Sarà Jost Capito il vertice della struttura unica che verrà realizzata per unire il settore performance statunitense e quello europeo di Ford. Capito è l’attuale vertice dello sviluppo degli sport motoristici dell’Ovale blu, per intenderci uno dei pilastri da cui è nata la Ford Focus RS con i suoi 305 cavalli scaricati sull’asse anteriore. Credenziali non da poco che hanno fatto ricadere su di lui la scelta del management di Ford.
Sarà, quindi, a capo della Special Vehicle Team (SVT) negli USA e dell’RS team in Europa con il compito di integrare le due strutture e il relativo know how. Peraltro, questa mossa non fa altro che ribadire la volontà del ceo di Ford Alan Mulally di realizzare un impero unificato composto da gruppi di progettazione a livello mondiale.
La carriera di Jost Capito inizia nel motociclismo e nel motocross, ha partecipato alla Dakar nel 1985 vincendo nella categoria camion; ha lavorato in BMW, Porsche ed è stato a capo della divisione operativa in Formula 1 con la Sauber.
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Alan Mulally ha ribadito in alcune dichiarazioni che Ford continua a credere nel brand Mercury. Posizionato tra le lussuose Lincoln e Ford stessa sul mercato Americano, Mercury da anni vive in un limbo che, in questo periodo di crisi, ha già fatto vittime illustri ed in passato era dato per scontato che non sopravivvesse oltre il 2012. Ford ha sofferto meno di GM e Chrysler, ma deve adesso trovare una soluzione al calo di vendite ed immagine di un marchio attivo dal 1939.
Secondo le ultime dichiarazioni, in futuro Mercury si concentrerà in auto compatte premium e crossover, andando a riempire proprio quel “vuoto” che c’è tra i prodotti generalisti di Ford e quelli sempre più lussuosi di Lincoln, spinta così a fare ancora maggior concorrenza a Cadillac e ad alcuni importanti case Europee. In questa ottica rientra perfettamente la futura versione Mercury della Ford Kuga, ma alcune indiscrezioni ritengono probabile anche il debutto di una versione della nuova Ford Focus rivista e corretta, arricchita per inserirsi in una fascia di prezzo leggermente più alta.
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Si torna a parlare dell’ingresso della Ford Ka sul mercato USA, nonostante le smentite ufficiali di qualche mese fa da parte di Alan Mulally, CEO di Ford Motor Company. Ma, in un’intervista rilasciata durante il Salone di Detroit in corso, lo stesso Mulally ha fatto dietrofront dichiarando che la Casa di Dearborn sta valutando nuovamente l’ipotesi di commercializzare la citycar negli Stati Uniti.
Il motivo di questo ritorno sui propri passi è legato al fatto che c’è sempre più bisogno di vetture efficienti dal punto di vista dei consumi. E per questo, Ford non vuole essere assente nei segmenti più importanti per il futuro, come appunto quello delle citycar. Secondo i piani di Alan Mulally, la Ford Ka dovrebbe arrivare in Nord America verso la fine del 2011 o, al massimo, nei primi mesi del 2012.
Se tutte queste ipotesi dovessero concretizzarsi, si tratterà del terzo modello Ford che sbarca oltreoceano, dopo Fiesta e Focus, quest’ultima attesa sul mercato americano per la fine di quest’anno. In seguito, arriverà anche la nuova generazione della Ford Mondeo, in base al programma “One Ford” di Mulally.
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Ford ha presentato oggi MyFord Touch, una nuova tecnologia che amplierà significativamente le possibilità di connessione delle auto con l’Ovale Blu. Il nuovo sistema, basato sul recente SYNC sviluppato in collaborazione con Microsoft, rappresenta un ennesimo, decisivo passo verso l’implementazione di tutte le funzionalità di uno smartphone in auto.
Come ha tenuto a sottolineare Alan Mulally, il numero uno di Ford, questo nuovo dispositivo permetterà di non staccare mai le mani dal volante e di rimanere concentrati alla guida, dal momento che tutti i comandi potranno essere impartiti in forma vocale.
Al di là di questi aspetti legati alla sicurezza, su cui torneremo più oltre, veniamo a parlare di quanto offre il MyFord Touch: Mulally promette connettività WiFi per un massimo di ben cinque dispositivi collegati contemporaneamente, la possibilità di aggiornare Twitter (sempre via comandi vocali, anche se non in un primo momento per questioni di sicurezza) e di ascoltare le stazioni radio on-line.
