Rupert Stadler, amministratore delegato Audi, ha confermato lo sviluppo di una nuova vettura compatta posizionata fra A1 ed A3. Il manager si è poi limitato a precisare che “non vi saranno sovrapposizioni”, tralasciando l’informazione di maggior rilevanza. Fornita da Michael Dick, responsabile dello sviluppo tecnologico per il marchio tedesco: la A2 di nuova generazione verrà proposta in versione e-tron con motore a trazione elettrica.
Ancora prematuro conoscere la data in cui verrà proposta sul mercato, anche se la stampa tedesca ne ipotizza il debutto non prima del 2014 con una meccanica derivata dalla A1 ma estetica e sistema di propulsione dedicati.
Audi ha annunciato la nascita di “e-tron“, la divisione che si occuperà dello sviluppo delle auto elettriche della Casa di Ingolstadt. Lo aveva già anticipato il presidente Rupert Stadler che il nome della concept car presentata al Salone di Francoforte sarebbe stato sinonimo di auto elettriche, allo stesso modo del nome “quattro” che identifica le vetture a trazione integrale. Il primo modello della neonata divisione sarà proprio la R8 e-tron che verrà prodotta al ritmo di 100 esemplari all’anno al partire dal 2012.
La gestione della divisione “e-tron” è stata affidata a Franciscus van Meel che coordina una equipe di 100 dipendenti. Dopo la R8 arriverà la R4 e-tron, versione di serie della seconda concept car elettrica presentata al Salone di Detroit. In futuro, tutti i modelli di Audi saranno disponibile nella rispettiva versione e-tron, anche perché la Casa di Ingolstadt è intenzionata ad incrementare la produzione di auto elettriche fino a 1.000 unità annue. Dopo le vetture sportive, molto probabilmente sarà la nuova Audi A2 ad adottare la propulsione elettrica.
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Rupert Stadler, presidente di Audi AG, nel corso di un intervista ad Autocar ha confermato lo sviluppo della nuova A2. Non rilasciando alcun dettaglio sul come sarà, divertendosi altresì a creare maggior confusione con una ermetica dichiarazione («Se non sai spiegare come sarà la A2, allora significa che sarà un successo») da cui è impossibile ricavare alcunché di concreto.
Tuttavia, secondo quanto riferiscono indiscrezioni non confermate, l’A2 sarebbe in realtà una declinazione elettrica della A1, con meccanica simile ma corpo vettura dedicato. Stadler ha poi smentito l’ipotesi di ricavare una A0 dalla Volkswagen up!, indicando nell’A1 il modello d’accesso alla gamma Audi.
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Secondo le ultime indiscrezioni, la nuova Audi A1 non sarà dotata della trazione integrale, nonostante la tradizione della casa tedesca e l’utilizzo del nome “Quattro” persino nelle concept car che hanno anticipato il modello. Resta da capire, alla luce di queste notizie, cosa ne sarà della ipotizzata A1 ibrida con motore elettrico posteriore: l’assenza di un collegamento tra i due assi potrebbe dare vita ad una trazione integrale, pur non utilizzando il citato sistema Quattro, oppure come ipotizzato potrebbe dar vita ad un modello a sè stante tornando ad utilizzare la sigla A2.
La Audi A1 sarà svelata a Marzo 2010 al salone di Ginevra e sarà disponibile in Europa nel corso dell’estate. Ormai certe le varianti Sportback nel 2011 e Cabriolet nel 2012, così come sembra certa la Q1 per combattere su tutti i fronti con l’avversaria Mini. Della coupè vedremo anche la sportiva S1, con il 1.4 TFSI da 180 Cv abbinato al solo cambio doppia frizione S-Tronic. La gamma motori, al momento del lancio della prima versione 2 porte coupè, dovrebbe essere composta dal 1.2 TFSI 86 cv, il 1.4 TFSI 122 Cv, il 1.2 TDI 75 CV, il 1.6 TDI 90 Cv e 105 Cv e persino il 2.0 TDI 143 Cv. Il prezzo d’attacco dovrebbe rimanere al di sotto dei 15.000 €, fino a raddoppiare nel caso delle versioni più sportive, di nuovo un confronto fotocopia con la Mini di casa Bmw.
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Audi compie 100 anni. La Casa di Ingolstadt nacque il 16 luglio del 1909 e fu fondata da August Horch, lo stesso personaggio che solo dieci anni prima aveva fondato l’omonima Casa automobilistica e da cui fu allontanato per divergenze con gli altri soci e i dirigenti. Impossibilitato nell’utilizzare nuovamente il marchio Horch, decise di iniziare una nuova avventura automobilistica come Audi, sigla consigliata dal nipote seminarista che fece accorgere allo zio August che si trattava della traduzione latina del proprio cognome. Le prime vetture griffate Audi furono realizzate nei primi mesi del 1910.
