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Tutti gli articoli con tag accordo fiat opel

Accordo Fiat-Opel: incontro fra Marchionne e la Merkel. Rilancio Magna

pubblicato da p.a.fina

Angela Merkel

Prima la smentita di Zu Guttenberg, ministro dell’economia. Poi il rilancio austro-canaedese. Ed infine l’incontro fra il cancelliere Angela Merkel e l’amministratore delegato Fiat, Sergio Marchionne. Aspettando la giornata di domani, in cui il Governo tedesco incontrerà (assieme ai governatori dei laender che ospitano gli stabilimenti Opel) i vertici delle cordate Magna e Ripplewood.

I numerosi colpi di scena nell’affaire hanno avvio da una dichiarazione di Guttemberg, captata dal quotidiano Bild: le tre proposte vengono definite «non economicamente sostenibili», tanto da introdurre l’ipotesi di una «liquidazione». Sarà poi compito di un portavoce chiarire l’equivoco: «Il documento citato proviene da una società esterna e non può essere attribuito al ministro».

Secondo quanto riporta il Frankfurter Allgemeinen Zeitung, Magna avrebbe ritoccato la propria offerta riducendo gli esuberi nello stabilimento di Bochum; il precedente piano implicava 2.200 tagli sui 2.500 posti di lavoro totali.
Via | Repubblica (Grazie al nostro lettore “a1” per la segnalazione)

Accordo Fiat-Opel: vertice del governo tedesco con Magna

pubblicato da p.a.fina

zu GuttenbergCome promesso dal ministro dell’economia zu Guttenberg, nella mattinata il governo tedesco si è riunito per proseguire le valutazioni relative al triplice piano salva-Opel. Con posizioni quasi stravolte rispetto alla settimana scorsa. Tanto da veder aumentare il partito dei favorevoli all’insolvenza.

Secondo quanto riporta il quotidiano Bild, ieri sera, nella cancelleria di Berlino, i vertici di Magna avrebbero promesso maggiori concessioni. Pare non esssere bastato: al termine dell’incontro, il cancelliere Angela Merkel avrebbe caldeggiato l’ipotesi Fiat. Divisi, invece, i suoi collaboratori: chi a favore del piano austro-canadese, chi per l’insolvenza. In questo scenario si inseriscono le dichiarazioni rilasciate alla Cnn dal premier Silvio Berlusconi, il quale esclude “motivazioni di antipatia” nel definire il partner.
Via | Repubblica (Grazie al nostro lettore “a1” per la segnalazione)

Magna rilancia su Opel ma la Merkel preferirebbe Fiat; Marchionne: "Duemila esuberi"

pubblicato da Omar Abu Eideh


Dopo Fiat, anche Magna spinge più in alto la sua offerta su Opel: in un primo tempo il gruppo canadese intendeva tagliare 2200 posti di lavoro a Bochum (in Nordreno-Vestfalia). Ma dopo il secco respingimento del governatore della regione Juergen Ruettgers, Magna avrebbe predisposto un tavolo di trattativa per correggere il tiro. Ora si parla di esuberi per un totale di 2500/2600 posti nei quattro impianti tedeschi di Opel.

Intanto voci di corridoio assicurano che Angela Merkel appoggerebbe con maggiore convinzione il piano presentato da Fiat. Ma il ministro dell’economia Karl Theodor zu Guttenberg tira il freno: “Ci troviamo ora con tre offerte per il rilevamento di Opel. Ma questo non significa che una di queste automaticamente e per forza abbia effetto. Prima dobbiamo essere sicuri che le considerevoli risorse fiscali, che dovremo impegnare per questo, non vadano perse”.

Intanto uno scatenato Marchionne continua il suo “lavoro ai fianchi”: secondo l’ad Fiat, gli esuberi alla Opel saranno al massimo 2000 (dagli attuali 25.000 a 23.000 posti di lavoro. Un numero di licenziamenti ben diverso da quello pronosticato nell’ultimo comunicato stampa). “Il nostro piano – afferma - soddisfa meglio di ogni altro tutti i criteri. Chiunque sappia far di conto, anche nel mondo politico, è in grado di verificarlo. E diversamente dai nostri concorrenti, il nostro piano è un bastione contro l’esodo di tecnologia automobilistica dalla Germania e dall’Italia. Le nostre cifre sono oneste e non nascondono costi, che alla fine ricadrebbero sulle spalle dei contribuenti tedeschi”.

