
Il presidente di Fiat-Exor, John Elkann, ha scritto una lettera agli azionisti in cui promuove a pieni voti i risultati dell’accordo con gli americani di Chrysler e fa il punto della situazione su obiettivi e progetti del gruppo. Ecco un estratto della comunicazione, da Il Giornale:
Siamo convinti che il viaggio di Fiat-Chrysler sia appena cominciato: continueremo a raccogliere i frutti nei prossimi anni. Abbiamo la grande fortuna di avere Sergio Marchionne alla guida di Fiat-Chrysler. Insieme al Group executive council, i 22 principali manager della società, è riuscito a fare meraviglie […] Il 2011 - aggiunge - ha cambiato per sempre la Fiat.
La fiducia dei vertici nel progetto deriva dai numeri fatti registrare nel 2011: 60 miliardi di ricavi ed utile di gestione di 2,4 miliardi. Un’ulteriore conferma della vocazione sempre più estera del gruppo. «Il mercato considera la società prevalentemente europea – prosegue Elkann nella sua lettera – ma il 62% dei ricavi aggregati dei maggiori investimenti di Exor è stato realizzato fuori dall’Europa». Gli Stati Uniti in questo senso rappresentano sempre più il mercato principale, con il 27% dei ricavi.
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Fiat ha annunciato nella giornata di oggi di essere salita al 46% della proprietà Chrysler,. Il prossimo target del Lingotto ora è quello di raggiungere l’obiettivo iniziale -quello del 51%- entro la fine del 2011. L’annuncio è stato definito da Sergio Marchionne un “passo fondamentale”.
“Abbiamo scelto di stringere i tempi il più possibile per accelerare la nascita di un gruppo unico. Chrysler sta seguendo uno straordinario cammino di ripresa a livello industriale ed economico e Fiat è pronta ad assumerne il controllo”, spiega Marchionne. L’ad ha inoltre affermato che Fiat dovrà consolidare i conti di Chrysler nel proprio bilancio, forse prima ancora di raggiungere il 51% del capitale dell costruttore d’Oltreoceano.
Anche per John Elkann, come riportato dall’AGI, l’operazione “segna una tappa storica per Fiat e Chrysler”. Grazie all’alleanza, secondo il presidente, Fiat “darà vita a un gruppo automobilistico più forte, con una gamma completa, presente su tutti i mercati del mondo e capace di competere con chiunque”.
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L’esito dell’incontro tra i vertici di Fiat Group ed il Governo è decisamente positivo: il Lingotto investirà 20 miliardi di euro in Italia che rimane, secondo il presidente John Elkann “un punto di partenza per un’azienda che vuole investire nel mondo intero, anche aprendo nuovi mercati”. Al termine dell’incontro, il Ministro Paolo Romani ha affermato che “Fiat è una grande multinazionale che si sta espandendo nel mondo, ma che rimane con un cuore italiano”. In un comunicato rilasciato da Palazzo Chigi si legge che “Il Governo ha preso atto positivamente delle intenzioni manifestate dall’azienda e del suo ruolo sul mercato globale. Questa ha confermato che concorrerà a realizzare le migliori condizioni di competitività perché gli investimenti previsti in Italia siano il volano per raggiungere il più alto posizionamento rispetto ai concorrenti del settore”.
La nota prosegue specificando che “Il presidente e l’amministratore delegato della Fiat, John Elkann e Sergio Marchionne, hanno confermato al Governo l’intenzione di perseguire gli obiettivi di sviluppo della multinazionale italiana, che prevede la crescita della produzione nel nostro Paese da 650 mila a 1 milione e 400 mila auto, un obiettivo sostenuto da un investimento di Fiat e Fiat Industrial per circa 20 miliardi di euro”. Tuttavia, come ha ricordato il Ministro Maurizio Sacconi, “Il futuro di Fiat, il suo radicamento in Italia, l’effettiva realizzazione degli altri investimenti ipotizzati sono condizionati alla governabilità degli stabilimenti. Abbiamo riconosciuto concordemente governo, regione, comune e provincia, l’importanza di relazioni industriali costruttive”.
La Direzione dell’entità industriale che nascerà dall’eventuale fusione di Fiat e Chrysler avrà sede a Torino. Lo ha assicurato Sergio Marchionne al Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. Ma vediamo cosa è succcesso. Nei giorni scorsi l’ad Fiat Chrysler aveva lanciato l’ipotesi di una fusione fra Fiat e Chrysler da iniziare quando quest’ultima avesse terminato di pagare il debito al governo USA: “Nei prossimi 2 o 3 anni potremmo cercare di costruire una sola entità che potrebbe avere sede qui negli Stati Uniti”. Ovviamente l’ipotesi di una possibile delocalizzazione della dirigenza a Detoit ha scatenato l’inevitabile reazione del mondo della politica e dei sindacati, giustamente preoccupati dal possibile allontanamento da Torino.
