
L’ex vice-presidente General Motors Bob Lutz ha mostrato un certo scetticismo nel commentare il piano di rilancio intrapreso da Lotus, che porterà al lancio di cinque nuove sportive e ad un successivo aumento della produzione fino a 6-7.000 esemplari annui. Lutz ha infatti attributo al progetto un 60% di riuscita. “Molte persone mi hanno chiesto un parere relativo al piano di rilancio”, spiega Lutz. “Mi hanno chiesto se funzionerà, ma io ovviamente non posso fornire garanzie. Per Lotus è un rischio. Sono piuttosto sicuro che la situazione del marchio sarà migliore rispetto alle condizioni attuali, che avrebbero sancito un declino pressoché certo”.
‘Maximum Bob’ riconosce poi che il governo malese (azionista di Proton) “sta correndo un rischio non indifferente”. Proton inoltre “possiede competenze ingegneristiche di assoluto valore. Ha imboccato la strada corretta. Il denaro speso dal governo è comunque inferiore rispetto a quanto avrebbe stanziato General Motors per un simile progetto”. Infine una battuta nei confronti dell’amministratore delegato Lotus Dany Bahar. “Presentare i cinque modelli nello stesso momento? E’ presente un velo di protagonismo”.
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Secondo Bob Lutz, uomo-simbolo di General Motors per lunghi anni che lascerà il suo posto il prossimo 1° maggio, “Toyota non riotterrà mai lo status “divino” di cui godeva prima della vicenda dei richiami“. La dichiarazione -l’ennesima senza peli sulla lingua da parte del manager-, è stata rilasciata alla testata americana BusinessWeek.
Le parole, pronunciate al Salone di New York, sono arrivate in seguito ad una domanda sullo stato di salute di GM dopo la bancarotta controllata dell’anno scorso. E testimoniano quanto le grandi case americane si augurino di riguadagnare terreno a scapito del colosso giapponese nel prossimo futuro. Ma Toyota non starà certo a guardare, anzi, ha già iniziato a lavorare per risalire la china…
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La fabbrica di Detroit-Hamtramck ha assemblato lunedì il primo esemplare dell’attesa Chevrolet Volt. Il lancio è programmato per novembre, quindi siamo ancora lontani dalla fatidica data di debutto, ma nei prossimi mesi General Motors continuerà a realizzare alcuni esemplari di pre-serie.
L’obiettivo degli americani non è tanto quello di testare il veicolo, già ampiamente collaudato negli anni scorsi (attualmente si stanno definendo alcuni software di gestione per affinare la guidabilità), quanto piuttosto quello di mettere alla prova la stessa linea produttiva, che sarà chiamata a svolgere il compito di costruire una delle auto più tecnologicamente evolute sul mercato.
Anche se gli showroom americani riceveranno il modello qualche tempo prima del lancio, proprio per mostrarlo al pubblico, per vedere le vetture in vetrina i clienti USA dovranno aspettare ancora qualche mese: la parte della pre-serie destinata alla rete di vendita sarà realizzata solo fra qualche tempo.
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Lo sviluppo della Cadillac Converj è terminato. “Resterà solo un prototipo”, ha tagliato corto Nick Twork, portavoce del marchio statunitense. “Non abbiamo mai manifestato l’intenzione di produrla, né, tantomeno, sono stati diffusi comunicati relativi al suo futuro”. Queste dichiarazioni seguono a stretto giro di posta il messaggio di Bob Lutz, vice presidente del gruppo General Motors. “Al momento vi sono altre priorità, fra cui il lancio delle Chevrolet Volt ed Opel Ampera. Queste vetture assorbiranno tutte le nostre energie per i prossimi anni”, ha commentato ‘Maximum Bob’. Smentendo così la sua precedente apertura, che indicava a “dopo il 2012” il periodo in cui sarebbe stata introdotta sul mercato.
La coupé ibrida venne presentata al salone di Detroit edizione 2009, equipaggiata con la piattaforma Voltec di provenienza Volt. La Converj ha un motore elettrico da 163 cavalli e 370Nm di coppia, supportato da un 1.4 a scoppio con il compito di ricaricare le batterie agli ioni di litio secondo il funzionamento da ibrido EREV.

General Motors ha comunicato che, dal prossimo 1° maggio, Bob Lutz va in pensione. Dopo 47 anni di onorata carriera, il vice presidente di GM abbandona il palcoscenico dell’automotive. Il 78enne manager americano era arrivato a Detroit il primo settembre del 2001, dopo varie esperienze in BMW, Chrysler e Ford.
