Quali sono le case automobilistiche che mantengono il più alto valore residuo sul mercato dell’usato? Secondo l’ultimo numero di Quattroruote al primo posto c’è Mini, seguita da Land Rover e dalla sorpresa Suzuki. Tutta raggruppata ai piedi del podio si classifica la “solita” triade tedesca, che vede nell’ordine BMW, Audi e Mercedes.
In fondo alla graduatoria si sono invece piazzate le due coreane Kia e Hyundai, precedute da molti costruttori generalisti europei come Renault, Fiat, Peugeot e Ford. La classifica è stata elaborata sulla base delle quotazioni di Quattroruote di auto immatricolate nel 2007, messe in rapporto con il prezzo iniziale delle vetture rivalutato tenendo conto dell’inflazione.
Per quanto riguarda i singoli modelli, quello che perde più lentamente il proprio valore è l’intramontabile Land Rover Defender, che dopo tre anni può vantare un valore residuo pari al 68,5% del suo prezzo di listino. Al secondo e al terzo posto, si trovano invece la BMW X5 (67,6%) e la BMW Serie 1 Cabrio (66,7%). Maglie nere invece per la Peugeot 607 (33%), la Volkswagen Phaeton (37,6%) e la Fiat Stilo MultiWagon (37,7%).
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La rivista tedesca Auto Zeitung ha assegnato i premi Auto Trophy 2009, grazie al voto di quasi 105.000 lettori. Audi si aggiudica uno dei premi più ambiti, quello relativo all’immagine del brand: nel confronto con altri 50 marchi ha distrutto la concorrenza con il 40% dei voti. Un premio speciale è andato anche alla nuova Opel Astra, per il suo rapporto qualità prezzo, mentre Bmw ha conquistato quello per la miglior campagna pubblicitaria della Serie 1.I lettori hanno votato tra ben 370 modelli: tra le auto piccole vince la nuova Volkswagen Polo (32,9 % dei voti), tra le piccole di importazione vince Fiat 500 (20,6 %), tra le medie domina la Volswagen Golf 6 (22,9 %), per le medie di importazione vince la Skoda Octavia (18,5 %).
Salendo di livello, nelle medie di alta gamma vince l’Audi A5 Sportback (27,2 %), per le medie alto di gamma d’importazione si impone la Volvo V70 (14,2 %). Tra le vetture di lusso vittoria schiacciante della Mercedes Classe E (42,7 %), mentre la Jaguar XF vince tra le vetture d’importazione (23,7 %). Nel settore delle ammiraglie vittoria della Porsche Panamera (25,6 %), mentre tra le vetture importate si impone la nuova Aston Martin Rapide (33,7%). Per le Cabriolet fino a 30.000 € vittoria della Bmw Serie 1 Cabriolet (24,3 %), mentre la Mazda MX-5 domina tra le importate (30,2 %). Nel segmento delle cabriolet oltre 30.000 € vittoria della Audi R8 Spyder (16,2 %), mentre la Aston Martin DB9 Volante vince tra le auto straniere (10,3 %). Tra le sportive, ennesima vittoria della Porsche 911 Carrera (22,1 %), mentre la Aston Martin V8 e V12 Vantage si impone tra le importate (30,9 %).
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La carrozzeria Karmann chiude l’attività, a distanza di 108 anni dalla fondazione. L’azienda tedesca, legata da decenni a molte delle cabriolet più famose, è costretta a fermare gli impianti per insolvenza. L’ultima vettura uscita dagli stabilimenti, è stata una Mercedes CLK Cabriolet, assemblata lunedì scorso.
Sono stati proprio i costruttori automobilistici, con le loro nuove strategie accentratrici, a decretare la fine della storia di Karmann, come del resto quella di tanti storici carrozzieri europei. Come dichiarato dal numero uno Ottmar Hermann, la decisione di chiudere bottega è defintiva.
Cosa succede ora? In primo luogo, i 2240 dipendenti si trovano all’improvviso senza un impiego e senza cassa integrazione: semplicemente, le casse sono a secco, e non c’è neanche un euro per questo tipo di provvedimenti economici. L’azienda tedesca ha ancora stabilimenti in USA, Messico, Portogallo e Brasile e di queste installazioni non si conosce ancora il destino.
La nuova Bmw Serie 1 verrà declinata in cinque varianti di carrozzeria, per raggiungere (nel 2014) le 400.000 unità complessive. Secondo i dati in possesso di Autocar, oltre a berlina (tre e cinque porte), coupè e cabrio, debutteranno una shooting brake e addirittura un crossover, indicato con il codice Y1. Speculazioni non certo inedite, ma sempre più solide e dettagliate man mano vengono ripetute.
