
Il gruppo Fiat produrrà la nuova generazione della Punto a Melfi. Atteso nel 2013, il nuovo modello sarà basato su quella piaffaforma “small” che farà da base comune per tutti i modelli piccoli del gruppo Fiat/Chrysler. Come anticipato dal Corriere della Sera, Marchionne ha deciso di assegnare ad ogni stabilimento una piattaforma, per massimizzare le sinergie ed ottimizzare i costi: per questo a Pomigliano è stata assegnata la Panda, su piattaforma Small per il segmento A, mentre a Mirafiori sulla base della “Small Wide” nasceranno modelli Alfa Romeo, Fiat e Jeep.
A Cassino è confermata la piattaforma C per Delta e Bravo, con l’aggiunta della C-Wide per Alfa Romeo Giulietta e per una futura berlina Dodge: quest’ultima debutterà al salone di Detroit 2012 e rappresenterà l’esempio della piena integrazione tra le risorse del gruppo, dal quale potrebbe nascere anche una variante marchiata Guangzhou per il mercato Cinese. Da questo progetto dovrebbe inoltre derivare la futura Alfa Romeo Giulia, più volte rimandata e destinata a diventare un modello globale per Europa e Stati Uniti.
Queste anticipazioni giungono proprio nel momento in cui Marchionne deve rispondere alle critiche circa la gestione del progetto Fabbrica Italia, rassicurando stampa e sindacati sulla volontà di non operare licenziamenti nel nostro paese e limitando le informazioni circa le strategie future: “È impossibile precisare sin d’ ora i dettagli da qui al 2014. Non lo fanno i nostri concorrenti, non può essere chiesto in modo ossessivo a Fiat”. Intanto, dopo l’uscita da Confindustria, Marchionne ha annunciato anche l’uscita del gruppo dall’ANFIA, l’Associazione nazionale nazionale filiera industria automobilistica.
Il mercato italiano dei veicoli commerciali ha subito un calo del 21,51 % nel 2009, pur in presenza degli incentivi statali. Le case Italiane hanno visto scendere la loro quota di mercato da 53,78% del 2008 al 51 %, ma quasi tutti i costruttori hanno subito cali nelle vendite in doppia cifra. Le uniche in positivo sono Peugeot (+ 15,3 %), Piaggio (+5,4 %) e Citroen (+4 %), mentre sono pesanti le perdite accusate dai gruppi più importanti come Fiat Professional (-27,6 %), Iveco (- 23 %), Ford (- 30%), Renault Trucks (-45 %), Mercedes (-33 %) Nissan (-19 %) e Volkswagen (-16 %).
Unrae ed Anfia hanno chiesto la proroga degli incentivi, ma anche una modifica della regolamentazione fiscale per agevolare le aziende che utilizzano questa tipologia di veicoli.
Via | Autolinknews.com

L’Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica (ANFIA) ha avviato i test del “Progetto Diciotto”, un programma con cui ottimizzare il trasporto su gomma allungando di 1.5 metri il rimorchio, cosicché la lunghezza complessiva degli autoarticolati aumenti fino a 18 metri, dai 16.5 attuali. Restano tuttavia immutate la massa complessiva e la a massa sugli assi.
La fase di test su strada ha preso il via nell’estate con il beneplacito del Ministero dei Trasporti, e prevede la circolazione di 30 Tir da 18 metri per i prossimi tre anni, con un la possibilità di ottenere un’eventuale proroga anche per il biennio successivo. Tuttavia, quattordici di questi veicoli sperimentali macinano chilometri già dalla scorsa primavera, per valutare eventuali problemi di manovrabilità e compatibilità con le infrastrutture. L’Anfia ha infine precisato, con particolare riferimento ai proprietari di Tir convenzionale, che il processo decisionale sarà decisamente lungo.
Via | Repubblica
Arrivano parole di speranza per il tartassato settore auto: “Gli incentivi sosterranno le vendite 2009 del mercato italiano dell’auto fino a spingerlo nuovamente oltre i due milioni di esemplari.” È quanto sostiene il presidente dell’Anfia (Associazione nazionale filiera industria automobilistica), Eugenio Razelli.
Secondo il presidente i primi dati di vendita del mese febbraio mostrano già qualche segnale di ripresa (grazie soprattutto agli eco-incentivi). Ma, rimanendo con i piedi per terra, sembra comunque inevitabile che il secondo mese dell’anno si chiuda comunque con un calo percentuale a doppia cifra; meno pesante però rispetto al -32% registrato a gennaio.