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Accordo Fiat-Opel, zu Guttemberg: lunedì il primo esame delle offerte

pubblicato da p.a.fina

Karl-Theodor zu Guttenberg

Non mancano «tranquillità e fiducia per proseguire negli intenti di progetto». Nemmeno dopo una giornata negativa, in cui Roland Koch, premier dell’Assia, si è detto deluso dall’offerta italiana («la proposta di Magna soddisfa sia il mondo politico che i lavoratori»). L’amministratore delegato Fiat, Sergio Marchionne, ha comunque mostrato serenità.

Nonostante la classifica riportata dal quotidiano tedesco Der Spiegel: secondo le informazioni in possesso della testata, General Motors avrebbe collocato i progetti presentati da Magna e dal fondo Ripplewood davanti al piano torinese. Fra queste scaramucce proseguono quindi i colloqui, con ritmi tutt’altro che convulsi: il ministro dell’Economia Karl-Theodor zu Guttenberg ha infatti anticipato di voler presentare lunedì mattina una prima valutazione dei progetti.
Via | Il Sole 24 Ore e Corriere

Accordo Fiat-Opel, Marchionne: la capacità degli stabilimenti dovrà essere ridotta del 20%

pubblicato da p.a.fina

Sergio Marchionne

«Dovremo ridurre del 20% la capacità produttiva». Sergio Marchionne, amministratore delegato del brand Fiat, ha reso noto il principale focus da raggiungere per garantire la redditività del gruppo Fiat-Gm Europe. Questo ridimensionamento post-integrazione, come si è premurato di sottolineare lo stesso ad, non presuppone un contestuale calo della forza produttiva.

Intervistato dall’edizione on-line del quotidiano tedesco Der Spiegel, Marchionne ha poi sottolineato che il Lingotto dovrà coprire tutti gli oneri pensionistici della filiale europea di General Motors, per oltre 4 miliardi di Euro.
Via | Borsaitaliana (Grazie al nostro lettore “Alfista allo stato puro” per la segnalazione)

Accordo Fiat-Opel, la stampa tedesca insiste: il marchio Lancia è destinato a sparire

pubblicato da p.a.fina

Logo LanciaIl quotidiano Automobilwoche ne è sicuro: Lancia è destinata alla soppressione. La quasi nulla autorevolezza della fonte, tuttavia, consente di nutrire più di un dubbio a riguardo: una misteriosa “gola profonda”, spacciatasi come vicina all’amministratore delegato Fiat Sergio Marchionne, avrebbe svelato tutti i retroscena alla carta stampata tedesca.

Perché sullo sfondo, ovviamente, vi è l’accordo fra Fiat ed Opel. Con la volontà di mantenere il gruppo acquisito quale “marchio forte”, rispettando così le volontà di Marchionne; in quest’ottica, il “taglio” di Lancia sarebbe altresì inevitabile. Ma in Germania non si considera un “piccolo” dettaglio: il brand torinese raggiunge le centomila immatricolazioni annue con uno appoggio – economico, logistico, strutturale – ridotto al minimo. Ben diverso ipotizzare una futura collaborazione con Chrysler e, perché no?, Saab.
Via | Ansa (Grazie al nostro lettore “lino.74” per la segnalazione)

Cessione Opel: interessato all'acquisto anche il fondo Ripplewood

pubblicato da Lorenzo Corsani

nuova Opel Astra - ricostruzioni grafiche

Secondo il giornale tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, dopo Magna e Fiat, General Motors ha un nuovo acquirente per Opel: il fondo Ripplewood. Si tratta di una società di private equity americana che attraverso la divisione europea RHJ International ha partecipazioni nella Honsel, fornitrice di parti in alluminio.

Nel frattempo Magna dovrà presentare entro breve un piano maggiormente dettagliato: in caso di successo di questa trattativa, la russa Gaz avrebbe il 30,1 %, Magna il 19,9 %, mentre il 40 % rimarrebbe nella mani di GM. I vantaggi sarebbero legati all’apertura dei mercati russi e l’uso degli stabilimenti di Nizhni Novgorod: del resto il progetto dell’auto low cost con marchio Wartburg era già nell’aria indipendentemente dall’accordo. Fiat nel frattempo, forte della sua dettagliata proposta, aspetta l’esito degli eventi e smentisce per voce del responsabile delle attività brasiliane Cledorvino Belini, qualunque interessamento alle attività sud americane di GM.

nuova Opel Astra - ricostruzioni grafichenuova Opel Astra - ricostruzioni grafichenuova Opel Astra - ricostruzioni grafichenuova Opel Astra - ricostruzioni grafiche

