Emergono nuovi rumors sul piano di rilancio per Chrysler che Fiat presenterà ufficialmente domani. Secondo alcuni insiders la dirigenza italiana avrebbe deciso che l’unico marchio del gruppo statunitense ad essere esportato fuori dal nord America sarà Jeep; quest’ultimo verrà ulteriormente sviluppato e promosso sui mercati emergenti.
Chrysler e Dodge saranno invece destinati al solo mercato USA insieme a Ram, che diventerà il nuovo marchio Chrysler per i veicoli commerciali, e a Dodge, che si trasformerà in un costruttore più di nicchia. Le auto del marchio Chrysler fin’ora destinate anche al vecchio continente, come la 300C, saranno integrate nei brand Lancia e Fiat.
“In soldoni” ciò vorrebbe dire che la seconda generazione di 300C da noi avrà estetica e set-up da Lancia nonchè un nome italiano; ma il discorso è valido anche per la nuova Alfa Romeo 169 e per lo sviluppo di un SUV del biscione a partire da una piattaforma del gruppo Chrysler.
La condivisione dei pianali, come l’ “LX” della 300C, permetterà di risparmiare centinaia di milioni di euro nello sviluppo di nuove piattaforme. Da parte sua Fiat presenterà una serie di proposte per introdurre modelli a basso consumo da commercializzare sul mercato statunitense e dotate delle tecnologie sviluppate da FPT, come il Multiair.
Via | Reuters (Grazie al nostro lettore “corvettec6r” per la segnalazione)
Il gruppo Chrysler, controllato da Fiat, ha annunciato di aver offerto ad altri 23.000 lavoratori offerte di pensionamento, coadiuvato dal gruppo automobilistico americano: ennesima misura di taglio necessaria a fronteggiare uno scenario che vede un forte calo della domanda e una conseguente e necessaria chiusura di impianti produttivi.
I dipendenti Chrysler potranno accettare la proposta di esodo incentivato fino al prossimo 13 novembre; saranno comunque offerti altri programmi speciali per le fabbriche della casa statunitense che sono in corso di chiusura nell’ambito delle procedure fallimentari, iniziate lo scorso 30 aprile con il subordinamento della maggior parte delle attività al Gruppo Fiat.
Ai lavoratori più giovani, con almeno un anno di anzianità anziendale, sarà offerta una buonuscita di 75.000 dollari lordi più un buono-auto da 25.000 dollari. A coloro che hanno tra 55 e 59 anni, per i quali la somma tra età anagrafica e anzianità aziendale raggiunge quota 85 e oltre, oppure ai dipendenti con più di 60 anni da almeno 10 anni anni in azienda, saranno offerti 50.000 dollari, il buono-auto da 25.000 dollari più i contributi pensionistici maturati. I lavoratori hanno tempo fino al 13 novembre per aderire all’offerta.
Intanto mercoledì sarà il giorno della conferenza stampa nella quale l’ad Fiat, Sergio Marchionne, annuncerà il piano di rilancio industriale quinquennale studiato per Chrysler.
Via | Virgilio (Grazie al nostro lettore “bibo” per la segnalazione)

Il prossimo 4 novembre, Sergio Marchionne presenterà il piano industriale per Fiat e Chrysler che avrà una durata di 5 anni. Tutti i riflettori sono puntati sulle sinergie tra le due Case automobilistiche che l’amministratore delegato del Lingotto e di Auburn Hills riuscirà a mettere in piedi. Il primo passo dell’accordo Fiat-Chrysler sarà lo sbarco della Fiat 500 negli Stati Uniti, fissato per il 2011. La vettura sarà l’unico modello ad essere venduto con il brand della Casa torinese. Invece, per quanto riguarda Alfa Romeo, Marchionne avrebbe programmato il ritorno negli USA per il 2012. Le vetture della Casa del Biscione saranno prodotte negli impianti americani e la gamma sarà composta da tre modelli: MiTo, Milano e Giulia.
