
La cinese Chery starebbe lavorando a futuri modelli ibridi in cui il motore termico sarà un rotativo Wankel: oltre a General Motors, che -in gran segreto- sta lavorando all’erede della Volt sperimentando fra le altre proprio la strada del Wankel, anche l’industria cinese potrebbe puntare sulla sempre originale soluzione del rotativo.
I vantaggi di questo tipo di propulsore termico sono quelli da sempre noti: pesi e ingombri significativamente inferiori rispetto a quelli di un tradizionale motore con pistoni a moto rettilineo alternato. Le ibride-Wankel firmate Chery sarebbero per la precisione delle EREV, vale a dire modelli in cui il motore termico non fornisce trazione alle ruote ma si limita a funzionare da range extender, ricaricando cioè le batterie che alimentano il motore elettrico di trazione.
Il Wankel su cui starebbero lavorando i cinesi sembra essere un 800 cc. E a quanto pare, il lavoro di sviluppo sarebbe già a buon punto: Chery pare aver già allestito dei muletti su base QQ3 (la sosia della vecchia Matiz, per capirci…) sui quali sta svolgendo i collaudi su strada dell’inedito gruppo powertrain. Nemmeno a dirlo, di conferme ufficiali per ora neanche l’ombra…
Via | es.autoblog

La casa cinese Zotye starebbe lavorando allo sviluppo di una piccola berlina che potrebbe essere proposta sul mercato del grande paese asiatico ad un prezzo finale di circa 2200 euro.
Questo nuovo modello low cost si baserà sulla Jiangnan Alto, a sua volta nata sulla base di una vecchia generazione dell’omonimo modello Suzuki. La proposta della Zotye, se dovesse effettivamente mantenere le sue promesse, sarà il primo modello sul mercato cinese ad essere proposto ad un prezzo inferiore ai 20.000 yuan.
Zotye, famosa tra i nostri lettori più informati per la produzione su licenza di alcuni modelli di Fiat Group per lo più usciti di produzione, è un costruttore automobilistico che vende i suoi prodotti in oltre 50 paesi sparsi tra Asia, Medio Oriente e America Latina, tra cui alcuni di crescente rilevanza economica come Cina e Russia.
Via | Gasgoo
Landwind ha rilasciato il primo video ufficiale della CV9, il monovolume che segna il ritorno della casa cinese sul mercato Europeo. Il test è stato condotto secondo i dettami dell’ADAC tedesco (lo stesso dove la Citroen Nemo senza ESP si è ribaltata). La CV9, che deve la linea alla italiana Idea Institute, è lunga 4,4 metri e sarà disponibile in configurazione 4 e 6 posti con propulsori 1,6 e 2 litri benzina. Sarà in vendita in estate nei paesi bassi ad un prezzo di 14.495 Euro . Di serie ABS, climatizzatore, lettore MP3, sensori di parcheggio e cerchi in lega. Entro il 2011 Landwind conta di essere presente su 27 mercati Europei.
Tanto per fare un paragone con alcuni dei concorrenti più noti, con un prezzo di circa 15.000 Euro per il 1.6 benzina la vettura cinese si posizionerebbe ad almeno 5000 Euro in meno rispetto a Renault Scenic, Ford C-Max e Citroen C4 Picasso, escludendo eventuali offerte promozionali ed incentivi. Resta da vedere se, stavolta, Landwind partirà con il piede giusto sul tema della sicurezza: il primo esperimento con il fuoristrada Jangling fu un disastro, con lo “storico” risultato di zero stelle nel test EuroNCap.
Landwind tornerà sul mercato Europeo con la monovolume CV9. I Cinesi del gruppo Jiangling Motors Holding avevano tentato già di aggredire il mercato nel 2005, ma furono bloccati dai disastrosi risultati dei crash test del loro SUV, ricordato per l’incredibile voto di zero stelle EuroNCap. Il modello scelto per il ritorno in Europa è il CV9, un multispazio low cost progettato dalla italiana IDEA ed originariamente presentato in Europa nel 2007 con la denominazione Fashion. La vettura è in vendita in Cina dal 2006 con la denominazione Fengshang.
Lungo 4,4 metri e disponibile in configurazione 4 e 6 posti, il veicolo sarà venduto in estate nei paesi bassi ad un prezzo di 14.495 € con propulsori 1,6 e 2 litri benzina. Di serie ABS, climatizzatore, lettore MP3, sensori di parcheggio e cerchi in lega.L’obiettivo dell’importatore è quello di vendere in 27 paesi della comunità Europea già nel 2011, creando una rete vendita ed assistenza adeguata. Le CV9 saranno garantite 3 anni o 100.000 km ed è stato da poco aperto il nuovo sito europeo ufficiale www.landwind.eu.
