
Sembra inarrestabile la frana che sta travolgendo i malconci costruttori americani: GM e Ford, le due più grandi industrie di Detroit, temono nuove perdite da miliardi di dollari per la comunicazione dei risultati trimestrali relativi al Q3 (luglio-settembre), che avverrà nella giornata di oggi.
Nel caso (probabile) in cui dovessimo vedere nuovi bilanci in rosso, l’invocazione all’aiuto di Barack Obama si farà certamente più forte. GM ha già comunicato la propria soddisfazione, perché non solo il neo-eletto presidente ha promesso un incontro con i boss delle Big Three, ma soprattutto perché le sue intenzioni “interventiste” nei confronti dell’auto americana sono state ufficializzate nel corso di una recente intervista all’NBC.
Le Big Three puntano ad ottenere dai prossimi incontri con l’amministrazione entrante un importante contributo in termini di denaro pubblico. Il mese di ottobre è stato definito “il peggiore dalla seconda guerra mondiale” (!!!) in termini di vendite e non c’è più tempo per gli indugi.
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Ford Motor Company ha annunciato nella giornata appena trascorsa l’avvicendamento al vertice della controllata Volvo Car Corporation: Stephen Odell è diventato il nuovo presidente e Chief Executive Officier della casa svedese, andando a ricoprire il ruolo abbandonato per propria decisione dall’ormai ex Frederik Arp, al timone negli ultimi tre anni.
Il comando delle operazioni verrà affidato ad Odell, 53 anni, il prossimo 1° ottobre. Arduo il compito davanti al neo-promosso manager, che dovrà completare il difficile risanamento finanziario della casa, per ora solo abbozzato dall’uscente Arp. L’imperativo è tornare a generare al più presto profitti, resistendo nel segmento premium all’inarrestabile avanzata delle tre pigliatutto tedesche Mercedes, BMW e Audi.
Odell si è già distinto nella rinascita di Ford Europe, azienda oggi fiorente, e tenterà di ripetersi nella nuova sfida con Volvo, dove opererà sotto la supervisione di Lewis Booth, vice presidente di Ford Motor Company. Il suo obiettivo è puntare sui valori storici del marchio, realizzando prodotti fortemente caratterizzati dalla sicurezza, dal rispetto dell’ambiente e dal pulito stile scandinavo, e passando attraverso una maggiore differenziazione rispetto ai prodotti marchiati Ford. A lui vanno i nostri sinceri auguri di buon lavoro.

Come accaduto nei primi tre mesi dell’anno, anche il secondo quarto di questo 2008 ha visto i giapponesi di Toyota prevalere sui rivali di General Motors, in termini di vendite globali.
Dall’inizio dell’anno Toyota ha venduto 276.000 unità in più rispetto a GM, grazie ai 2.406.000 veicoli venduti tra aprile e giugno, che hanno consentito di allungare sugli americani, fermi a 2.290.000 unità nello stesso periodo. Per Toyota il confronto con lo stesso periodo dello scorso anno dice “+2%”, mentre a Detroit hanno lasciato sul terreno un buon 5%.
Dopo che lo scorso anno Tokyo ha perso di un soffio la battaglia contro gli acerrimi rivali, i 4.820.000 veicoli venduti al giro di boa sembrano presagire un capovolgimento della situazione: GM insegue a quota 4.540.000, un distacco apparentemente incolmabile in questa singolare gara a due.
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Aprile, tempo di bilanci: le Case tirano le somme del primo trimestre e sulla base del primo dato attendibile tentano di capire come si prospetta l’anno in corso. Toyota e GM, come Volkswagen, hanno reso noti i numeri dei primi tre mesi dell’anno, ed il dato che emerge è il vantaggio dei giapponesi sugli americani in questo primo scorcio di 2008.
Toyota ha infatti immatricolato 2.410.000 auto nel periodo gennaio-marzo, mentre General Motors è “ferma” a quota 2.250.000. Il vantaggio è piuttosto cospicuo, certo, ma anche lo scorso anno, nel primo trimestre il gruppo nipponico surclassò il colosso americano per poi essere battuto di poche migliaia di unità nel consuntivo finale. Ancora presto dunque per trarre conclusioni.
Sempre più polarizzata la situazione in GM, tra il ramo casalingo e quello internazionale. Se già si era paventata una dinamica di regressione sul mercato americano, quest’ultimo dato che recita -10%, non fa che ribadire lo status quo. I sorrisi arrivano invece dalle altre operations globali: Europa, Asia-Pacifico, America Latina, Africa e Medio Oriente mettono tutte a segno cospicui incrementi.
Continua a leggere: I dati del primo trimestre 2008: Toyota è davanti a GM
Volkswagen ha reso noti ieri i dati relativi all’andamento del primo trimestre del 2008, che per tutto il Gruppo tedesco è stato decisamente positivo: i ricavi sono passati dagli 1,1 miliardi di dollari dello scorso anno agli attuali 1,5 miliardi. Bene anche i profitti operativi, che hanno toccato i 2 miliardi mettendo a segno un secco +21% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Pure dalle vendite arrivano notizie più che confortanti: +6,9 il dato globale dei sette marchi che fanno capo a Wolfsburg, il che si traduce in un dato assoluto di 1,6 milioni di auto vendute nel mondo. Per conoscere i dati delle singole case bisogna aspettare però fino al 30 di aprile.
La Casa tedesca si aspetta una crescita simile anche per il mese di aprile, per cui ha messo in conto un incremento globale del 7% rispetto allo stesso periodo del 2007. Chiaramente, gli incrementi più significativi in assoluto sono stati quelli dei mercati asiatici, europeo-orientali e latino-americani.
Via | LeftLane

