La BMW Serie 1 M Coupè preparata da TechTec è la risposta a chi chiede maggiore potenza dalla più piccola delle bavaresi marchiate M: il tuner tedesco garantisce infatti iniezioni di potenza fino a 450 CV (+110 rispetto al modello di derivazione). Ma andiamo con ordine.
Lo stage di base ha un prezzo di 1500 euro e dona all’auto 40 CV in più , per un totale di 380 e fa schizzare la coppia massima a 580 NM; il tutto attraverso un mirato lavoro sull’elettronica. Per 1000 euro in più si raggiunge invece l’inebriante soglia dei 400 CV.
Aggiungeteci altri 800 euro e potrete contare su un nuovo intercooler per incrementare la cavalleria a 450 CV con ben 630 Nm di coppia massima, buoni per uno 0-100 km/h in appena 4.1 secondi. Per i più esigenti è disponibile anche un nuovo sistema di scarico in titanio by Akrapovic e sospensioni KW club sport.
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I redattori del magazine Sportauto giurano che avrebbe potuto migliorare il suo tempo di qualche secondo ancora. Però, sottolineano, i pneumatici erano di serie e le sospensioni mal tarate per l’utilizzo in pista. Queste premesse aiutano a definire la portata dell’8.15 registrato al Nurburgring dalla BMW Serie 1 M Coupè, provata dalla rivista tedesca e subito inserita nella classifica generale relativa ai tempi. Il suo “best lap” è peggiore di 7 secondi rispetto alla Renault Megane RS Trophy e di 6 secondi rispetto all’Audi TT-RS, ma al contempo più favorevole rispetto alle Porsche Cayman S (8.17), Audi RS3 Sportback (8.20) e BMW M3 E46 (8.22).
La coupè tedesca si riscatta parzialmente ad Hockenheim, dove - sempre provata da Sportauto - registra un ottimo 1.14.1. La Porsche Cayman R risulta più veloce di 1.7 secondi (1.12.4), così come la BMW M3 E46 CSL (1.13.5), ma questo non impedisce alla 1 M di mettere in riga le BMW M3 E92 (1.14.2), Audi TT-RS (1.14.3), RS5 (1.15.3) e RS3 Sportback (1.15.4).
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Fifth Gear prova l’ultima nata in casa BMW: in questo video Tiff Needell ci scorrazza a bordo della Serie 1 M Coupè. M come Motorsport; M come divertimento. E’ proprio quest’ultimo che la casa di Monaco di Baviera vuole regalare a chi acquisterà quest’auto: tanta tanta grinta ad un prezzo ancora umano. Fra gli intrigati nastri d’asfalto scozzesi il simpatico tester spreme il telaio ed il 6 cilindri biturbo della pepata 1er coupè con la M tatuata sulla carrozzeria.
Proprio il propulsore dimostra tutta la sua bontà alla prova “turbo-lag”: se non si chiedono inutili miracoli, che probabilmente metterebbero in difficoltà anche un’unità aspirata di pari potenza, il 6L si dimostra sempre scattante e graffiante. Il tutto è inoltre condito da intriganti note allo scarico. L’avantreno si dimostra rapido e sincero e mentre il posteriore spinge fuori da ogni curva senza esitazione con l’auto che rimane ben bilanciata. Ovviamente la potenza è più che sufficiente a far “ballare il Twist” a chi esagera a provocare i 340 CV erogati dal 3.0. Ma il tutto rimane ben gestibile ed esaltante. Un altro giudizio estremamente positivo per la piccola di casa BMW.
BMW ha diffuso ieri un nuovo video promozionale con protagonista la Serie 1 M Coupé, potentissimo canto del cigno del modello uscente. La rossa sportiva bavarese si lancia in questo filmato ricco di effetti speciali attraverso una serie di muri, centrando in maniera millimetrica dei “pertugi” su misura che hanno la stessa sagoma della vettura.