Via | Autolinknews.com

Accordo Fiat-Opel: nessun impianto verrà chiuso, ma si razionalizzerà la produzione

pubblicato da Dario Montrone

Accordo Fiat-Opel

Il ‘Piano Fenice’, vale a dire la strategia che Sergio Marchionne ha presentato nei giorni scorsi alle autorità tedesche per rilevare GM Europe, eviterà il più possibile traumi sociali. Contrariamente alle indiscrezioni circolate nei giorni scorsi, il piano Fiat per Opel non prevede chiusure di stabilimenti nel breve termine, ma punta su una “riduzione graduale della capacità produttiva”, valutata attorno al 22%. Quindi, più che ad una chiusura di impianti, si assisterà ad una razionalizzazione della produzione, con la chiusura graduale di linee produttive in ogni stabilimento.

Nel dettaglio, Marchionne è intenzionato ad utilizzare questa strategia: la capacità produttiva dovrebbe essere ridotta in modo soft attraverso il blocco del turn over e gli ammortizzatori sociali. Parallelamente partirà la riorganizzazione produttiva per ridurre i costi realizzando sulle stesse linee auto di marchi diversi. Lo stabilimento di Termini Imerese - dove oggi viene assemblata la Lancia Ypsilon - non chiuderà i battenti ma avrà “una nuova missione”, alla luce anche della concessione di un finanziamento di 46 milioni di euro da parte della UE. Analogamente, il piano prevede una nuova missione anche per la fabbrica inglese di Luton, dove oggi GM produce i veicoli commerciali Opel in joint-venture con Renault.

Il motto di Marchionne è “snellire le fabbriche piuttosto che chiuderle”. Un’operazione che costerà circa 250 milioni all’anno, anche se la fusione con Opel frutterebbe risparmi per un miliardo di euro all’anno, secondo quanto rivelato dallo stesso Marchionne al settimanale Economist. Comunque, l’ad Fiat ha fatto capire al governo di Berlino che la prima fase della razionalizzazione riguarderà una sola fabbrica sulle quattro tedesche di Opel, cioè la fabbrica di motori di Kaiserslautern. Altri tagli dovrebbero esserci per lo stabilimento belga di Anversa.

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Accordo Fiat-Opel: rischio chiusura per due stabilimenti italiani

pubblicato da p.a.fina

Logo FiatPer concludere l’accordo con Opel, Fiat prevede la chiusura di due stabilimenti italiani. Uno al nord, l’altro al sud. Queste indiscrezioni vengono riportate dalla quotidiano tedesco Handelsblatt nella sua edizione odierna. Il Lingotto, al momento, non ha ancora commentato la notizia.

Secondo una persona coinvolta nelle trattative, sarebbe a rischio anche lo stabilimento tedesco di Kaiserslautern, mentre subiranno ridimensionamenti gli impianti di Ruesselsheim e Bochum. Oggetto di tagli anche le fabbriche di Saragoza (Spagna), Trollhaettan (Svezia), Anversa (Belgio); a rischio Luton (Inghilterra) e Graz (Austria). Immuni dalla “buriana” i siti in Francia, Polonia, Grecia e Serbia.
Via | Repubblica (Grazie al nostro lettore “a1” per la segnalazione)

Fiat e USA: da salvata a salvatrice

pubblicato da Dario Montrone

Fiat e USA: da salvata a salvatrice

13 marzo 2000: viene firmato l’accordo tra Fiat Auto e General Motors. La Casa di Detroit entrò in possesso del 20% di azioni del Lingotto; allo stesso tempo, il gruppo di Torino ricevette circa il 5% del capitale di GM. Il rispettivo scambio di pacchetti azionari servì per far nascere le due joint-venture “Fiat GM Powertrain” e “Fiat GM Purchasing”, finalizzate ad un abbattimento dei costi di progettazione e forniture per entrambi i gruppi automobilistici. Questo accordo fu benvenuto nell’ambiente finanziario perché, secondo gli analisti, Fiat si era assicurata così un futuro più certo: “l’America aveva salvato l’industria automobilistica italiana”, gridò qualcuno.

