Non si placano le reazioni alla chiusura della fabbrica di Anversa, Belgio, annunciata da parte di Opel nei giorni scorsi. Nella serata di ieri è arrivato l’annuncio dei possibili aiuti dalla UE, oggi è la volta dei dipendenti: “La chiusura di Anversa è una dichiarazione di guerra nei nostri confronti”. Parole pesantissime, che non mancheranno di far discutere.
La chiusura di Anversa, lo ricordiamo, toglierà lavoro a 2600 dipendenti e rientra nel drastico piano di risanamento della casa che attende di essere svelato nella sua forma definitiva da Nick Reilly, il numero uno del costruttore tedesco. Nell’ambito di questo programma, Opel licenzierà un totale di circa 8300 dipendenti in Europa.
Le parole della dichiarazione riportata sono state pronunciate da Armin Schild, un rappresentante dei dipendenti che siede in consiglio di amministrazione a Rüsselsheim. Schild ha criticato pesantemente la cattiva gestione General Motors degli ultimi 15 anni, ricordando nel suo intervento che Detroit taglierà 4000 posti di lavoro nella sola Germania.

Dopo la precedente dichiarazione rilasciata da Frank Stronach, fondatore di Magna International («Non abbiamo alcuna intenzione nell’acquisire Opel»), vi sarebbe la possibilità che Fiat e la società austriaca possano stringere un accordo per rilevare da General Motors il costruttore di Rüsselsheim.
Fino a domani, quando l’amministratore delegato Fiat Sergio Marchionne sarà a colloquio con i ministri competenti, vi sarà spazio e tempo per le ipotesi. Poi si dovrà agire con concretezza. Usando l’oratoria e mettendo da parte i pregiudizi: l’ex cancelliere Gerhard Schroeder, a favore del “no”, avrebbe addirittura caldeggiato l’ipotesi Gaz. Ma anche Armin Schild, responsabile per Francoforte del sindacato IG Metall, si è sbilanciato definendo «senza successo» un possibile accordo con il Lingotto.
Che si è quindi avvicinata a Magna, sì disposta a cospicui investimenti (già promessi 5 miliardi di dollari), ma incapace di fornire supporto tecnico e progettuale. Sarà tuttavia Gm a dover gestire le trattative. Con buona pace dei tedeschi.
Via | Repubblica (Grazie al nostro lettore “a1” per la segnalazione)
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