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Barack Obama: "Chrysler uscirà più forte dalla bancarotta"

pubblicato da Fabio Sciarra

barack obama Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha commentato la decisione con cui oggi il giudice fallimentare Arthur Rodriguez, curatore della procedura di bancarotta controllata di Chrysler, ha dato il via libera alla vendita degli asset di Auburn Hills a Fiat. “Chrysler uscirà rafforzata da questa fase di bancarotta controllata”, ha affermato il presidente USA.

“La decisione di oggi apre la strada per la risalita della nuova Chrysler, e per la trasformazione della casa in una azienda che sarà più forte e competitiva in futuro”, ha dichiarato Obama.

La nota stampa diramata dalla Casa Bianca poi, oltre a sottolineare l’operato del governo, ha riconosciuto l’impegno dei grandi azionisti e dei sindacati nello scendere ad un compromesso che fosse accettabile per tutti. “Avevamo preannunciato che il processo sarebbe stato breve ed abbiamo mantenuto l’impegno” si legge nel comunicato. “Grazie allo straordinario sforzo di tutti, decine di migliaia di posti di lavoro americani sono stati salvati”.

Chrysler: alcune parti dell'azienda rimarranno in bancarotta per due anni

pubblicato da Fabio Sciarra

logo chrysler Chrysler uscirà dalla bancarotta nel giro di due mesi, a partire dallo scorso 30 aprile. Questo è quanto da tempo scriviamo. Ma oggi si apprende che non tutte le parti dell’azienda attraverseranno un periodo così breve prima di uscire dalla fase attuale. Alcuni “rami secchi” di Chrysler rimarranno congelati per ben due anni, prima di tornare operativi. Ma Fiat non avrà nulla a che fare con questi settori improduttivi di Auburn Hills.

Com’è possibile? Semplice: l’azienda verrà smembrata e divisa in due parti, creando una “bad company”, come del resto era stato ipotizzato durante le lunghe trattative tra Torino e Detroit. La parte produttiva e vitale della casa sarà ceduta a Fiat, l’altra, costituita dagli asset meno promettenti, rimarrà come detto in bancarotta.

“C’è bisogno di anni per dirimere tutte le controversie attorno agli asset invenduti della “bad Chrysler” -come l’ha già etichettata Bloomberg- “a causa delle tantissime difficoltà commerciali e legali, con i concessionari e con i dipendenti”. Di tutto questo si farà carico la “bad company”, oltre che dei debiti della casa, che sono pari a 9,4 miliardi di dollari, 4,5 dei quali sono dovuti al governo di Washington.

Gruppo Chrysler: l'amministrazione Obama dimezza le spese pubblicitarie

pubblicato da Fabio Sciarra

Pubblicità Accordo Fiat Chrysler

Chrysler aveva in programma di investire 134 milioni di dollari in pubblicità nel corso delle nove settimane che passerà fra i banchi dei tribunali fallimentari, ma l’idea non è piaciuta all’amministrazione Obama, che ha concesso al gruppo di Auburn Hills di spendere solo la metà di tale cifra.

Robert Manzo, lo stesso consulente della casa che aveva ventilato il pensionamento della Jeep Wrangler, ha dichiarato che “la mancanza di visibilità rischia di erodere l’immagine dei marchi”.

Il giudice della US Bankruptcy Court Arthur Gonzalez ha obiettato che “se le fabbriche sono ferme durante la bancarotta pilotata, non c’è bisogno di fare pubblicità”, secondo la dichiarazione riportata da Automotive News.

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Jeep: già in programma uno slittamento per la nuova Grand Cherokee?

pubblicato da Fabio Sciarra

nuovo Jeep Grand Cherokee

Chrysler LLC cancellerà molti dei suoi attuali modelli una volta uscita dall’amministrazione controllata. E ritarderà il ricambio generazionale di altri, secondo alcune notizie provenienti oggi da Oltreoceano. La nuova Jeep Grand Cherokee, la cui prossima generazione è stata peraltro appena presentata, insieme alla prossima Dodge Charger, è l’oggetto di queste indiscrezioni.

Dopo le clamorose notizie riguardo il pensionamento di Jeep Wrangler e Dodge Viper, che come dicevamo ieri vengono nominate da alcuni soggetti che seguono la bancarotta di Auburn Hills come prossime alla fine della loro carriera commerciale, anche il grosso sport utility americano cade clamorosamente nel calderone dei modelli in bilico, anche se la sua situazione pare meno grave.

L’auto infatti è definita sotto tutti gli aspetti e per lei si parla semplicemente di un ritardo sulla tabella di marcia, proprio come per la Charger. Giusto il tempo di rimettere i conti in ordine, speriamo…

nuovo Jeep Grand Cherokeenuovo Jeep Grand Cherokeenuovo Jeep Grand Cherokeenuovo Jeep Grand Cherokee

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Accordo Fiat-Chrysler: è arrivata la conferma ufficiale

pubblicato da Fabio Sciarra

accordo fiat chrysler L’accordo tra Fiat e Chrysler è stato firmato, come appena comunicato dalla Casa Bianca, che ha anche confermato una bancarotta di 30-60 giorni per Detroit. “Non era la soluzione preferita”, dichiarano da Washington, ma la mancanza di un accordo con i piccoli creditori l’ha resa necessaria.

“L’UAW e le banche hanno accettato molti sacrifici. Nonostante questo non siamo stati in grado di raggiungere un accordo con tutti i creditori, ha spiegato un portavoce del governo. Durante il “Chapter 11″, il Tesoro USA verserà nelle casse di Chrysler 3-3,5 miliardi di dollari. Non ci saranno nè tagli, nè chiusure di impianti. E Fiat ”non avrà la maggioranza di Chrysler fino a quando non sarà restituito il suddetto prestito”.

Giunge quindi al termine la rincorsa che ha portato le due case ad incontrarsi, e che ha visto Obama spendere parole di stima nei confronti del gruppo italiano e del suo amministratore delegato Sergio Marchionne.

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Chrysler: incontri con lo studio legale Jones Day per discutere la bancarotta

pubblicato da Fabio Sciarra

Veicoli Elettrici Chrysler (Chrysler EV, Dodge EV, Jeep EV)

Sebbene si dichiarino ottimiste sull’erogazione del prestito governativo, le Big Three non si precludono vie d’uscita alternative. Chrysler, cui spetterebbero 7 miliardi di dollari, ha avviato da alcune settimane contatti con lo studio legale Jones Day per discutere i modi e i tempi di un’eventuale dichiarazione di bancarotta. Questo è quanto riporta l’autorevole Wall Street Journal.

Nel caso in cui non venisse accordato il prestito richiesto a Washington dalle Big Three (la cifra è peraltro passata dai 25 miliardi richiesti in novembre agli attuali 34, ndr), per quanto riguarda Chrysler potrebbe avvicinarsi il Chapter 7, procedura della legge federale americana che prevede la nomina di un liquidatore da parte del tribunale preposto.

Ma fortunatamente, al momento non si tratta dell’unico scenario all’orizzonte, perché la Casa potrebbe anche andare incontro al “meno grave” Chapter 11 del codice fallimentare americano, il quale (a grandi linee) prevede invece la possibilità di riorganizzazione dell’azienda sotto la medesima proprietà. Come avrete capito comunque, la situazione non è certo serena. Al solito, vi aggiorneremo tempestivamente sugli sviluppi.

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