Il gruppo industriale Rhj, controllato dal fondo americano Ripplewood, avrebbe presentato a General Motors una nuova offerta per assicurarsi la maggioranza della quota azionaria Opel. Secondo quanto riferisce il Financial Times, Arnaud Denis, portavoce della compagnia belga, avrebbe fornito al governo tedesco maggiori garanzie, sintetizzabili nei 3.8 miliardi di Euro (contro i 4.5 richiesti da Magna) richiesti in aiuti.
Le trattative, però, stanno per infiammarsi: Sberbank e Gaz, entrambe in seria difficoltà, potrebbero “invitare” Magna a disimpegnarsi, mentre Baic paga gravi insufficienze tecniche ed industriali. In questo “quadretto”, l’unica a sorridere è Fiat: seduta sul ciglio del fiume, con una proposta ancora (volontariamente) immutata, aspetta sorniona.
Via | Ansa
Beijing Auto avrebbe presentato a General Motors un’offerta “formidabile” per assicurarsi Opel. Secondo quanto riporta l’edizione on-line del Wall Street Journal, la proposta cinese prevede un esborso pari a 920 milioni di Dollari (660 milioni di Euro), evitando la chiusura di stabilimenti in Germania. Inoltre, al Governo Tedesco verranno chiesti aiuti per “soli” 2.64 miliardi di Euro (contro i 4.5 di Magna).
«General Motors ha apprezzato la serietà dei dirigenti Beijing – commenta un fonte anonima, vicina al gruppo statunitense –, e l’abilità nel trovare soluzioni alternative». La posizione di vantaggio acquisita dal gruppo austro-canaedese viene così ridiscussa.
Via | Motori24 (Grazie al nostro lettore “Andrewtheboss” per la segnalazione)
«E’ solo una questione di dettagli». Secondo Carl-Peter Forster, numero uno di General Motors Europe, l’intesa fra Magna e Opel verrà raggiunta entro la metà di luglio. «Dopo l’incontro tra i rispettivi numeri uno – spiega il manager –, sono convinto che in tempi brevi si possa stipulare l’accordo complessivo». Come auspicato da Siegfried Wolf, amministratore delegato del gruppo austro-canaedese, secondo cui la vendita sarà effettiva entro un paio di settimane.
Il governo tedesco ha tuttavia ribadito di voler prendere in esame eventuali nuove offerte. «Ci sono un sacco di persone che parlano pur non avendo nulla da dire – commenta piccato Forster –: Magna ha un vantaggio ormai incolmabile».
Via | Il Sole 24 Ore (Grazie al nostro lettore “Ingegnere85″ per la segnalazione)

Le trattative per l’acquisto delle attività di Opel sono ancora aperte. Il perfezionamento dell’accordo tra la Casa tedesca e Magna è previsto per settembre, ma tra il gruppo austro-canadese e General Motors ci sono ancora dei dettagli da porre ben in chiaro. Una su tutte è la questione relativa allo sfruttamento della tecnologia GM sulle Fuel Cell che la Casa di Detroit non vuole cedere. Inoltre, GM vorrebbe mantenere una quota in Opel, per poi poter riprenderne il controllo se la situazione societaria dovesse migliorare.
In attesa di chiarire la situazione, proseguono i contatti con le altre società interessate ad Opel. Fiat, Baic e RHJ hanno confermato la loro volontà ad acquisire la Casa tedesca che, ogni giorno, perde 5 milioni di euro e rischia di esaurire il prestito federale di 1,5 miliardi di euro concesso dal governo ben prima del termine fissato al 27 settembre. Marchionne, intanto, ha fatto sapere che l’offerta per Opel non è cambiata. Al massimo verranno rivisti alcuni punti proprio alla luce delle grosse perdite che la Casa tedesca registra ogni giorno. Ma la volontà di preservare più posti di lavoro possibili e non chiudere alcuna fabbrica tedesca resta sempre nel piano messo in piedi dal lingotto.
