Fisker Automotive ha siglato un accordo con Bmw per la fornitura di propulsori e componenti nel 2012 e 2013. Nel dettaglio si tratta di un 4 cilindri turbocompresso da utilizzare come Range Extender ed altri componenti per il sistema ibrido per la nuova gamma Fisker, nota per il momento come Project Nina. La vettura sarà offerta in versione berlina, cabriolet e shooting brake ad un prezzo a partire da circa 50.000 dollari, sensibilmente inferiore rispetto alla Karma.
Non a caso, quindi, Fisker ha recentemente inaugurato gli uffici Europei proprio nella città di Monaco, a pochi passi dalla sede Bmw, mentre la produzione delle vetture avverrà negli ex stabilimenti GM in Delaware. La Karma, ora giunta finalmente alla produzione in serie, monta per la cronaca un propulsore endotermico di origine GM, abbinato ai motori elettrici.
La nuova Fisker Karma sarà in vendita in Italia con prezzi chiavi in mano a partire da 105.600 Euro. Il modello “base” è denominato Ecostandard, mentre per le più ricche Ecosport e la Ecochic serviranno rispettivamente 115.200 e 121.200 Euro. Le consegne inizieranno a Settembre 2011 e l’auto non mancherà certo di farsi notare: l’elettrica Americana, assemblata in Finlandia da Valmet, propone linee da berlina coupè sportiva, con gli enormi cerchi in lega da 22″ che dominano la vista laterale. Tanto per fare un paragone, negli Stati Uniti è stato annunciato un prezzo di partenza di 95.900 Dollari, che scendono ad 88.400 Dollari grazie agli incentivi governativi.
La Fisker Karma è dotata di due motori elettrici capaci in totale di 402 Cv e 1300 Nm di coppia, con batterie agli ioni di litio da 20 Kwh, che forniscono una autonomia di 80 km: grazie al propulsore Ecotec 2 litri turbo utilizzato come Range Extender (ma interviene anche in modalità sport per aumentare le prestazioni), la vettura può comunque percorrere 480 km totali, con un consumo medio di 2,4 l/100 km ed 83 g/km di CO2 emessi. La velocità massima è pari a 200 km/h, mentre i 100 km/h da fermo vengono raggiunti in appena 5,9 secondi.
Toyota presenterà la Prius plug-in Hybrid nel 2012, utilizzando nuove batterie agli ioni di litio e nel 2014 questa tecnologia diventerà l’unica disponibile. Secondo AutomotiveNews i consumi toccheranno i 60 km/l ed il modello non subirà particolari variazioni di prezzo. La tecnologia Plug-in Hybrid rappresenterà nei prossimi anni la soluzione di compromesso più appetibile, ma Toyota non rinuncerà alla ricerca sui veicoli totalmente elettrici: in attesa di stabilire regole precise per la creazione di infrastrutture di ricarica capillari, la versione elettrica della IQ debutterà già nel 2012, con batterie al litio ed autonomia di circa 105 km, mentre negli Stati Uniti è attesa la versione ad emissioni zero della Rav4 sviluppata in collaborazione con Tesla.
In totale, Toyota presenterà 11 modelli ibridi entro il 2012, considerando restyling e modelli inediti, mentre il target della sola Prius Plug-in Hybrid è di circa 50.000 esemplari all’anno: rispetto ai 700.000 esemplari ibridi venduti nel 2010, la casa Giapponese intende raggiungere la quota di 1 milione di auto all’anno nel 2015.
Secondo un sondaggio condotto dall’agenzia americana Synovate su un campione di 1898 automobilisti USA per valutare il grado di conoscenza delle auto ibride ed elettriche, il pubblico d’Oltreoceano possiede ancora nozioni molto scarse su questa tipologia di vetture ecologiche. Un esempio su tutti: solo i due terzi degli intervistati sanno che le auto ibride sono equipaggiate con un motore termico ed uno elettrico.
Un’ampia parte del campione inoltre, non sa che un’auto ibrida è dotata di batterie. Ancora: solo un terzo degli intervistati è a conoscenza della possibilità delle auto full hybrid di percorrere brevi distanze sfruttando la sola propulsione elettrica. E per finire, il colmo: meno della metà degli automobilisti sa che le ibride plug-in possiedono questa capacità. “A cosa servirebbe dunque, la presa di corrente?”, si chiedono sarcastici i colleghi di Autoblog.com.
I risultati del sondaggio sembrano indicare che le vastissime campagne pubblicitarie condotte negli States dalle case automobilistiche non hanno trasmesso adeguatamente il messaggio della specificità tecnica di queste auto. E c’è da scommettere che l’arrivo delle EREV, delle ibride plug-in e delle elettriche pure non farà che aumentare la confusione di una clientela già abbastanza spaesata.