I ragazzi di EVO provano la nuova BMW Serie 1 M Coupè: la domanda che si fanno, esattamente come quella che si sono posti altri giornalisti, è se questa M abbia veramente il genoma da Motorsport. Tanto per cominciare la prima impressione che trasmette l’auto è quella della velocità: la Serie 1 M coupè non solo la accumula con estrema facilità ma la mantiene fra una curva e l’altra con la stessa grinta della sorella maggiore, la M3. La risposta all’acceleratore è fulminea e vigorosa. Fra le curve l’auto appare affilata ed agile grazie al passo ridotto ed al peso relativamente contenuto: il coinvolgimento di guida è di alto livello.
Autocar mette a confronto Bmw Serie 1 M Coupè e Porsche Cayman R, due delle più interessanti novità recenti nel panorama dei modelli dedicati ai veri appassionati di guida. Nonostante la differenza di prezzo a favore di Bmw, le due vetture offrono prestazioni non molto distanti tra loro, ma allo stesso tempo si differenziano per il feeling di guida e per le scelte tecniche: più rude, pesante la Bmw, che richiede perizia quando i controlli elettronici sono disattivati, più precisa e raffinata la Boxster, che con la versione R fa molto più di una semplice operazione di messa a punto rispetto alle altre versioni. Il giudizio finale è a favore della Porsche, ma conferma l’ottimo rapporto prestazioni-prezzo della Bmw e la felice scelta del reparto M di montare il 3 litri biturbo nella “piccola” serie 1.
Il responsabile della sezione BMW Motorsport ha rivelato che la Serie 1 M Coupè verrà prodotta fino al termine del 2011. Questo annuncio, riportato da Autoevolution, smentisce di fatto l’introduzione di una possibile variante cabriolet equipaggiata con il medesimo schema tecnico. L’indiscrezione riportata da BimmerFile si rivela dunque errata, ma quantomeno contribuisce a motivare la decisione dei vertici BMW: il motore sei cilindri N54 con doppia turbina verrà prodotto anch’esso fino al termine del 2011, a causa dell’incapacità di rispettare i nuovi limiti anti-inquinamento.
Autoexpress prova la nuova BMW Serie 1 M Coupè, confermando l’impressione generale che sta emergendo dai commenti di chi ha attualmente avuto la fortuna di provare la vettura: questa è la M “più M” attualmente schierata nella line-up BMW; forse appena preceduta dalla M3 GTS che tuttavia è architettata per un utilizzo più “pistaiolo” che stradale. Il tester inglese può solo spendere ottime parole che questa vettura: dal motore, all’estetica, alla maneggevolezza e dal carattere si riconosce tutto il genoma Motorsport. Al volante l’auto è prodiga nel trasmettere informazioni, mentre la potenza spara fuori con decisione il corpo vettura da ogni curva; il pilota deve solo decidere se farlo a gomme fumanti. Ma i sorrisi di soddisfazione sono assicurati. Unico neo? Gli interni che, visto il prezzo del biglietto, appaiono sotto tono in certi dettagli. Il confronto con l’Audi RS3? In quanto a velocità pura è una sfida che si risolve al pareggio. Ma per quanto concerne il piacere di guida è sicuramente meglio optare per la ricetta BMW.
L’interesse per la Bmw Serie 1 M Coupè si è rivelato probabilmente più alto del previsto ed in casa Bmw l’idea di una versione CSL non è affatto stata accantonata. La 1M è già sold out su alcuni mercati, come quello inglese, e proprio in Gran Bretagna Car Dealer Magazine ha raccolto alcune dichiarazioni del product manager Bmw James Morrison: una versione CSL è sicuramente possibile e rappresenta una sfida interessante, ma la riduzione del peso, unita all’aumento di potenza, potrebbero portare ad un prezzo impegnativo, superiore di 20.000 Sterline (circa 22.800 € al cambio attuale) rispetto alla 1M, superando quindi la soglia dei 70.000 €.
Un prezzo degno di una M3 V8, che ha vissuto una situazione simile con la M3 GTS, proposta ad oltre 120.000 Euro. Nel frattempo su internet si rincorrono le voci circa la reale esistenza di una 1M CSL sotto mentite spoglie, anticipata dalla 1M Safety Car utilizzata nel MotoGP, con assetto rivisto, freni maggiorati e modifiche all’aerodinamica.
