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Tutti gli articoli con tag bancarotta general motors

General Motors: verso la fine della bancarotta con il via libera alla vendita degli assets alla NGMCO

pubblicato da Lorenzo Corsani

General Motors

Il giudice Robert Gerber di New York ha dato via libera alla cessione di alcuni importanti assets della vecchia General Motors, in fase di bancarotta pilotata, verso la nuova GM, denominata nel comunicato ufficiale NGMCO Inc. Moltissimi creditori hanno manifestato il loro dissenso per questa decisione, mentre il ministero del Tesoro ha chiesto espressamente di concludere queste transazioni entro il 10 Luglio prossimo, in modo che la situazione venutasi a creare per l’effetto del Capitolo 11 si concluda al più presto, seguendo così un percorso simile a quello intrapreso in 42 giorni da Chrysler.

La Nuova General Motors assorbirà quindi marchi ed impianti fuori pericolo e considerati strategici, come Corvette, Cadillac e Chevrolet, oltre agli stabilimenti che non sono a rischio chiusura, mentre la vecchia società terrà con sè Pontiac, destinata alla chiusura e sopratutto montagne di debiti.

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General Motors: sospesa la joint venture NUMMI con Toyota

pubblicato da Lorenzo Corsani

NUMMI Gm toyota

General Motors ha dichiarato che una volta superato il periodo di bancarotta pilotata sarà chiusa la joint Venture con Toyota denominata NUMMI (New United Motor Manufacturing Inc.), attiva da ormai 25 anni a Freemont, in California. In questo sito produttivo che dà lavoro a 5000 operai sono costruite Toyota Corolla e Tacuma Pick up, mentre sarà a breve interrotta la linea dedicata ad alcuni modelli della defunta Pontiac. L’impianto è capace di 400.000 veicoli l’anno e attualmente sta lavorando al 40% delle sue possibilità.

Curiosamente, questa dichiarazione arriva proprio mentre alcune indiscrezioni confermano la rinascita di questo accordo sotto una nuova forma: General Motors e Toyota potrebbero incontrarsi già ad Agosto per prendere in considerazione la costruzione di una vettura ibrida, derivata dalla Prius, proprio a Freemont. L’idea non è nuova ed era già stata presa in considerazione dai giapponesi nel 2008, per produrre la berlina ibrida direttamente negli Stati Uniti.

Via | Autoblog.com

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General Motors: "Dopo la bancarotta le decisioni saranno più veloci"

pubblicato da Fabio Sciarra

gm reinassance center

“La nuova General Motors” secondo il suo CEO Fritz Henderson “sarà più agile e rapida nel prendere decisioni, una volta uscita dalla bancarotta pilotata in agosto”. Meno burocrazia, meno lungaggini, più velocità. Come? Riorganizzando tutta la struttura decisionale.

“Pensando a GM a nessuno viene mai in mente una struttura aziendale elastica e pronta a cambiare direzione. Ecco, noi invece dobbiamo puntare proprio questo. E non è vero che la rapidità nel prendere decisioni anche strategiche porta a commettere errori. Andando piano si fanno più danni, solo che non te ne accorgi”, ha dichiarato Henderson ad Automotive News.

La bella addormentata di Detroit prenderà presto decisioni drastiche: sul breve termine, il personale del management sarà ridotto addirittura del 34% rispetto ai valori attuali. Così le idee dovranno passare per un numero inferiore di approvazioni.

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General Motors: sforbiciata epocale alle pensioni di dirigenti ed ex-dirigenti

pubblicato da Fabio Sciarra

Rick Wagoner

Il processo di bancarotta pilotata di GM prosegue, ed i giudici fallimentari continuando a sfogliare i libri contabili sono venuti ad occuparsi delle pensioni d’oro di manager ed ex-manager di Detroit. La sforbiciata ai redditi di questi dirigenti sarà epocale: Fritz Henderson ha dichiarato al Detroit News che tutti i redditi di tipo pensionistico superiori ai 100.000 dollari l’anno saranno ridotti di due terzi.

A Rick Wagoner invece, non è andata così male: il vecchio amministratore delegato, che già si leccava i baffi all’idea di incassare 22 milioni di dollari nei prossimi cinque anni, riceverà comunque 15 milioni. Tre milioni di dollari l’anno da qui al 2013…

Il taglio delle pensioni d’oro, del resto, aveva già riguardato Chrysler, andando a colpire circa 1200 persone, tra le quali spiccava il nome dell’indimenticabile Lee Iacocca, l’uomo che salvò Auburn Hills negli anni ‘80. Iacocca sta attualmente protestando contro le ultime decisioni dei giudici perché potrebbe perdere l’intera provvigione mensile.

