Dopo aver letto il nostro articolo sui 40 anni dell’Alfa Romeo Montreal, il lettore Davide Varenna ci ha gentilmente inviato delle ipotesi di stile per un’ipotetica Montreal del futuro. Davide ha realizzato le immagini che vi proponiamo nell’ambito del concorso “Stile Italiano Giovani 2010″ indetto dall’ANFIA, classificandosi tra i venti finalisti e guadagnando l’esposizione delle proprie tavole di disegno alll’interno dello stand dell’associazione presso il Salone di Ginevra.
Varenna ha voluto creare un collegamento tra la sua creatura e l’originale Montreal, riproponendo elementi caratteristici come la presa NACA sul cofano e i sei tagli della fiancata. Per il frontale, il nostro lettore ha scelto proiettori sottili e taglienti, valorizzati dalle piccole prese d’aria poste appena sopra per creare l’effetto “palpebra” della coupé V8 di quarant’anni fa. Inoltre, Davide ha rivisto anche la forma dello scudo Alfa per non creare incongruenze con il muso a sviluppo orizzontale.
Vista di lato, la lunga nervatura anteriore della Montreal del futuro scivola verso la parte posteriore, caratterizzata dalle spalle muscolose che si interrompono improvvisamente nella coda tronca. Invece, la zona posteriore della futuristica supercar di Alfa Romeo è dominata nella parte alta dai gruppi ottici sottili, mentre in basso spuntano i doppi scarichi disposti centralmente.
Alfa Romeo Montreal del futuro
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Al Salone di Ginevra del 1970 fu presentata l’Alfa Romeo Montreal, un’affascinante coupé granturismo concepita dal Centro Stile Bertone, ai quei diretto da Marcello Gandini. La vettura derivava da un prototipo presentato nel ‘67 al Salone di Montreal, come concetto che anticipava il futuro corso stilistico della Casa del Biscione. Proprio il nome della città canadese fu utilizzato da Alfa Romeo per identificare quest’auto leggendaria che costava 5.700.000 lire, pari a 50.000 euro di oggi.
La Montreal fu concepita sul telaio dell’Alfa Giulia, composto da sospensioni anteriori a ruote indipendenti e posteriori ad assale rigido, nonché abbinato a cerchi in lega da 14 pollici. Sotto il cofano anteriore fu collocato - in posizione longitudinale - il motore 2.6 a 8 cilindri a V di 90 gradi che erogava 230 CV secondo il ciclo SAE, ovvero 200 CV secondo lo standard DIN. Il cambio, invece, era un meccanico ZF a 5 marce, abbinato in blocco al motore e in posizione invertita. Il peso della vettura fu contenuto sotto i 1300 kg.
Il motore risultava potente, elastico e sportivo, mentre il cambio aveva innesti rapidi, corti e precisi. Però, l’Alfa Montreal difettava per l’eccessivo rollio e la frenata, quest’ultima poco pronta e non molto potente. Per quanto riguarda le prestazioni, la coupé dalle linee oltreoceaniche raggiungeva i 220 km/h di velocità massima. L’esclusività della Montreal era riscontrabile anche nelle tinte per la carrozzeria, molte di esse sgargianti, come i pastelli blu, verde, grigio, rosso, arancio e nero, mentre i colori metallizzati erano marrone, argento, arancio, oro e verde. L’Alfa Romeo Montreal uscì di scena nel ‘77, dopo esser stata prodotta in 3925 esemplari.
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Sabato e domenica 18 e 19 aprile è stato aperto al pubblico il Museo Alfa Romeo della Concessionaria Cozzi di Legnano. 40 storici modelli della Casa del Biscione salvati dall’oblio che la Passione del titolare e dei figli, proprietari della concessionaria Alfa più antica del mondo in quanto ininterrottamente attiva dal 1955, hanno raccolto e saggiamente conservato. Guest star, in prestito dal Museo Alfa Romeo di Arese, la splendida 8C 2300 tipo Monza del 1931 che fu guidata alla vittoria da Tazio Nuvolari. Ma la collezione vera e propria parte dalla 2500 Super Sport Pininfarina del 195o e si conclude con la 156 2.5 V6 Busso del 1999.
Alfa Romeo - Museo Cozzi - Prima Parte
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