senza dubbio un annuncio dal forte valore emblematico. La sua efficacia in termini concreti va ricercata guardando all’intero piano della nuova politica energetica americana. Obama vuole ridurre di un terzo le importazioni di petrolio straniero entro il 2025 non solo attraverso l’incremento delle estrazioni nel territorio nazionale, ma contando anche sul taglio dei consumi medi del parco auto USA.

Intento nobile, non c’è dubbio, che va però supportato con da un’adeguata regia politica. Bastava dare un’occhiata al Salone di Detroit di quest’anno per capire che gli americani, se non messi alle strette da necessità economiche o spinti da sostanziosi incentivi, non sono propensi (ed è anche comprensibile) a cambiare le proprie…”abitudini motoristiche”.

Gliocladium roseum: la nuova speranza del bio-diesel

pubblicato da p.a.fina

foresta pluviale

Il gasolio sgorga nella foresta pluviale della Patagonia. O meglio, cresce sul tronco dei suoi alberi: secondo quanto scoperto dallo scienziato americano Gary Strobel, un particolare fungo produce una sostanza del tutto simile a carburante diesel.

Il Gliocladium roseum, infatti, si nutre della cellulosa per produrre combustibile biologico sotto forma di vapore: una qualità unica, mai scoperta prima d’ora, che permette anche di agevolare le operazioni di estrazione e stoccaggio rispetto ad un carburante liquido. Abbiamo di fronte l’unico organismo in grado di originare una simile combinazione – spiega Strobel –, la cui composizione chimica non presenta differenze con gli idrocarburi fossili.

Grazie ad alcune componenti dal minor peso molecolare, il Glicladium brucia in modo più efficiente rispetto ad un diesel tradizionale, dimostrandosi più pulito e parsimonioso. Ci dedicheremmo all’alimentazione di un singolo motore – commenta ancora Strobel –: se riusciremo a renderlo operativo allora saremo sul mercato.
Via | Corriere (Grazie a derek per la segnalazione)