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Tutti gli articoli con tag accordo fiat chrysler

Accordo Fiat-Chrysler: Marchionne chiude. Ed intanto guarda a PSA

pubblicato da p.a.fina

Sergio Marchionne

Montezemolo dixit: nell’affaire Opel, il piano B è «pura semplificazione giornalistica». Sergio Marchionne, amministratore delegato Fiat, si è così dedicato alla definitiva chiusura dell’affaire Chrysler: il giudice newyorkese Arthur Gonzalez ha approvato la vendita degli ultimi asset. Il Fondo pensionistico dell’Indiana, però, ha pronta la controffensiva: si preannuncia ricorso in appello per contestare il rimborso (stabilito in precedenza) di 29 cents per Dollaro prestato al gruppo di Auburn Hills.

Raggiunto l’accordo, il Lingotto potrà organizzare il futuro della nuova Chrysler. Che non sarà l’unico punto focale: Marchionne prosegue nel proprio dogma “6 milioni”, cercando di estendere in Europa l’esigenza industriale perseguita con Opel. e per questo motivo si intensificano i contatti con il gruppo PSA.
Via | Repubblica (Grazie al nostro lettore “darkeyed” per la segnalazione)

Chrysler: alcune parti dell'azienda rimarranno in bancarotta per due anni

pubblicato da Fabio Sciarra

logo chrysler Chrysler uscirà dalla bancarotta nel giro di due mesi, a partire dallo scorso 30 aprile. Questo è quanto da tempo scriviamo. Ma oggi si apprende che non tutte le parti dell’azienda attraverseranno un periodo così breve prima di uscire dalla fase attuale. Alcuni “rami secchi” di Chrysler rimarranno congelati per ben due anni, prima di tornare operativi. Ma Fiat non avrà nulla a che fare con questi settori improduttivi di Auburn Hills.

Com’è possibile? Semplice: l’azienda verrà smembrata e divisa in due parti, creando una “bad company”, come del resto era stato ipotizzato durante le lunghe trattative tra Torino e Detroit. La parte produttiva e vitale della casa sarà ceduta a Fiat, l’altra, costituita dagli asset meno promettenti, rimarrà come detto in bancarotta.

“C’è bisogno di anni per dirimere tutte le controversie attorno agli asset invenduti della “bad Chrysler” -come l’ha già etichettata Bloomberg- “a causa delle tantissime difficoltà commerciali e legali, con i concessionari e con i dipendenti”. Di tutto questo si farà carico la “bad company”, oltre che dei debiti della casa, che sono pari a 9,4 miliardi di dollari, 4,5 dei quali sono dovuti al governo di Washington.

Ford Ka: negli USA grazie all'arrivo della Fiat 500 ?

pubblicato da Lorenzo Corsani

Tutte le foto ufficiali della nuova Ford Ka

Secondo il Detroit Free Press, l’accordo Fiat-Chrysler potrebbe portare giovamenti anche alla concorrente Ford, con l’arrivo sul mercato americano della Ford Ka. Se davvero Chrysler costruisse la 500 a Toluca in Messico, potrebbe esserci spazio per un ampliamento degli accordi, così come accade oggi nello stabilimento polacco di Tichy dove 500 e Ka sono assemblate insieme.

Ford ha appena iniziato a pubblicizzare la nuova Fiesta in America ed un suo successo aprirebbe la strada alla più piccola Ka, da posizionare ad un livello più basso di prezzo. E’ ovvio che al momento si tratta solo di una ipotesi e che non affatto “logico” che la joint venture europea possa ripetersi senza colpo ferire sul mercato Americano, ma quel che è certo è che l’interesse per le utilitarie non è mai stato così alto da anni nel nuovo continente.

Tutte le foto ufficiali della nuova Ford KaTutte le foto ufficiali della nuova Ford KaTutte le foto ufficiali della nuova Ford KaTutte le foto ufficiali della nuova Ford Ka

Via | Autoblog.com

Accordo Fiat-Chrysler: ecco i modelli Alfa Romeo e Fiat che sbarcheranno negli USA

pubblicato da Dario Montrone

Fiat Grande Punto MY08

Grazie ai documenti che Chrysler ha consegnato ai tribunali statunitensi per avviare le pratiche di procedura fallimentare controllata secondo le norme di “Chapter 11″, sono stati scoperti i modelli Alfa Romeo e Fiat che a breve sbarcheranno negli Stati Uniti. Robert Manzo, Executive Director di Capstone Advisory Group, ha dichiarato ufficialmente che le Fiat 500, Panda, Grande Punto e le Alfa Romeo MiTo e Milano saranno le prime auto del Lingotto che verranno assemblate negli USA e rimetteranno in sesto le finanze di Chrysler.