Infiniti proporrà la M35h ibrida a listino in Italia a partire da 59.250 Euro. La berlina giapponese dichiara 364 Cv ed un consumo medio di 7 l/100 km, con emissioni pari a 162 g/km. Questo risultato è stato ottenuto abbinando il V6 3,5 litri benzina ad una unità elettrica capace di 68 Cv e 270 Nm di coppia massima attraverso il sistema Direct Response Hybrid: la vettura può viaggiare in modalità elettrica fino a 100 km/h, ma può anche garantire una accelerazione da 0 a 100 km/h in 5,5 secondi ed una velocità massima di 250 km/h. Il consumo scende fino a 5,7 l/100 km sui percorsi extraurbani e l’autonomia massima può raggiungere i 1200 km.
La M35h sarà disponibile in allestimento GT (59.250 Euro) e GT Premium (65.350 Euro) con il solo cambio automatico 7 rapporti e con dotazioni complete, con un prezzo superiore di soli 1600 Euro rispetto alla M3od V6 diesel di recente introduzione. Tutti gli allestimenti della ibrida propongono di serie uno specifico display che mostra il funzionamento del sistema Direct Response Hybrid ed uno specifico avvisatore acustico per i pedoni denominato VSP, primo esempio di questo tipo proposto su modelli ibridi di serie, che funziona fino alla velocità di 30 km/h attirando l’attenzione dei pedoni quando l’auto viaggia con il solo propulsore elettrico in funzione.
Tutti i modelli montano di serie sedili anteriori in pelle semi-anilina con riscaldamento, ventilazione e regolazioni elettriche, fari bi-Xenon attivi con Adaptive Front lighting System, piantone dello sterzo regolabile con volante riscaldato, telecamera posteriore e sensori di parcheggio, inserti in frassino bianco, connessione Bluetooth ed Ipod, tetto apribile in vetro e Cruise Control. La versione GT Premium aggiunge il sistema multimediale con navigatore 3D ed hard disk da 30 Gb, climatizzazione con sistema Forest Air, impianto Audio Bose con 16 diffusori, sistema di controllo dell’angolo cieco degli specchietti, Cruise control Attivo ed avviso superamento corsia.
Volvo ha diffuso le prime foto ufficiali della V60 Plug-in Hybrid, che sarà presentata al salone di Ginevra, praticamente pronta per la commercializzazione ed attesa sul mercato nel 2012. Grazie all’accoppiata tra il diesel D5 2,4 litri da 215 Cv e 440 Nm ed un motore elettrico da 70 Cv e 200 Nm con batterie agli ioni di litio da 12 Kwh, la V60 è capace di emissioni inferiori ai 50 g/km. I tempi di ricarica delle batterie dipendono dal tipo di corrente: 7,5 ore con 6 A, 4,5 ore con 10 A e 3 ore con 16 A, fermo restando la connessione di tipo casalingo a 230 V. Rispetto al modello standard, la V60 Plug-in Hybrid si distingue per la speciale tinta bianca studiata da Dupont, una veste aerodinamica leggermente rivista e speciali cerchi in lega con pneumatici a basso attrito forniti da Pirelli, mentre all’interno un display dedicato fornisce informazioni sul sistema ibrido: questa informazioni sono recuperabili anche tramite una applicazione in remoto per smartphone.
Oltre alla modalità ibrida ed a quella puramente elettrica, l’innovativo sistema consente anche di utilizzare il solo propulsore diesel, fatto inedito per questa tipologia di vettura, senza sacrificare in alcun modo le prestazioni: la modalità elettrica “Pure” consente una autonomia di circa 50 km, la “Hybrid” consente emissioni di 49 g/km ed un consumo pari 1,9 l/100 km, con una autonomia massima di 1200 km, mentre la modalità “Power” sfrutta la potenza totale dei propulsori e permette di toccare i 100 km/h da fermo in 6,9 secondi. La trazione integrale è ottenuta combinando la trazione anteriore del motore D5 a quella posteriore del motore elettrico grazie al sistema ERAD (Electric Rear Axle Drive). Come da trazione Volvo, la sicurezza non è stata trascurata e gli standard sono gli stessi dei modelli tradizionali: studi sui crash test hanno permesso di incapsulare il pacco batteria per minimizzare i pericoli in caso di incidente, ma sono stati anche creati sistemi per monitorizzare tensione e temperature in ogni condizione d’esercizio. Non mancano i dispositivi Collision Warning e City Safety.
