Gli incidenti che non hanno conseguenze particolarmente gravi, di solito, non fanno notizia. Se però ad andarci di mezzo in un tamponamento multiplo sono oggetti da centinaia di migliaia di euro le cose cambiano. E dato che a Montecarlo suddetti gioielli su ruote non sono rari, le eventualità di crash spettacolari ci sono eccome.
Una donna al volante di una Bentley Azure con targa francese, è carambolata su una Mercedes Classe S per poi coinvolgere nel “rimbalzo” una Ferrari F430, una Porsche 911 ed una Aston Martin Rapide nuova di zecca. Una vera e propria carneficina, per giunta in piena Place du Casino. Che potrebbe costare un conto superiore ai 50.000 euro.
Secondo quanto riportato oggi dal Daily Mail, al danno s’è aggiunta la beffa per le occupanti della cabrio inglese: dopo l’incidente non sono riuscite ad aprire le portiere e sono rimaste alla mercé del pubblico, che non si è fatto certo pregare per fotografare la scena…
I risvolti dell’operazione emergono otto giorni dopo l’annuncio pubblico. Questo perché, come insegna l’esperienza, nel mondo dell’automobilismo una decisione all’apparenza controversa viene sempre giustificata da motivazioni di carattere economico. Lo scorso 8 giugno Aston Martin annunciò di voler trasferire la produzione della Rapide in Gran Bretagna, a Gaydon, rompendo così il vincolo stipulato tre anni orsono con l’austriaca Magna Steyr. “Nel 2008 il nostro impianto di Gaydon era inadatto ad accogliere la Rapide - spiegò l’amministratore delegato Ulrich Bez -. Oggi, a distanza di tre anni, lo stabilimento è finalmente adeguato”.
Quest’apparente serenità viene guastata da un articolo pubblicato su Autocar. Secondo Julian Rendell, autore del pezzo, Aston Martin avrebbe in realtà deciso di trasferire la produzione della sua ammiraglia per ovviare agli insufficienti volumi di vendita: dalle 2.000 auto/anno previste nel 2008 si è presto scesi alle attuali 25 auto a settimana, per un totale di 1.250 l’anno. Un ammanco considerevole, che spingerà il costruttore inglese a ridurre la produzione settimanale a 10 vetture.
Ancora secondo quanto scrive Rendell, l’azienda di Gaydon pagherà 10 milioni di sterline per risolvere l’accordo con Magna e trasferirsi in Gran Bretagna a metà 2012, evitando ulteriori sei anni e mezzo di permanenza in Austria.
Terzo episodio dedicato alla mini serie “True Power Should Be Shared”, realizzata per promuovere l’Aston Martin Rapide. Come nei due video precedenti, la recitazione non è di altissimo livello. Tuttavia ci pensa la splendida berlina-coupè di Gaydon ad alzare la media. Il suono del suo V12 continua a rimanere estremamente emozionante ed evocativo.
Aston Martin ha diffuso la seconda parte del video “True Power Should Be Shared” dedicato alla berlina coupè Rapide, dove scopriamo nuovi dettagli sui protagonisti che occupano i 4 esclusivi sedili della vettura. Della Rapide, per ora, ammiriamo qualche bella inquadratura ed il ringhio sommesso del V12, vedremo se nelle prossime puntate le sarà riservata qualche scena più “dinamica”. La prima puntata è disponibile nel nostro precedente articolo.
Aston Martin ha rilasciato un nuovo video/film dedicato alla Rapide: è il primo di una serie intitolata “True Power Should Be Shared” (La vera potenza dovrebbe essere condivisa), ideata per far conoscere più da vicino la berlina coupè di Gaydon. La serie è girata a Lisbona, in Portogallo, e mescola un pochino di 007 con Transporter e Ronin. Il regista, Donnie Masters, ha chiarito lo scopo del cortometraggio alla presentazione ufficiale: “Volevamo sviluppare un sottile ma interessante intrattenimento. Qualcosa che rispecchi il divertimento di guida”.
Perde mezza tonnellata ma non l’aplomb. Questione di classe. E di cambio, perché il sei rapporti automatico (mutuato dalla Rapide standard) non si rivela certo indicato per l’utilizzo in pista. Ma poco importa, perché l’impegno agonistico dell’ammiraglia Aston Martin è puramente subordinato ad esigenze di marketing senza alcuna ambizione di classifica. Autocar ha percorso alcuni giri al volante della Rapide utilizzata durante la scorsa 24 Ore del Nurburgring e guidata - fra gli altri - dall’amministratore delegato Ulrich Bez. L’ammiraglia di Gaydon viene lodata per la stabilità (grazie al passo lungo) e l’ampia disponibilità di grip assicurata dalle gomme Yokohama su cerchi in lega da “soli” 18 pollici. Nessuna modifica per il V12 6.0 da 480 CV, mentre l’abitacolo risulta privo di pelle e legnami sostituiti dal grezzo roll-bar.
Aston Martin presenta la Rapide Luxe. Si tratta di un allestimento personalizzato della Rapide, proposto ai clienti per esaltare l’unicità della vettura attraverso una serie di accessori dedicati ed una più ampia scelta di colori, pellami ed abbinamenti cromatici. La meccanica resta infatti invariata, con il V12 6 litri aspirato da 470 Cv abbinato al cambio Touchtronic 6 rapporti.
Per gli interni e gli esterni sono disponibili i pacchetti di colori denoninati Fast Track, Contemporary, DBS Special e quelli relativi ai modelli più anziani della gamma Aston e non mancano tocchi esclusivi come la console centrale con rivestimento Iridium Silver e Graphite, le targhette specifiche Luxe, il sistema multimediale Bang & Olufsen con schermi dedicati ai passeggeri posteriori, il set di valigie su misura in 6 pezzi realizzato con gli stessi pellami dei sedili, a loro volta regolabili elettricamente, riscaldabili e con sistema di ventilazione.