Poi, sappiamo tutti come andò: Fiat Auto, alcuni mesi dopo la sigla dell’intesa con GM, entrò in una grave crisi, una delle più forti che abbia mai colpito il Lingotto nel secondo dopoguerra. Quasi tutti davano Fiat per spacciata e la famiglia Agnelli ormai propensa a disfarsi del settore auto, anche perché poteva essere esercitato un diritto di opzione per cedere il restante 80% a General Motors, tra il 24 gennaio 2004 e il 23 luglio 2009. Ma il matrimonio siglato qualche anno prima con gli americani cominciò a scricchiolare: nel 2003, GM decise di non sottoscrivere l’aumento di capitale di Fiat, riducendo così il proprio pacchetto azionario al 10%. Ma la clausola contenuta nell’accordo si rivelerà, poi, “un asso nella manica” per Fiat. Grazie all’abilità di Sergio Marchionne, il 14 febbraio 2005 Fiat riesce a “divorziare” da GM, ottenendo tra l’altro la restituzione della quota del 10%, lo scioglimento delle joint-venture e 1,55 miliardi di euro come controvalore del put.

30 aprile 2009: viene firmato l’accordo tra Fiat e Chrysler. La Casa torinese entra in possesso del 20% del gruppo di Auburn Hills - che in seguito salirà al 35% - in cambio di piattaforme e tecnologie utili a Chrysler per poter sviluppare auto a basso impatto ambientale, come espressamente chiesto dalla Casa Bianca per poter ottenere il prestito federale. E così, questa volta la situazione si è capovolta ed i ruoli si sono invertiti: “Fiat salva l’industria automobilistica americana”, dovremmo esclamare noi italiani. Ma non solo direttamente: infatti, se dovesse andare in porto anche il “Piano Opel” - negli ultimi giorni allargatosi all’acquisto anche di Saab e Vauxhall - ne beneficerebbe pure la General Motors, perché Fiat rileverebbe tutte le attività di GM Europe, filiale europea dell’ormai ex colosso di Detroit.

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Fiat Group Automobiles: futuro da gigante dell'auto?

pubblicato da Dario Montrone

Fiat Group Automobiles: futuro da gigante dell'auto?

Dopo la sigla dell’accordo con Chrysler e l’annuncio dell’interessamento ufficiale nei confronti di Opel, Marchionne pone le basi per dare a Fiat il futuro che le spetta, visto che secondo lo stesso manager italo-canadese sopravviveranno a questa crisi solo i gruppi automobilistici che producono complessivamente più di 6 milioni di veicoli l’anno.

Proprio stamattina, sulla prima pagina del quotidiano londinese “Financial Times” spicca un pomposo titolo che sottolinea al meglio tutte le ambizioni del gruppo torinese: ”Il piano della Fiat per creare un gigante europeo dell’automobile”. Oggi potrebbe essere un’altra giornata storica per il Lingotto, perché Marchionne è volato a Berlino per cercare di trovare un accordo per l’acquisizione di Opel. Infatti, l’amministratore delegato di Fiat è atteso ad un colloquio con i sindacati tedeschi e il Cancelliere Angela Merkel.

L’autorevole quotidiano inglese spiega, inoltre, i dettagli del piano che porterà Fiat ad essere protagonista nel panorama automobilistico mondiale: ”Marchionne vuole separare dal maggiore gruppo industriale italiano le attivita’ auto dalle altre divisioni per integrarle con Opel/Vauxhall, Saab, oltre ad altre divisioni europee della GM e la partecipazione in Chrysler. Ciò porterebbe alla creazione di un gruppo con 80 miliardi di fatturato e vendite tra i 6 e i 7 milioni di veicoli all’anno, secondo solamente a Toyota e ben piu’ di Renault/Nissan, Ford Motor Company, General Motors e molto di più rispetto a VAG”.

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Fiat: da lunedì partono le trattative con Opel

pubblicato da p.a.fina

Sergio MarchionneCome riportano i principali organi d’informazione, l’amministratore delegato Fiat, Sergio Marchionne, lunedì si recherà a Berlino per avviare le trattative con Opel. In particolare, il dirigente italo-canaedese verrà ricevuto dal ministro dell’Economia, Karl-Theodor zu Guttenberg, e dal collega degli Esteri, Frank-Walter Steinmeier.

Secondo il quotidiano Sueddeutsche Zeitung, che cita una fonte inserita negli “ambienti aziendali”, Marchionne presenterà un piano per acquisire gli impianti di Ruesselheim, Eisenach, Kaiserslautern e Bochum, non escludendo di doverli ridimensionare. Seduto al tavolo delle trattative anche Klaus Franz, a capo del “consiglio di fabbrica” che rappresenta i lavoratori.
Via | Repubblica