La limousine del presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama è stata coinvolta in un curioso incidente in Irlanda, all’uscita dall’ambasciata. “The Beast” come è soprannominata da Cadillac presidenziale corazzata che trasporta Obama, è rimasta letteralmente incastrata su un dosso, con un fragoroso ed eloquente rumore, sottolineato dal boato della folla. La vettura, che nelle linee riprende la Cadillac DTS, è in realtà basata su un telaio GMC ed offre ovviamente la massima blindatura disponibile, ma i servizi segreti Americani non hanno mai voluto rivelare i dettagli tecnici del veicolo per ragioni di sicurezza. Obama si trova in Irlanda sulle tracce dei suoi trisavoli, partiti dal piccolo paese di Moneygall, ad 85 miglia da Dublino, in cerca di fortuna negli Stati Uniti nel 1850.
Il Senato degli Stati Uniti ha approvato oggi un pacchetto di incentivi per l’acquisto di auto nuove. Manca solo la firma del presidente Obama prima che il provvedimento diventi operativo a tutti gli effetti.
L’iniziativa prevede una spesa di 1 miliardo di dollari ed è stata votata da 92 senatori favorevoli e 5 contrari. Lo schema di incentivi nasce con l’intenzione di premiare i clienti che si orienteranno verso auto meno inquinanti: per chi cambierà la propria con una nuova più ecologica sono previsti contributi da 3500 a 4500 dollari.
La durata del pacchetto, è comunque assai limitata nel tempo: solo tre mesi e mezzo il periodo di validità. L’obiettivo è quello di ridare slancio al settore auto, danneggiato in tutte le parti della sua filiera, dai fornitori ai costruttori, fino ai concessionari e a tutto l’indotto. Contestualmente si tenta di accelerare quella rivoluzione verde nel parco circolante USA che sembra ormai imminente.
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Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha commentato la decisione con cui oggi il giudice fallimentare Arthur Rodriguez, curatore della procedura di bancarotta controllata di Chrysler, ha dato il via libera alla vendita degli asset di Auburn Hills a Fiat. “Chrysler uscirà rafforzata da questa fase di bancarotta controllata”, ha affermato il presidente USA.
“La decisione di oggi apre la strada per la risalita della nuova Chrysler, e per la trasformazione della casa in una azienda che sarà più forte e competitiva in futuro”, ha dichiarato Obama.
La nota stampa diramata dalla Casa Bianca poi, oltre a sottolineare l’operato del governo, ha riconosciuto l’impegno dei grandi azionisti e dei sindacati nello scendere ad un compromesso che fosse accettabile per tutti. “Avevamo preannunciato che il processo sarebbe stato breve ed abbiamo mantenuto l’impegno” si legge nel comunicato. “Grazie allo straordinario sforzo di tutti, decine di migliaia di posti di lavoro americani sono stati salvati”.

L’amministrazione Obama ha ufficializzato ieri i nuovi limiti di consumo che saranno operativi a partire dal 2016 per le auto nuove vendute in USA: auto private e veicoli commerciali leggeri non dovranno percorrere meno di 35,5 miglia per gallone (mpg), l’equivalente di 14,88 km/l o, se preferite, di 6,72 l/100 km di carburante.
Più precisamente il limite per le auto sarà di 16,58 km/l o 6,03 l/100 km e per i light truck di 12,75 km/l o 7,84 l/100 km di carburante. Secondo i calcoli della Casa Bianca, il graduale adattamento a questa normativa si tradurrà in un aggravio medio di 1300 dollari sul prezzo finale dei veicoli, un corrispettivo considerato più che adeguato a fronte dei benefici ambientali ed economici.
Ora gli USA hanno una normativa comune e coerente sulle emissioni e le case nazionali dovranno necessariamente produrre modelli più piccoli e meno inquinanti, accrescendo -nelle intenzioni del legislatore- la concorrenza interna e nei confronti dei costruttori stranieri.

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, tramite il ministro per l’energia Steven Chu, ha dato il via libera ad un maxi finanziamento del settore petrolifero da 786,5 milioni di dollari per incentivare la produzione di biocarburanti. 480 milioni saranno utilizzati per costruire raffinerie pilota sperimentali, 176,5 per quelle commerciali e 130 milioni in ricerca e sperimentazione. E’ stato organizzato un gruppo di lavoro che si occuperà di promuovere l’utilizzo di biocarburanti negli Stati Uniti, inoltre saranno realizzati studi importanti per svincolare la produzione del bioetanolo dal grano. La prospettiva, ovviamente, è anche quella di creare numerosi nuovi posti di lavoro.
La necessità di ridurre la dipendenza degli Stati Uniti dai giganti internazionali della produzione petrolifera dovrà necessariamente passare dalla creazione di biocarburanti da altre fonti, visto che l’utilizzo esclusivo del grano non è sostenibile su larga scala. Si punta quindi ai biocarburanti di terza generazione, con la lavorazione di biomasse per la produzione di benzina, gasolio e carburanti aeronautici. A breve termine i finanziamenti potenzieranno la rete distributiva di bioetanolo E85, già compatibile con molti veicoli venduti in territorio americani ed in futuro si condurranno esperimenti per aumentare la miscela di biocarburanti rispetto a quelli tradizionali.
Via | Autoblog.com (grazie a Ryuk Shinigami per la segnalazione)
E’ un vero e proprio ultimatum quello lanciato dal presidente Barack Obama e dal governo Americano nei confronti delle case automobilistiche: secondo le anticipazioni del New York Times, Chrysler avrà infatti 30 giorni di tempo per finalizzare l’accordo con il gruppo Fiat e ridurre il proprio debito: solo così sarà preso in considerazione un ulteriore prestito da 6 miliardi di dollari. L’alternativa è il fallimento del colosso di Detroit, visto che non esiste la possibilità di aiutare finaziariamente Chrysler più di quanto non sia stato fatto.
Anche per General Motors la situazione si fa complessa: dopo le dimissioni di Rick Wagoner il primo piano di ristrutturazione presentato è stato rispedito al mittente ed il governo ha concesso altri 60 giorni per ricevere una proposta valida. Anche qui l’alternativa è semplicemente il fallimento, causa mancanza di fondi. Il Governo ha comunque dato il consenso per continuare a fornire la liquidità necessaria fino alla scadenza di questo vero e proprio ultimatum.
Via | Ilsole24ore (grazie a Bebo per la segnalazione)
Il CEO di General Motors Rick Wagoner si è dimesso ed al suo posto sarà nominato l’attuale presidente GM Fritz Henderson. Questa clamorosa notizia giunge quando mancano poche ore al discorso ufficiale del presidente americano Barack Obama in merito alla crisi del settore automobilistico.
Dopo 9 anni al timone del grande gruppo di Detroit, Wagoner viene quindi sostituito per far spazio a nuove figure definite “di maggior esperienza”. I cambiamenti non finiranno qui e molto dipenderà da cosa deciderà il governo americano in tema di aiuti alle case automobilistiche, sempre più in bilico verso il fallimento.

