Porta il nome “Lotus” ma utilizza un 1.6 a benzina da 135 miseri cavalli. Tuttavia questa non è l’unica stranezza della Youngman Lotus L5 Sportback, vettura – nel suo piccolo – capace di sovvertire le leggi della fisica e di cui si trova menzione anche nel libro dedicato ai Guinness World Records. Un esemplare guidato dal collaudatore e funambolo Li Yatao ha infatti percorso il più alto e lungo “loop-the-loop”, ovvero una struttura con diametro di 12.8 metri che riproduce il più classico e suggestivo “giro della morte”. Quanto basta per renderla titolare di un primato che susciterà l’ammirazione di tutti i banbini.
La due volumi si fregia del logo Lotus in quanto riproduzione per il mercato cinese dell’omologa berlina Proton, gruppo industriale malese ed attuale proprietario del marchio di Hethel. Secondo quanto scrive Motorauthority, il badge “Engineered by Lotus” prevede modifiche al propulsore che eroga 10 CV in più rispetto alla L5 tradizionale.
Saab si salverà vendendo il 100% delle attività ai cinesi di Pang Da e Youngman per 100 milioni di Euro. Swedish Automobile ha diffuso poco fa queste informazioni dopo aver siglato un memorandum per la vendita di Saab Automobile e Saab Great Britain con gli stessi partner con i quali aveva già interotto le trattative pochi giorni fa, ma resta lo spettro della approvazione del Governo cinese. Ci sarà tempo fino al 15 Novembre per confermare l’accordo, che prevede un pagamento rateizzato ed il finanziamento dei progetti attualmente in corso d’opera: l’operazione ha evitato per ora il fallimento dell’azienda, ma senza una conferma definitiva non garantisce, per ora, la salvezza certa per lo storico marchio svedese.
Swedish Automobile ha bruscamente annullato il protocollo d’intesa con i partner Pang Da e Youngman, accusati per non aver rispettato gli accordi pattuiti. Questo nuovo e imprevisto capitolo pregiudica il salvataggio del marchio Saab, subordinato alla partnership stipulata nel mese di luglio: Swedish Automobile (proprietaria del costruttore svedese) avrebbe ceduto il 53.9% della sua quota azionaria in cambio di 245 milioni di euro, fondi necessari per garantire la prosecuzione delle attività.
I vertici di Swedish Automobile hanno tuttavia puntato i piedi e denunciato un tentativo di scalata. Victor Muller, amministratore delegato della società svedese, ha giudicato “inaccettabile” l’offerta per acquistare il 100% delle azioni, in quanto “avrebbe modificato la clausola di controllo che potrebbe determinare la fine di Saab”. Ai due finanziatori viene inoltre imputato il mancato rispetto degli accordi stipulati lo scorso 13 ottobre, fra cui spicca la concessione di un prestito da 70 milioni di euro in cambio dei diritti per l’utilizzo del prototipo PhoeniX.