Renault ha confermato di essere intenzionata alla realizzazione di un’auto low cost. Il piccolo modello, destinato ad insidiare la Tata Nano nei paesi emergenti, avrà un costo molto basso, anche se la casa francese ha smentito ufficialmente il costo di 2500 euro. Un portavoce del marchio transalpino ha infatti confermato le prime indiscrezioni pubblicate dal giornale francese La Tribune, non lasciando però trapelare nulla sul prezzo di vendita. In India, mercato dove verrà introdotta inizialmente l’auto, la Nissan Micra è venduta a 5900 euro e la nuova low cost frutto dell’alleanza Renault-Nissan dovrebbe posizionarsi ben al di sotto di tale soglia.
I due produttori di auto collaboreranno con Bajaj, industria indiana specializzata in veicoli a 2 e 3 ruote, che dovrebbe portare un aiuto per quanto riguarda la riduzione dei costi. Gerarde Detourbet, responsabile delle vetture a basso costo di Renault, ha dichiarato che il suo team è al lavoro su una piccola auto che si posizionerà al di sotto di Renault Pulse e Nissan Micra, senza però diventare una ultra-low-cost. Le intenzioni dell’alleanza Renault-Nissan sono quelle di proporre un’auto dal prezzo basso ma con dotazioni di serie molto migliori rispetto alla Tata Nano. L’auto sarà prodotta anche in versione elettrica e, dopo il lancio in India, verrà commercializzata in molti altri mercati emergenti.
Great Wall presenta sul mercato italiano la Steed 5, rinnovata nel frontale rispetto ai precedenti modelli Steed ed ora dotata del nuovo 2 litri turbodiesel con turbina a geometria variabile da 150 Cv e 310 Nm di coppia massima con omologazione Euro4 e velocità massima di 140 km/h. Il propulsore è abbinato ad un cambio manuale a 6 rapporti e la vettura è disponibile sia in versione trazione posteriore che in quella a trazione integrale, con carrozzeria pickup doppia cabina. La Steed 5, già prenotabile con consegne previste a fine Luglio, si aggiungerà alla gamma Steed e Steed SC con motori benzina e verrà proposta sul mercato a 17.700 Euro in versione Diesel Luxury 2WD e 19.950 Euro in versione Diesel Super Luxury 4WD, IPT esclusa.
Tutti e due gli allestimenti offrono di serie ABS, EBD, servosterzo, vetri e specchietti elettrici, cerchi in lega da 16″, impianto audio con comandi al volante, rivestimento in pelle per pomello cambio e volante, climatizzatore manuale, 2 airbag frontali e fendinebbia, mentre alla Super Luxury 4WD sono riservati gli interni in pelle. Il navigatore satellitare in plancia è proposto come opzione a 950 Euro, così come la vernice metallizzata o bicolore (480 Euro).

Il marchio Rumeno ARO potrebbe tornare sul mercato. L’attuale proprietario del brand, Landmark Management, sta attualmente usando i vecchi stabilimenti per costruire ricambi Dacia, ma l’ipotesi è quella di tornare a produrre e vendere veicoli completi. Dal 1957, Aro ha prodotto circa 380.000 veicoli, il 10% dei quali ancora circola, sopratutto in Romania: in Italia qualcuno ricorderà la Aro Ischia, prodotta in Italia su licenza e proposta anche su altri mercati come Aro 10 o come Dacia Duster, la “nonna” dell’attuale SUV Duster.
Sono in corso colloqui con altri costruttori internazionali per sfruttare possibili Joint Venture, dal momento che Landmark Management possiede anche i diritti su tutti i modelli precedentemente costruiti: potrebbe prefigurarsi all’orizzonte una nuova occasione per un marchio low cost, proprio alla stregua di Dacia, che qualche costruttore internazionale potrebbe acquistare a saldo e rilanciare.
Via | Autoevolution

La casa cinese Zotye starebbe lavorando allo sviluppo di una piccola berlina che potrebbe essere proposta sul mercato del grande paese asiatico ad un prezzo finale di circa 2200 euro.
Questo nuovo modello low cost si baserà sulla Jiangnan Alto, a sua volta nata sulla base di una vecchia generazione dell’omonimo modello Suzuki. La proposta della Zotye, se dovesse effettivamente mantenere le sue promesse, sarà il primo modello sul mercato cinese ad essere proposto ad un prezzo inferiore ai 20.000 yuan.