Ma le maggiori novità riguarderanno i brand Chrysler, Dodge e Jeep. La maggior parte delle piattaforme e delle tecnologie del Lingotto verranno sfruttate per Chrysler: sarebbero in programma una berlina a tre volumi realizzata sul pianale C-Evo e una vettura compatta a 2 volumi. Confermate anche le nuove 300C e Jeep Grand Cherokee. Inoltre, sarebbe allo studio anche una Jeep di dimensioni compatte. D’altra parte, Marchionne avrebbe deciso di sopprimere diversi modelli “Made in USA”, come le Dodge Caliber, Avenger e Nitro e le Jeep Patriot, Compass e Commander. Per quanto riguarda Chrysler, è incerto il futuro di PT Cruiser e Sebring.
Nel piano industriale dovrebbe essere confermata anche la nascita di due vetture basate sulla piattaforma LX della Chrysler 300C, da assemblare nell’ex impianto Bertone, rinominato “Officine Automobilistiche Grugliasco”, a partire dal 2011. Le due auto dovrebbero essere la nuova Lancia Thesis e un’inedita berlina Maserati da collocare un gradino sotto la Quattroporte. In poche parole, un’erede spirituale della controversa Biturbo. Entrambe le vetture saranno prodotte complessivamente in 50.000 esemplari e si distingueranno per il differente tipo di trazione: integrale per la berlina Lancia, posteriore per la berlina Maserati, quest’ultima attesa però per il 2012.
Sergio Marchionne, amministratore delegato Chrysler, è convinto che il brand americano da lui gestito tornerà all’utile entro i prossimi ventiquattro mesi. «Il profitto – spiega il manager – sarà a livello operativo e non necessariamente profitto netto».
Traducendo, «siamo tornati vivi e vegeti». Marchionne conta infatti di fornirne la dimostrazione il 4 novembre, quando renderà pubblico il piano di sviluppo quinquennale per il rilancio del gruppo Chrysler, Dodge, Jeep e Ram. Secondo le previsioni di Adam Jonas, analista della banca d’affari Morgan Stanley, Chrysler chiuderà il 2009 con perdite per 169 milioni di Dollari, per poi risollevarsi nel 2010 (841 milioni di attivo). Tuttavia sarà il 2011 l’anno della definitiva rinascita, sancito dai 2.48 miliardi di fatturato e 952 milioni come risultato netto di gestione.
Via | Detroit News
Il primo passo dell’annunciata nuova sinergia tra Lancia e Chrysler potrebbe essere l’operazione di re-badging della Delta. La Casa di Auburn Hills è bisognosa di un modello che si posizioni al di sotto della Sebring, ma lo sviluppo di una vettura totalmente nuova è stato accantonato perché richiederebbe molto tempo e grandi investimenti. Quindi, una versione americana della Delta, griffata con il badge Chrysler, rappresenterebbe la scelta ottimale per il rilancio della Casa statunitense.
Oltreoceano, la Lancia Delta potrebbe incontrare gusti ed esigenze degli automobilisti americani. Infatti, essendo lunga 450 cm, risulta più grande di alcune dirette concorrenti come Volkswagen Golf e Audi A3 Sportback. Inoltre, la raffinatezza degli interni confermerebbero che Chrysler è nella giusta direzione per poter diventare un premium brand al pari degli altri. Per non parlare poi dei propulsori - come il 1.8Di Turbo da 200 CV e il 1.9 MultiJet twinturbo da 190 CV - potenti, equilibrati e, soprattutto, poco inquinanti e non assetati.
La Lancia Delta è stata la prima vettura totalmente nuova che ha debuttato sotto la guida di Olivier François, da pochi giorni nominato anche responsabile del brand Chrysler. La scelta della Delta come primo modello Chrysler della nuova gestione Fiat appare quasi scontata. Ma se la Casa di Auburn Hills è bisognosa di un allargamento verso il basso della propria gamma, in Italia molti attendono l’erede di Thema e Thesis che condividerà molte componenti con la futura 300C.
Continua a leggere: Lancia-Chrysler: anche la Delta negli Stati Uniti?