Via | Autoblog.com
«Non credo si possa migliorare la nostra offerta». Sergio Marchionne, amministratore delegato Fiat, commenta le indiscrezioni del quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, secondo cui vi sarebbero nuovi rilanci per assicurarsi il marchio Opel.
«E’ la soluzione più razionale», spiega il manager italo-canaedese, il quale poi ammette di aver sentito che «fra Opel e Magna non sta andando molto bene», complici anche i 5 milioni di Euro persi ogni giorno dal costruttore tedesco(contro i 2-3 finora preventivati).
Via | Repubblica
Il presidente General Motors Fritz Henderson, confermando quanto detto dal ministro tedesco Zu Guttemberg e della stessa Merkel, ha confermato che ” Stiamo negoziando con Magna, ma non abbiamo sottoscritto un’intesa vincolante. Saremmo quindi pronti ad intavolare nuove trattative”.
Prosegue quindi la “telenovela” Opel, con Marchionne che sta alla finestra in attesa di sviluppi e Magna che fornisce nuovi dati e prospettive per la ripresa delle attività. Tra gli elementi di discussioni resta Vauxhall, visto che il governo inglese teme ripercussioni per le proprie fabbriche e Magna sembra più concentrata verso la produzione in Russia, grazie al partner Gaz. Si parla infatti di produrre circa 350.000 veicoli marchiati Chevrolet sul territorio russo a partire dal 2014, ma la Commissione Europea si è già attivata, temendo eccessivi vantaggi per i paesi dell’est rispetto a quelli dell’unione, dove si trovano attualmente i siti produttivi.
«Non abbiamo ancora terminato i colloqui con potenziali investitori». Karl-Theodor zu Guttenberg, ministro tedesco dell’Economia, ha così voluto aprire un nuovo spiraglio a Fiat. Ma anche al «gruppo cinese Baic ed altre realtà, di cui non parlerò in questa sede», ha precisato il collega inglese Peter Mandelson durante una conferenza congiunta.
Frasi sibilline, a cui risponde Roland Berger, membro del consiglio d’amministrazione Fiat: «Il piano industriale presentato da Fiat mira a creare un gruppo globale dalla notevole solidità: nulla è ancora definito». E la pensa allo stesso modo anche il premier Silvio Berlusconi, che ha ammesso di tifare per il Lingotto.
Via | Reuters e Repubblica
«Il nostro interesse per Opel non è venuto meno». Anche se, chiosa l’amministratore delegato Fiat Sergio Marchionne, «non dipende più da noi». Interpellato a margine della festa dei Carabinieri, a Torino, il manager ha confermato l’interesse per il costruttore tedesco, sottolineando come «tecnicamente (la trattativa, nda) non si chiusa».
Inoltre, secondo quanto riporta il quotidiano tedesco Handelsblatt, General Motors vorrebbe imporre a Magna il pagamento di una penale per l’utilizzo di vari brevetti: ai 6.5 miliardi in diritti, si dovrebbero ancora aggiungere 500 milioni complessivi per azioni privilegiate.
Via | Corriere (Grazie ai nostri lettori “spang!” e “NickNick” per la segnalazione)
Il Ministro dell’Economia tedesco Karl-Theodor zu Guttemberg ha ribadito nel pomeriggio che l’accordo raggiunto con Magna sul finire di settimana scorsa “non è vincolante”. Ad affermarlo per prima era stata Angela Merkel in persona, che si era espressa ieri riguardo la nuova partnership Magna-Opel.
“L’acquisizione di Magna è concreta come può esserlo un memorandum d’intesa non vincolante” ha dichiarato zu Guttemberg rispondendo ad una domanda rivoltagli in parlamento su quanto sia sicuro l’ingresso di Magna in Opel. Il Ministro ha aggiunto che attualmente l’acquisizione è in via di perfezionamento, augurandosi “che l’accordo possa essere concluso”. Ma queste vaghe dichiarazioni non bastano.