Se MiTo, Milano e 500 sin da subito sono state indicate come vetture ideali per lo sbarco americano, una grande novità è rappresentata dalla decisione di esportare oltreoceano anche Grande Punto e Panda, anche se quest’ultima dovrebbe essere griffata con il brand Jeep e quindi disponibile solo nelle versioni 4×4, come anticipammo qualche giorno fa. Tom LaSorda, co-presidente dimissionario di Chrysler, ha aggiunto che verrà sviluppata una futura Chrysler basata sulla piattaforma C-Evo di Fiat.

Ma non finisce qui. Infatti, nelle documentazioni presentate alla Corte vengono menzionati anche motori e cambi che verranno costruiti in America: i propulsori prossimi al debutto sono il 1.4 T-Jet a quattro cilindri e il nuovo diesel 3.0 V6, mentre è prevista l’adozione del nuovo cambio sequenziale a doppia frizione DDC in sostituzione del cambio automatico Getrag, utilizzato attualmente su quasi tutte le vetture Chrysler.

Nuova Fiat 500 - esterniFiat Panda 4x4 GlamAlfa MiTo: tutte le immaginiLe nuove foto spia dell'Alfa 149

Via | Autoblog.com

Fiat e USA: da salvata a salvatrice

pubblicato da Dario Montrone

Fiat e USA: da salvata a salvatrice

13 marzo 2000: viene firmato l’accordo tra Fiat Auto e General Motors. La Casa di Detroit entrò in possesso del 20% di azioni del Lingotto; allo stesso tempo, il gruppo di Torino ricevette circa il 5% del capitale di GM. Il rispettivo scambio di pacchetti azionari servì per far nascere le due joint-venture “Fiat GM Powertrain” e “Fiat GM Purchasing”, finalizzate ad un abbattimento dei costi di progettazione e forniture per entrambi i gruppi automobilistici. Questo accordo fu benvenuto nell’ambiente finanziario perché, secondo gli analisti, Fiat si era assicurata così un futuro più certo: “l’America aveva salvato l’industria automobilistica italiana”, gridò qualcuno.

Poi, sappiamo tutti come andò: Fiat Auto, alcuni mesi dopo la sigla dell’intesa con GM, entrò in una grave crisi, una delle più forti che abbia mai colpito il Lingotto nel secondo dopoguerra. Quasi tutti davano Fiat per spacciata e la famiglia Agnelli ormai propensa a disfarsi del settore auto, anche perché poteva essere esercitato un diritto di opzione per cedere il restante 80% a General Motors, tra il 24 gennaio 2004 e il 23 luglio 2009. Ma il matrimonio siglato qualche anno prima con gli americani cominciò a scricchiolare: nel 2003, GM decise di non sottoscrivere l’aumento di capitale di Fiat, riducendo così il proprio pacchetto azionario al 10%. Ma la clausola contenuta nell’accordo si rivelerà, poi, “un asso nella manica” per Fiat. Grazie all’abilità di Sergio Marchionne, il 14 febbraio 2005 Fiat riesce a “divorziare” da GM, ottenendo tra l’altro la restituzione della quota del 10%, lo scioglimento delle joint-venture e 1,55 miliardi di euro come controvalore del put.

30 aprile 2009: viene firmato l’accordo tra Fiat e Chrysler. La Casa torinese entra in possesso del 20% del gruppo di Auburn Hills - che in seguito salirà al 35% - in cambio di piattaforme e tecnologie utili a Chrysler per poter sviluppare auto a basso impatto ambientale, come espressamente chiesto dalla Casa Bianca per poter ottenere il prestito federale. E così, questa volta la situazione si è capovolta ed i ruoli si sono invertiti: “Fiat salva l’industria automobilistica americana”, dovremmo esclamare noi italiani. Ma non solo direttamente: infatti, se dovesse andare in porto anche il “Piano Opel” - negli ultimi giorni allargatosi all’acquisto anche di Saab e Vauxhall - ne beneficerebbe pure la General Motors, perché Fiat rileverebbe tutte le attività di GM Europe, filiale europea dell’ormai ex colosso di Detroit.