Potrebbe essere accolta nella famiglia anche la Z2, una coupè (targa?) compatta e – si spera – non troppo onerosa. Tipologia d’auto ben differente rispetto alla sopraccitata shooting brake, la quale potrebbe candidarsi a Serie 5 Gran Turismo in scala ridotta. Chi cercasse di spiegarsi un simile sviluppo del listino, forse non conosce gli obiettivi del gruppo bavarese: nel 2014, la nuova Serie 1 (intesa come gamma) venderà 400.000 esemplari nel continente.
Sul fronte propulsori bisogna invece registrate l’attenzione rivolta al primo componente del nuovo corso: il 1.6 turbo a benzina verrà offerto in versione da 110 e 160 cavalli, oltre ad almeno un “gradino” intermedio. Per poi cedere il posto al 2.0, anch’esso sovralimentato, offerto con power step da 175 e (in veste biturbo) 201 cavalli. Per l’agognata versione M, il due litri verrà potenziato ad almeno 250 cavalli. Aspettando i tre cilindri…
Via | Autocar
Le informazioni circa la nuova Serie 1 continuano ad aumentare e si delineano le possibili varianti che andranno a comporre una grande famiglia di vetture. Dato per certo l’utilizzo di un nuovo pianale modulare, che troveremo sia su Serie 1 che Serie 3, la piccola di Monaco accoglierà i nuovi motori a 3 cilindri, un sistema Efficient Dynamics evoluto ed anche versioni ibride.
Secondo le anticipazioni più recenti, ci saranno tre gruppi di modelli: quelli “tradizionali” potranno contare sulla hatchback 5 porte, 3 porte e relative varianti ActiveHybrid. Quelli Sportivi torneranno a proporre la coupè, la cabriolet ed una versione Supersports, ma anche la più volte smentita Z2 in versione spider e coupè. La inedita linea “lifestyle” proporrà la ormai svelata SUV X1, l’attesa Serie 1 GranTurismo ma anche due varianti inedite, al momento definite come X2 ed Y1. La X2 potrebbe essere, di fatto, una sorella minore della X6, mentre la Y1 non ha una collocazione, ma potrebbe rappresentare una sorta di shooting brake a 3 porte derivata dalla Serie 1 GT.
Via | Bmwblog.com
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E dopo questa interpretazione, chi sente più il bisogno di una versione M? Perché mai rimembrare con malinconia il caro sei in linea quando si può contare su un diesel spremuto e su un – ottimo – benzina strizzato? A parte gli umorismi, questa versione serve a stuzzicare la ferita ancora aperta: dopo aver vestito la coupé, AC Schnitzer realizza un analogo body kit per la Bmw Serie 1 Cabriolet.
Poco da commentare riguardo alla resa estetica, tranne che per gli scenografici cerchi in lega da 19 pollici. Le attenzioni riservate ai propulsori, invece, sono ben più interessanti rispetto allo styling esterno: il 3,0 twin-turbo anagramma i numeri e raggiunge i 360 cavalli (+54), mentre i diesel 2,0 e 2,0 biturbo guadagnano, rispettivamente, 33 (210 complessivi) e 36 (240) anabolizzanti equini.
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Interessanti novità per la piccola gamma della BMW serie 1: due nuovi motori quattro cilindri turbodiesel per la versione Cabrio, una nuova generazione I-Drive e alcune lievi modifiche agli interni.
Sarà proprio la versione scoperta con tetto in tela a beneficiare del quattro cilindri 2.0d da 143 Cv e 300 Nm di coppia a 2000 giri (già montato sulla 118d). La 118d Cabrio scatta così da 0-100 km/h in 9,5 sec con un consumo medio di 4,9 L/100 km ed emissioni CO2 di 129 grammi/km. Nei listini sarà inoltre presente la nuova 123d Cabrio con motore Twin Turbo da 204 Cv e 400 Nm di coppia massima: scatta da 0-100 km/h in 7,5 secondi con un consumo medio di 5,4 L/100 km ed emissioni CO2 di 144 grammi/km.
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In occasione del lancio commerciale abbiamo avuto modo di provare su strada e a pieno carico (eravamo in 4 a bordo) l’ultima nata della famiglia delle piccole BMW: La Serie 1 Cabrio.
In particolare il modello provato era una 125i Attiva, nero metallizzato con capote nera, cerchi da 18”, pacchetto M esterno e praticamente full optional, con sedili sportivi in pelle e cambio automatico Steptronic.
Dal punto di vista estetico la macchina è equilibrata, certo non farà gridare nessuno al miracolo stilistico, ma pur partendo dalla stessa base “3 volumi” della Serie 1 Coupé, dimostra di avere la curvatura fra tetto e lunotto e l’angolo fra lunotto e cofano posteriore (montante C) molto più gradevolmente progressivo.