Secondo molti la situazione non è ancora chiara: troppe le questioni ancora aperte soprattutto sul piano giuridico. Il rischio che l’intera operazione possa naufragare sarebbe considerevole. Fiat e la cinese Baic quindi, non sono ancora fuori dalla corsa, come lo stesso zu Guttemberg ha confermato: “sul futuro di Opel niente è ancora definitivo”.
«Stiamo cercando di rimettere in moto Opel, anche se l’operazione è molto complicata». E poi, il gran finale: «L’accordo firmato con Magna non è vincolante». Angela Merkel, cancelliere tedesco, proprio nel giorno in cui il governo di Berlino ha staccato il primo assegno da 300 milioni di Euro per prolungarne la sopravvivenza, ha mostrato di nutrire dubbi riguardo al futuro del marchio tedesco.
La Merkel, inoltre, ha poi definito il sostegno economico come un “caso particolare”, mettendo in guardia eventuali azienda dal chiedere sovvenzioni statali. Queste dichiarazioni, rilasciate durante un convegno, seguono di poche ore le perplessità («La salvezza di Opel non è ancora garantita. Ho fiducia: non porteremo i libri in tribunale») manifestate da Frank Stronach, a capo della cordata austro-canadese.
Via | Repubblica

Con una conferenza stampa indetta questa notte davanti alla cancelleria di Berlino, il ministro delle finanze tedesco Peer Steinbrueck ha sancito il definitivo termine alle trattative: sarà Magna a rilevare il controllo di Opel. «Non è stata una decisione agevole – ammette Steinbrueck –, ma il governo è consapevole dei rischi».
Fra cui, come riporta l’agenzia di stampa Bloomberg citando fonti ufficiali, la probabile soppressione di 2.600 posti di lavoro nella sola Germania. Secondo quanto trapelato, alla cordata austro-canadese spetta il 20% del marchio tedesco, mentre la restante percentuale viene spartita fra Sberbank (35%), General Motors (35%) ed i dipendenti (10%).
L’accordo si basa su tre punti: memorandum d’intesa con Magna; amministrazione fiduciaria per la Opel; prestito ponte da un miliardo e mezzo di euro erogato dal governo federale e dai quattro Laender tedeschi in cui sono presenti impianti produttivi Opel.
Via | Repubblica (Grazie ai numerosi lettori per la segnalazione)

Anche se la decisione definitiva sulla cessione di Opel verrà presa solo al termine della giornata di oggi, sembra che il governo tedesco abbia già scelto a chi consegnare le redini della Casa di Russelsheim. I pretendenti rimasti in corsa per l’acquisizione di Opel sono Fiat e Magna. Ed è molto probabile che quest’ultimo si aggiudicherà la partita, stando soprattutto alle parole espresse dal ministro del lavoro Olaf Scholz.
“Magna è in pole position perchè capisce qualcosa delle attività auto” ha dichiarato Scholz al quotidiano tedesco ‘Berliner Zeitung’. La nuova trattativa in cancelleria comincerà nel pomeriggio, ma questa anticipazione ha un certo peso. Inoltre, aggiunge il ministro, “il gruppo austro-canadese ha le idee chiare sulla politica finanziaria ed e’ pronto ad un accordo in qualsiasi momento”. Il governo tedesco, sottolinea sempre Scholz, si aspetta di “fare la sua parte al successo dei negoziati, perché vuole certezze per le previste garanzie pubbliche sul debito”.
Dall’altra parte, Fiat con una nota fa sapere che “le questioni emerse nelle ultime fasi del negoziato tra martedì e mercoledì ci hanno sorpreso negativamente, dal momento che non eravamo stati informati di certi dati ed informazioni finanziarie chiave che consideriamo essenziali per la formulazione di un’offerta di fusione seria. Data la natura del processo - prosegue il comunicato - e la sua durata estremamente limitata, Fiat non ha avuto pieno accesso alle informazioni contabili di Opel per determinare con esattezza la situazione finanziaria della stessa e poter così formulare un’offerta di fusione che tenga in considerazione sia le esigenze di General Motors come venditore che quelle di Fiat”.