L'ex viceresponsabile marketing General Motors: "Lavoravo in un'azienda così burocratizzata da uccidere la creatività"

pubblicato da Fabio Sciarra

Sparare a zero su GM in questo periodo di bancarotta controllata viene facile a molti. Tra i tanti che lo hanno fatto c’è Michael Jackson (sì, caso di inquietante omonimia…), ex viceresponsabile di marketing e pubblicità che ha parlato senza peli sulla lingua del suo vecchio datore di lavoro: “GM era tanto burocratizzata da riuscire ad ammazzare la passione e la creatività di chi ci lavorava”.

Jackson, che ha prestato servizio in GM dal 2000 al 2007, ha inoltre proseguito dichiarando ad Automotive News che a Detroit hanno bisogno di una vera sferzata di creatività e innovazione, altro che di incentivi. Il problema individuato dal pubblicitario americano, che chiaramente vede le cose dal suo personalissimo punto di vista, starebbe anche e soprattutto nell’incapacità di comunicare con campagne azzeccate.

Troppo rigido era il percorso di approvazione delle pubblicità, e alla fin fine l’originalità dell’idea iniziale andava a farsi benedire tra un passaggio e l’altro. Il risultato era l’incapacità di catturare l’attenzione dei nuovi clienti. Un discorso che fila, e che per giunta è paragonabile ad una certa mancanza di audacia in fatto di prodotto.

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USA, l'Auto Task Force di Obama decreta: "Basta aiuti per GM e Chrysler"

pubblicato da Fabio Sciarra

bandiera americana

Dopo aver versato qualcosa come 80 miliardi di dollari nelle casse vuote di General Motors, Chrysler e dei loro fornitori, l’Auto Task Force dell’amministrazione Obama ha dichiarato che non erogherà più denaro pubblico in favore delle due industrie automobilistiche di Detroit.

Nel corso dell’ultima settimana, l’Auto Task Force di Washington ha deposto di fronte al Senato, affermando che “dopo l’ultimo prestito GM non chiederà più soldi”. Non solo. Esiste anche una “ragionevole possibilità che i contribuenti americani possano rientrare in possesso del denaro erogato in favore dei due costruttori, seppure non ci si possa ancora dire convinti che ciò accadrà”.

Chrysler, come sapete ormai tutti, è uscita dalla fase di bancarotta controllata, ed ha siglato un’alleanza con Fiat mercoledì scorso, mentre GM è ancora “sotto Chapter 11″, e potrebbe emergere dalla bancarotta il prossimo 1° agosto.

General Motors: accordo raggiunto con Penske per la cessione di Saturn

pubblicato da Fabio Sciarra

Saturn

Secondo una notizia appena battuta dal New York Times, General Motors avrebbe raggiunto un accordo con Roger Penske per la cessione del marchio Saturn. L’annuncio ufficiale della conclusione delle trattative potrebbe arrivare già entro domani.

Il nome di Penske, legato soprattutto alle corse Indy (e negli anni ‘70 anche alla Formula 1), non è comunque nuovo ai contatti con il mondo della produzione. Roger è infatti l’importatore ufficiale del marchio Smart in America, nonché il titolare della terza più grande rete di concessionari degli USA.

Prosegue dunque, contestualmente al processo di ristrutturazione, lo smantellamento della vecchia GM, attualmente in fase di bancarotta controllata. Dopo un mese di trattative, Detroit ha scelto per Saturn proprio il candidato favorito tra i 16 che avevano formulato offerte d’acquisto.

SaturnSaturnSaturnSaturn

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Saturn: secondo General Motors sono pervenute 16 offerte

pubblicato da Fabio Sciarra

Saturn VUE Red Line 2008

Lo smantellamento della vecchia General Motors va avanti a ritmo serrato: sorprendentemente, proprio intorno a Saturn, marchio cui si rimprovera la mancanza di una vera personalità, si è destato un notevole interesse. A Detroit sono arrivate ben 16 offerte d’acquisto.

Nel giro di pochi giorni Opel e Hummer hanno già trovato un nuovo partner, ed ora si stringe per concludere anche la cessione di questo marchio americano. Come già sottolineato, sorprende non poco la grande sproporzione tra l’interesse generato tra questa casa e quello che gravita invece attorno a Saab. Sono solo in tre a chiedere la mano della trascurata signora svedese.

A ben vedere però, al di là di un product portfolio “poco originale”, c’è del buono (e molto) in Saturn. La casa è infatti l’unica della vecchia GM ad avere una rete di vendita americana praticamente autonoma al 100% dal resto dei marchi controllati da Detroit, e come se non bastasse si trova tradizionalmente ai vertici delle classifiche USA di servizi post-vendita alla clientela. Insomma, venderanno pure macchine copiate, ma poi si prendono cura di chi le compra come pochi altri sanno fare.