Susanna Camusso, CGIL, aveva dichiarato: “E’ tempo di fare una discussione di politica industriale, il governo doveva chiedere delle garanzie a Fiat. Perché l’operazione ci pareva fosse il trasferimento negli Usa: mi pare che questa dichiarazione di Marchionne confermi tutte le preoccupazioni che avevamo”. Altrettanto duro Maurizio Landini, Fiom: “Si conferma che la volontà della fiat non e’ quella di potenziare le produzioni e la progettazione nel nostro Paese e si conferma il rischio che voglia andar via dall’Italia”.Rocco Palombella, Uilm, ha valutato le parole di Marchionne come “sbagliate, fuori luogo; offensive nei confronti di un Paese che continua comunque a investire sul futuro del Gruppo e lo fa anche perchè crede che la testa pensante della Fiat resti a Torino”
Anche il mondo politico, specialmente quello di sinistra ha reagito indispettito all’ipotesi di trasferimento a Detoit. Pierluigi Bersani, segretario del Partito Democratico ha dichiarato: “Sono stato ministro anche io. Io chiamerei Marchionne e gli direi: Dopo averci spiegato come si organizzano i turni e le pause, vuoi dirci cosa succede sulle prospettive con la Chrysler?”. “Non vorrei - ha proseguito - che per i 150 anni dell’unità d’Italia, il regalo per Torino e l’Italia sia quello di diventare la periferia di Detroit. Perché noi non siamo mica d’accordo. Vogliamo risposte sugli investimenti”. Per Antonio Di Pietro, Italia dei Valori il possibile trasferimento a Detroit è “una gravissima operazione di depauperamento industriale per il nostro Paese. La Fiat continua a vivere di denaro pubblico e risorse finanziarie italiane, ma a differenza del passato, li sta utilizzando per spostare la testa dell’azienda in Usa e la produzione nei paesi low cost”.
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Il neo-presidente Fiat John Elkann ha dichiarato ieri che la casa “non ha bisogno di altri partner oltre a Chrysler“. L’erede di Montezemolo al timone del Lingotto, ha inoltre aggiunto che la famiglia Agnelli è disposta a cedere una parte della propria quota azionaria della casa.
“Abbiamo una relazione solida con Chrysler ed è su questa che stiamo lavorando” ha affermato Elkann, bloccando definitivamente la girandola di indiscrezioni che per mesi sono circolate su una seconda grande alleanza internazionale per Fiat.
In merito alla questione dell’assetto proprietario, nell’ambito del meeting annuale di Exor (la società attraverso cui gli Agnelli controllano la loro quota Fiat), Elkann ha detto chiaro e tondo che “la famiglia preferisce gestire una quota più piccola di una grande Fiat piuttosto che impedire a Fiat di diventare ancor più grande”. Exor controlla attualmente il 30,4% della casa, quota che la rende oggi il maggiore azionista.

Si è aperta pochi minuti fa la conferenza stampa Fiat per presentare il piano quinquennale d’investimento 2010-2014. L’amministratore delegato Sergio Marchionne, dopo aver introdotto il nuovo presidente John Elkann, ha analizzato i risultati finanziari relativi al primo trimestre. L’utile della gestione ordinaria ha raggiunto i 352 milioni di euro, in netto progresso rispetto ai 48 milioni di passivo registrati nei primi tre mesi del 2009, mentre i ricavi sono aumentati del 14.7% a 12.9 miliardi. Il risultato netto è quindi vicino al pareggio, con una perdita limitata a 21 milioni nel confronto con i 411 del primo trimestre 2009.
Il Lingotto può così confermare gli obbiettivi del 2010 con l’utile della gestione ordinaria superiore ad 1.1 miliardi di euro e un indebitamento netto di oltre 5 miliardi. La liquidità si conferma cospicua (11.2 miliardi, in calo di 1.2 miliardi), nonostante il rimborso di un di un prestito obbligazionario con valore di un miliardo. Positivi anche i conti del gruppo Chrysler, che termina il trimestre con un utile di 143 milioni di euro a fronte di una perdita per complessivi 297 milioni solo un anno fa. Crescono anche i ricavi (da 9.434 a 9.687 miliardi), mentre le perdite sono diminuite da 2.691 a 197 milioni. Negli Stati Uniti, la quota di mercato è aumentata di un punto percentuale (dall’8.1 al 9.1) rispetto al primo trimestre del 2009, mentre in Canada si è passati dall’11.6 al 13.7%.
Nel corso di una conferenza stampa indetta per il pomeriggio, Luca Cordero di Montezemolo renderà nota la sua decisione di abbandonare dopo sette anni la presidenza del gruppo Fiat. Verrà sostituito da John Elkann, già numero uno di Exor. Montezemolo resterà comunque nel consiglio d’amministrazione di Fiat Group Automobilies e manterrà la carica di presidente Ferrari. Questo annuncio anticipa non senza sorpresa l’esposizione del product plan 2010-2014, in programma per la giornata di domani.