Nel 1928 Audi fu acquisita da DKW. Nel 1932, le due società dettero poi vita alla Auto Union, insieme a Wanderer e alla stessa Horch. Il nuovo gruppo automobilistico venne identificato con il simbolo composto dai quattro anelli. La vettura simbolo dell’Auto Union diventò la monoposto progettata da Ferdinand Porsche, con motore posteriore a 16 cilindri a V di 45°, compressore tipo Roots, abitacolo molto avanzato, sospensione a barra di torsione e linea profilatissima. Realizzata in quattro serie dal 1934 al 1937, dominò la categoria “GP 750 kg” e fu pilotata anche da Tazio Nuvolari.
Dopo la fine della guerra, il gruppo Auto Union fu assorbito da Daimler-Benz nel 1958. Per evitare qualsiasi tipo di concorrenza interna con Mercedes, il marchio Auto Union fu ceduto a Volkswagen nel 1965. A Wolfsburg decisero di puntare tutto sul nome Audi che fu associato al simbolo dei quattro anelli. In attesa di creare una nuova gamma di modelli, Volkswagen decise di assemblare la Maggiolino anche nell’impianto di Ingolstadt. Gli oltre 347.000 esemplari di Maggiolino prodotti tra il ‘65 e il ‘69 permisero di mantenere in piedi sia lo stabilimento sia Audi, nonché tutta la manodopera composta da più di 12.000 dipendenti.
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Audi ci riprova: il costruttore sta lavorando alla seconda generazione della A2 (di cui vi proponiamo un render). Nonostante il poco successo commerciale della prima serie (auto con elevatissimi contenuti tecnici per la sua categoria) ad Ingolstadt la vettura è già allo stato di concept-car e sarebbe già stata mostrata ai boss della casa tedesca.
“Sarà riconoscibile come una A2, ma molto differente dalla vecchia serie” ha affermato il capo del settore ricerca e sviluppo Michael Dick; ma non sarà lanciata quest’anno. L’obbiettivo della casa tedesca è quello di proporre una variante elettrica della nuova vettura in concomitanza con quelle alimentate convenzionalmente.
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Decisa a manifestare la propria grandeur in nuovi modelli, per contarli dovremo tenere il pallottoliere sottomano: Audi vorrebbe riportare alla luce l’A2, affiancandola quale MPV compatta e raffinata ad un’intera famiglia di vetture – tre e cinque porte, versione Sportback, cabrio ed ibrida – basate sulla piattaforma/base meccanica della A1.
L’indiscrezione, ancora piuttosto confusa nonostante non circoli per la prima volta, trae spunto dall’immancabile e sibillina dichiarazione: Rupert Stadler, amministratore delegato del gruppo di Ingolstadt, ha parlato di nuovi scenari, comprensivi di una ipotetica A2-bis; la quale potrebbe condividere numerosi componenti, fra cui motori a tre cilindri, con la futura Polo. Autobild, giusto per non correre rischi di rapida smentita, fornisce la data di debutto: non prima del 2014.

Da 15 a 40 il passo è decisamente grande, ma se andrà avanti a queste velocità il management Audi dimostrerà di non essere molto ferrato in matematica.
Le nicchie ormai si sprecano, le sigle non bastano più: l’obiettivo di ampliare la gamma, per l’appunto, da 15 a 40 modelli entro il 2015 dovrà probabilmente essere rivisto al rialzo.
L’ultima notizia sarebbe quella secondo la quale ad Inglostad si starebbe pensando ad una sostituta della poco fortunata (ed in tempi di vacche grasse è proprio una rarità…) A2: capiamo che lo smacco per questo fallimento sia stato sovrastato dalla voglia di rifarsi, ma a questo punto cosa servirebbe la A1?
Tralasciando questi pensieri, ideali solamente a sconfiggere la calura sotto l’ombrellone, passiamo alla descrizione della nuova compatta-chic: addio al costoso telaio in alluminio, sostituito dalla più economica piattaforma adottata sulla futura Polo; uso di motori super-efficienti, sviluppati in collaborazione con i cugini di VW, in modo da abbattere emissioni e consumi e abbandono delle soluzioni avveniristiche (cofano non apribile) in favore di un prezzo meno proibitivo.
Riuscirà questa volta l’impresa?
Via | Motorauthority