Forse ancor più di quanto non facciano le immagini, sono i numeri della Aston Martin One-77 a lasciare di sale. La super-esclusiva sportiva britannica, sotto forme cattive, ma non estreme come quelle sfoggiate da tante “hypercar” della concorrenza, mette in mostra una parure di dati da far impallidire.
Nel cofano di questo sogno a quattro ruote ci sarà infatti un ululante 7.3 V12 capace di tirar fuori 710 CV di potenza e 750 Nm di coppia. No, l’Aston Martin più veloce e costosa di sempre non vuole sentir parlare di compromessi. Attendiamo ansiosi più che mai nuovi dettagli e foto in alta risoluzione.
Aston Martin One-77: ecco le prime foto!
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Ci sono automobili che debuttano, fanno la loro carriera e, nonostante l’apprezzamento temporaneo, vanno fuori produzione ma, soprattutto fuori dalla mente e dal cuore delle persone. Il 98% delle vetture rientra in questa collocazione. Poi c’è il 2% rimanente che, come un buon vino, rimane apprezzato nel tempo in barba all’età che non scalfisce minimamente il fascino e la fantastica presenza nell’animo degli appassionati. Pochissimi marchi possono dichiararsi appartenenti a questa prestigiosa categoria.
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BMW e Mercedes, le due protagoniste di una delle rivalità più sentite dell’intera industria mondiale, raggiungono e annunciano un accordo storico in nome del contenimento dei costi di produzione. Da oggi, le due case tedesche condurranno l’una al fianco dell’altra l’acquisto di una parte della componentistica destinata ai loro prossimi modelli.
Ad annunciarlo è stato Klaus Draeger, responsabile dello sviluppo BMW, nel corso di un’intervista rilasciata ad auto, motor und sport, in cui ha sottolineato come “la collaborazione partirà da subito, senza bisogno di tante cerimonie ufficiali né della presentazione di nuovi modelli”.
I contatti vanno avanti oramai da tempo, e riguardano -come abbiamo avuto modo di scrivere- parti non cruciali per la caratterizzazione e la distinzione dei due marchi. Nessuna delle due Case ha finora commentato le dichiarazioni di Draeger. Ma andiamo a conoscere più da vicino questi storici accordi e -soprattutto- i loro possibili, intriganti sviluppi nel prossimo futuro.
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Da un documento riservato alla rete di vendita Aston Martin sono filtrate nuove informazioni ed immagini della One-77, fuoriserie inglese dalle possibilità di personalizzazione pressoché infinite. Rispetto a quanto scritto a inizio agosto possiamo ora aggiungere un paio di curiosità e il prezzo: la One-77 partirà da 1.050.000 sterline.
Il V12 aspirato che equipaggerà questa due posti dovrebbe attestarsi su una capacità di 7.3 litri e non di 7.0 come detto in precedenza (e come riportato da una delle immagini che vi proponiamo), e la stratosferica potenza potrebbe sfiorare i 700 CV, con una coppia nei paraggi dei 750 Nm. Il tutto, condito con un cambio automatico/sequenziale a sei marce montato in posizione posteriore-centrale.
Volete che tiriamo anche l’ultimo affondo nel vostro cuore di appassionati? E allora prendete fiato: telaio in fibra di carbonio, carrozzeria realizzata a mano in alluminio, freni carboceramici, spoiler posteriore retrattile e sospensioni attive. Il tutto per un peso complessivo di 1500 kg. I suoi fortunatissimi acquirenti l’avranno da fine 2009, ma noi speriamo che l’arrivo dei suddetti dettagli in questo preciso momento dell’anno preluda ad una première pirotecnica a Parigi…
Aston Martin One-77: le primissime immagini
Via | Autoblog.com (Ringraziamo il nostro lettore “bugatti&91″ per la segnalazione)

Assistere allo sviluppo di una Bentley assume la stessa valenza per chi, oltre cinque secoli fa, ebbe la fortuna di ammirare il progredire di un capolavoro realizzato da Michelangelo. Riproponendo il paragone, la nuova Arnage può essere considerata come un Giudizio Universale “dipinto” con la bomboletta spray. Propulsori diesel e ibridi spingono a gridare al sacrilegio, alla volontà di proseguire un’epoca, acclamando a gran voce l’eterno motore a scoppio.
La nuova ammiraglia della B alata debutterà nel 2010, rinverdita nell’aspetto estetico – almeno questo, però, rimarrà legato alla tradizione – e maggiorata nelle dimensioni, soprattutto in lunghezza. E allora, alla luce di queste significative modifiche strutturali, perché non desiderare più coppia?, magari fornita dal V12 TDI di origine Audi – altamente probabile il suo utilizzo – o dal W16 firmato Bugatti, caldeggiato dai conservatori. Proprio l’utenza cui si rivolgerà il futuro ibrido.
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Diesel ed anche ibrida: il brutto anatroccolo delle corse, progettato per allungare all’inverosimile gli “stint” di gara? I detrattori saranno liberi di pensarla così, però quegli ottanta cavalli erogati per una ventina di secondi potranno renderla imprendibile. Soprattutto sul rettilineo delle Hunaudières. Nel nostro piccolo tifiamo già per lei: in occasione dell’appuntamento di sabato scorso a Silverstone, ultimo della stagione, Peugeot ha presentato la 908 HDi FAP, monoposto destinata a sconvolgere il mondo delle competizioni.
Tutto è racchiuso nel suo cuore pulsante: un sistema di recupero dell’energia cinetica in frenata, simile al KERS di (futura) provenienza Formula 1, e articolato su un propulsore elettrico da 60 Kw (in luogo del motorino dell’accensione), un pacchetto di 600 celle agli ioni di litio articolate in 10 batterie ed un convertitore elettronico.
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Quarantaquattro anni e non sentirli, ben portati grazie a tutto lo champagne “tracannato” sul gradino più alto del podio: cento podi, quarantatré vittorie e cinque titoli mondiali. Numeri conquistati in sedici anni di campionato turismo tedesco, il DTM. E chi se non lui, Bernd Schneider, potrebbe fornire un giudizio sulla Mercedes Sl 65 Amg Black Series?
E allora gustiamoci il video, in cui la coupé tedesca viene messa alla frusta dal pilota ex-Arrow. Unico appunto: tante belle parole e meritate lusinghe, però il canto del V12 meriterebbe più “estensione sonora”.