Sono decisamente tempi di vacche magre negli USA. Se ne accorgono i consumatori e se ne accorgono le grandi multinazionali che vedono una significativa contrazione della domanda. Così significativa che una corazzata come Toyota si trova a lanciare un serio campanello d’allarme per i profitti in caduta libera, per la prima volta in nove anni.
A causa dello yen forte (o meglio, del dollaro artificialmente mantenuto a livelli ridicoli) e del tracollo delle vendite in USA, la casa giapponese si troverà a perdere quest’anno un secco 20% rispetto al 2007. A fronteggiare la crisi del credito statunitense e la conseguente contrazione della domanda sul più grande mercato automobilistico del mondo, non bastano nemmeno gli ottimi dati di Cina, India e Russia, mercati da cui la casa si aspetta molto per i prossimi anni, in virtù della sua fama e dei prossimi investimenti, che prevedono lo sviluppo di una low-cost e la nascita di uno stabilimento indiano.
Ma quello che più stupisce è quanto riporta il Nikkei, autorevole quotidiano finanziario nipponico, secondo cui Toyota taglierà presto gli investimenti su ricerca e sviluppo per combattere il crollo dei ricavi. Uno dei pilastri su cui si è sempre fondato il successo internazionale dei giapponesi potrebbe subire insomma un ridimensionamento dal significato storico.
Dopo il brutto 2006, la Règie è tornata a sorridere nell’anno appena conclusosi. Le vendite globali sono cresciute del 2,2%, raggiungendo i 2.490.000 veicoli, come rivelato ufficialmente stamane a Parigi, ma i motivi per guardare avanti con ottimismo non mancano alla Casa della losanga, che prevede (stando ad una dichiarazione di Patrick Blain, Sales Manager del brand) per il 2008 una crescita globale del 10%, soprattutto grazie al debutto di nove nuovi modelli.
Quest’anno dovrebbe dunque essere quello del definitivo ritorno ad alti livelli per il gruppo, che pare aver digerito il secco -4% del 2006, quando le immatricolazioni scesero a 2.430.000 unità, soprattutto a causa del brutto momento in Europa Occidentale, dove anche nel 2007 la quota di Renault è scesa del 4,1%. Il campo di battaglia più proficuo per i francesi sta diventando sempre più il mercato extraeuropeo, dove nello scorso anno la crescita è stata addirittura del 16,5% e le auto vendute 863.000, una cifra che rappresenta ormai più di un terzo del totale.
Anche per l’Europa tuttavia, vanno operate delle distinzioni. Se dividiamo l’anno in due parti, gli ultimi sei mesi sono stati positivi, sebbene non abbiano bilanciato del tutto il cattivo andamento della prima parte dell’anno. Il merito è stato prevalentemente delle nuove Twingo e Laguna, che hanno iniziato a spingere da subito, ma soprattutto dall’ultimo trimestre.
Via | auto, motor und sport

Come di consueto, appena superata la metà dell’anno solare, le case costruttrici fanno il bilancio sui risultati commerciali dei primi sei mesi dell’anno, ed ecco che dopo Ford -che ha colto tutti di sorpresa tornando in positivo- è la volta di Renault, altra Casa che non naviga in buone acque. I primi sei mesi del 2006 per i francesi sono “da interpretare”: utile netto in tracollo (-20,6%) e fatturato in discesa (-1,4%), si scontrano con l’ottimo risultato dei profitti operativi (+22%) che raggiungono i 722 milioni di euro ed il margine sui ricavi che sale al 3,5% contro il 2,8 del primo semestre 2006.
Anche il fatturato non cresce, anzi si attesta a 19,567 mld di euro, in calo dell’1,5%, così come i volumi di vendita che globalmente fanno registrare un secco -3,7% (1.267.051 veicoli venduti nel mondo). Questo dato diventa però più significativo se si considerano separatamente le consegne in Europa Occidentale dove il marchio non riesce ad arginare la sua emorragia di clienti (-9,1%), da quelle nel resto del mondo dove Renault riesce a mettere a segno un ottimo +10,2%. Del tutto negativo il contributo della controllata Nissan, che lo scorso anno partecipava al bilancio con 1010 mln di euro, contro i soli 615 di quest’anno.
Che indicazioni trarre da questo mare di cifre? Il presidente Carlos Ghosn si mostra ottimista dichiarando che il periodo nero è ormai agli sgoccioli e che in Europa si è imboccata la strada giusta, nonostante ci sia ancora molto lavoro da fare. Riusciranno Twingo e nuova Laguna a risollevare le contraddittorie sorti del colosso francese?
Via | Quattroruote