Saturn VUE Red Line 2008Saturn VUE Red Line 2008Saturn VUE Red Line 2008Saturn VUE Red Line 2008

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Mercato dell'auto americano: -37% a maggio

pubblicato da Fabio Sciarra

bandiera americana

Il mercato dell’auto americano ha lasciato sul terreno un pesante -37% nel mese di maggio, che di fatto ricalca l’andamento del mese precedente, quando era stato perduto il 34,3% su base annua. Le note “meno negative” arrivano per i costruttori nazionali, in particolare General Motors e Ford, che perdono meno della media.

Il gruppo di Detroit appena entrato in bancarotta, ha infatti subito un -29,6%, e l’Ovale Blu ha “limitato” le perdite al -24,2%. Insomma, poteva andare peggio, visto e considerato invece come stanno colando a picco i giappo.

Se a queste considerazioni aggiungiamo timidi segnali di fiducia come il +11% di GM rispetto ad aprile 2009 (pari a 19.000 auto in più), l’approccio tutto sommato cautamente ottimista alla bancarotta controllata di questo costruttore ed alcune dichiarazioni di segno positivo rilasciate da Toyota, sembra che la fase del tracollo ingestibile si andrà lentamente esaurendo. Non per tutti, intendiamoci: Nissan è al -33%, Toyota stessa al -41, Honda al -42 e la vecchia Chrysler al -47%. Hai voglia a risalire…

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Opel: arrivata la prima tranche del prestito ponte governativo: nelle casse entrano 300 milioni di euro

pubblicato da Fabio Sciarra

Opel Insignia Sports Tourer OPC

In un comunicato diramato ieri, Opel ha confermato di aver ricevuto 300 milioni di euro in prestito dal governo tedesco. Si tratta solamente della prima parte degli aiuti di stato che verranno erogati in favore della casa di Rüsselsheim. A lei verranno infatti devoluti complessivamente 1,5 miliardi di euro.

Questo denaro servirà a garantire l’operatività dell’azienda durante questo passaggio delicato, che vede contemporaneamente l’avvio della procedura di bancarotta controllata di General Motors. GM è rimasta nell’azionariato della casa tedesca con una quota molto rilevante. I restanti 1,2 miliardi saranno erogati in successive tranches fino al momento della finalizzazione del matrimonio con Magna International.

Fiat: dopo il tentativo fallito su Opel si guarda a GM Sudamerica. Da Detroit si smentisce il flirt Fiat-Saab

pubblicato da Fabio Sciarra

Sergio Marchionne

La strategia globale di Sergio Marchionne non si ferma davanti alla delusione venuta dall’insuccesso nelle trattative per l’acquisizione di Opel. Dopo il buco nell’acqua in Germania, a Torino si comincia a pensare con interesse all’operation sudamericana di General Motors. Poche ore fa è arrivata inoltre da Detroit la smentita ufficiale di un interessamento di Fiat per Saab.

Torino dunque, pur puntando ad una preda diversa continua a perseguire i propri obiettivi: portando avanti l’acquisizione di GM Sudamerica Fiat potrebbe raggiungere ugualmente la massa critica di sei milioni di auto prodotte all’anno, definita imprescindibile per sopravvivere sul lungo termine da Marchionne stesso.

Il naufragio del matrimonio industriale con Opel comunque, non è andato giù al mondo politico italiano: il Ministro dell’Economia Tremonti ha lamentato ingerenze politiche da parte di Germania e Russia ed il Ministro per lo Sviluppo Economico Scajola si è definito “tuttora convinto che il piano Fiat fosse in assoluto il migliore dal punto di vista industriale”. Ma lasciamo da parte l’affare Opel e veniamo a parlare dei piani di espansione futuri.

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General Motors: il governo americano ufficializza la bancarotta controllata

pubblicato da Fabio Sciarra

La decisione era nell’aria da tempo e la Casa Bianca, come previsto, l’ha comunicata ufficialmente: General Motors dovrà portare i libri contabili al tribunale fallimentare. Per lei si prevede l’ingresso in una fase di bancarotta pilotata della durata di 60-90 giorni, analoga a quella in cui si trova attualmente Chrysler.

Delle 14 fabbriche di cui si preannunciava la chiusura, saranno 11 gli impianti a cessare effettivamente la produzione. Gli altri tre la sospenderanno solo temporanemente. Tanti saranno comunque i licenziamenti: rimarranno senza posto 21.000 dipendenti. Il governo di Washington, in ogni caso, fornirà ancora enormi aiuti finanziari a GM, per una cifra pari alla bellezza di 30,1 miliardi di dollari, corrispettivo grazie al quale la Casa Bianca diventerà la maggiore azionista di Detroit, in forza del suo 60%.

Il resto della proprietà sarà suddivisa tra il Canada e lo stato dell’Ontario, che verseranno 9,5 miliardi ottenendo il 12% del capitale, i fondi pensione dei dipendenti, cui andrà il 17,5%, e i detentori di obbligazioni che hanno dato fiducia al piano di risanamento, cui andrà il 10% delle quote.

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