Via | Motorauthority
Presentata a Ginevra nel mese di marzo, si avvicina al debutto commerciale la sport utility più esagerata degli ultimi tempi: l’Audi Q7 V12 TDI porterà su strada un dodici cilindri a gasolio da sei litri capace di erogare 500 CV e 1000 Nm. Quanto basta per meritarsi l’appellativo di “SUV diesel più potente del mondo”.
Il motore vuole citare in maniera tutt’altro che nascosta il pari frazionato della R10 TDI (ascesa ai clamori della stampa grazie ai suoi successi a Le Mans) e regala al SUV di Ingolstadt prestazioni da vera sportiva, come lo scatto in 5,5 s sullo 0-100.
Ma al di là dei numeri, come sottolinea la casa tedesca nel suo comunicato, quello che più conta è la possente e ininterrotta presenza del V12 in ogni condizione di guida e ad ogni andatura, nonostante una rotondità di funzionamento davvero invidiabile.

C’è poco da fare. Dal lancio della Ferrari Enzo, presentata all’ormai lontano Salone di Parigi 2002, sono passati sei anni, e il Cavallino ha sfornato parecchi modelli, tutti all’altezza del suo pesantissimo nome e tutti amatissimi dagli appassionati. Ma non c’è nulla che riesca a entusiasmare come il modello di punta della gamma, F40, Enzo o comunque esso si chiami.
E’ oramai da qualche mese che intorno a Maranello i fotografi spia fanno strani avvistamenti: in luglio era stata la volta di una bizzarra 360, ora, a due mesi di distanza da quei primi scatti, ecco comparire una altrettanto sospetta F430.
Quali sono i dettagli che smascherano la vera natura meccanica nascosta sotto le mentite spoglie della “piccola” di casa? Guardando con attenzione riuscirete a notare il passo allungato, la carreggiata più larga e quell’inconfondibile gruppo dei terminali di scarico posizionati al centro del paraurti posteriore. Ovviamente, i due terminali “à là Scuderia” che si vedono più sopra, sono posticci.
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A vederle così, impegnate a districarsi fra i meandri del Nordschleife e concentrate nel loro cammino, suscitano quasi tenerezza. Una, l’Aston Martin Rapide, “asciutta” come un maratoneta e possente come un pugile; l’altra, la Porsche Panamera, più tornita, quasi in carne, dalla silhouette tutt’altro che scultorea. Per rimanere in ambito sportivo potrebbe essere un pesista. Eppure, fisico o non fisico, entrambe si avvicinano a velocità sostenuta verso la presentazione, fissata per il prossimo salone di Ginevra.
La tedesca, dopo la quasi infinita carrellata di foto spia, non ha più nulla da nascondere: a partire dalla linea, passando per i motori – si spazierà dai 300 cavalli di un sei cilindri 3,5 di origine Volkswagen fino ai 560 del V8 biturbo – fino alle versioni future. Anche l’inglese di Gaydon non riserva più alcuna sorpresa: un pregio o un difetto? Bella, bellissima, ma fin troppo simile alla DB9, da cui eredita anche il V12 6,0 potenziato fino a 480 cavalli.
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Per essere il primo modello del nuovo ciclo, Aston Martin ha deciso di andare sul sicuro: serie limitatissima, design senza compromessi, prestazioni stupefacenti. Elementi necessari per giustificare il prezzo: 1 milione di Dollari, circa 650 mila Euro al cambio attuale. Dedicata, con affetto, ai soli collezionisti. Il costruttore di Gaydon ha infatti diffuso la prima immagine della One-77, una esclusiva coupé prodotta in soli settantasette esemplari realizzati ad immagine e somiglianza dei facoltosi proprietari.
I quali avranno a disposizione un motore V12 da 7 litri di cilindrata interamente costruito a mano, avvolto da una carrozzeria in fibra di carbonio e materiali compositi. Le prestazioni, agevolate dal peso contenuto e dall’abbondante cavalleria, si traducono in 3,5 secondi per oltrepassare il muro dei 100 all’ora per oltre 320 km/h di velocità massima. Il giusto metodo per porre sull’attenti Mercedes: in Inghilterra sanno ancora come costruire le vetture sportive.
Via | Autoblog.com (Grazie ad Abab per la segnalazione)

Proprio nello stesso tornante in cui, pressappoco una settimana fa, vi abbiamo mostrato le Mercedes Classe E ed S 63 Amg. Curioso. Magari anche lei era impegnata in test di affaticamento rivolto al V8 Amg. Chissà, anche perché il propulsore è il mistero più oscuro dietro cui si cela la nuova generazione dellaPagani Zonda F.
I tecnici, infatti, potrebbero quasi togliere i petali alla margherita: due otto vù – l’aspirato e il 5.4 dotato di compressore – oltre al V12 6.0 biturbo già visto sulla Sl Black Series. Questi motori, però, dovranno rispettare una condizione: una potenza massima compresa fra i 600 ed i 700 cavalli. Probabile, quindi, che se verrà scelto il 6.3, un sistema di sovralimentazione lo aiuti a superare gli attuali 525 cavalli.
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