Autobild prova il 1.4 turbo Multiair da 165 cavalli. E ne rimane colpito, riconoscendo (seppur a denti stretti, ma che soddisfazione!) le qualità di questa innovazione tecnologica. Il propulsore, disposto sotto il cofano di una Bravo, suscita impressioni favorevoli per la rapidità di risposta (già da 2.000 giri) e l’immediatezza nel seguire i movimenti del piede destro.
Viene altresì apprezzato il temperamento quasi sportivo, silenziosità e nessuna avversione nel “girare” alto. Immancabile la riflessione sulla cilindrata: effetti del down-sizing, qui al suo apice. Il primo propulsore Multiair a debuttare sarà il 1.4 da 135 cavalli (a settembre, su Alfa Romeo MiTo), accreditato di un consumo medio di 5 litri per cento chilometri. Entro il termine del 2009 verranno poi offerte le versioni da 170 e 105 cavalli (aspirata).
In conclusione, viene dedicato spazio anche allo 0.9 SGE (Small Gasoline Engine): nella configurazione turbo, è accreditato di 69 cavalli, 3.4 litri per cento chilometri e soli 80 grammi di CO2 emessi ogni mille metri. Debutterà nel 2012.
Via | Autobild (Grazie al nostro lettore “Surfer” per la segnalazione)

L’America è stata il trampolino di lancio delle vetture Ibride e, nonostante questo periodo di crisi, le immatricolazioni continuano ad aumentare, così la Fiat pronta a tuffarsi nel mercato a “Stelle e Strisce” ha già in avanzata fase di sviluppo un sistema ibrido dedicato ovviamente alle vetture compatte, considerate da quest’ultima il futuro di molti automobilisti americani.
L’accoppiata Termico-Elettrico usufruirà del nuovissimo e compatto motore bicilindrico SGE Multiair da 900 centimetri cubi e debutterà sulla nuova Topolino, per essere poi esteso a 500, Panda terza generazione e, nel caso l’accordo vada a buon fine, sulle future piccole Chrysler e Dodge. Le prossime Fiat ibride disporanno di un raffinato cambio automatico a doppia frizione che ingloba il motore elettrico stesso, batterie al litio e sistema plug-in per la ricarica dalla rete casalinga. Proprio la miniaturizzazione di trasmissione e motore elettrico sarebbe la chiave per il successo e sopratutto per la diffusione in larghissima scala di questa tecnologia, su modelli piccoli e grandi della gamma. A qualcuno torneranno in mente le recenti indiscrezioni in merito ad un travaso di tecnologie con Bmw per la creazione della Isetta e del Project i: a questo punto sembra possibile che sia Fiat il polo tecnologico del sistema ibrido, ma attendiamo ulteriori notizie in merito.
La produzione dovrebbe concentrarsi in primis presso gli stabilimenti Italiani, molti dei quali senza un futuro, e solo in un secondo momento sarebbe estesa anche all’America. Le dichiarazioni del segretario FIOM Giorgio Airaudo confermano queste ipotesi: “è un’occasione che il governo italiano e gli amministratori locali non dovrebbero farsi sfuggire. La Fiat potrebbe recuperare il ritardo accumulato rispetto ad altre case automobilistiche. Con una domanda sostenuta da commesse pubbliche, l’auto ibrida potrebbe aiutare a colmare il ‘deltà di circa 250 mila auto all’anno prodotte negli stabilimenti italiani della Fiat, che adesso manca per saturare gli impianti. In questo modo si potrebbero rafforzare, dentro la politica delle alleanze, gli stabilimenti italiani che oggi rischiano di pagare più di altri”.
Via | Adnkronos e Repubblica

L’eccellenza italiana per sfondare nell’ancora acerbo mercato cinese: Fiat Powertrain Tecnologies (FPT) starebbe per concludere significativi accordi commerciali aventi per oggetto quel gioiellino tecnologico chiamato SGE. Il bicilindrico, infatti, è stato offerto a numerosi costruttori locali, i quali – manco a dirlo – hanno dimostrato vivo interesse: Guangzhou Automobile Group e Zotye Automobile attendono alla finestra.
Tutto ruota attorno al centro ricerche-base operativa a Shangai (investimento pari a 22 milioni di Euro), appena completato e già brulicante di tecnici e dirigenti. «Non mettiamo a disposizione dei costruttori cinesi solo un motore all’avanguardia – spiega Shen Hui, presidente di FPT China –, ma anche il supporto per ottimizzare la produzione». La strada per ricoprire un ruolo maggioritario nell’ex Impero Celeste, fra motori e trasmissioni, passa anche dalla tematica ambientale.
Via | ItaliaSpeed (Grazie ad a1 per la segnalazione)