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BYD venderà la utilitaria F0 in Spagna dalla fine del 2010. La vettura, nota su alcuni mercati come F1, è una sorta di clone della Toyota Aygo, dalla quale differisce essenzialmente per i gruppi ottici anteriori ed altri piccoli dettagli e verrà proposta con motore benzina da 1 litro con 68 Cv. La Fzero rappresenterà per la casa asiatica un modo per allargare considerevolmente il bacino di potenziali clienti, ma il prezzo di listino non è stato ancora annunciato: come riferimento, il prezzo sul mercato cinese è pari a circa 3300 €.
La casa dichiara una velocità massima di 151 km/h ed un consumo medio di soli 4,2 l/100 km, un valore molto basso e lontano da quello della Aygo 3 cilindri 1000 cc, che dichiara 4,5 l/100 km. In Spagna la distribuzione sarà curata dalla stessa azienda che importa Infiniti, SsangYong e Tata e la gamma BYD potrà contare anche sulla berlina G3, sulla berlina ibrida F3DM e sul monovolume elettrico E6.
Via | km77.com
La Cinese BYD ha annunciato a Ginevra il debutto Europeo dei modelli E6 elettrica ed F3DM ibrida. La casa orientale, forte del recentissimo accordo con Daimler per lo sviluppo di un nuovo brand ad emissioni zero per il mercato Cinese, proporrà quindi sia negli Stati Uniti che in Europa i suoi modelli e nel vecchio continente conta di iniziare le vendite già dal 2011. Se il programma fosse rispettato, BYD anticiperebbe gran parte dei costruttori Europei attualmente impegnati in ambiziosi progetti per l’introduzione di modelli elettrici nella loro gamma.
I modelli scelti per lo sbarco sono la monovolume elettrica E6 e la berlina ibrida F3DM. La E6 è un crossover 5 posti, che promette ben 330 km di autonomia ed una velocità massima di 140 km/h con un motore elettrico da 100 Cv: il peso di oltre 2200 kg mortifica purtroppo le prestazioni in accelerazione, come dimostrano gli oltre 14 secondi necessari per toccare i 100 km/h. La tecnologia utilizzata per gli accumulatori permette di ricaricare il 50% di energia in appena 10 minuti. La F3DM è invece una ibrida plug-in con motore endotermico da 1 litro: raggiunge i 150 km/h e tocca i 100 km/h in 10,5 secondi grazie ai 167 Cv disponibili in totale, ma sopratutto promette una autonomia di 100 km in modalità totalmente elettrica. Uno degli elementi chiave sarà rappresentato dal prezzo: la E6 potrebbe costare circa 30-35.000 € e piani di incentivi come quelli recentemente lanciati in Inghilterra potrebbero far scendere il prezzo di almeno 5000 €.
Andata e ritorno per la MG, marchio nato in Inghilterra, attualmente di proprietà della cinese SAIC (Shanghai Automotive Industry Corporation) ed ora pronto a riportare in Europa le sue vetture. Le berlina MG 6, per la precisione, è destinata ad approdare nelle concessionarie del Vecchio Continente per essere venduta principalmente in Gran Bretagna ma anche in altri paesi europei. La MG 6 nascerà nello stabilimento inglese di Longbridge, deputato all’assemblaggio delle componenti in arrivo dalla Cina.
“L’idea - ha spiegato alla Reuters il presidente di SAIC, Hu Maoyuan - è di approfittare della rete di vendita MG esistente in Europa sfruttando però la riduzione dei costi dovuta alla produzione nel territorio cinese. Al momento non abbiamo ancora obiettivi di vendita ma contiamo sulla notorietà del marchio MG nel Regno Unito”. Il motore della MG 6 sarà il 1.8 sia in versione turbo (160 CV) che aspirato ( 133 CV) già visto sulla Roewe 550, una berlina di fascia alta basata sulla vecchia Rover 75 e con cui la MG 6 condividerebbe la piattaforma.
Si ampliano così le mire nel settore automotive della cinese SAIC che nel 2007 ha anche aperto uno stabilimento in collaborazione con Fiat Powertrain e con la quale è in essere una joint venture. E’ stato così realizzato il più grande impianto per la realizzazione di motori diesel nel territorio cinese con 200.000 unità di capacità produttiva, di cui la metà destinati all’esportazione.
Il costruttore cinese BYD ha annunciato oggi che la sua e6 elettrica andrà in produzione. La e6 è il primo modello completamente elettrico realizzato da BYD e vanta una evoluta batteria agli ioni di litio che può ricaricarsi del 50% in soli 10 minuti e del 100% in 60 minuti. Anche la sua autonomia complessiva è tutt’altro che limitata: 330 km.
La casa cinese, che ha dalla sua gli enormi capitali messi in campo dal magnate americano Warren Buffett, sarà in vendita nel suo paese natale già entro la prima metà di quest’anno. Va detto ad onor di cronaca che la prima fase della sua commercializzazione interesserà soprattutto la pubblica amministrazione ed i servizi di taxi pubblici, e che il modello verrà venduto ad un prezzo non inferiore ai 44.000 dollari.
