La Bugatti Renaissance è la creazione di un design canadese, John Mark Vicente, che ha voluto immaginare l’aspetto del modello che andrà a rimpiazzare la Veyron (magari quella della 3° o 4° generazione). I concetti cardine alla base delle forme dell’attuale supercar Bugatti sono tutti conservati e riproposti in chiave futuristica. Gli elementi compositivi di base sono estremizzati per ottenere un unico risultato: rendere l’attuale, “paciosa” Veyron, una vettura che ispiri timori primordiali al solo sguardo.
Si aguzzano quindi i gruppi ottici, la calandra assume l’aspetto di un cono tronco pronto a inghiottire qualsiasi vettura non ceda strada. La fiancata perde in pulizia per acquistare branchie e superfici che, oltre alla funzione aerodinamica, incrementano quel senso di predatore in agguato. Il posteriore alto e massiccio ricorda qualche creazione Lamborghini recente pur rimanendo personale e chiaramente evoluto dalla Veyron attuale.
Via | WCF
Per molti Bugatti significa Veyron, oppure si pensa alle storiche type 35, 37 e 39 Gran Prix degli anni ‘20 e ‘30. All’inizio degli anni ‘90 Bugatti era però rinata dietro la guida di Romano Artioli ed aveva sfornato la EB110, una sportiva tecnologicamente molto evoluta dotata di un incredibile 3,5 litri V12 quadriturbo e trazione integrale.

Continuano le notizie circa il futuro di Bugatti e di un nuovo modello, più volte smentito dal presidente VW Martin Winterkorn. Le ultime notizie riportano che proprio Winterkorn abbia cambiato leggermente opinione e stia studiando con il nuovo CEO Bugatti Franz-Josef Paefgen le basi per una inedita vettura, da posizione nella ricca fascia dai 150.000 $ ai 200.000 $ (entro i 150.000 €, quindi), una frazione del prezzo della Veyron. Si tratterebbe comunque di un prodotto esclusivo e di qualità eccelsa, proprio come la sorella da oltre 400km/h.
Certo è che potrebbe rivelarsi un boomerang, dal momento che gli investimenti fatti sino ad oggi non hanno portato i risultati economici sperati: la baby Bugatti potrebbe, in caso di flop, far tremare la solidità stessa di Bugatti e far “chiudere i rubinetti” al gruppo VAG. Nella foto lo sfortunato prototipo della EB112 del 1993, berlina mai nata della precedente gestione Bugatti, che potrebbe forse essere fonte di ispirazione, magari con la futura base comune che sarà utilizzata dalla prossima Audi A8 e dalle future Bentley.
Via | Autoblog.com
Durante la “lunga notte prima del Salone”, il Gruppo VW ha presentato in pre-anteprima a Francoforte due supercar molto esclusive.
La prima è la Lamborghini Reventón, realizzata in 20 esemplari sulla base della Murcielago LP640 e probabilmente già tutte vendute al prezzo di 1 milione di euro.
L’altra novità è la Bugatti Veyron 16.4 Pur Sang e si differenzia dalle altre “comuni” Veyron solo per l’assenza di verniciatura, sostituita dalla finitura spazzolata dell’alluminio e dai particolari in carbonio. “Pur Sang” sta per purosangue e deriva dalla volontà di un cliente di possedere l’auto sportiva più pura. Cinque saranno le Pur Sang realizzate e offerte a 1,4 milioni di euro.
Mentre la Bugatti pare aggiungere poco alla già siderale Veyron, la Lamborghini Reventón conferma l’impostazione da caccia “Stealth” in volo radente ipotizzata da tempo.


Ci sono auto che fanno battere il cuore più forte di altre per le loro alte prestazioni, per una linea azzeccata, per quello che hanno rappresentato nella storia dell’automobile, o per il loro prestigio quasi etereo. La Bugatti 57C Atalante del 1938 appartiene sicuramente all’ultima categoria. Frutto della bizzarria del proprietario Ray Murray che, non soddisfatto delle prestazioni, decise di trapiantare sotto l’elegante carrozzeria il cuore di un altro modello Bugatti già in suo possesso, questo esemplare unico rappresenta quello che si definirebbe un vero monumento su quattro ruote.
Purtroppo i lunghi decenni di abbandono all’interno di un garage hanno influito pesantemente sulle condizioni di salute dell’elegante coupè: cromature e rivestimenti interni in pessimo stato, verniciatura sbiadita, pneumatici da buttare e cofano motore letteralmente da disinfestare avrebbero fermato chiunque non fosse a conoscenza di ciò che quest’auto significasse ma, a dispetto di tutti gli interventi necessari, già al momento della “riscoperta”, si stimava un valore sul mercato di oltre 400.000 euro.
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Né in Dubai, né in California e neppure nel piccolo principato di Monaco: il più prolifico rivenditore di Bugatti Veyron si trova in Inghilterra e non c’è da stupirsi se il suo nome è Jack Barclay. Si tratta infatti del più antico rivenditore Bentley ancora in attività, dal 1927 specializzato in Rolls Royce, Bentley e ogni tipo di supercar esclusiva, nuova, usata o d’epoca.
A quanto pare presso la Jack Barclay ltd. di Londra sono già state vendute ben 27 Veyron, su di un totale di 152 esemplari in tutto il mondo.
Delle 300 Bugatti Veyron previste in produzione nello stabilimento di Molsheim, addirittura 60 usciranno dai portoni del salone di Berkely Square!
Via | German Car Scene

Anche provando il configuratore virtuale della Bugatti Veyron, non ci era parso che fosse disponibile fra le combinazioni di colore quella verde/nero che vediamo in queste foto!
L’audace abbinamento, che vogliamo credere non sarebbe dispiaciuto al giovane Jean Bugatti, amante dei contrasti e dei colori accesi, è frutto di una singolare richiesta di un proprietario del Dubai (e dove, altrimenti…).

Sempre grazie al gigantesco servizio fotografico di Autoblog.com, possiamo segnalarvi altre perle dell’edizione 2007 del Goodwood Festival of Speed: spazio quindi alle vetture da competizione ed alle formula 1 di tutti i tempi. Davvero curiosa anche l’esposizione dei veicoli da record, difficilmente visibili ad altri eventi. Notevole anche il colpo d’occhio per il raduno delle Bugatti Royale, con la presenza di 5 dei 6 esemplari costruiti. Una cosina da niente, se si pensa che il valore stimato delle 5 Type 41 si aggira in totale sui 60 milioni di dollari !

Interessante accostamento allo stand Bugatti del Salone di Ginevra. Da una parte, l’”estrema” Veyron, che sappiamo sarà almeno per un po’ l’unica portacolori del marchio, e che ha raggiunto recentemente il traguardo dei 60 esemplari consegnati.
Dall’altro, la Bugatti Typ 55 degli anni ‘30, dotata di un 8 cilindri in linea da 2262 cc, doppio albero a camme in testa, con potenza di circa 130 CV a 5000 giri/min, velocità massima di circa 185 km/h e peso approssimativo di 1200 kg. Un’auto simbolo della tecnologia e dello stile di un’epoca, ma che ancora oggi mantiene inalterato tutto il suo fascino. La domanda è quasi inevitabile: meglio la Bugatti di oggi o quella di ieri?