Chrysler LLC ha fornito oggi tutti i dettagli sui suoi piani di chiusura delle fabbriche che non avrebbero avuto più alcun ruolo produttivo in seno all’alleanza con Fiat. Auburn Hills non ha reso disponibili prima d’ora questi dettagli per un semplice motivo: prima le trattative per raggiungere l’accordo con l’UAW, poi l’ingresso nella fase di bancarotta controllata hanno assorbito tutta l’attenzione del management.
Alla chiusura andrà incontro la fabbrica che realizza la Chrysler Sebring, la Sebring Cabrio e la Dodge Avenger. Questo impianto, situato a Sterling Heights in Michigan, smetterà di funzionare entro dicembre 2010. Secondo impianto a chiudere i battenti sarà quello di Detroit che assembla la Dodge Viper, destinato a fermarsi prima di fine 2009. L’unica alternativa di sopravvivenza per questa fabbrica è che si faccia avanti qualcuno a rilevarla, ma “al momento non sono arrivate offerte concrete”, dichiara Chrysler.
Una terza fabbrica situata in Wisconsin chiuderà: si tratta di uno stabilimento dove vengono realizzati motori V6 di una generazione precedente all’ultimo Pentastar. Qui, le linee si fermeranno entro dicembre 2010. Quarto insediamento produttivo destinato alla chiusura (in totale sono sei) è quello di Twinsburg in Ohio, le cui attività verranno trasferite a Detroit entro marzo 2010. Un reset totale, o poco ci manca.
Il sindacato americano United Auto Workers, entrato in possesso del 55% di Chrysler lo scorso 30 aprile, ha dichiarato oggi che presto inizierà a lavorare sulla cessione della propria quota azionaria. L’operazione “avverrà non appena saremo in grado di farlo”, ha dichiarato il presidente dell’unione.
L’UAW, lo ricordiamo, con l’accordo raggiunto tra le parti lo scorso giovedì è entrato in possesso del 55% dell’azionariato, ma tale quota non ha garantito l’accesso del sindacato al consiglio d’amministrazione. Fiat, al contrario, con il suo 20%, detiene tre seggi su nove, e quindi la maggioranza relativa dello stesso cda, con la possibilità di accrescere ulteriormente la propria influenza in seno ad esso.
Secondo Reuters infatti, Sergio Marchionne è destinato a ricoprire un ruolo sempre più centrale anche nei confronti di Chrysler, che attualmente è anche -in piccola parte- nelle mani dei governi statunitense (8%) e canadese (2%). Il riassetto proprietario di Auburn Hills potrebbe avvenire prima del previsto.
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Fiat-Chrysler: la neonata alleanza tra i due costruttori darà vita al sesto gruppo automobilistico mondiale. Tuttavia “il matrimonio” sarà concluso solo nel giro dei prossimi 60 giorni: la casa americana infatti dovrà ultimare le procedure fallimentari previste nel definitivo piano di rilancio; ma arriveranno anche 3,5 miliardi di dollari di quegli 8 previsti nella nuova linea creditizia approvata dal governo USA.
I proprietari della “nuova Chrysler” saranno quindi Fiat (al 20%), i fondi pensione dei lavoratori (al 55%) e i Governi americano e canadese (al 10%). Fiat riceverà un ulteriore 15% (suddiviso in 3 parti) della casa americana al raggiungimento di determinati obiettivi commerciali. Potrà inoltre esercitare il suo diritto ad arrivare fino al 51% di Chrysler dal 1°gennaio 2013 al 30 giugno 2016. Tre dei nove membri del consiglio di amministrazione saranno direttamente nominati da Fiat che ne potrà nominare un quarto quando la sua quota in Chrysler salirà al 35%.
L’accordo tra Fiat e Chrysler è stato firmato, come appena comunicato dalla Casa Bianca, che ha anche confermato una bancarotta di 30-60 giorni per Detroit. “Non era la soluzione preferita”, dichiarano da Washington, ma la mancanza di un accordo con i piccoli creditori l’ha resa necessaria.