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Chrysler: ecco come pubblicizza l'accordo con Fiat

pubblicato da Dario Montrone

Pubblicità Accordo Fiat Chrysler

Chrysler ha dato il via ad una campagna pubblicitaria per promuovere la sua nuova era, iniziata qualche giorno fa con la sigla dello storico accordo tra la Casa di Auburn Hills e Fiat. “We’re building a New Car Company” è lo slogan che campeggia a caratteri cubitali. A sostegno del nuovo claim sono poste in evidenza tre vetture, rappresentanti del nuovo corso di Chrysler ed espressione di ogni brand del nuovo partner del Lingotto.

Le auto raffigurate nella pubblicità cartacea sono: la nuova Jeep Grand Cherokee, presentata a New York e attesa per il 2011; la Chrysler 200C Concept e la Dodge Circuit EV Concept. I più maligni hanno accolto la nuova campagna pubblicitaria di Chrysler con parole poco gentili: infatti, secondo loro la Casa di Detroit ha lanciato questa pubblicità più per annunciare la loro sopravvivenza piuttosto che concentrasi sull’intesa con Fiat. Infatti, il nome della Casa torinese viene menzionato solo nel testo con caratteri piccoli che si trova sotto l’immagine delle tre automobili.

Via | Autoblog.com

Chrysler: Bob Nardelli e Tom La Sorda si dimettono

pubblicato da Lorenzo Corsani

Tom la Sorda e Bob Nardelli

Due personaggi chiave di Chrysler sono pronti a lasciare: il CEO Bob Nardelli uscirà di scena non appena terminerà il periodo di bancarotta pilotata, mentre il co-presidente Tom La Sorda è uscito con effetto immediato. Confermato quindi l’accordo con Fiat, Chrysler vede subito le prime rivoluzioni interne: Nardelli, in carica dal 2007, ha deciso autonomamente di uscire dal gruppo, prendendo le distanze dalla scelta forzata del “collega” Rick Wagoner in General Motors.Tom La Sorda, in carica dal 2007, si occupava si gestire rapporti con fornitori ed impiegati ed in passato aveva ricoperto la carica di CEO poi passata a Nardelli.

Via | Leftlanenews

Fiat Group Automobiles: futuro da gigante dell'auto?

pubblicato da Dario Montrone

Fiat Group Automobiles: futuro da gigante dell'auto?

Dopo la sigla dell’accordo con Chrysler e l’annuncio dell’interessamento ufficiale nei confronti di Opel, Marchionne pone le basi per dare a Fiat il futuro che le spetta, visto che secondo lo stesso manager italo-canadese sopravviveranno a questa crisi solo i gruppi automobilistici che producono complessivamente più di 6 milioni di veicoli l’anno.

Proprio stamattina, sulla prima pagina del quotidiano londinese “Financial Times” spicca un pomposo titolo che sottolinea al meglio tutte le ambizioni del gruppo torinese: ”Il piano della Fiat per creare un gigante europeo dell’automobile”. Oggi potrebbe essere un’altra giornata storica per il Lingotto, perché Marchionne è volato a Berlino per cercare di trovare un accordo per l’acquisizione di Opel. Infatti, l’amministratore delegato di Fiat è atteso ad un colloquio con i sindacati tedeschi e il Cancelliere Angela Merkel.

L’autorevole quotidiano inglese spiega, inoltre, i dettagli del piano che porterà Fiat ad essere protagonista nel panorama automobilistico mondiale: ”Marchionne vuole separare dal maggiore gruppo industriale italiano le attivita’ auto dalle altre divisioni per integrarle con Opel/Vauxhall, Saab, oltre ad altre divisioni europee della GM e la partecipazione in Chrysler. Ciò porterebbe alla creazione di un gruppo con 80 miliardi di fatturato e vendite tra i 6 e i 7 milioni di veicoli all’anno, secondo solamente a Toyota e ben piu’ di Renault/Nissan, Ford Motor Company, General Motors e molto di più rispetto a VAG”.