Volvo, grazie alla collaborazione con il gigante dell’energia Vattenfall, si impegna anche per ridurre le emissioni globali producendo l’energia da fonti rinnovabili. Stefan Jacoby ha infatti dichiarato che “nessuna industria né organizzazione può affrontare la sfida climatica da sola. La missione di Volvo è sviluppare auto praticamente prive di anidride carbonica, ma un futuro sostenibile deve essere costruito con la collaborazione di tutti coloro che hanno a cuore questo tema. Questo progetto mostra come la collaborazione tra esperti di diverse aree possa farci fare progressi concreti nel passaggio da singoli prodotti con emissioni ridotte di anidride carbonica a un reale e ben concepito stile di vita favorevole al clima.” In particolare, il mercato Svedese consentirà di offrire agli utenti energia pulita grazie alle centrali eoliche: una sola stazione può alimentare circa 3000 vetture elettriche.
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Porsche ha confermato il debutto della nuova Panamera S Hybrid al salone di Ginevra. La versione ibrida della 5 porte tedesca offre la stessa meccanica della Cayenne S Hybrid, con il V6 3 litri sovralimentato da 333 Cv ed un motore elettrico da 47 Cv per un totale di 380 Cv abbinato al campbio Tiptronic S 8 rapporti, ma con la sola trazione posteriore: in questa configurazione la Panamera ibrida dichiara un consumo medio di 6,8 l/100 km ed emissioni pari a 159 g/km di CO2, un valore record per la casa tedesca ottenuto con speciali pneumatici Michelin a basso attrito proposti come optional. Con quelli standard i valori salgono a 7,1 l/100 km e 167 g/km.
Le prestazioni, come tradizione Porsche, non sono state sacrificate, infatti la Panamera S Hybrid tocca i 100 km/h da fermo in 6 secondi netti e raggiunge i 270 km/h di velocità massima. Il sistema ibrido consente di viaggiare il modalità totalmente elettrica ad emissioni zero per 2 km senza superare gli 85 km/h grazie alle batterie NiMh al nickel posizionate sotto al vano bagagli, ma interviene anche nella modalità “sailing”, a velocità non superiori a 165 km/h, per mantenere la velocità di crociera speengendo il propulsore endotermico, allo stesso modo in cui interviene sulla Cayenne S Hybrid.
La Porsche Panamera S Hybrid offre lo stesso allestimento della versione S dotata del V8 4,8 aspirato da 400 Cv ed aggiunge tra gli accessori di serie le sospensioni ad aria con sistema PASM ed il sistema Servotronic. Un display specifico è inoltre presente nella strumentazione per informare il guidatore circa lo stato del sistema ibrido e l’interazione tra i propulsori. La Panamera S Hybrid sarà disponibile dal mese di Giugno 2011 ad un prezzo indicativo per il mercato Europeo di 106.185 Euro, tasse incluse.
Lexus Ct 200h è il modello Lexus, prima vettura Full Hybrid del segmento C-Premium, che sarà disponibile dal 12 Marzo presso i concessionari. In questo momento siamo a Lisbona, dove la stiamo mettendo alla prova su strade urbane ed extraurbane per un interessante primo contatto.
La linea discreta ed elegante è frutto del design L-Finesse, realizzato totalmente nel Centro Studi in Giappone e contribuisce all’ottimo Cx di 0,28. La linea di cintura alta e le evidenti nervature della carrozzeria rendono un’idea di estremo dinamismo. Il lunotto posteriore con integrato lo spoiler completa il profilo dinamico della fiancata. La griglia anteriore in perfetto stile Lexus dona alla vettura un frontale potente e caratterizzante, che trasmette una sensazione di grande reattività dinamica oltre che di robustezza.
Alla scoperta del Full Hybrid: la Lexus Ct 200h è un’auto dalla vocazione ambientale, senza per questo dover accontentarsi di bassi standard qualitativi. Forte dell’esperienza maturata negli anni, ricordiamo che la RX 400h venne presentata nel “lontano” 2005, oggi Lexus propone un’automobile capace di una efficienza dei consumi pari a 3,8 l/100 km, emissioni di CO2 di soli 87 g/km, emissioni di NOX di soli 3 mg/km ed emissioni di particolato pari a zero. Non si tratta di quisquilie: questi valori permettono a Lexus di definire questa come la “cleanest car in the world”.
Volkswagen ha diffuso un video della XL1 Concept, prototipo presentato al Qatar Motor Show e destinato, secondo le dichiarazioni della casa, ad una produzione in serie in tiratura limitata in tempi brevi. Evoluzione dei precedenti prototipi, la XL1 è una biposto capace di un consumo medio pari a 0.9 litri/100 km con emissioni di CO2 di appena 24 g/km, grazie ad un bicilindrico turbodiesel da 800cc, 48 CV e 120 Nm di coppia massimaposteriore ed un motore elettrico da 27 CV montanto anteriormente.
Il sistema può erogare fino a 140 Nm di coppia totale, ma garantisce anche 35 km in modalità totalmente elettrica. Peso ed aerodinamica sono stati ottimizzati per ridurre ulteriormente i consumi: 795 kg ed un Cx di appena 0,0186 sono valori di assoluto rilievo.