Ed Whitacre, CEO di General Motors, ha ringraziato Lutz per il lavoro svolto in questi anni, in quanto ha trasmesso passione, saggezza e orientamento a tutti gli uomini e le donne che lavorano per il colosso di Detroit. E per quanto riguarda il suo addio, Bob Lutz ha detto che “il mio lavoro qui in GM ora è completato e lo staff, con cui ho avuto la fortuna di collaborare, ha ampiamente superato le mie aspettative. La nostra linea di prodotti è forte come è sempre stata General Motors. La percezione dei nostri prodotti e dei brand sta cominciando a recuperare il ritardo con la realtà. E, soprattutto, sono fiducioso che, sotto la guida di Ed Whitacre, la semplice e singolare attenzione sul prodotto durerà in eterno”.

Richard Cody, ex-generale dell’esercito USA, ha recentemente ritirato una Corvette Convertible in tinta Torch Red nuova fiammante. Tutto normale fin qui (per quanto possa essere normale un momento così emozionante), se non fosse che per il buon Cody questa è la decima Corvette della sua carriera di automobilista. La prima arrivò nel 1973, in occasione della fine dei suoi studi all’accademia militare di West Point.
Come se non bastasse, c’è una seconda peculiarità in questa curiosa storia: il generale non ha ritirato l’auto da un semplice concessionario, ma direttamente dal National Corvette Museum di Bowling Green, Kentucky, dove dal 1981 nasce la sportiva americana più famosa al mondo.
Come se non bastasse, il vecchio Bob Lutz in persona ha consigliato a Cody di seguire l’intero processo produttivo del suo esemplare visitando la fabbrica, per immergersi quanto più possibile in questa “decima volta” con la ‘vette. Del resto, il generale e la sua famiglia hanno l’auto nel sangue: suo fratello Bob è titolare di una concessionaria Chevrolet in Vermont…

Il vicepresidente di General Motors Bob Lutz ha dichiarato oggi che “gli alti costi di sviluppo delle auto ibride avranno una ricaduta negativa sui listini di tutti i modelli di chi le costruisce”. Lutz ha poi aggiunto che “GM continuerà a perdere denaro con le ibride, e dovrà ancora spalmare il loro costo sul resto della gamma”.
Secondo il vecchio Bob, che come avrete imparato col tempo non manda a dire quello che pensa, “le ibride non supereranno mai il 10% del mercato USA”. Decisamente meno pessimista nei confronti di questa soluzione è Toyota, che non a caso è da anni il leader del segmento.
A detta di un portavoce ufficiale della casa, “Toyota raggiungerà presto il traguardo di un milione di ibride all’anno e con l’aumento dei volumi si verificherà un conseguente calo dei prezzi all’acquisto. Le auto ibride -ha aggiunto il portavoce- sono più complesse di quelle tradizionali e per questo costano di più, ma siamo convinti che già oggi i ridotti costi d’esercizio compensino il loro prezzo superiore”.
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A detta di Bob Lutz, “gli stipendi dei top manager di General Motors sono significativamente inferiori rispetto alle attuali condizioni del mercato”. Dall’uscita della bancarotta controllata, le paghe dei manager GM (compresa quella di Lutz) sono state regolamentate per mano di Washington.
“Quello che so è che in questo momento abbiamo di nuovo su di noi tutta la responsabilità. E a mio parere oggi siamo pagati molto, molto, molto sotto i valori di mercato”. Lutz si riferisce ovviamente alla situazione determinatasi dopo il prestito di 50 miliardi di dollari erogato dal Dipartimento del Tesoro.
Proprio in questi giorni inoltre, Ken Feinberg, l’incaricato del Tesoro alla regolamentazione degli stipendi GM (quello che in America chiamano molto semplicemente “pay czar”), sta rivedendo le retribuzioni dirigenziali per il 2010 e molto presto dirà cosa e quanto cambierà per Lutz e soci in termini pecuniari.

Bob Lutz ha avanzato l’ipotesi di creare una Corvette a quattro porte sulla base della Holden Commodore e destinata unicamente al mercato USA. Secondo Lutz, per una vettura ad alte prestazioni non conta il corpo della carrozzeria, ma la trazione posteriore, la coppia elevata ed una buona trasmissione. Quindi, una berlina griffata Corvette non sarebbe qualcosa di inaccettabile per i puristi del brand, anche perché la vettura australiana da cui deriverebbe già monta propulsori di origine Corvette nelle versioni più performanti.