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha annunciato che saranno stanziati 2,4 milardi di Dollari per favorire lo sviluppo di auto elettriche plug-in e di tutte le infrastrutture necessarie a diffonderne l’utilizzo. I fondi giungeranno dall’ American Recovery and Reinvestment Act of 2009 (ARRA) e saranno suddivisi in 3 parti: 1,5 miliardi ai fornitori americani di batterie, 500 milioni per la produzione di motori elettrici e componenti e 400 milioni le infrastrutture e per la formazione di personale specializzato nella produzione e riparazione di questa tecnologia.
Per gli utenti Americani la notizia è doppiamente importante: da una parte si apre la prospettiva per migliaia di posti di lavoro, dall’altra si incentiva l’acquisto di veicoli elettrici, sui quali gli utenti possono vantare un incentivo pari a 7500 Dollari da detrarre dalle tasse. La decisione presa dal governo Americano potrebbe quindi dare una svolta definitiva al mercato Americano, abbattendo i costi dei veicoli ad emissioni zero e, probabilmente, portando una vera e propria rivoluzione nelle abitudini degli utenti.
Via |Automocionblog.com
Oggi è uno dei giorni più importanti nell’intera storia degli Stati Uniti: fra circa quaranta minuti a Washington Barack Obama giurerà solennemente entrando in carica come il 44° presidente americano. Questo video arrivato su YouTube una mezz’oretta fa, ritrae l’arrivo del presidente eletto a Washington e mostra il debutto assoluto della nuova limousine presidenziale realizzata da Cadillac.
Non c’è che dire, in questo momento di difficoltà General Motors non poteva sperare in uno spot e in un testimonial più efficaci…
Via | Jalopnik
Rick Wagoner, amministratore delegato di General Motors, ha dichiarato nel corso di un’intervista rilasciata lunedì ad Automotive News che la situazione finanziaria della sua azienda “è un problema che ha bisogno di essere risolto urgentemente”.
Per dirla in termini più espliciti, Wagoner ha affermato che non c’è tempo per aspettare il 20 gennaio, giorno dell’insediamento di Barack Obama alla Casa Bianca, per l’erogazione del sostegno statale: per quella data, General Motors potrebbe aver già dichiarato bancarotta.
Se l’andamento delle perdite dovesse proseguire il trend attuale (e i segnali perché ciò accada non mancano di certo), l’azienda potrebbe infatti trovarsi con le casse all’asciutto nel giro di pochi mesi, se non addirittura settimane.
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Sembra inarrestabile la frana che sta travolgendo i malconci costruttori americani: GM e Ford, le due più grandi industrie di Detroit, temono nuove perdite da miliardi di dollari per la comunicazione dei risultati trimestrali relativi al Q3 (luglio-settembre), che avverrà nella giornata di oggi.
Nel caso (probabile) in cui dovessimo vedere nuovi bilanci in rosso, l’invocazione all’aiuto di Barack Obama si farà certamente più forte. GM ha già comunicato la propria soddisfazione, perché non solo il neo-eletto presidente ha promesso un incontro con i boss delle Big Three, ma soprattutto perché le sue intenzioni “interventiste” nei confronti dell’auto americana sono state ufficializzate nel corso di una recente intervista all’NBC.
Le Big Three puntano ad ottenere dai prossimi incontri con l’amministrazione entrante un importante contributo in termini di denaro pubblico. Il mese di ottobre è stato definito “il peggiore dalla seconda guerra mondiale” (!!!) in termini di vendite e non c’è più tempo per gli indugi.
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Prima ancora di insediarsi alla casa bianca, il nuovo presidente degli Stati Uniti Barack Obama si trova diverse “patate bollenti”, tra cui la profonda crisi del settore auto. In una delle sue recenti dichiarazioni ha affermato di voler rivoluzionare il parco auto della casa bianca, utilizzando tutti veicoli ibridi plug-in.
Il messaggio per i costruttori statunitensi è chiaro: General Motors e Ford hanno prospettive concrete e modelli annunciati in arrivo, ma è necessario stringere i tempi e dare una risposta concreta. Nel frattempo viene da chiedersi che fine farà la nuova Limousine corazzata Cadillac con motore diesel più volte fotografata nei mesi scorsi.
Via | Quattroruote