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In un’intervista rilasciata ad Automotive News, Alan Mulally, CEO di Ford Motor Company, ha dichiarato che i modelli europei Ka e Ranger non saranno venduti negli Stati Uniti, in quanto non adatti a soddisfare le esigenze degli automobilisti americani. Il pick-up Ford Ranger avrebbe sostituito l’omonimo veicolo statunitense a partire dal 2011.
Con questa operazione, la Casa di Dearborn non avrebbe lasciato vuoto il segmento occupato dal Ranger americano, in un primo momento destinato ad esser sostituito dall’inedito F-100, il cui sviluppo però è stato sospeso. Visto che Mulally ha bocciato la possibilità di importare il Ranger europeo negli USA, è molto probabile che venga ripreso il progetto del Ford F-100.
Per quanto riguarda la Ford Ka, invece, Mulally avrebbe deciso di non commercializzarla negli USA perché non avrebbe mercato. Infatti, l’entry-level della gamma Ford sarà rappresentato solo dalla Fiesta. Forse, su questa decisione grava anche la volontà di non fare concorrenza alla Fiat 500, con cui la Ka condivide molte componenti tra cui la piattaforma. Quindi, il progetto “One Ford” di Alan Mulally riguarderà solamente Fiesta, Focus e, forse, Mondeo.
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Il quarto stabilimento Ford in Cina verrà ultimato nel 2012. E dallo stesso anno inizierà a sfornare 150.000 vetture, che poco dopo (tempo di raggiungere il regime produttivo) saliranno a 600.000 ogni dodici mesi. Alan Mulally, amministratore delegato dell’ovale, nell’annunciare il “via” dei lavori ha inoltre anticipato l’introduzione, sul mercato cinese, di quattro nuovi modelli entro il prossimo triennio.
«Questo nuovo sito ci consente di aumentare la nostra presenza nel continente asiatico», commenta John Parker, presidente dei “distaccamenti” Ford per le aree Pacifico ed Africa. Situato nella provincia del Chongqing, lo stabilimento verrà realizzato in collaborazione con Changan Ford Mazda Automobile (CFMA). L’investimento previsto ammonta a 490 milioni di Dollari.
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Ford presenta la Figo, Fiesta di quinta generazione ristilizzata per debuttare nel mercato indiano. «Con questo prodotto vogliamo dimostrare il nostro interesse verso l’utenza asiatica – spiega Alan Mulally, amministratore delegato del gruppo statunitense –. Siamo convinti che la Figo rispetti i desideri degli automobilisti indiani, rilevandosi compatta apprezzata ed attesa».
Durante la conferenza stampa di presentazione, il presidente e direttore di Ford India ha poi convenuto che «la compatta sarà competitiva anche al cospetto della concorrenza. La Figo è il primo tassello per rendere il nostro marchio protagonista anche nel mercato indiano». Infine, le cifre del progetto: lo stabilimento di Chennai raddoppierà il proprio ritmo produttivo a 200.000 Figo annue, mentre i costi di sviluppo dell’”ex Fiesta” ammontano a 500 milioni di Dollari.
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Alan Mulally, amministratore delegato di Ford Motor Company, ha dichiarato ieri che non abbandonerà l’azienda “finché non torneranno i profitti”. Al contrario di molti ad che hanno lasciato all’età di 65 anni dunque, Mulally, nonostante le sue 64 primavere, ha scelto di rimanere ancora a lungo al timone. Come da lui stesso dichiarato in passato, Ford non uscirà dal rosso prima del 2011.
“Fin quando sarò qui sarò onorato di lavorare per Ford”, ha affermato Mulally. E visto che i risultati cominciano effettivamente ad arrivare, qualche analista comincia a mormorare preoccupato per il problema che porrà l’inevitabile successione…
Via | eGMCarTech
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Ford avvierà nel secondo semestre 2009 un programma di aumento della produzione negli Stati Uniti. Con le vendite in patria che hanno sensibilmente rallentato la caduta, l’Ovale Blu guarda avanti e si prepara ad un incremento dei volumi produttivi pari al 10% rispetto agli attuali.