Tra le opzioni figurano rivestimenti interni nelle colorazioni Mogano, Piano Black, Bamboo, Tamo Ash, Nexus Alloy e Double Apex Alloy, i rivestimenti in pelle traforata, il volante in pelle colorata, la colorazione nera, rossa o grigia delle pinze freno ed il logo Rapide da inserire sui 4 poggiatesta singoli. Nessuna informazione è stata diffusa in merito al prezzo della Rapide Luxe e del numero di esemplari previsti.
Aston Martin ci regala un video ufficiale sullo sviluppo di una delle sue creature più recenti, la berlina-coupé Rapide. La nobile quattro porte britannica, in questa bella clip conferma la sua innata eleganza, il suo portamento aristocratico, le sue forme filanti.
Tutte da gustare in particolare le riprese dai test di resistenza al Nürburgring e -soprattutto- quelle dallo sviluppo del comparto powertrain sui tornanti del Passo dello Stelvio.
MotorTrend mette a confronto Aston Martin Rapide, Bentley Continental Flying Spur Speed e Rolls Royce Ghost. A sorpesa, la vincitrice della sfida è la Bentley: pur essendo la più vecchia dei modelli proposti, è quella che racchiude il miglior compromesso tra la vera limousine e la sportiva, con prestazioni sopra le righe ed un assetto regolabile che fa dimenticare le masse in gioco.
La “piccola” Rolls Royce, pur con una immagine impareggiabile e un V12 biturbo di origine Bmw da applauso, delude quanto ad assetto e comfort, probabilmente anche a causa dei pneumatici Run Flat. La Aston Martin Rapide, infine, fa innamorare per la linea, ma quanto a praticità può solo considerarsi una GT a 4 porte, con spazio posteriore limitato ed un confort orientato sempre e comunque al piacere di guida da gran turismo: non un difetto, certamente, ma ciò non le consente di poter essere giudicata realmente come una avversaria di Bentley e Rolls.
Come riportato da Autocar, entro il 2016 Aston Martin presenterà 6 modelli di nuova concezione. La prima novità della Casa di Gaydon arriverà nel 2011 e sarà la Cygnet, l’inedita citycar sviluppata sulla base della Toyota iQ. Anche se l’auto ha fatto storcere il naso ai puristi del brand britannico, le concessionarie stanno raccogliendo molte ordinazioni per questa vettura, nonostante non si conosca ancora il prezzo di listino ufficiale. Con i suoi 115 g/km di emissioni di CO2, l’Aston Martin Cygnet contribuirà ad abbassare la media di emissioni della gamma.
La seconda novità è rappresentata dalla nuova DB9 che debutterà nel 2013. La vettura è al momento identificata dalla sigla di progetto VH500 e sarà sviluppata sull’attuale piattaforma VH che sarà alleggerita nel peso e migliorata nella rigidità strutturale. Inoltre, il motore 6.0 V12 di origine Cosworth sarà rivisto per ridurre il livello delle emissioni di CO2. Nel 2015, invece, dalla Aston Martin DB9 deriverà la variante sportiva DBS che sarà ancora più potente e più performante dell’attuale.
Nel 2014, le novità di Aston Martin saranno addirittura due: la nuova Vantage che sarà sviluppata nell’ambito del progetto VH500 da cui nascerà la nuova DB9, nonché l’inedita SUV che riporterà in auge lo storico brand Lagonda. Questa vettura sarà sviluppata, molto probabilmente, in collaborazione con Mercedes che fornirà la piattaforma della GL e rappresenterà la versione di serie della concept car esposta al Salone di Ginevra del 2009. La Casa di Gaydon punta con Lagonda ad invadere i mercati emergenti del BRIC.

Aston Martin ha avviato la produzione della Rapide, primo modello del marchio a non godere della paternità britannica. La berlina verrà infatti assemblata in Austria, a Graz, grazie all’accordo di collaborazione siglato con Magna Steyr, partner fedele nel riproporre “gli stessi elevatissimi standard qualitativi raggiunti da Aston Martin nel suo stabilimento di Gaydon”. Nel corso dei prossimi mesi, la Rapide verrà destinata a 135 concessionarie in 34 paesi. Fra cui l’Italia, dove debutterà con prezzo di listino pari a circa 180.000 euro.
Aston Martin ha voluto documentare la genesi della Rapide destinata alla 24 Ore del Nurburgring attraverso la diffusione di alcune immagini, scattate nel quartier generale di Gaydon. “Non abbiamo alcuna intenzione di vincere la corsa, questo è pacifico”, commenta David King, responsabile della sezione motorsport, “ma sottolineare la sportività della Rapide attraverso la creazione di un esemplare unico pensato per le competizioni, senza compromessi”. I tecnici del costruttore inglese hanno quindi installato un roll-bar integrale, un impianto frenante potenziato ed un serbatoio da 120 litri, senza eliminare le portiere posteriori così “da poterle tenere aperte anche in griglia di partenza”.
L’Aston Martin Rapide da gara manterrà il V12 6.0 (470 cavalli) già utilizzato dalla versione tradizionale, abbinato alla trasmissione ZF automatica a sei rapporti. Le principali modifiche coinvolgeranno quindi il comparto dinamico anche attraverso una radicale perdita di peso (da 1.950 a 1.560 chili), per un tempo sul giro di circa 10 o 15 secondi più lento rispetto ai 9.30 minuti registrati lo scorso anno dalla V12 Vantage.