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Accordo Fiat-Chrysler: le possibili strategie future per modelli e fabbriche

pubblicato da Dario Montrone

Accordo Fiat-Chrysler: le possibili strategie future per modelli e fabbriche

Dopo l’annuncio del Presidente USA Barack Obama sulla sigla dell’accordo tra Fiat e Chrysler, ecco le possibili strategie che verranno messe in atto nel prossimo futuro da parte delle due case per quanto riguarda modelli e fabbriche. Dalle prime indiscrezioni trapelate, sarà l’Alfa Romeo a godere dei primi benefici di questo accordo. Sono due le vetture che la Casa del biscione potrebbe assemblare negli Stati Uniti: Milano e Giulia, eredi rispettivamente di 147 e 159. La Milano dovrebbe essere commercializzata a partire dal 2010, mentre la Giulia - che sarà declinata nelle varianti berlina e Sportwagon - sarà pronta non prima del 2011.

Le auto basate sulle piattaforme Fiat di segmento A - tra cui la 500 e una piccola Jeep derivata dalla Panda 4×4 - dovrebbero essere prodotte nella fabbrica messicana di Toluca. A Belvidere III, in Illinois, potrebbero essere assemblate le future generazioni di Chrysler Sebring e Dodge Avenger. Così, entro il 2013, la Chrysler dovrebbe giungere a produrre circa 500-600 mila vetture l’anno basate sulle piattaforme del gruppo torinese.

Restano da definire, comunque, le innumerevoli sinergie che possono essere messe in piedi, soprattutto per quanto riguarda lo scambio di know how su motori e altre parti meccaniche. Dando un’occhiata al portfolio delle due Case, si deduce che Chrysler, Jeep e Dodge forniranno i pianali per grandi berline, ammiraglie e Suv, mentre Fiat, Abarth, Alfa Romeo e Lancia dispongono di ottime piattaforme per compatte, citycar e crossover.

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Accordo Fiat-Chrysler, gli aggiornamenti in vista dell'annuncio: Auburn Hills verso 1-2 mesi di bancarotta pilotata

pubblicato da Fabio Sciarra

accordo fiat chrysler Indipendentemente dall’accordo con Fiat, Chrysler avrebbe deciso di chiedere comunque la protezione dai creditori ricorrendo al Chapter 11 della legislazione fallimentare americana, che regola l’amministrazione controllata. Secondo Bloomberg, che cita “un funzionario dell’amministrazione Obama”, a far scattare il ricorso alla procedura fallimentare sarebbe stata la mancata adesione da parte di alcuni piccoli creditori. Secondo una fonte dell’amministrazione USA la bancarotta pilotata potrebbe durare uno o due mesi. Nel corso del pomeriggio tutti gli aggiornamenti.

Accordo Fiat-Chrysler: è arrivata l'intesa

pubblicato da Fabio Sciarra

accordo fiat chrysler L’accordo tra Fiat e Chrysler, secondo le anticipazioni appena pubblicate dal Corriere della Sera, è stato raggiunto. Il quotidiano cita proprie fonti certe che confermano come anche le ultime difficoltà sarebbero state superate. L’annuncio ufficiale dovrebbe arrivare durante la conferenza stampa del presidente degli Stati Uniti Barack Obama intorno alle 18 italiane. Obama si era detto ieri ottimista sull’intesa che, secondo alcune fonti vicine alla trattativa, potrebbe anche passare attraverso la bancarotta controllata, definita comunque “un passaggio rapido”.

Accordo Fiat-Chrysler: l'UAW ratifica l'intesa e riceverà il 55% delle azioni

pubblicato da Fabio Sciarra

accordo fiat chrysler I rappresentanti del sindacato americano UAW (United Auto Workers) hanno ratificato ieri in maniera unanime l’intesa con Fiat che prevede un taglio del costo del lavoro e delle retribuzioni per i propri rappresentati. In cambio di questa concessione, l’UAW riceverà il 55% della proprietà di Chrysler LLC ed un seggio in consiglio d’amministrazione per un rappresentante del fondo per le cure sanitarie dei lavoratori in pensione.

Dato oramai per certo che Fiat raggiungerà il 35% della proprietà, il rimanente 10% sarà spartito tra il governo USA e i creditori privati del gruppo, banche ed hedge funds. Le votazioni dell’UAW, attualmente in corso in tutto il paese, si concluderanno domani, e tutti gli analisti esprimono la propria fiducia verso una ratifica senza intoppi.

Via | LeftLane