Una decisione che cela un cauto ottimismo, ma che -come sottolineato dall’amministratore delegato Alan Mulally- “non ci riporterà a produrre solo per tenere le fabbriche in attività”. Ford “continuerà a regolare la produzione secondo l’andamento della domanda. E visto che le quote di mercato negli USA sono in ascesa, la casa pensa bene di assecondare il mercato.
Nel corso degli ultimi sette mesi, la penetrazione di Ford sul mercato nazionale è cresciuta costantemente, ad eccezione di un solo mese, e le previsioni degli analisti danno “tendente al bello” per l’immediato futuro. Secondo molti, questa sempre più chiara controtendenza rispetto a General Motors e Chrysler è in parte figlia di una risalita delle quotazioni della casa nell’opinione pubblica USA. Aver evitato la bancarotta e le sovvenzioni statali ha senza dubbio aiutato molto.
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In questi giorni, l’industria automobilistica americana ha fatto parlare molto di sé. Prima le dimissioni di Rick Wagoner da CEO di General Motors, poi gli ultimatum fissati dal Presidente USA Barack Obama a Chrysler e alla stessa GM. Ora, molti si staranno chiedendo: e Ford, come se la sta passando? Secondo Alan Mulally - ad di Ford Motor Company - la situazione è migliorata rispetto a qualche tempo fa tant’è che, in una recente intervista al Detroit News, ha affermato: “ora siamo competitivi”.
FoMoCo si ritrova in una situazione di vantaggio rispetto agli altri due colossi di Detroit non solo perché non ha richiesto alcun tipo di prestito federale, ma anche per una serie di operazioni condotte con cognizione di causa. Per prima cosa, è riuscita a raggiungere un accordo con il potente sindacato UAW, rinegoziando momentaneamente gli accordi. Certamente Ford risulta ancora indebitata ma è riuscita a fare uno scambio con i creditori, convertendo i debiti in azioni. Così, si è ottenuta una riduzione del debito nell’ordine del 33%.
Un’altra mossa importante è stata la riduzione della produzione per adeguarla alla domanda e, soprattutto, per ridurre gli stock di veicoli presenti nelle varie concessionarie. Per quanto riguarda il futuro, invece, la Casa dell’ovale blu ha deciso di uniformare maggiormente la produzione statunitense a quella europea: in questa maniera, non solo verranno abbattuti i costi di progettazione e produzione ma saranno introdotte auto meno assetate di carburante e più attente all’ambiente, come la nuova Fiesta, attesa negli States a partire dal 2011.
Via | Autoblog.com

Il presidente della Ford Alan Mulally e il direttore generale del gruppo Bill Ford jr. (nella foto, da sinistra), hanno annunciato con una lettera inviata ai dipendenti che il loro stipendio subirà un decremento del 30% sia nel 2009, sia nel 2010. Un destino simile toccherà anche agli altri “pezzi grossi” della casa statunitense, che comunque rimane quella meno colpita dalla crisi del settore, tanto da non aver chiesto finanziamenti governativi.
Saranno inoltre eliminati i bonus dei senior manager. Una maniera onesta di dare l’esempio che aiuta sicuramente a far sentire tutti i dipendenti Ford nella stessa situazione. Ottime iniziative per esorcizzare la crisi ed alimentare la speranza (e la produttività) arrivano anche dal gruppo Fiat.
Via | Quattroruote
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A quasi un mese di distanza dall’erogazione del prestito d’emergenza nei confronti di GM e Chrysler, Alan Mulally, il presidente di Ford Motor Company, intervistato a riguardo da Automotive News, dice la sua sulla figura del temuto “Zar dell’auto”, una sorta di occhiuto supervisore che sarà nominato dalla Casa Bianca per controllare che i soldi accordati alle due malandate società vengano spesi bene.
Testualmente, Mulally ha dichiarato: “Mio Dio, spero proprio che questo Zar non si metta a comandare in fatto di strategia di prodotto. Si tratta di un campo che deve rimanere di esclusiva competenza delle case.” Effettivamente, quali saranno le competenze di questa figura è ancora un mistero per tutti.
Soprattutto, il dubbio riguarda l’effettivo potere del soggetto in questione: quanto sarà in grado di incidere sul futuro di GM e Chrysler? Per molti sarà l’uomo che dirigerà l’avanzata verso le auto ecologiche in America, ma di più per ora non si può dire. Tutto sarà più chiaro quando Barack Obama varcherà l’ingresso della Casa Bianca, fra sei giorni.