Fiat e Chrysler, grazie al supporto del Tesoro USA, hanno raggiunto l’accordo per un’alleanza globale: ad affermarlo la nota stampa che la casa americana ha diramato nel tardo pomeriggio di oggi. In questa Auburn Hills sottolinea come l’alleanza con Fiat “rafforza la capacità di Chrysler di preservare posti di lavoro in America”.
Il segretario della CGIL Guglielmo Epifani si è espresso così al riguardo, nel commento riportato dal sito de IlSole24Ore: “Fiat fa molto affidamento sull’intesa con Chrysler, che può avere un senso ma forse non è risolutiva dei problemi che la casa ha anche in Italia”.
AGGIORNAMENTO: Chrysler ha rilasciato una versione corretta del comunicato, in cui puntualizza come con Fiat esista a tutt’oggi solo l’intesa di massima riguardo la struttura della prossima alleanza. Ancora nulla di ufficiale è stato sancito definitivamente.
“Fiat 500 e Bravo le potrei vendere bene, aumenterei del 20% le consegne annue. Sì, le vorrei subito”. Chuck Eddy, concessionario Chrysler, Dodge e Jeep dell’Ohio ne è certo, anche se parla di auto che non conosce da vicino. “Se restiamo fra i 18 e i 20 mila dollari — prosegue — queste si vendono eccome, da noi”. Eddy è anche stato concessionario Alfa e Maserati e oggi è un dirigente dell’associazione dei dealers Chrysler: “Per noi l’accordo con la Fiat è perfetto; loro non hanno una rete di vendita negli Stati Uniti, quindi non rischiamo di farci concorrenza, mentre noi non abbiamo piccole macchine, quindi le Fiat sarebbero proposte originali nei nostri show room”.
Questi ed altri pensieri sono emersi nel corso dell’annuale appuntamento della “Nada”, l’associazione dei concessionari Usa. Un occasione preziosa per sentire che aria tira fra chi, nel giro di qualche mese, potrebbe vendere le auto del lingotto. Wes Lutz, dealer Chrysler e Dodge del Michigan, guarda alle auto piccole come una effettiva necessità: “Gli americani continuano ad amare le grandi dimensioni, i Suv, ma è il governo di Washington che chiede di comprare auto piccole: noi dobbiamo adattarci. Sono convinto che prima o poi, qui da noi, la metà del mercato sarà composto da small cars”
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