Peter Fong, brand manager di Chrysler e responsabile per le vendite del gruppo statunitense, ha dichiarato che Fiat vuole elevare il grado di qualità delle vetture Chrysler per competere al meglio con gli altri due premium brand di Detroit, vale a dire Cadillac e Lincoln. Nei giorni scorsi, Fong è stato intervistato da ‘Automotive News’, durante le giornate stampa del Salone di Francoforte.
Se le dichiarazioni del manager di Auburn Hills dovessero diventare punti cardine del piano di rilancio che Sergio Marchionne presenterà a novembre, si tratterà di una sfida molto impegnativa sia per Chrysler che per Fiat. Infatti, già nell’Era di DaimlerChrysler si cercò di elevare gli standard qualitativi del brand americano con le varie Crossfire, Pacifica e 300C. Le prime due vetture sono state dei veri e propri fiaschi commerciali, mentre la 300C ha raccolto un buon numero di consensi. Tant’é che la sua piattaforma verrà sfruttata per alcuni modelli futuri.
Il team americano messo in piedi da Marchionne dovrà, in primo luogo, ben definire i ruoli di ogni singolo brand. Al momento, solo Jeep detiene una propria identità e l’implementazione con le tecnologie del Lingotto sarà facile, anche se Michael Manley, brand manager di Jeep, ha dichiarato che “Fiat non altererà il DNA dei nostri brand”. Per quanto riguarda le vetture Dodge, invece, non saranno più tipiche “muscle car” ma auto votate ad una guida dinamica, come ha affermato Michael Accavitti, brand manager di Dodge e responsabile marketing di tutto il gruppo Chrysler.
Continua a leggere: Fiat vuol fare di Chrysler un competitor di Cadillac e Lincoln
Prende sempre più corpo l’ipotesi di assemblare la Fiat 500 destinata agli USA nell’impianto Chrysler di Toluca, in Messico. Lo rivela il “Wall Street Journal”, con un articolo che appare nell’edizione del lunedì. Secondo l’autorevole quotidiano americano, la scelta di produrre la 500 in Messico sarebbe ideale sia per il mercato statunitense che per quello sudamericano, soprattutto dal punto di vista logistico e del contenimento dei costi di produzione.
Però, la scelta di Toluca potrebbe non essere approvata dal potente sindacato UAW, nel frattempo entrato nel capitale di Auburn Hills con una importante quota azionaria. Infatti, gli operai messicani non sono rappresentati da UAW. Inoltre, lo stesso sindacato sottolinea che l’accordo siglato tra il Lingotto e Chrysler riguardava esclusivamente gli stabilimenti americani, i quali dovrebbero accogliere le linee produttive dei modelli Fiat e Alfa Romeo destinati agli States.
Continua a leggere: La Fiat 500 destinata agli USA sarà assemblata in Messico?

Alfa Romeo potrebbe chiamare Diva la nuova berlina 169, erede della 166, prevista per il 2011. Alcune indiscrezioni ritenute affidabili riportano questa notizia come logica conseguenza della nuova politica commerciale del biscione, che sta tornando ad usare nomi al posto delle sigle numeriche. E’ successo con la Mito, succederà con la Milano, erede della 147 e con la Giulia, erede della 159.
La Diva/169 è da tempo in gestazione, ma è stata data la precedenza ai modelli commercialmente più importanti. La 166 non è più a listino dal 2007, quindi Alfa Romeo ha perso sicuramente terreno nella gamma delle berline di lusso, a favore sopratutto della storica concorrenza tedesca. Il recente accordo Fiat Chrysler ha inoltre rimescolato le carte, visto che i dubbi sul pianale da utilizzare sembrano risolti: il ritorno alla trazione posteriore dovrebbe infatti arrivare grazie al pianale Chrysler-Dodge, dalla quale potrebbero anche arrivare i motori benzina di cubatura maggiore.
una curiosità: nel 2006 lo svizzero Sbarro presentò un concept car Alfa Romeo con il nome Diva, una sportiva affascinante che purtroppo non ebbe seguito.
