Percorre quattro campi da calcio ogni secondo. Andrà persino più veloce di una pallottola sparata da un revolver 357. Non è “Furia cavallo del West”, ma un semplice segugio: o meglio, un Bloodhound. Sviluppato dal governo britannico con l’obiettivo di stimolare la ricerca scientifica, proverà a frantumare l’attuale record di velocità (766 miglia orarie) raggiunto nel lontano 1997 dalla Thrust: le mille miglia all’ora (oltre 1,600 km/h) non sono mai state così vicine.
Promotore del folle esperimento è Lord Drayson, Ministro della Scienza nel Governo di Gordon Brown, non nuovo ad eccentriche iniziative: l’hanno scorso, infatti, prese una lunga aspettativa dalla sua carica politica per partecipare con la fida Aston Martin alla 24 Ore di Le Mans. Il veicolo a reazione, ispirato (anche nel nome) ad un missile in uso durante la Guerra Fredda, verrà pilotato da Andy Green, 46enne pilota della Raf non nuovo ad imprese estreme.
Al terzo appuntamento con “gli strani dati in accelerazione di Car And Driver” potremmo decidere di fare una bella serie. La nostra curiosità è sempre più insistente: come fanno a ottenere certi numeri? Ecco un breve riepilogo dei fatti.
All’inizio di novembre, la rivista americana pubblicò uno dei primissimi confronti tra Audi RS4, BMW M3 coupè e Mercedes C63 AMG, in cui le tre supercar fecero registrare “temponi” impressionanti, tutti al di sotto dei dati dichiarati dalle rispettive case: 4,7 s l’Audi (l’unica pressochè allineata), 4,3 s la BMW, 3,9 s la Mercedes.
Secondo appuntamento con lo 0-96 chilometri orari, fine febbraio, BMW 135i. Anche per lei un tempo da record, 4,7 s sul classico scatto, un dato che ha fatto balzare sulla sedia qualche collega già pronto a celebrare il funerale della nuova M3, ignaro dei precedenti dati di cui sopra. Oggi arriva un nuovo “tempone”: si tratta della nuova Infiniti FX50 da 390 CV, che nelle mani dei tester americani ha coperto lo 0-60 miglia in 5 secondi netti. Tuttavia stavolta il metro di paragone c’è, ed è anche illustre: il SUV giapponese avrebbe infatti beffato per un decimo la BMW 335i…
Via | eGMCarTech

Quelli di eGMCarTech che hanno riportato la notizia ci sono rimasti un po’ di stucco e si sono subito dati allo sport preferito dei detrattori della nuova M3: celebrare il suo funerale al cospetto della piccola 135i coupè. Andiamo a vedere meglio cosa è successo.
CarAndDriver ha provato la piccola sportiva e ha staccato un tempone sullo 0-60 miglia, che corrisponde al nostro 0-96 km/h all’incirca. La 135i ha coperto il classico scatto in 4,7 s, un tempo pazzesco, improbabile. A che serve una M3 se questa bomba accelera come un dragster?
Noi, che a quanto pare siamo ancora assistiti dalla memoria, ci siamo ricordati di una vecchia prova della stessa rivista, che vi avevamo riproposto sulle nostre pagine ai primi di novembre. Si trattava di un testa a testa a tre fra C63 AMG, M3 Coupè e Audi RS4. Ebbene, i nostri lettori più assidui ricorderanno lo scalpore suscitato dai dati di accelerazione riportati in quel test: l’Audi faceva lo 0-60 in 4,7 s, l’M3 in 4,3 e alla C63 bastava un batter d’occhi: solo 3,9 s.
Continua a leggere: BMW 135i Coupè: ancora strani dati in accelerazione da C&D
Edmunds’ Inside Line ha fatto quello che gli appassionati di mezzo mondo aspettavano, mettendo alla prova, cronometro alla mano, le vere capacità della Nissan GT-R. Dopo la comparativa contro la Porsche 911 Turbo è dunque la volta delle prove d’accelerazione.
Vi diciamo da subito, senza tanti giri di parole, che lo 0-60 miglia è stato coperto in 3,3 secondi, un tempo più basso di Dodge Viper, Corvette Z06 e Porsche 911 Turbo. E la progressione continua incessante: lo 0-400 metri è coperto in 11,6 s, con una velocità d’uscita superiore ai 200 km/h.
Quali sono stati i presupposti di questa sorprendente performance? Il merito è del bizzarro sistema di launch control dell’auto, che viene impostato con una lunga sequenza di tasti da videogame, mediante la quale si forza la centralina a tenere il motore sotto i 4500 giri prima della partenza. Su Jalopnik potete trovare la sequenza completa, e se vi sembra di leggere lo spaccacodici dell’ultimo gioco della vostra console non vi preoccupate, d’altronde c’è lo zampino della Polyphony, no?
La Lamborghini Reventon è nata ispirandosi al mondo del caccia da guerra, come suggeriscono il design, i colori e la strumentazione digitale. Per sottolineare questa parentela è stata organizzata una “sfida” all’ aeroporto militare di Ghedi (Brescia) tra la V12 emiliana ed un Tornado [A200-A] dell’Aeronautica Militare.

In occasione del prossimo salone di Los Angeles (16-25 novembre), Vector presenterà la sua nuova creazione: più che un’auto sportiva si tratta di un vero e proprio concentrato di tecnologia, il cui nome è sufficiente per capirne le credenziali.
La Vector WX8 HPV (Hyper-Tech Performance Vehicle) è infatti una sportiva estrema, una centometrista per definizione, i cui numeri potrebbero mettere in imbarazzo persino la Bugatti Veyron: il W8 supercharged 7.0, disposto in posizione trasversale e completamente in alluminio, sviluppa la potenza di 750 cavalli, con la possibilità di essere elaborato fino ad oltre 1.200.
“Drag race”, una classica americana in cui due auto si sfidano su di una doppia striscia d’asfalto nell’accelerazione sul quarto di miglio (402 metri e 336 millimetri, per la precisione). In questo caso non si tratta di due speciali e mostruosi dragster, ma di due esemplari stradali di particolare pregio: la prima è una moderna Mercedes SLR McLaren, la seconda è un mito USA di quaranta anni fa chiamato Shelby Cobra (anche se non sappiamo bene di che versione si tratti nel caso specifico…).
Considerata la meravigliosa sinfonia di cilindri che si può udire in questo video, il risultato della sfida passa quasi in secondo piano e merita solo un veloce accenno; l’SLR copre la distanza in 11,59 secondi ed esce a 206 km/h mentre la Cobra ne impiega 11,53 e raggiunge i 201 km/h al termine del tratto cronometrato.