Secondo nuove anticipazioni, nel piano produttivo non sarà previsto lo scorporo di Fiat Auto da FGA, nonostante vi siano tutte le possibilità perché questa operazione venga compiuta in futuro.
Via | Repubblica
Sergio Marchionne, amministratore delegato Fiat, ha voluto precisare come l’attuale dirigenze creda “nel marchio Alfa Romeo e nel suo posizionamento sul mercato”. Dal Quirinale, dove ha presentato la Giulietta in presenza di Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica, il manager italo-canadese ha poi riconosciuto il valore della nuova berlina (“Il lancio della nuova Giulietta è un’occasione per rilanciare il marchio dell’Alfa Romeo. Il nome ‘Giulietta’ è oramai storico, ma i contenuti sono totalmente aggiornati”), precisando poi come “non dovrebbe essere l’ultima Alfa prodotta in Italia”.
Marchionne, accompagnato da Luca Cordero di Montezemolo, John Elkann (presidente e vice-presidente del Gruppo Fiat) e dall’amministratore delegato del Biscione Harald Wester, ha mostrato a Napolitano una Giulietta 2.0 JTDM da 170 cavalli in allestimento Dinstinctive e colorazione ‘Blu Profondo’. “Gli è piaciuta molto, mi ha detto che è una bellissima auto”, ha poi rivelato Marchionne.
Via | La Stampa (Ringraziamo il nostro lettore “Gnovis” per la segnalazione)
Fiat presenterà al pubblico la 500C il prossimo 4 Luglio, a due anni esatti dal lancio della 500. Una serie di eventi in tutta Europa farà da palcoscenico per questo lancio, come già accaduto quando fu la 500 berlina ed essere presentata. Rai Uno, Rai Due e Rai Tre diffonderanno all’unisono una raccolta di filmati e spezzoni d’epoca dedicati alla Fiat 500, mentre su Rai Uno andrà ini onda in serata uno speciale di “Porta a Porta”, intitolato “Mezzo secolo dell’Italia che vince”, ripercorrendo mezzo secolo di stile made in Italy, tra cui anche la Fiat 500. Gli ospiti saranno Luca Cordero di Montezemolo, John Elkann e, in diretta dalla pista del Lingotto di Torino, l’amministratorre delegato di Fiat Automobiles Lorenzo Sistino.
Nel frattempo sarà inaugurato a Napoli il Fiat Open Lounge presso il Voga Club e quello di Roma all’interno del Sofia, un nuovo locale situato poco distante dal Foro Italico. All’Open Lounge di Milano ci saranno festeggiamenti, così come al Fiat Playa di Punta Marana, in Sardegna, dove si svolgeranno anche le premiazioni degli Oscar del Calcio. Il 5 Luglio si terranno invece i festeggiamenti al Fiat Chalet di Madonna di Campiglio, con un party riservato a 500 ospiti. A Parigi sarà esposta da 2 al 7 luglio una riproduzione del modello lungo 17 metri e alto 6 metri, che farà bella mostra alla Defense, con un prato esterno dove si terranno una serie di iniziative collaterali e concorsi. Questo allestimenti, già visto negli ultimi saloni internazionali, sarà poi esposto a Londra a fine Agosto ed a Berlino a Settembre.
Un’ultima curiosità: in alcune piazze europee saranno organizzati dei “flash mob”: una trentina di attori mimetizzati fra la folla, all’arrivo di una Fiat 500 (in Italia saranno delle 500C) inizieranno a cantare “Happy birthday 500!”.
Gianluigi Gabetti non vede motivo di rinviare: il passaggio di testimone ci sarà. “Annuncerò che mi ritiro da presidente “. Non si tratta tuttavia di un addio: Gabetti rimarrà nel board dell’Ifil, finanziaria cui fa capo la Fiat, che nel cda del prossimo 13 maggio passerà sotto la presidenza di John Elkann, nipote dell’Avvocato.
La mossa del resto, era stata preannunciata da Gabetti stesso quasi un anno e mezzo fa e rappresenta un passaggio altamente significativo: il ritorno diretto degli Agnelli ai vertici delle finanziarie di famiglia. John Elkann è infatti già al timone dell’Ifi.
Secondo aspetto “simbolicamente” importante. Con la fine dell’era-Gabetti si può dire che un cerchio si chiude: quello contrassegnato dalla lunga fase di emergenza del settore auto ora definitivamente alle spalle. Si compie così inoltre un preciso volere di Gianni Agnelli, che aveva indicato proprio in John il suo erede designato: “Quando io non ci sarò più, la gestione e il controllo della Dicembre (la società cassaforte che custodisce la quota di riferimento del gruppo, ndr) dovranno passare a John”.
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