Via | Automobile.magazine.fr
In un’intervista rilasciata ad Automotive News, il progettista di Fiat Roberto Giolito ha spiegato come sarà articolata la gamma della 500 destinata al mercato USA. Lo sbarco oltreoceano della Fiat 500 rappresenterà il primo passo industriale dell’alleanza siglata da Fiat con Chrysler. La citycar del Lingotto sarà disponibile in quattro diverse varianti che verranno tutte realizzate a partire dal 2011 nell’impianto di Toluca, in Messico. Oltre alla 500 berlina ci sarà anche la nuova 500C e la 500 Giardinetta. E’ prevista anche una versione ad alte prestazioni, una sorta di gemella della Abarth 500 ma griffata col brand Fiat. Inoltre, Giolito non ha escluso l’ipotesi relativa ad una quinta variante, una piccola SUV da lanciare in seguito e basata sulla Panda 4×4.
La Fiat 500 sarà venduta attraverso il network dei concessionari Chrysler e, per quanto riguarda gli altri modelli interessati dall’alleanza, il designer di Fiat ha ribadito che non si tratterà di vetture già presenti solamente ribattezzate come Chrysler. Anche sul discorso delle piattaforme che il Lingotto fornirà ad Auburn Hills per realizzare i propri veicoli, Giolito ha chiarito che non si tratterà di una semplice fornitura, ma saranno elaborate secondo le “specifiche per Chrysler perché le auto saranno vetture statunitensi, progettate per la clientela americana da una compagnia americana”. Infine, non è stato escluso un coinvolgimento di Ford nella vicenda, la quale potrebbe essere interessata a importare la nuova Ka, nata dal progetto della stessa Fiat 500.
Continua a leggere: Fiat, Roberto Giolito: "La Fiat 500 per gli USA avrà quattro varianti"
Dopo quattro giorni di consultazioni, la Corta Suprema statunitense ha concesso il proprio benestare all’accordo (operativo fra poche ore) Fiat-Chrysler: vengono così respinte le richieste degli ultimi creditori. Plaude la Casa Bianca, sperando che il costruttore di Auburn Hills possa “riemergere come un produttore automobilistico competitivo ed efficiente”.
Il giudice Ruth Bader Ginsburg ha motivato la sentenza (applicata, tuttavia, “in questo caso soltanto”) affermando che non vi sono gli estremi giuridici per giustificare una sospensione delle trattative: i fondi pensione dell’Indiana avrebbero dovuto convincere almeno quattro dei nove giudici circa l’incostituzionalità della partnership. Come evidente, non ci sono riusciti.
Via | Repubblica (Grazie ai numerosi lettori per la segnalazione)
«Non ce ne andremo, mai. Dobbiamo solo aver pazienza e lasciar lavorare la giustizia». Così Sergio Marchionne, amministratore delegato Fiat, commenta il brusco stop imposto dalla Corte Suprema nella trattativa per acquisire Chrysler.
Il Lingotto non ritirerà la propria offerta, nel caso la situazione di stallo perduri oltre il 15 giugno. Intervistato dalla agenzia Bloomberg, Marchionne ha affidato alla frase «Non abbandoneremo questo processo con Chrysler» la sua volontà di fusione.
Via | Repubblica (Grazie al nostro lettore “a1” per la segnalazione)

Fino ad ora è sembrato che la “partita americana” per Fiat fosse libera da intoppi e ostacoli. Ma nel momento in cui le intese raggiunte prendono una forma reale, arrivano anche le prime manifestazioni di dissenso. Infatti, i fondi pensione dello Stato dell’Indiana hanno chiesto alla Corte Suprema degli Stati Uniti di rinviare immediatamente la sigla dell’accordo tra Fiat e Chrysler. Il ricorso contro l’accordo è stato presentato dopo l’approvazione della Corte d’appello di New York alla vendita di Chrysler ad una cordata guidata da Fiat.
La Corte Federale d’appello di New York, oltre al via libera alla vendita della quasi totalità degli asset della Casa di Auburn Hills al Lingotto, allo stesso tempo aveva concesso ai fondi pensione contrari alla vendita la possibilità di presentare un ricorso alla Corte Suprema. La richiesta d’urgenza non si è fatta attendere ed è stata presentata al giudice Ruth Ginsburg, competente per i casi della giurisdizione di New York.