Infatti, la Holden Commodore HSV W427 è mossa dallo stesso 7.0 V8 della Corvette Z06. Un’operazione analoga è già stata condotta in Gran Bretagna, dove la Commodore HSV viene venduta come Vauxhall VXR8. Se dovesse concretizzarsi l’ipotesi di Bob Lutz, sarà la prima volta che Holden assemblerà una vettura con il volante a sinistra. Per questo motivo, General Motors dovrà attentamente calcolare i costi di progettazione dell’ipotetica Corvette berlina a 4 porte.
Continua a leggere: Corvette a 4 porte? Possibile, secondo Bob Lutz
La Chevrolet Volt sarà proposta anche come auto 100% elettrica. L’attesissimo modello americano, che sarà proposto inizialmente come EREV (o ibrida extended-range, un’auto che si avvale cioè di un piccolo motore tradizionale nel ruolo di generatore), avrà dunque una derivata ancor più evoluta e pulita.
Come dichiarato da Bob Lutz, vicepresidente di General Motors, nel mirino della Volt elettrica ci sarà prima di tutto la Nissan Leaf, modello per che per l’appunto vanta un sistema di propulsione completamente elettrico. La Volt “originale” sarà commercializzata negli Stati Uniti entro fine 2010 e raggiungerà l’Europa nel corso dell’anno prossimo. Lutz ha poi affermato che produrre la Volt elettrica sarà “uno scherzo”: “Una volta fatto il modello, renderlo completamente elettrica sarà uno scherzo: basta togliere alcune componenti”.
Il vecchio Bob però, dopo le prudenti dichiarazioni di qualche giorno fa, è tornato con il suo irrinunciabile -e sempre gradito- realismo sul tema delle auto ecologiche: “Le auto elettriche in certe condizioni meteo, non mantengono l’autonomia che dichiariamo, e anche lo stile di guida influisce moltissimo. Si tratta di differenze enormemente più grandi rispetto ai modelli a combustione interna. Con la Volt, in condizioni di freddo estremo ho percorso solo 45 km in modalità elettrica”. Viva la sincerità!
Continua a leggere: Chevrolet: la Volt arriverà anche come elettrica al 100%
Bob Lutz, amministratore delegato di General Motors, è contento dell’attuale situazione della casa americana: il “grande vecchio” ha infatti affermato che GM “è molto più sana adesso che in passato a livello di redditività e di prodotti”.
Negli ultimi 15 anni il costruttore ha speso ben 103 miliardi di dollari in costi per oneri sanitari e previdenziali. Ma adesso, con un bilancio quasi senza debiti, risorse umane ristrutturate e concorrenziali e problemi con i sindacati risolti, GM si rilancia in avanti; ciò anche grazie ad un dollaro ragionevolmente più basso verso la valuta giapponese, “il che mi fa brillare gli occhi – afferma scherzando Lutz - quando i giapponesi affermano che non si possono fare margini negli Usa”.
Via | MFonline (Grazie al nostro lettore “quadringo” per la segnalazione)
La Cadillac Converj, originale prototipo presentato al Salone di Detroit di un anno fa, andrà in produzione. Lo ha confermato Bob Lutz, affermando che il modello di serie “non arriverà prima del 2013″.
La proposta Cadillac sarà una ibrida extended-range (EREV) che condividerà buona parte della base tecnica con la Chevrolet Volt, a partire dalla batteria agli ioni di litio da 16 kWh. Questa avrà il compito di alimentare un motore elettrico capace di erogare 163 CV e 370 Nm. Anche il generatore termico, un 1.4 benzina quattro cilindri aspirato che entra in gioco per ricaricare le batterie, sarà lo stesso della Volt.
A dispetto dell’annuncio in questione, Bob Lutz ha rilasciato una dichiarazione venata di scetticismo sul tema dell’ecologia: “L’auto elettrica potrebbe rivelarsi un fuoco di paglia. Ci sono sempre queste ondate di passione nei media e nell’opinione pubblica e in questo momento non si fa che parlare di auto elettriche, ma potrebbe non durare. Ovviamente io sono favorevole alla loro diffusione, perché anche noi ne produrremo, e spero in grandi quantità”.
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