Zotye, famosa tra i nostri lettori più informati per la produzione su licenza di alcuni modelli di Fiat Group per lo più usciti di produzione, è un costruttore automobilistico che vende i suoi prodotti in oltre 50 paesi sparsi tra Asia, Medio Oriente e America Latina, tra cui alcuni di crescente rilevanza economica come Cina e Russia.
Via | Gasgoo
Il marchio francese Talbot potrebbe resuscitare: quella che sembrava poco più di un’ipotesi tutto sommato logica, sta assumendo con il tempo i contorni di una notizia effettivamente fondata. Il ruolo pensato per il brand d’Oltralpe sarebbe quello di casa low-cost.
Se state pensando a Dacia, avete colto nel segno: Talbot, marchio di proprietà di PSA Peugeot-Citroën dovrebbe avere un posizionamento sul mercato del tutto analogo a quello del brand rumeno di proprietà Renault, che sta mietendo successi un po’ ovunque.
Il baricentro commerciale di Talbot non sarà comunque in Europa Occidentale, bensì nei paesi emergenti. Secondo quanto riportato da un quotidiano spagnolo, i modelli prodotti sotto la firma di Talbot, saranno molto differenti da quelli che portano sul cofano i marchi Peugeot e Citroën e non verranno prodotti prima del 2012, probabilmente nella fabbrica iberica di Vigo.
Continua a leggere: Talbot: nuove conferme al ritorno del marchio francese
La low-cost di Renault-Nissan procede a grandi passi lungo il cammino che la porterà al debutto. Il modello, la cui genesi è stata annunciata dalla corazzata franco-nipponica nel novembre del 2009, sta prendendo forma con la collaborazione dell’indiana Bajaj, e nascerà con il primario obiettivo di sfondare sui mercati emergenti.
Oggi Renault-Nissan ha annunciato la sigla di un nuovo memorandum d’intesa con Bajaj, che segna un momento importante per il progetto congiunto: l’accordo riguarda i fondamentali aspetti della definizione del prodotto, del piano industriale e della distribuzione nei paesi dove l’auto sarà commercializzata.
Lo sviluppo dello stile, l’ingegnerizzazione, la produzione e l’acquisto della componentistica saranno curati dall’indiana Bajaj. Renault e Nissan cureranno invece gli aspetti del marketing e della distribuzione, confermando in sostanza quanto stabilito con gli accordi precedenti.
Continua a leggere: Renualt-Nissan: nuova intesa con l'indiana Bajaj per l'auto low-cost
Hyundai prosegue lo sviluppo della H800, la utilitaria low cost nata per il mercato Indiano. La risposta alla Tata Nano, che potrebbe comunque essere poi esportata all’estero, verrà probabilmente posticipata nel 2012, per programmare il lancio in occasione della prossima edizione dell’Auto Expo indiano. Il propulsore benzina da 800 cc potrebbe essere proposto da subito in versione bifuel. Il design dovrebbe ispirarsi alla ix-metro presentata nel 2009 a Francoforte, con dimensioni inferiori rispetto alla i10. Secondo le ambiziose previsioni, la fabbrica di Chennai sfornerà ben 50.000 esemplari al mese nel primo anno, mentre il prezzo per l’india corrisponderà a circa 3500 Euro.
Via | Indianautoblog
Landwind ha rilasciato il primo video ufficiale della CV9, il monovolume che segna il ritorno della casa cinese sul mercato Europeo. Il test è stato condotto secondo i dettami dell’ADAC tedesco (lo stesso dove la Citroen Nemo senza ESP si è ribaltata). La CV9, che deve la linea alla italiana Idea Institute, è lunga 4,4 metri e sarà disponibile in configurazione 4 e 6 posti con propulsori 1,6 e 2 litri benzina. Sarà in vendita in estate nei paesi bassi ad un prezzo di 14.495 Euro . Di serie ABS, climatizzatore, lettore MP3, sensori di parcheggio e cerchi in lega. Entro il 2011 Landwind conta di essere presente su 27 mercati Europei.
