L’Audi A1 non è la prima utilitaria realizzata dalla Casa di Ingolstadt. Tralasciando l’A2 che aveva una carrozzeria monovolume a cinque porte, l’antenata della piccola vettura che sarà esposta il mese prossimo al Salone di Ginevra è rappresentata dall’Audi 50. Sono molte le caratteristiche che accomunano quest’auto all’A1, a partire dalla configurazione a 3 porte del corpo vettura. La 50 aveva anch’essa una linea slanciata e quasi da coupé, concepita da Giugiaro e poi ultimata da Bertone poco prima della produzione.
L’Audi 50 era lunga 351 cm, larga 156 cm e alta 134 cm, mentre il passo misurava 234 cm. La vettura fu presentata ufficialmente al Salone di Parigi del 1974 e debuttò sul mercato verso la fine dello stesso anno. La meccanica era molto simile a quella della Volkswagen Golf, in quanto composta dal sistema MacPherson all’anteriore e da ruote interconnese al posteriore. Inoltre, la 50 era assemblata a Wolfsburg, ovvero nell’impianto principale del Gruppo Volkswagen.
Al momento del lancio, l’Audi 50 era disponibile in due versioni: la LS equipaggiata con il motore 1.1 da 50 CV e la GL mossa dallo stesso propulsore ma con potenza incrementata a 60 CV. La denominazione derivava proprio dalla potenza erogata dalla versione base. In seguito, la piccola Audi adottò anche il motore 900 da 34 CV, proposto negli allestimenti base ed L, mentre il 1.1 da 60 CV fu sostituito dal 1.3 di pari potenza e abbinato all’allestimento GLS.
Audi compie 100 anni. La Casa di Ingolstadt nacque il 16 luglio del 1909 e fu fondata da August Horch, lo stesso personaggio che solo dieci anni prima aveva fondato l’omonima Casa automobilistica e da cui fu allontanato per divergenze con gli altri soci e i dirigenti. Impossibilitato nell’utilizzare nuovamente il marchio Horch, decise di iniziare una nuova avventura automobilistica come Audi, sigla consigliata dal nipote seminarista che fece accorgere allo zio August che si trattava della traduzione latina del proprio cognome. Le prime vetture griffate Audi furono realizzate nei primi mesi del 1910.
Nel 1928 Audi fu acquisita da DKW. Nel 1932, le due società dettero poi vita alla Auto Union, insieme a Wanderer e alla stessa Horch. Il nuovo gruppo automobilistico venne identificato con il simbolo composto dai quattro anelli. La vettura simbolo dell’Auto Union diventò la monoposto progettata da Ferdinand Porsche, con motore posteriore a 16 cilindri a V di 45°, compressore tipo Roots, abitacolo molto avanzato, sospensione a barra di torsione e linea profilatissima. Realizzata in quattro serie dal 1934 al 1937, dominò la categoria “GP 750 kg” e fu pilotata anche da Tazio Nuvolari.
Dopo la fine della guerra, il gruppo Auto Union fu assorbito da Daimler-Benz nel 1958. Per evitare qualsiasi tipo di concorrenza interna con Mercedes, il marchio Auto Union fu ceduto a Volkswagen nel 1965. A Wolfsburg decisero di puntare tutto sul nome Audi che fu associato al simbolo dei quattro anelli. In attesa di creare una nuova gamma di modelli, Volkswagen decise di assemblare la Maggiolino anche nell’impianto di Ingolstadt. Gli oltre 347.000 esemplari di Maggiolino prodotti tra il ‘65 e il ‘69 permisero di mantenere in piedi sia lo stabilimento sia Audi, nonché tutta la manodopera composta da più di 12.000 dipendenti.
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