L’Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale (ASAPS) commenta con toni aspri (“un vero schiaffo alla patente a punti, al Tutor, alla sicurezza stradale”) la modifica al Codice della Strada con cui innalzare sulle autostrade il limite di velocità massima a 150 km/h. Nei soli tratti con presenza di Tutor, ovvero in quel terzo di chilometri complessivi (2.000 su 6.000, in entrambi i sensi di marcia) dove si è raggiunto il traguardo (previsto per il 2010) di dimezzare le vittime da incidente stradale.
“Questa modifica – prosegue nel suo sfogo il presidente Giordano Biserni – si accompagna anche con la riduzione dei punti prelevati a chi supera i limiti”. Chi mantiene i 200 km/h di media, insomma, verrà multato di 155 Euro, con soli 3 punti sottratti dalla patente.
Via | Asaps

Fino a non molto tempo fa, la maggior parte degli appartenenti alle Forze dell’Ordine, prestando il loro prezioso servizio, perivano a causa di atti terroristici o in attentati di mafia e camorra. Pagine buie e tristi che hanno macchiato (di sangue) la storia recente del nostro Paese. Ma proprio in questi giorni, l’Asaps ha lanciato un nuovo allarme - attraverso un’inchiesta pubblicata sul numero di giugno della propria rivista “Centauro” - sulle morti bianche nella Polizia di Stato.
Quasi il 70% degli agenti di Polizia morti in servizio sono vittime di incidenti stradali e non di conflitti a fuoco o altro. Sempre secondo l’Asaps, le cause principali sarebbero il mancato uso delle cinture e le auto di ordinanza che versano in uno stato pietoso. Dal 2000 ad oggi, su 74 agenti deceduti mentre svolgevano il proprio lavoro ben 51 sono morti sulle strade. L’associazione fa sapere che le Fiat Marea in dotazione sono ormai obsolete e hanno una percorrenza media di 200.000 km. Inoltre, non sono più previsti corsi di guida veloce che preparino gli agenti ad essere predisposti in caso di necessità.
L’Unione Europea aveva fissato tempo fa un obiettivo molto ambizioso in fatto di sicurezza stradale, quello di ridurre entro il 2010 del 50% il numero delle vittime da incidenti, e oggi quel traguardo potrebbe essere davvero raggiunto dall’Italia. Il che sarebbe un fatto abbastanza stupefacente, dato che le previsioni finora non davano il nostro paese in grado di farcela.
E invece analizzando i dati più recenti si scopre che oggi è possibile arrivare ad avere poco più di 3500 morti nel 2010, proprio la metà rispetto ai 7061 del 2000. Il calcolo è stato curato dall’Asaps, l’Associazione Amici della Polizia Stradale: considerando che nel 2007 la diminuzione è stata di 538 morti e che la possibilità di ripetere il calo anche nel 2008, 2009 e 2010 non è remota, il risultato sarebbe a portata di mano.
L’associazione per la verità, si aspettava ancora di più per quanto riguarda il totale degli incidenti (230.871) e il computo dei feriti (350.850), scesi rispettivamente solo del 3 e del 2,1% dall’anno scorso. Un risultato decisamente peggiore rispetto al -9,5% delle vittime della strada.
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Aumenti record per il costo delle multe: dal 1993 ad oggi il prezzo delle contravvenzioni è aumentato del 40 per cento. Qualche esempio: per un semplice divieto di sosta si pagano 36 euro, ossia 70.000 lire, contro le 50 del 1993, mentre superare il limite di velocità fino a 40 km/h oggi costa 148 euro (286.568 lire) contro le 200.000 lire del ‘93.
A questa situazione si è arrivati grazie a un articolo (il 195 comma 3) del Codice della strada che aggiorna ogni due anni il prezzo delle sanzioni amministrative per un importo pari all’intera variazione accertata dall’Istat (ma perchè s’accorgono dell’inflazione solo quando vogliono loro?, ndr) dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie nei due anni precedenti.
Ora, il prossimo aumento (sarà del 5%) è previsto per gennaio ed è l’Asaps (ASsociazione Amici Polizia Stradale), a chiedere “clemenza” per gli automobilisti tartassati. Con una lettera inoltrata dal presidente Giordano Biserni ai tre ministri della Giustizia, degli Interni e delle Infrastrutture, l’Associazione propone di “congelare il rincaro delle multe e prevedere, piuttosto, un più consistente prelievo di punti dalle patenti dei trasgressori”.
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Nonostante le carenze di personale (12 mila uomini controllano 400 mila km di strade), la Polizia stradale ha intensificato i controlli per la verifica del tasso alcolemico dei conducenti. Nel primo quadrimestre del 2008 sono stati effettuati 404.349 controlli; nello stesso periodo del 2007 i soffi nel misuratore dell’alcol si fermarono a quota 101.438: ciò vuol dire un +298,6%. Una misura assolutamente necessaria, visto che Il 40% degli incidenti stradali dipende proprio dalla profonda piaga della guida in stato di ebbrezza.
Basti pensare che nei primi tre mesi del 2007 le Forze dell’Ordine hanno accertato più di 7.000 casi di infrazione derivanti da qualche bicchierino di troppo; un numero allarmante che addirittura è superiore a quello riscontrato nello stesso periodo dell’anno precedente (+10%).
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