Volvo presenterà al Salone di Ginevra la V60 Plug-in Hybrid, una concept già pronta per la produzione di serie nel 2012. Il sistema di propulsione ibrida, realizzato in collaborazione con la svedese Vattenfall, consentirà un consumo medio pari ad 1,9 l/100 km ed emissioni pari a 50 g/km, con una autonomia in modalità elettrica zero emissioni di 50 km. Volvo ha utilizzato il propulsore diesel D5 2,4 litri da 215 Cv e 440 Nm per inviare potenza all’asse anteriore attraverso un cambio automatico a 6 rapporti, mentre su quello posteriore agisce il sistema ERAD (Electric Rear Axle Drive) con motore elettrico da 70 Cv e batterie agli ioni di litio da 12 Kwh, delle quali però non si conoscono i tempi di ricarica.
Volvo non ha per il momento diffuso dati prestazionali, ma si è limitata a dichiarare che la V60 Plug-in Hybrid non rinuncierà al piacere di guida ed al dinamismo di una vettura tradizionale, dando però la possibilità agli utenti di riunire in un unico veicolo diverse opzioni di mobilità, combinando l’azione dei propulsori. Sicuramente, con una potenza globale vicina ai 300 Cv, le prestazioni non mancheranno, ma i dati di consumo dichiarato sono davvero ambiziosi e promettenti. In attesa delle prime foto ufficiali, ipotizziamo anche lievi modifiche all’aerodinamica della vettura, per ottimizzare ulteriormente i consumi, ed agli interni, con informazioni specifiche sul cruscotto per la gestione del sistema ibrido.

BYD presenta al salone di Detroit la S6DM Dual Mode, una SUV ibrido con trazione integrale che utilizza un propulsore elettrico da 10 Kw sull’asse anteriore, uno da 75 Kw su quello posteriore ed un 2 litri 102 Cv benzina con cambio doppia frizione 6 marce.
Secondo il costruttore Cinese, la S6DM può viaggiare con il solo motore elettrico posteriore da 75 Kw per circa 60 km, mentre a velocità più alte o in caso di energia esaurita negli accumulatori può essere utilizzato il solo propulsore benzina, sempre in modalità 2WD. La modalità ibrida prevede invece l’uso dell’endotermico e dell’elettrico posteriore, oppure la modalità con trazione integrale, sfruttando l’intera potenza disponibile. Il motore endotermico può infine lavorare insieme all’elettrico anteriore come extended range, per ricaricare le batterie ed è completato dal sistema start-stop.
La tecnologia ibrida nel suo complesso consente una autonomia totale dichiarata di 500 km, ma non si conoscono nè i valori di emissioni e consumi, nè i dettagli dei tempi di ricarica in modalità plug-in. La S6DM, così come la crossover E6, sarà lanciata sul mercato Americano nel corso del 2012.
Volvo, ha esposto al Detroit la C30 Electric sottoposta ad un crash test, per dimostrare l’efficacia dei propri studi anche nel settore emergente delle auto ad emissioni zero. Come già dimostrato in passato da altri studi, Volvo ha lavorato a lungo per ottimizzare posizionamento e messa in sicurezza dei componenti dei sistemi elettrici di bordo, pensando anche alla sicurezza in caso d’urto, in particolar modo puntando l’attenzione alle batterie ed alla loro importante massa, pari a circa 280 kg. Stefan Jacoby ha dichiarato a Detroit che Volvo è la prima casa al mondo a mostrare senza veli una vettura elettrica reduce da un crash test.
La C30 elettrica si dunque dimostrata sicura come le sue sorelle benzina e diesel, con particolare riferimento al crash test anteriore asimmetrico a 64 km/h, senza subire danneggiamenti ai componenti del sistema elettrico. Il motore anteriore, infatti, ha ingombri ridotti e consente una maggiore deformazione frontale, mentre le batterie, posizionate al posto del serbatoio tradizionale e nel tunnel centrale ed adeguatamente protette, non hanno subito danni. Dei sensori si occupano inoltre di scollegare il flusso di energia dell’impianto a 400 Volt in 50 millisecondi. La C30 Electric sarà costruita in piccola serie per una serie di test su strada, ma è già prevista la sua introduzione nei listini ufficiali nel 2012, almeno per il mercato Svedese, mentre nello stesso anno Volvo introdurrà anche modelli ibridi benzina e diesel.
La concept, presentata esattamente 1 anno fa a Detroit, è dotata di un motore elettrico da 111 Cv abbinato a batterie agli ioni di litio. L’autonomia è di 150 km, con un tempo di ricarica inferiori alle 8 ore con impianti 230 Volts e 16 Ampere. I 100 km/h da fermo vengono raggiunti in 10,5 secondi, mentre la velocità massima è limitata a 130 km/h. L’abitabilità e lo spazio a bordo sono identici ai modelli tradizionali.