E’ fra le sportive più chiacchierate in circolazione: la BMW Serie 1 M Coupè, ultima nata in casa Motorsport, è sicuramente la M più stuzzicante del momento nonché quella che più da vicino ricalca i valori originali del marchio. Peso contenuto, elevata potenza ed agilità, trazione posteriore e passo corto per una veloce risposta agli input dello sterzo. Piacere di guida puro dunque. Se mettiamo anche in conto il prezzo di listino più abbordabile della gamma M, si capisce facilmente come la 1er M possa seriamente mettere in difficoltà anche la M3: nonostante l’ampio divario di potenza fra le due auto infatti, i due mezzi sembrano garantire prestazioni velocistiche estremamente simili. Fa invece una certa impressione vedere la 1er M coupè condividere il meritato badge “M” con auto come la X5 e la X6 del tutto dissimili per stazza e filosofia.
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La BMW Serie 1 M Coupé, recentemente testata dalla rivista Sport Auto sulla pista di Hockenheim, ha battuto la M3 ottenendo un giro veloce migliore rispetto al best lap della blasonata sorella. Solo un decimo ha diviso le due vetture Motorsport, ma tanto è bastato a fare notizia: la 1 M ha girato in 1′14″1, la M3 in 1′14″2.
La testata teutonica, durante la sua prova in pista della nuova sportiva BMW, ha inoltre notato che la vettura mostra (a controlli disattivati) una spiccata tendenza al sovrasterzo, molto più marcata sia rispetto alla M3 sia ad altre sportive stradali a trazione posteriore, alle quali nella maggior parte dei casi, durante le fasi di collaudo e sviluppo vengono conferite tendenze dinamiche più rassicuranti (leggasi sottosterzanti).
Sport Auto ha ottenuto uno 0-100 da 4,7 s ed uno 0-200 da 17,2 s, conferendo -non solo per questi motivi cronometrici, chiaramente- dieci stelle su dieci al piacere di guida della vettura. “Ricorda le vecchie BMW. È bello scoprire che non tutte le auto sono improntate al sottosterzo per ragioni di sicurezza. La Serie 1 M ha tutto quello di cui avete bisogno in un’auto sportiva”, si legge sulla rivista. Gli orfani delle M3 “maschie” possono finalmente tornare a sorridere.
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CARAndDriver mette a confronto 3 coupè prestazionali di alto livello: l’Audi TT RS, la BMW Serie 1 M Coupè e la Infiniti G37 coupè IPL. Le tre auto, oltre che per segmento, sono abbastanza distanti anche a livello tecnico: la TT RS è una sportiva con motore pentacilindrico e trazione integrale permanente. Su strada riesce a tenere medie altissime; “sembra di guidare una TT S più potente”. Purtroppo il suo fascino e quello del suo motore, finiscono non appena si fanno i conti con la fredda filosofia della sua trazione integrale che la rende veloce ma non esaltante.
La BMW si distingue invece per un pacchetto motore-telaio assai equilibrato: è sicuramente degna dello stemma cucito sul baule posteriore. Le migliorie apportate alla meccanica e all’assetto hanno portato a piena maturità una base di partenza già ottima. Ed il risultato finale è notevole. La Infiniti IPL rappresenta invece un’evoluzione della coupè di lusso della casa giapponese: il lavoro svolto all’assetto, pur non rivoluzionandola, contribuisce ad esaltare le sue qualità. La G37 si conferma divertente da guidare; l’unica del lotto che snobba la sovralimentazione in favore di un pastoso V6 3.7 dal sound assai convincente.
Purtroppo però la giapponese, che appartiene a ben altro segmento, si dimostra anche la più pigra a prendere velocità a causa del peso. La TT conferma nuovamente di essere in grado di “dare la paga” a molte sportive blasonate; ma il guidatore, “sembra avere un ruolo secondario” quando si decide di darci dentro. Le sospensioni troppo rigide la rendono inoltre poco adatta ad essere utilizzata tutti i giorni. Più usabile la BMW che si conferma la più equilibrata, nonché la più piacevole da guidare del lotto. Ma BMW non poteva farla prima?