Tanto per fare un paragone con alcuni dei concorrenti più noti, con un prezzo di circa 15.000 Euro per il 1.6 benzina la vettura cinese si posizionerebbe ad almeno 5000 Euro in meno rispetto a Renault Scenic, Ford C-Max e Citroen C4 Picasso, escludendo eventuali offerte promozionali ed incentivi. Resta da vedere se, stavolta, Landwind partirà con il piede giusto sul tema della sicurezza: il primo esperimento con il fuoristrada Jangling fu un disastro, con lo “storico” risultato di zero stelle nel test EuroNCap.

Lada assemblerà presto la Dacia Logan in Russia, commercializzandola poi con il marchio Nissan. Questo il complesso progetto nato grazie all’accordo tra il gruppo Renault Nissan ed AvtoVaz, che darà così nuovo impulso allo storico stabilimento russo di Togliatti, dove sono state assemblate prima vetture Fiat e poi, fino al 2001, vetture del gruppo GM.
La costruzione della vettura low cost è il risultato di un accordo con il governo russo, che aveva come obiettivo quello di garantire posti di lavoro nella regione, concedendo così un sostanzioso finanziamento per l’operazione. La Logan è già presente su alcuni mercati, come quello messicano, con il nome Nissan Aprio, mentre su altri mercati è venduta direttamente come Renault Logan.
Via | Autocar
Landwind tornerà sul mercato Europeo con la monovolume CV9. I Cinesi del gruppo Jiangling Motors Holding avevano tentato già di aggredire il mercato nel 2005, ma furono bloccati dai disastrosi risultati dei crash test del loro SUV, ricordato per l’incredibile voto di zero stelle EuroNCap. Il modello scelto per il ritorno in Europa è il CV9, un multispazio low cost progettato dalla italiana IDEA ed originariamente presentato in Europa nel 2007 con la denominazione Fashion. La vettura è in vendita in Cina dal 2006 con la denominazione Fengshang.
Lungo 4,4 metri e disponibile in configurazione 4 e 6 posti, il veicolo sarà venduto in estate nei paesi bassi ad un prezzo di 14.495 € con propulsori 1,6 e 2 litri benzina. Di serie ABS, climatizzatore, lettore MP3, sensori di parcheggio e cerchi in lega.L’obiettivo dell’importatore è quello di vendere in 27 paesi della comunità Europea già nel 2011, creando una rete vendita ed assistenza adeguata. Le CV9 saranno garantite 3 anni o 100.000 km ed è stato da poco aperto il nuovo sito europeo ufficiale www.landwind.eu.
Continua a leggere: Landwind CV9: i cinesi tornano in Europa
Hyundai sta lavorando ad una vettura low cost, nota al momento come H800, che potrebbe debuttare nel 2011 in India, dove è presente la principale concorrente, la Tata Nano. In realtà il mercato Indiano potrebbe essere solo il punto di partenza, per poi proporre la vettura nei principali mercati emergenti del mondo ad un prezzo di circa 3500 Euro.
La vettura dovrebbe montare un propulsore benzina da 0,8 litri ed il suo aspetto, ipotizzato in questa ricostruzione digitale, potrebbe ispirarsi ai recenti modelli Hyundai e Kia. Nessuna informazione è stata rilasciata circa la possibile introduzioni di varianti ibride o elettriche: intanto Hyundai si prepara a lanciare la sua prima ibrida di serie, la Sonata Hybrid, al salone di New York.
Via | Indianautosblog.com
BYD venderà la utilitaria F0 in Spagna dalla fine del 2010. La vettura, nota su alcuni mercati come F1, è una sorta di clone della Toyota Aygo, dalla quale differisce essenzialmente per i gruppi ottici anteriori ed altri piccoli dettagli e verrà proposta con motore benzina da 1 litro con 68 Cv. La Fzero rappresenterà per la casa asiatica un modo per allargare considerevolmente il bacino di potenziali clienti, ma il prezzo di listino non è stato ancora annunciato: come riferimento, il prezzo sul mercato cinese è pari a circa 3300 €.
La casa dichiara una velocità massima di 151 km/h ed un consumo medio di soli 4,2 l/100 km, un valore molto basso e lontano da quello della Aygo 3 cilindri 1000 cc, che dichiara 4,5 l/100 km. In Spagna la distribuzione sarà curata dalla stessa azienda che importa Infiniti, SsangYong e Tata e la gamma BYD potrà contare anche sulla berlina G3, sulla berlina ibrida F3DM e sul monovolume elettrico E6.
Via | km77.com