“L’UAW e le banche hanno accettato molti sacrifici. Nonostante questo non siamo stati in grado di raggiungere un accordo con tutti i creditori, ha spiegato un portavoce del governo. Durante il “Chapter 11″, il Tesoro USA verserà nelle casse di Chrysler 3-3,5 miliardi di dollari. Non ci saranno nè tagli, nè chiusure di impianti. E Fiat ”non avrà la maggioranza di Chrysler fino a quando non sarà restituito il suddetto prestito”.
Giunge quindi al termine la rincorsa che ha portato le due case ad incontrarsi, e che ha visto Obama spendere parole di stima nei confronti del gruppo italiano e del suo amministratore delegato Sergio Marchionne.
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L’accordo tra Fiat e Chrysler, secondo le anticipazioni appena pubblicate dal Corriere della Sera, è stato raggiunto. Il quotidiano cita proprie fonti certe che confermano come anche le ultime difficoltà sarebbero state superate. L’annuncio ufficiale dovrebbe arrivare durante la conferenza stampa del presidente degli Stati Uniti Barack Obama intorno alle 18 italiane. Obama si era detto ieri ottimista sull’intesa che, secondo alcune fonti vicine alla trattativa, potrebbe anche passare attraverso la bancarotta controllata, definita comunque “un passaggio rapido”.

«Se fossi uno scommettitore, punterei i miei soldi sulla bancarotta». Secondo quanto riferisce Ken Lewenza, presidente del Canadian Auto Workers (Caw), Sergio Marchionne non mostrerebbe alcuno stupore nel caso venisse applicato il Chapter 11 (legge sull’amministrazione controllata in vista del fallimento) nei confronti di Chrysler. E la frase riportata in precedenza lo dimostra.
Questa procedura, in ogni caso, non avrebbe nessuna ripercussione sulle trattative. Che sono quasi giunte al termine. Nonostante lo “scoglio” residuo sia il più acuminato: convincere i quattro grandi creditori (JPMorgan, Citigroup, Goldman Sachs e Morgan Stanley) ad una radicale ristrutturazione del debito.
Dagli attuali 6.9 miliardi si passerebbe a 2, con il 10% del totale azionario assegnato al governo. Il ricorso all’amministrazione controllata sarebbe obbligato nel caso i piccoli creditori rifiutino il piano. La suddivisione delle quote azionarie sarebbe pertanto la seguente: 55% al sindacato dei lavoratori, 35% a Fiat ed il restante 10% diviso fra governo e creditori.
Via | Repubblica (Grazie al nostro lettore “a1” per la segnalazione
Reuters ha appena riportato una notizia molto importante sul fronte Chrysler: secondo l’agenzia, i creditori del gruppo automobilistico americano ed il Governo di Washington si sono accordati, permettendo così probabilmente di evitare la procedura di bancarotta per Auburn Hills.
Secondo le ultime notizie, i creditori avrebbero accettato di ridurre i 6,9 miliardi di dollari che ancora devono riscuotere dalla casa automobilistica, scendendo fino a 2 miliardi. Ulteriori dettagli non sono al momento disponibili: mancano per esempio informazioni più precise riguardo un eventuale ingresso nel capitale di Chrysler LLC da parte delle banche. Finora, come abbiamo scritto poco fa, si sa che i soggetti creditori si spartiranno probabilmente con il governo americano il 10% della proprietà.
Mentre il raggiungimento dell’accordo tra creditori e Tesoro costituisce una base fondamentale per la riorganizzazione di Chrysler, l’accordo con Fiat, che pure sembra sempre più vicino, manca ancora dell’avallo definitivo del presidente Barack Obama, atteso entro il prossimo 30 aprile.
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I rappresentanti del sindacato americano UAW (United Auto Workers) hanno ratificato ieri in maniera unanime l’intesa con Fiat che prevede un taglio del costo del lavoro e delle retribuzioni per i propri rappresentati. In cambio di questa concessione, l’UAW riceverà il 55% della proprietà di Chrysler LLC ed un seggio in consiglio d’amministrazione per un rappresentante del fondo per le cure sanitarie dei lavoratori in pensione.