Entro la fine del 2010 comunque, BYD conta di sbarcare con la sua e6 proprio negli USA, dove comunque il prezzo supererà i 40.000 dollari. L’ambizione della casa è a dir poco sterminata: “Puntiamo a diventare il costruttore più grande del mondo entro il 2025″, ha dichiarato Wang Chuanfu, presidente di BYD. Il costruttore cinese ha visto crescere le proprie vendite del 130% in un anno, e ha raggiunto le 400.000 unità vendute nel corso del 2009. L’obiettivo per il 2010 è di raggiungere quota 800.000.
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I concessionari Americani Volvo non escludono la possibilità di vendere anche vetture Geely. Mentre la cessione ai cinesi da parte di Ford sembra ormai cosa fatta, si fa infatti avanti l’ipotesi di poter vendere le economiche auto cinesi attraverso la rete vendita della casa scandinava. I motivi di interesse sono molti: da un lato Geely potrebbe entrare nel mercato Americano dalla porta principale, puntando anche a smentire l’immagine di vetture poco sicure e troppo economiche del prodotto cinese, dall’altra i concessionari potrebbero contare su un nuovo business, sopratutto in un momento dove l’attenzione per i modelli di fascia inferiore non è mai stata così alta, a causa della recente crisi.
Una condizione necessaria, secondo alcune interviste raccolte presso i concessionari stessi, sarebbe quella di poter contare sul prodotto più ecomonico in assoluto, escludendo così la concorrenza diretta di brand asiatici ormai affermati, come Kia.
Via | Motorauthority
Dopo l’annuncio della bancarotta per l’importatore europeo di Brilliance, molti si saranno chiesti qual è la quota di mercato del Vecchio Continente in mano alle Case automobilistiche cinesi? Dati alla mano, si direbbe che è piuttosto misera. I costruttori cinesi sono arrivati in Europa solo qualche anno fa, incontrando sin da subito difficoltà con l’ente tedesco ADAC che valuta la sicurezza delle vetture commercializzate in Germania. Brilliance e Landwind ne sanno qualcosa, visto che le loro prime auto sono state sonoramente bocciate nei crash test, nonostante i buoni propositi dell’annunciata grande invasione, poi disattesa.
Nei primi 9 mesi del 2009, sono state immatricolate solo 778 auto di origine cinese, in tutti i Paesi della UE. Di questo contingente, la quasi totalità sono Great Wall, ovvero 675 unità. Il resto se lo dividono gli altri costruttori: nello specifico, Chang’an ha venduto 34 veicoli, mentre Lifan ha commercializzato 24 vetture. Invece, Brilliance e Landwind sono andate malissimo: la prima ha immatricolato solo 8 vetture, mentre la seconda ha venduto solo una X6 in Grecia. In questo Paese, tra l’altro, sono state commercializzate anche 19 JAC Rein. Per il resto, sono state vendute 14 Shuanghuan Ceo e altre 3 vetture di brand non identificati.
Continua a leggere: Auto cinesi in Europa: vendute solo 778 unità nei primi 9 mesi del 2009
Il governo cinese ha varato nei giorni scorsi un grosso provvedimento di acquisto per nuove auto di rappresentanza. E la scelta è caduta su Mercedes e BMW. Cosa che del resto accade in molti altri paesi. Qui però la decisione ha indispettito molti critici, dato che il governo stesso si è recentemente fatto promotore di una vasta campagna di promozione dell’industria automobilistica nazionale.
“Compratevele voi le auto cinesi“, è quanto hanno letto in molti in questa mossa. A poco serve aggiungere che l’ordine non è ancora partito e che comunque riguarderà auto assemblate in Cina: sia Mercedes che BMW vantano infatti joint-venture per la realizzazione delle auto destinate al mercato locale -la prima con BAIC, la seconda con Brilliance-, ma l’attenuante non sembra funzionare.
Dai su, spezziamo una lancia in favore di questi poveri amministratori della Repubblica Popolare: mettetevi nei loro panni e pensate di dover scegliere tra una Classe S o una Serie 7 e l’abominevole Geely GE. Nazionalisti sì, scemi no…
Il mercato dell’auto cinese ha superato per la prima volta nella storia quello americano nel primo semestre del 2009. Sorpassi “mensili” c’erano già stati nel corso del 2008, ma mai il Celeste Impero aveva tenuto testa agli USA per un periodo così significativo. E le premesse per lo storico capovolgimento sui 12 mesi ci sono tutte…
Come avevamo annunciato un paio di giorni fa, il gigante asiatico ha visto le immatricolazioni crescere di quasi il 18% in un anno, anche grazie ad una serie di provvedimenti pubblici di incentivo all’acquisto di auto nuove. Una mossa dal tempismo azzeccato, che ha messo il mercato nazionale perfettamente al riparo della crisi globale.
Con il +36,5% di giugno, il consuntivo per i primi sei mesi dell’anno ha raggiunto i 6,1 milioni di unità. Altri record curiosi? I mesi di aprile e giugno 2009, hanno messo a segno i valori più alti in assoluto di vendite, con 1.150.000 e 1.140.000 veicoli immatricolati rispettivamente. Come vanno le cose negli USA nel frattempo?
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