Dato oramai per certo che Fiat raggiungerà il 35% della proprietà, il rimanente 10% sarà spartito tra il governo USA e i creditori privati del gruppo, banche ed hedge funds. Le votazioni dell’UAW, attualmente in corso in tutto il paese, si concluderanno domani, e tutti gli analisti esprimono la propria fiducia verso una ratifica senza intoppi.
Via | LeftLane
Fiat ha compiuto nel corso del fine settimana un significativo passo verso l’accordo con Chrysler: dopo aver ottenuto l’intesa con il sindacato canadese CAW, è arrivata anche quella con lo statunitense UAW. La scadenza del 30 aprile è alle porte, ed il Lingotto è riuscito a muoversi entro i termini imposti dalla Casa Bianca.
Commentando il risultato, Chrysler ha dichiarato che “l’accordo preliminare con l’UAW costituisce la base per assicurare la competitività della casa e si rivela determinante per rispettare i paramentri imposti dal Dipartimento del Tesoro. Come conseguenza, Chrysler può continuare a lavorare sull’alleanza con Fiat.”
L’accordo inoltre, dovrebbe aprire le porte ad un nuovo aiuto statale per la casa di Auburn Hills. La ratifica definitiva da parte dell’UAW, dovrebbe avvenire mercoledì prossimo, ossia un giorno prima della “deadline” del 30 aprile. Qualora tutto dovesse andare secondo programma, Chrysler riceverà una sostanziosa iniezione di circa 6 miliardi di dollari per chiudere tutti gli aspetti dell’accordo con Torino.

Un vivace scambio di opinioni tra Günter Verheugen, il Commissario UE per l’Industria (di nazionalità tedesca) e Sergio Marchionne, che si è lamentato della mancanza di imparzialità mostrata dall’interlocutore riguardo il tentativo di scalata di Fiat su Opel, ha movimentato la giornata odierna: “Dal Commissario mi sarei aspettato un dialogo costruttivo con i produttori europei per risolvere i problemi dell’industria, invece di sentenze di morte, che decidono unilateralmente chi debba sopravvivere”.
Veniamo ai fatti: Günter Verheugen, nel corso di un’intervista rilasciata ad una radio tedesca, ha definito Fiat un gruppo “altamente indebitato” e si è chiesto polemicamente “dove il Lingotto troverà i soldi per portare aventi le operazioni Chrysler e Opel”.
Secca la replica dell’amministratore delegato Fiat, riportata da Repubblica: “Credevo che il suo ruolo a Bruxelles fosse super partes ed indipendente dalla nazionalità: è la seconda volta nel giro di pochi mesi che Verheugen esprime opinioni non costruttive per l’industria dell’auto, dopo aver affermato che non tutti i costruttori europei sopravviveranno. Queste affermazioni non aiutano a ristabilire solide basi sulle quali costruire il futuro del settore”.
«Giovedì, con Marchionne, valuteremo il procedere delle trattative». Il presidente di Fiat, Luca Cordero di Montezemolo, intervenuto durante la presentazione del Milano Design Village, ha commentato con un laconico «vediamo» la possibilità di registrare sviluppi concreti dal fronte americano sul volgere della settimana.
Prima di lasciarsi sfuggire un eloquente «non escludo possibili altre alleanze». Confermando in maniera implicita le insistenti ipotesi formulate da Paul Betts: l’editorialista del Fiancial Times, infatti, si chiede se a Fiat non convenga acquisire Opel e gli asset europei del gruppo General Motors.
Sebbene riconosca l’accordo con Chrysler come un’allettante opportunità per avere accesso al mercato nord-americano. Il Lingotto, sempre secondo Betts, potrebbe rivolgere le proprie attenzioni sul gruppo tedesco nel caso ad Auburn Hills tirasse aria di tempesta.
Via | Il Sole 24 Ore (Grazie al nostro lettore “libertino” per la segnalazione)
Jim Press, co-presidente di Chrysler, ha lasciato tutti a bocca aperta, presentandosi al Salone di New York a bordo di una Fiat 500. L’attenzione catalizzata su di sé è stata enorme, giacché questa uscita ha letteralmente fatto impazzire gli obiettivi delle fotocamere. E chi non si accontenta delle sole immagini, ecco il video che ha per protagonisti Press e il mitico cinquino.
Via | Autosblog.fr